Di fronte a Cannes ci sono due isole, santa Margherita e Sant’Onorato. Su quest’ultima, chiamata anche isola di Lerins, verso la fine del quarto secolo sant’Onorato di Arles si rifugia in cerca di solitudine. Dal momento che molti discepoli lo inseguono decide di fondare un monastero. Da allora la presenza dei monaci è sempre stata di richiamo per molti pellegrini che desiderano vivere una sosta di riflessione e di preghiera. Abbiamo incontrato il monaco Giancarlo, piemontese, che ha condiviso con noi alcuni elementi della vita monacale.
I monaci non formano un’élite di persone perfette, un gruppo chiuso che si isola dal mondo. I monaci sono “abbordabili” cioè sì possono facilmente avvinare. Sono persone che hanno una bassa soglia di approccio, accessibile a tutti, alla mano. I monaci sono capaci di incontrare e di ascoltare gli uomini e le donne del nostro tempo. Se non facciamo questo, si chiede Giancarlo, a cosa serviamo? Nel monastero dobbiamo vivere in pienezza la liturgia, è vero, ed il ritmo della nostra liturgia riempie il giorno e la notte. Tuttavia nello stesso tempo dobbiamo andare incontro senza esitazione a chi viene da noi, per qualunque richiesta.
Pubblicato il 4 Maggio 2024
in
Storie di fede e Riflessioni
















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