Domenica del pane che trabocca dalle mani e dalle ceste. Del pane che, povero e ricco, buono da solo e buono con tutto, ha dentro la terra e il cielo, l’acqua e il fuoco. La storia inizia con la morte del Battista all’interno di un banchetto grottesco e drammatico, a seguito del quale Gesù vuole ritirarsi in un luogo in disparte; ma è inseguito dalla gente, scende dalla barca e si ritrova immerso nella folla. E che cosa fa? Vede, e ha compassione. Importantissimo termine, di una carica infinita. Per lui guardare e amare sono la stessa cosa, come per Dio. Gesù prova dolore per il dolore dell’uomo, è ferito dalle ferite di chi ha davanti. E capovolge i suoi programmi: voleva un luogo in disparte e invece si trova risucchiato dal vortice della vita dolente. Vorrei essere uno tra i tanti, quella sera, sul lago. Li invidio non per il pane, ma per la seduzione che li trattiene lì, più forte della fame, della notte, della paura. Lo ascoltano ed ecco due imperativi a confronto: mandali a comprare, dicono gli apostoli. Mentalità che è la nostra, razionale, logica: se vuoi qualcosa, lo paghi. Gesù alza la posta: voi stessi date loro da mangiare! Fatelo voi! Sfamare l’uomo è cosa Continua la lettura →
Pubblicato il 31 Luglio 2026
in
Primo piano, Storie di fede e Riflessioni

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