Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Ultimi articoli pubblicati

Serendipità

La prima volta che mi sono imbattuto in questa parola nemmeno sapevo potesse esistere. Poi ho pensato ad un errore di stampa. In effetti è una parola che suona male. Tuttavia conoscendola mi è apparsa piena di luce e di futuro. Dopo una rapida ricerca scopro che è un termine coniato dallo scrittore inglese Walpole nel 1754 il quale, prendendo spunto da una fiaba intitolata “Il principe di Serendip”, un’isola dello Sri Lanka.

Letteralmente “serendipità” è la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte mentre si sta cercando altro. Significa cioè una situazione nella quale la causalità si trasforma in momento opportuno.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Ricominciamo!?

Nell’attuale mese di settembre in Parrocchia siamo alle prese con il movimento di ripresa del nuovo anno pastorale. Mai come quest’anno ci troviamo di fronte a tante domande.

Siamo in bilico tra il desiderio di riaprire tutte le attività della Parrocchia e dell’Oratorio, come facevamo prima del Covid e l’esigenza di tener seriamente in considerazione tutto ciò che dall’esperienza stessa del Covid abbiamo imparato. Insomma, ci continuiamo a ripetere, negli ambienti ecclesiali, che non sarà più come prima anche se in realtà non ci è ancora dato di sapere come sarà.

Confesso che non è semplice trovare il bandolo della matassa, in un periodo in cui ogni frase inizia sempre con un “forse”.

Ci sono dei punti fermi: la celebrazione della Messa ogni Domenica e ogni giorno feriale, la Prima Comunione e la Cresima nelle ultime domeniche di Settembre, la possibilità di accostarsi alla Confessione, la visita agli ammalati…

Riprenderanno i cammini di catechesi e di formazione: per gli adulti nei tempi forti, per i giovani e gli adolescenti ogni domenica sera, per i ragazzi e i bambini alla domenica mattina.

L’Oratorio riaprirà con tutte le sue attività e proposte: il bar, l’animazione e l’aggregazione, lo sport…

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

La spada nella roccia

Le vacanze non sono mai solo vacanze. La parola “vacanza” letteralmente significa vuoto, tempo vacuo. Ma quando succede che la vacanza è tempo dedicato alla contemplazione del bello nella natura, nell’arte e nei luoghi della fede allora può davvero essere il contrario del suo significato: giorni pieni ed intensi, ricchi di esperienze incantevoli.

Un viaggio, anche pure un’ordinaria vacanza, lo compi sempre tre volte: nella preparazione perché lo sogni ed hai molte aspettative, quando lo vivi e  infine quando lo ricordi, perché ti porti dentro le tracce di ogni momento.

Con un piccolo gruppo di giovani abbiamo condiviso alcuni giorni nella Maremma Toscana. Così rivivo per la terza volta questa vacanza: innanzitutto la fragranza della fraternità, stare insieme è sempre un grande dono, anche se l’intesa non è sempre perfetta, poi le riflessioni e la preghiera, la sorpresa di luoghi bellissimi, il mare certo, ma anche le città visitate, gli scorci, i borghi, poi ancora la dolcezza e la generosità di chi ci ha ospitato.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

La santa indifferenza

Una di queste sere ero a cena con un amico prete che tra poco dovrà, per ubbidienza al Vescovo, cambiare parrocchia. Gli viene chiesto: ma non ti di-spiace lasciare la tua parrocchia dopo tanti anni? Certamente, risponde, ma sto cercando di imparare la “santa indifferenza”. Altri amici seduti al tavolo reagiscono: ma come è possibile? Mi sembri un po’cinico. Così si comincia a confrontarsi su questa espressione.
La santa indifferenza, contrariamente a quanto sembra, è un atteggiamento di profonda spiritualità.
L’autore di questa indicazione è sant’Ignazio di Loyola, il fondatore dei Gesuiti. Dopo la sua conversione, frutto della meditazione di alcuni libri sulla vita dei santi e di Gesù, dal 1522 al 1535, compone i famosi “Esercizi Spirituali”, una proposta ben strutturata per essere autentici discepoli di Gesù.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Ma che lingua parla Dio?

Comprendere la volontà di Dio è opera di discernimento mai compiuta una volta per tutte.
La Festa di Maria Assunta è una straordinaria occasione per fermarci e meditare proprio sulla volontà di Dio. Maria ha mosso i primi passi della sua relazione amorosa con il Signore proprio affermando: “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga per me la tua volontà”.
Ogni scelta della sua vita è stata quindi operata nella linea della volontà di Dio, sempre anteposta alla sua.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

La bellezza degli adolescenti

Nei mesi estivi l’Oratorio ha riaperto le sue attività cercando soprattutto di mettere al centro i ragazzi e gli adolescenti. Al termine del CRE e dei campi estivi ha nel cuore un profondo sentimento di gratitudine per gli adolescenti.

Quando con i coordinatori stavamo programmando l’estate non sono mancati punti di domanda e perplessità: come saranno gli adolescenti dopo il Covid? Riusciranno a mettersi in gioco e a vincere paure e chiusure? Saranno disponibili a dedicare il loro tempo al servizio degli altri, specie dei più piccoli?

Con molta sorpresa ci siamo resi conto della loro voglia di rispondere affermativamente alla proposta di essere animati e animatori a loro volta. In realtà sappiamo che diversi di loro hanno molto patito il lockdown ed hanno, per diverse ragioni preferito passare l’estate senza lasciarsi coinvolgere. Chi c’è stato tuttavia ha dato una bella testimonianza di crescita. Abbiamo vissuto insieme parecchi incontri di formazione e per cinque settimane si sono letteralmente dedicati ai più piccoli, senza risparmiarsi e con un approccio di evidente serietà. Ecco perché sono grato agli adolescenti: perché hanno sciolto ogni perplessità sulla loro ripresa e ci sono stati.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le operazioni aritmetiche

Quando si vive insieme sono sempre complesse le dinamiche dei nostri rapporti. Pensiamo alla famiglia, ma anche alla comunità o più semplicemente ad un gruppo di amici o ad un’associazione.

Per cogliere gli sviluppi dei nostri rapporti potrebbero essere utilizzate le operazioni aritmetiche.

L’addizione si realizza quando si mettono insieme le proprie risorse e si sperimenta che … l’unione

fa la forza, che la collaborazione è fonte di grande soddisfazione. Se ognuno fa il suo compito il risultato è la somma di tante risorse. Quando si edifica una casa il contributo di ogni mattone è indispensabile.

La sottrazione è quando qualcuno si porta via le risorse di tutti. Allora si sperimenta il senso della perdita. Si sperimenta la disparità dell’impegno e i conti non tornano perché qualcuno “ruba”, non facendo il suo compito. Spesso accade che qualcuno se ne approfitta della generosità degli altri. Sottrarre le risorse degli altri significa essere come i parassiti che vivono a spese degli altri. Una famiglia o una comunità, quando c’è la sottrazione, diventa come un albero con gli insetti che rubano la linfa e impediscono la crescita di buoni frutti, oppure diventa come una testa piena di pidocchi. Chi sottrae è uno scroccone che si prende ciò che non ha guadagnato.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Cerca di essere felice

C’è un bellissimo documento che può essere oggetto di meditazione per tutti. Secondo alcuni questo è un testo che nel 1692 venne trovato nella Chiesa di san Paolo a Baltimora, la città degli Stati Uniti d’America.

Secondo una seconda versione sarebbe invece una poesia in prosa di un filosofo e avvocato statunitense del 1927 di nome Max Ehremann.

Comunque sia è un testo che riassume molta sapienza e divenne molto conosciuto a partire dagli anni sessanta con il titolo “Desiderata”, dal latino “Le cose che si desiderano”.

È un testo semplice e profondissimo, un testo che ritrovo perennemente attuale, che esorta a ricercare la felicità malgrado le tante difficoltà che nella vita si incontrano.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Chi è cristiano?

Si fa fatica oggi a capire chi è cristiano. Se si leggono le statistiche la percentuale di chi si riconosce ancora cristiano è sempre piuttosto alta.

Ma dove sono tutti questi cristiani? Molti pensano che i cristiani sono coloro che sono iscritti nei registri della parrocchia, oppure coloro che vanno in chiesa. Altri pensano che non sia necessario andare in chiesa per essere cristiani, ma poi non si capisce che cosa sia davvero necessario.

In questo clima di relativismo spirituale è veramente difficile avere chiaro il quadro della situazione. Senza pensare poi al cinismo di molti commenti del tipo: chi va in chiesa è peggiore di chi non ci va… Molti cristiani poi sono disorientati perché vedono che si può vivere bene anche prescindendo da qualunque partecipazione religiosa.

Anche le tappe principali della vita pare siano svuotate dal senso cristiano della fede. Si, è vero, ci sono ancora delle domande alla chiesa, ma più come colorazione folkloristica che come relazione spirituale. Forse davvero la fede oggi non è più in grado di dare forma alla vita.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le quattro stanze

C’è un antico proverbio indiano che dice: Ognuno di noi è una casa con quattro stanze: una fisica, una mentale, una emotiva e una spirituale. La maggior parte di noi tende a vivere in una stanza gran parte del tempo. Ma finché non andremo in ogni stanza, ogni giorno, anche solo per arieggiarla, non saremo persone complete.

Per essere una persona completa, cioè armonicamente matura e felice è necessario prima di tutto riconoscere la presenza di queste quattro stanze. Si perché può accadere che si viva una vita intera senza nemmeno sapere come sia “la mia casa”, la struttura della mia persona. Oppure può succedere di passare tutta una vita stando in un’unica stanza, disinteressandosi delle altre.

Per essere persone complete e felici abbiamo il compito di considerare tutte e quattro le stanze e di prendercene cura. Anche perché se ciascuno non lo fa per conto proprio, nessuno può farlo al posto nostro.

Proviamo dunque a vedere le quattro stanze e a capire quali sono le dinamiche che le caratterizzano.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Cambiare

Penso che anche al Padre Eterno capiti ogni tanto di andare in confusione ascoltando le nostre preghiere. Spesso infatti gli uomini e le donne lo considerano una specie di “ufficio cambio”. E così Gli viene chiesto, da preghiere poco corrette, di cambiare. Di cambiare quello che Lui ha creato e che agli uomini non va bene.

Così accade che la moglie preghi: Signore cambia mio marito. E a sua volta il marito prega: Signore cambia mia moglie. Oppure succede che i genitori insieme preghino: Signore cambia i nostri figli. E a loro volta i figli chiedano: Signore cambia i nostri genitori. E così via.

Quando le nostre insoddisfazioni si tramutano in preghiere credo che il Signore si trovi in difficoltà ad ascoltare e a soddisfare tutti.

Che fare dunque?

C’è un racconto che proviene dal mondo orientale che ci può aiutare.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

La mediocrità

A volte, anche se fa male, conviene lasciarsi provocare da alcuni pensieri che hanno la forza di condurre a fare l’esame di coscienza.

È quanto mi è accaduto nei giorni scorsi.

Ed è stato un pensiero di George Bernanos, l’autore del conosciuto “Diario di un curato di campagna”, a darmi l’occasione per un esame di coscienza.

Egli ha scritto: “Uno dei principali responsabili, il solo responsabile, forse, dell’avvilimento delle anime è il sacerdote mediocre. La grande sciagura di questo mondo non è che ci siano dei senzadio, ma che noi siamo cristiani così mediocri”.

Queste parole me le sono sentite direttamente rivolte mentre meditavo sul clima diffuso nel quale viviamo che è quello della mediocrità, anche nella comunità della chiesa. Consulto il vocabolario e leggo che la mediocrità è la qualità della persona che rivela capacità, attitudini e doti d’ingegno molto scarse. Il pensiero di Bernanos mi obbliga a riflettere sulla mia responsabilità per l’avvilimento delle anime: la mediocrità del prete equivale alla mancata eccellenza della santità. Non sono tanto le qualità umane a rendere mediocre un prete quanto il suo scadente cammino di vita spirituale. Questa si è una vera colpa che provoca l’avvilimento delle anime.

Una colpa per la quale chiedo misericordia per me e per i miei confratelli.

Tuttavia ritengo che sia proprio il clima nel quale viviamo a rendere mediocri le persone.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni