Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
15 Giugno 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Richiesta di disponibilità o dono di una possibilità?

Attraverso questo breve scritto sono a chiedere, a chiunque desideri spendere un po’ del suo tempo, di vivere, nella forma del volontariato, qualche ora presso la Casa Accoglienza Anziani.

La presenza dei volontari all’interno della struttura è sempre stata di fondamentale importanza. Esiste dall’inizio dell’attività un gruppo di circa una ventina di volontari che si alterna nella settimana con un turno di servizio per le diverse necessità.

La difficoltà principale emerge in particolare nei mesi estivi per le ferie dei volontari stessi, per le ferie del personale e per le vacanze delle nostre suore. Ma al di là dell’estate il ruolo dei volontari garantisce una vicinanza umana che ha un risultato immediato ed impagabile: il sorriso dei nonni. Io non esito a dire una cosa: passare qualche momento alla RSA fa bene agli anziani, di sicuro, ma fa benissimo ai volontari: si stabilisce una relazione e si mette in circolo quella linfa che porta frutti di bene e fa crescere la comunità.

Cosa fanno i volontari? Fanno molte cose in base alle necessità. In particolare: donano la loro disponibilità nei momenti di vita quotidiana degli ospiti in orari definiti durante  il momento del pasto, là dove è possibile, trasportano gli ospiti dai reparti al salone per le attività di animazione che cambiano nei diversi giorni della settimana, li trasportano quando c’è la Messa, al mattino del Martedì e del Giovedì e alla prefestiva del Sabato pomeriggio ed infine fanno un po’ di compagnia, chiacchierano, bevono insieme il te o il caffè, ridono e scherzano.

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Pubblicato il
8 Giugno 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi

Nel mese di maggio abbiamo pregato il Rosario e, in ogni sera, abbiamo meditato sulle tante preghiere che arricchiscono la devozione mariana dei cristiani.

Il tema ricorrente è la richiesta che noi, suoi figli, le rivolgiamo affinché ci ascolti. Esattamente come fa ogni bambino che chissà quante volte in un giorno chiama la sua mamma proprio per questo. 50 volte? O forse di più un bambino ogni giorno chiama la mamma. Anche noi, quando preghiamo il Rosario, chiamiamo 50 volte la nostra Mamma del cielo.

C’è un passaggio di una delle preghiere più belle, la Salve Regina, una preghiera sorta nel Medioevo, che dice: illos tuos misericordes oculos ad nos converte, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

Domandiamo alla Madonna di ascoltarci… rivolgendo a noi i suoi occhi.

Mi ha fatto venire in mente un simpatico racconto nel quale si dice che una giovane mamma, in cucina, preparava la cena con la mente totalmente concentrata su ciò che stava facendo: preparare le patatine fritte. Il bambino aveva avuto una intensa giornata alla scuola materna e raccontava alla mamma quello che aveva fatto. La mamma gli rispondeva distrattamente con monosillabi e borbottii.

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Pubblicato il
5 Giugno 2024
in Raccolta fondi e autofinanziamento dell'Oratorio

Il tuo 5×1000 per sostenere l’Oratorio San Giuseppe

E’ possibile sostenere le attività dell’Oratorio e della Parrocchia San Giuseppe anche con la scelta di destinare il 5 per mille dell’IRPEF della propria dichiarazione dei redditi.
La scelta del 5 per mille è un meccanismo uguale a quello dell’8 per mille: le due scelte non sono alternative tra di loro e pertanto possono essere fatte entrambe.

Come funziona?

Per chi è tenuto a presentare il Mod. Unico o Mod. 730:
con la sottoscrizione nell’apposito riquadro ed indicando il codice fiscale dell’A.S. Oratorio San Giuseppe;

Per chi non è tenuto a presentare dichiarazione dei redditi (in quanto possiede solo reddito di lavoro dipendente o di pensione):
può contribuire firmando nell’apposito riquadro inserito nel CUD indicando il codice fiscale dell’A.S. Oratorio San Giuseppe.
Il foglio del modello CUD con la sottoscrizione del 5 per mille va poi spedito o consegnato a un CAF o a un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, …)

Per tutti, il codice fiscale da indicare è il seguente: 95201430162

 

 

Pubblicato il
1 Giugno 2024
in Storie di fede e Riflessioni

La speranza non delude

Nella domenica dell’Ascensione, il 9 Maggio scorso, Papa Francesco ha consegnato la Bolla di indizione del Giubileo che celebreremo nel 2025.

Avremo modo di riflettere nei prossimi mesi sull’importanza di questo evento, per la Chiesa e per il mondo. Intanto vorrei soffermarmi sul titolo della Bolla: “Spes non confundit”, espressione che troviamo nelle lettere di san Paolo, la speranza non delude (Romani 5,5).

All’inizio del testo dice Papa Francesco: possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. Questo è il primo obiettivo dichiarato: rianimare la speranza, affinché tutti i pellegrini che giungeranno a Roma, o tutti i fedeli che vivranno il Giubileo nelle proprie Parrocchie o Diocesi, percepiscano il desiderio di riaccendere la speranza. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene. La Chiesa è chiamata, in ogni angolo del mondo, ad essere portatrice di nuova speranza.

Nel titolo della Bolla sento risuonare le parole di Peguy, nel famoso poema “Il portico del mistero”: La fede non mi stupisce Non è stupefacente Risplendo talmente nella mia creazione. Nel sole e nella luna e nelle stelle. In tutte le mie creature… La carità va da sé. Per amare il prossimo c’è solo da lasciarsi andare, c’è solo da guardare una simile desolazione. Per non amare il prossimo bisognerebbe farsi violenza, torturarsi, tormentarsi, contrariarsi. Irrigidirsi. Farsi male. Snaturarsi, prendersi a rovescio, mettersi a rovescio. Riprendersi. La carità è tutta naturale, tutta zampillante, tutta semplice, tutta alla buona. E’ il primo movimento del cuore. E’ il primo movimento che è quello buono. La carità è una madre e una sorella… Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce.

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Pubblicato il
25 Maggio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Ergo sum

Una delle frasi più efficaci e più famose di tutta la storia della filosofia e della letteratura è sicuramente quella di Cartesio, uno dei padri dell’epoca moderna: “Cogito ergo sum”, penso dunque sono. Una locuzione che riassume il percorso del suo pensiero illustrato nell’opera “Il discorso sul metodo”. In breve, ma molto in breve: ogni realtà dev’essere sottoposta al dubbio. Tutto dev’esser messo in discussione affinché si accetti come vero solamente quello che è evidente, cioè privo di ogni forma di dubbio. Alla fine Cartesio arriva a dire che l’uomo pensante rappresenta l’unica certezza che sopravvive al dubbio. Il fondamento dell’esistenza è il pensiero.

Qualcuno poi si è divertito a modificare la locuzione cartesiana. Dubito ergo sum. Amo ergo sum. Mangio ergo sum. Rogito ergo sum. E via di questo passo.

Una variazione interessante è quella che inverte i termini della frase: Sum ergo cogito. Sono quindi penso. Un’inversione che sottolinea che l’esistenza è il fondamento del pensiero. Il fatto di esistere permette di pensare. Il fondamento del pensiero è l’esistenza.

Ma forse l’intuizione più folgorante fu quella del teologo Karl Barth, che alcuni secoli dopo Cartesio, ha cambiato la frase mutandola al passivo: “Cogitor ergo sum”, Sono pensato, dunque sono. L’esistenza umana trova il suo fondamento nel pensiero dell’amore generativo di un Altro, che mi permette si esistere.

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Pubblicato il
18 Maggio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Myriam

Nel mese di Maggio i cristiani pregano con ancor più passione il santo rosario. Mi è sempre piaciuta una litania che viene attribuita alla Madonna: “Stella matutina”, stella del mattino. Oppure, come si prega in una bella antifona mariana: “Stella del mare”. I fedeli invocano Maria riconoscendosi figli che nelle angosce ricorrono a Lei, Madre che, come stella, conduce al porto sicuro. Maria viene identificata come una sorta di stella polare, una guida e una speranza per coloro che viaggiano in mare e che in senso più ampio viaggiano nei pericoli dell’esistenza.

Quando il mare pare impraticabile e le notti sono buie possiamo solo immaginare la paura per chi naviga. Un vero disastro. A proposito sapete cosa vuol dire “disastro”? Appunto, letteralmente significa senza stelle. È la mancanza di stelle che disorienta i naviganti, è viaggiare senza astri che indicano la rotta.

La presenza di Maria è paragonata ai corpi luminosi che nel cielo sono punti di riferimento stabili. La presenza luminosa di Maria è per noi una costante fonte di speranza e di fiducia.

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