Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
6 Agosto 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Gioire per le cose che contano

Tra i ricordi televisivi più piacevoli di quando ero piccolo ci stanno sicuramente le storie di padre Brown. Qualcuno ha giustamente detto che don Matteo è il padre Brown italiano, o meglio, che padre Brown sarebbe come il nonno di don Matteo. Entrambi  sacerdoti che nello svolgimento del loro ministero sono ottimi detective per sciogliere i casi più complicati.

Padre Brown nasce dalla penna di un illustre autore, G. K Chesterton (1874- 1936), scrittore estremamente prolifico, con una produzione di oltre cento libri, poeta, drammaturgo, giornalista… Aveva una profonda abilità nello scavare nei fatti e nell’animo umano con l’unico desiderio di far emergere la verità trovando sempre soluzioni positive. Era la sua conoscenza dell’uomo che lo rese anche molto polemico e provocatore senza essere mai offensivo.

Nel 1922 abbandona la fede anglicana e si converte al cattolicesimo grazie alla sua amicizia con un sacerdote, padre John O’Connor, che gli ispira il personaggio letterario di padre Brown.

Nel mese di Agosto del 2013 venne aperta un’indagine per la causa di beatificazione di Chesterton, indagine chiusa nel 2019 a causa di forti critiche per il suo presunto antisemitismo le cui tracce compaiono in numerosi suoi articoli.

Molto si occupò di temi legati alla religione e alla fede.

In uno dei suoi libri trovo sottolineato un testo che avevo letto una trentina di anni fa.

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Pubblicato il
30 Luglio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Fatemi prendere sul serio il gioco della scopa

Le vacanze estive ci permettono di aver un po’ di tempo per gustare qualche passatempo come per esempio giocare a carte.

Tra i giochi più diffusi c’è certamente “la scopa” con tutte le sue varianti. È un gioco antichissimo che nasce nel Quattrocento a Napoli, nel porto, dove i pirati e i pescatori si fermavano per giocarsi i bottini dei vari assalti alle navi mercantili.

Si dice che sia un gioco inventato dai muti perché sarebbe bandita ogni forma di comunicazione verbale. I più esperti e smaliziati giocano segnandosi le carte. I più bravi sono ovviamente coloro che riescono a tenere a mente le carte giocate e a mettere in atto strategie affinché gli avversari non facciano punti.

Erri De Luca nel suo romanzo “Il giorno prima della felicità” racconta la storia di un ragazzino solitario rimasto orfano che frequenta don Gaetano un tuttofare di Napoli che, tra le tante cose, gli insegna a giocare a scopa e gli racconta la vita di Napoli.

Nel romanzo c’è un passaggio che si riferisce al gioco della scopa definendola simbolicamente “religiosa”.

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Pubblicato il
29 Luglio 2022
in Primo piano, Proposte per gli adulti, Sport e divertimento

La Società Sportiva Oratorio San Giuseppe A.S.D. cerca volontari

Vuoi fare il volontario donando il proprio tempo, la propria capacità, la propria disponibilità alla nostra società sportiva Oratorio San Giuseppe A.S.D. ?
Siamo sicuri che le tue capacità e l’esperienza che hai possono essere d’aiuto agli altri e cioè ai nostri atleti/e e all’oratorio.
Le posizioni che potresti ricoprire secondo la tua disponibilità di tempo ed esperienza sono seguenti:
 Allenatore di Calcio /Calcio Sociale / Pallavolo / Basket / Baskin.
 Aiuto allenatore di Calcio /Calcio Sociale / Pallavolo / Basket / Baskin.
 Magazziniere
 Manutenzione
 Segretaria
In ogni caso qualsiasi prestazione di volontariato è ben accetta e noi siamo disposti a fornire e aiutare con formazione e supporto a tutti i volontari.
Se vuoi fare il volontario basta:
 Cliccare sul link per compilare il modulo in google moduli. https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSemmTbWTTHVqJBkTocdS2BWILQg_qWgY1Ud_D2IhKvHnpM9eA/viewform?usp=sf_link
 Scrivere alla mail osg.sport@gmail.com
 Passare in segreteria negli orari di apertura per lo sport (martedì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30)
Ringraziamo gli interessati anticipamene e vi aspettiamo all’OSG ASD.

DALMINE Presidente e consiglio.

Pubblicato il
26 Luglio 2022
in Attività del Gruppo Adolescenti, Il Gruppo Adolescenti, Primo piano

Campo estivo adolescenti a Sestri Levante 2022

Una settimana dove proviamo ad “addomesticarci” seguendo lo stile dell’oratorio: importanza della comunità; di mettersi in gioco; crescere insieme; pensare e fare servizio per l’altro.

Siamo stati aiutati dal libro il piccolo principe.

Che cosa devo fare per addomesticarti?
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono
cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono
addomestica”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei
legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che
un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno
di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che
una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi
addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per
me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
“Che cosa devo fare per addomesticarti?” domandò il piccolo
principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.
“In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba.
Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le
parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai
sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la
volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle
tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora
aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro,
incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo
della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò
mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”. Così il
piccolo principe addomesticò la volpe.

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Pubblicato il
26 Luglio 2022
in Il CRE, il CRI, Primo piano

CRE 2022

Per parlare di cre potremmo dire tante cose, raccontare tanti aneddoti, ricordare tanti volti ed elencare tanti  nomi, potremmo dire cose che ci vengono dall’esperienza di tanti anni, scene recentissime e ricordi dolci che  come fotogrammi della memoria sempre ci fanno battere il cuore, voci e volti che ormai abbiamo imparato a conoscere e anche senza volerlo ci fanno nascere in viso un sorriso, eppure non sarebbero sufficienti a riassumere in poche righe le emozioni delle cinque settimane intense che stasera si concludono.

Quest’anno scrivere in questo pensiero qualcosa che non fosse già stato detto risulta un po’ difficile: forse perché nel cre gli ingredienti di partenza sono sempre quelli che conosciamo bene; e allora ciò che ci permette di vivere questa esperienza sempre con rinnovato entusiasmo è la capacità di rimescolarli in modo nuovo e sorprendente tanto da suscitare ogni volta il Batticuore, l’emozione che proviamo quando siamo insieme e cerchiamo di  costruire qualcosa di bello.

Per voi che leggete, bambini, ragazzi e genitori, il viaggio del cre è stato una corsa estiva, attesa con trepidazione, passata velocissima, ma che, come una stella cadente, ha lasciato la sua scia, fatta di tante nuove amicizie e tanti desideri ancora da realizzare.

Per noi che scriviamo, lo sapete, il viaggio del cre invece è iniziato mesi fa, quando abbiamo deciso di guidare coloro che hanno permesso di farvi vivere questa estate da protagonisti: una settantina di ragazze e ragazzi che con impegno e dedizione si sono trasformati (o almeno ci hanno provato!) da semplici adolescenti complicati in animatori unici nel loro genere e per ciascuno di voi, mettendosi in gioco, affrontando dubbi e timori, incontrando a volte difficoltà, allenando la loro pazienza e alla fine scoprendo che tutti gli strumenti necessari per la buona riuscita del cre li possedevano dentro di loro, proprio come Dorothy e i suoi amici.

Come per la nostra protagonista, anche per noi tutti il cre è stato un viaggio di conoscenza, sicuramente di chi ci è stato intorno per intere giornate, ma un po’ anche di noi stessi, delle nostre emozioni e dei nostri talenti.

Per questo il ringraziamento va come sempre a ognuno di voi, bambini, ragazzi e animatori, che con gioia e    divertimento ci avete dato la possibilità di scrivere tutti insieme ed ancora una volta una bellissima pagina nel  libro del cre. Perché in fondo, rivisitando il tormentone di quest’anno, “l’estate senza cre dimmi tu che estate è, oh! Dove sei stata? oh! Mi sei mancata!”

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Pubblicato il
16 Luglio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Batticuore

Non vedevamo l’ora di iniziare e adesso dobbiamo dire che finisce sempre troppo presto. Ogni estate è sempre così: il CRE è un mese di energia pura che coinvolge tantissime persone. Il parroco, i coordinatori, i collaboratori adulti, gli adolescenti e soprattutto i veri protagonisti, i bambini e i ragazzi. La preparazione inizia a febbraio con i coordinatori per gli aspetti organizzativi, ad aprile con gli adolescenti per la formazione.

Le cinque settimane del CRE rappresentano non solo un servizio per le famiglie che si fidano dell’Oratorio e lasciano per tutta la giornata i loro figli, ma è anzitutto un’esperienza vera di comunità e perciò una palestra nella quale esercitarsi per la propria crescita.

Il tema del CRE 2022 è stata la storia del Mago di Oz e l’obiettivo generale per tutti è stato il viaggio interiore nel mondo delle emozioni.

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