Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
20 Marzo 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Prima la liberazione

Di Lazzaro sappiamo poche cose: la sua casa è ospitale, è amato da molti, amico speciale di Gesù. Ma il suo nome più vero è quello coniato dalle sorelle: “Colui-che-Tu-ami” …   “Se Tu fossi stato qui, non sarebbe morto”. Quante volte anche noi abbiamo pregato: se Tu sei con noi la morte non verrà… “Vostro fratello risorgerà”. Lo sappiamo bene, ma quel giorno è così lontano da questo dolore.

E seguono parole tra le più importanti del Vangelo: Io sono la risurrezione e la vita. Lo sono adesso. Notiamo la disposizione delle parole. Prima viene la risurrezione e non la vita. Per Gesù prima viene la liberazione e poi la vita autentica.

Vivere è il risultato di molte risurrezioni: dalla paura, dalla disperazione, dalla violenza, dalla solitudine. Risorgere è faccenda di adesso, di questo momento: risorgere dalle vite sedute e mediocri, dalle vite senza sogno.   Quanti amici attorno a Lazzaro, quante lacrime: piangono Marta e Maria, i giudei, Gesù. È l’umanità di Dio. Tutti i presenti quel giorno a Betania se ne rendono conto: Guardate come lo amava, dicono stupiti. Dove sta il perché ultimo della risurrezione di Lazzaro? Sta nelle lacrime di Gesù. Piangere è amare con gli occhi. Lazzaro risorge non per la potenza di un Dio, ma per l’amore di un amico. Io invidio Lazzaro, non perché ritorna in vita una seconda volta, ma perché vive in un mondo pieno di amici.

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Pubblicato il
20 Marzo 2026
in Il Gruppo Sportivo, Pallavolo, Primo piano

12° Torneo OSG Dalmine Volley misto 6X6 di Maggio

12° Torneo OSG Dalmine Volley misto 6X6 di Maggio

8-9-10-15-16-17-22-23 MAGGIO

Altezza rete 2,35 m
> Minimo 3 donne in campo
> Età minima 16 anni
> Limite in campo di un giocatore maschio dalla serie D in su
> Partite di 3 set
> Inizio partite ore 20.00
> Il torneo si svolgerà in tutti e 3 i weekend
> Le iscrizioni si chiudono al raggiungimento delle 8 squadre

INFO: ALESSANDRA 339 200 09 84 – DANIELE 333 338 42 51

Clicca qui per: regolamento torneo pallavolo oratorio 2026

Clicca qui per: MODULO ISCRIZIONE TORNEO PALLAVOLO 2026

Clicca qui per: DICHIARAZIONE LIBERATORIA DI RESPONSABILITÀ

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2 Marzo 2026
in Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Convivenze adolescenti 2026

Convivere significa vivere insieme ad altre persone nella stessa casa, condividendo spazi, regole e momenti della vita quotidiana.

Una convivenza di questo tipo aiuta a:

  • Sviluppare autonomia

  • Rafforzare le relazioni sociali

  • Migliorare il lavoro di squadra

  • Fare nuove amicizie

  • Crescere a livello personale

Spesso è anche un’occasione per staccarsi un po’ dalla famiglia e sperimentare un ambiente nuovo ma protetto, con educatori o adulti responsabili presenti.

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27 Febbraio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Siamo tutti mendicanti di luce. Come Pietro

La Quaresima, quel tempo che diresti sotto il segno della penitenza, ci spiazza subito con un Vangelo pieno di sole e di luce. Dai 40 giorni del deserto di sabbia, al monte della trasfigurazione; dall’arsura gialla, ai volti vestiti di sole.

La Quaresima ha il passo delle stagioni, inizia in inverno e termina in primavera, quando la vita intera mostra la sua verità profonda, che un poeta esprime così: «Tu sei per me ciò ch’è la primavera per i fiori» (G. Centore).

«Verità è la fioritura dell’essere» (R. Guardini).

«Il Regno dei cieli verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (G. Vannucci).

Il percorso della realtà è come quello dello spirito: un crescere della vita. Gesù prende con sé i tre discepoli più attenti, chiama di nuovo i primi chiamati, e li conduce sopra un alto monte, in disparte. Geografia santa: li conduce in alto, là dove la terra s’innalza nella luce, dove l’azzurro trascolora dolcemente nella neve, dove nascono le acque che fecondano la terra. «E si trasfigurò davanti ai loro occhi». Nessun dettaglio è riferito se non quello delle vesti di Gesù diventate splendenti. La luce è così eccessiva che non si limita al corpo, ma dilaga verso l’esterno, cattura la materia degli abiti e la trasfigura. Le vesti e il volto di Gesù sono la scrittura, anzi la calligrafia del cuore. L’entusiasmo di Pietro, quella esclamazione stupita: che bello qui! Ci fanno capire che la fede per essere pane, per essere vigorosa, deve discendere da uno stupore, da un innamoramento, da un «che bello» gridato a pieno cuore. Il compito più urgente dei cristiani è ridipingere l’icona di Dio: sentire e raccontare un Dio luminoso, solare, ricco non di troni e di poteri, ma il cui tabernacolo più vero è la luminosità di un volto; un Dio finalmente bello, come sul Tabor. Ma a noi non interessa un Dio che illumini solo se stesso e non illumini l’uomo, «non ci interessa un divino che non faccia fiorire l’umano. Un Dio cui non corrisponda la fioritura dell’umano, il rigoglio della vita, non merita che a Lui ci dedichiamo» (D. Bonhoeffer).

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20 Febbraio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Un angelo nel cielo delle nostre metropoli

Come in una parabola dei nostri giorni, provo a immaginare il vangelo delle tentazioni nella città che conosco meglio: Milano. Il diavolo portò Gesù nella metropoli, capitale della finanza e della moda. Lo pose in alto, sopra la guglia centrale del Duomo, e gli mostrò la città ai suoi piedi: il Castello, la Borsa, la cintura delle banche, lo stadio, le vie della moda. E c’era folla sul corso, turisti e polizia. Qualcuno dei mendicanti stringeva un cagnolino in grembo, forse per un po’ di calore, forse per attivare un briciolo di pietà. Sull’asfalto grigio, coriandoli e stelle filanti di carnevale, e la pioggia leggera di fine inverno.   Qualcuno, occhi tristi e pelle scura, vendeva le ultime rose ai passanti.  Guardando bene si vedevano anche quelli che si lasciavano andare: alla solitudine, alla vecchiaia, alla depressione, che si lasciavano morire di droga o di dolore.

Allora il diavolo disse a Gesù: “Tutto questo è mio! Tutto sarà tuo se ti inginocchi davanti a me!”. Signore, perché non gli hai dato del bugiardo?

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19 Febbraio 2026
in I tempi forti dell'anno liturgico, Primo piano, Proposte per tutti

Quaresima 2026 “CHI TROVA RACCONTA”

Il cammino per il Tempo di Quaresima e di Pasqua è’ intitolato “Chi trova, racconta!”. La missione a cui siamo chiamati è’ quella di raccontare la gioia che abbiamo trovato nella nostra vita e nella storia, condividere l’incontro personale con Gesù ’, fonte della Gioia, perché’ questa possa accadere per altri. I Vangeli di questa Quaresima sono come un susseguirsi di incontri: ci raccontano il cammino di Gesù ’ verso Gerusalemme una storia alla volta. E’ proprio da queste storie desideriamo scorgere tracce di Gioia anche nella nostra storia, da riconoscere, da vivere e da condivide.

Pubblicato il
19 Febbraio 2026
in Attività interparrocchiali, I grandi eventi, Primo piano

Carnevale 2026

Il Carnevale a tema Peter Pan è un’occasione magica per far volare la fantasia dei bambini verso l’Isola che non c’è.

I bambini possono travestirsi da Peter Pan, con il suo cappello verde e la spada da piccolo eroe, oppure da Campanellino, con ali scintillanti e bacchetta magica. Non possono mancare nemmeno Capitan Uncino e i simpatici pirati, pronti a vivere emozionanti cacce al tesoro.

Per un giorno, ogni bambino potrà sentirsi libero di sognare e volare verso nuove avventure, proprio come il bambino che non voleva crescere.

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Pubblicato il
13 Febbraio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Le tre leve su cui agire per il sogno del Padre

Vi fu detto, ma io vi dico. La dirompente novità portata da Gesù non è rifare un codice, ma il coraggio del cuore, il coraggio del sogno di Dio. Agendo su tre leve maestre: la violenza, il desiderio, la menzogna.

Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è nel suo cuore un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio interiore dove si formano. L’apostolo Giovanni afferma una cosa enorme: “Chi non ama suo fratello è omicida”(1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide. Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di omicidi. Chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino… Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l’ira, l’insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio.

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Pubblicato il
6 Febbraio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Luce e sale del mondo. Frammento di Dio in noi.

Voi siete il sale, voi siete la luce. Siete come un istinto di vita che penetra nelle cose, come il sale, si oppone al loro degrado e le fa durare. Siete un istinto di bellezza, che si posa sulla superficie delle cose, le accarezza, come la luce, e non fa violenza mai, ne rivela invece forme, colori, armonie e legami. Così il discepolo-luce è uno che ogni giorno accarezza la vita e rivela il bello delle persone, uno dai cui occhi emana il rispetto amoroso per ogni vivente.

Voi siete il sale, avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi a ciò che corrompe, di far gustare il sapore buono della vita. Voi siete la luce del mondo. Una affermazione che ci sorprende, che Dio sia luce lo crediamo; ma credere che anche l’uomo sia luce, che lo sia anch’io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo vangelo: la luce è il dono naturale di chi ha respirato Dio. Chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce gettata in faccia al mondo (Luigi Verdi).

E non impalcandosi a maestro o giudice, ma con i gesti: risplenda la vostra luce nelle vostre opere buone.

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31 Gennaio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Le Beatitudini

In cammino voi poveri; in piedi voi miti; avanti, in marcia, fate il primo passo, in piedi voi che siete a terra, rialzatevi, ricominciate. Dio cammina con voi. Perché, insegnava san Giovanni Calabria, «la Provvidenza conosce solo uomini in cammino».

Primo giorno di scuola del maestro Gesù, all’aperto, sulla collina, il cielo come soffitto, l’erba per pavimento, l’abside del lago sullo sfondo. E il primo argomento che il giovane rabbi di Nazaret tratta nella sua prima lezione, è il tema della felicità: beati voi, ripete per otto volte. La prima rivelazione: Dio vuole figli felici.

La vita è e non può che essere una ricerca di felicità. La felicità sempre provvisoria dei viandanti. E invece di un discorso alla Robin Williams, nel film L’attimo fuggente, uno di quei discorsi accattivanti e piacioni, fa una lezione drammatica e impopolare.

Parla di poveri, di perseguitati, di piangenti, di affamati. Sceglie le ferite delle persone: le Beatitudini sono ferite che diventano feritoie, in cui si affaccia una terra nuova e felice.

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Pubblicato il
26 Gennaio 2026
in Primo piano, Proposte per tutti, Storie di fede e Riflessioni

Settimana di San Giovanni Bosco 2026

GIOVEDI 29/1 20.45 Pensiero della “Buona notte”
Preghiera on line con le famiglie https://meet.google.com/ani-vxvt-agb

VENERDI 30/1 19.30 Apericena e confronto volontari
Iscrizioni entro martedì 27/1 presso la segreteria o il link https://forms.gle/uxQNsDGLpyHL2SsH9

DOMENICA 1/2 Giornata della vita e del seminario diocesano
10.00 S. Messa
11.00 in teatro per i ragazzi della catechesi incontro con un seminarista e aperitivo per la festa don Bosco

Pubblicato il
24 Gennaio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

È qui. In alto silenzio e con piccole cose

Due luoghi opposti fanno da fondale a questo Vangelo: il deserto aspro di Macheronte e il lago sereno della verde Galilea. Giovanni è in carcere ma la Parola non è imprigionata, e vola sulle frontiere.

“Gesù andò ad abitare a Cafarnao, presso il mare”.

Il lago di Galilea è il suo orizzonte geografico preferito, questo orizzonte d’acqua ispira in Lui scelte, parabole, miracoli, riti, parole come nascere dall’acqua e dallo Spirito; metafore: “vi farò pescatori di uomini”. L’acqua contiene un intero vocabolario di salvezza. Gesù andò ad abitare nella Galilea delle genti, terra di frontiera, attraversata da ogni esercito e da tutti i mercanti, ponte naturale verso il mondo. Inizia dalla periferia d’Israele e non da Gerusalemme, perché per una legge sociologica universale il centro conserva e i margini innovano.  E inizia su rive che sanno di vento, di vele spiegate, di partenze.

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