Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
18 Maggio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Myriam

Nel mese di Maggio i cristiani pregano con ancor più passione il santo rosario. Mi è sempre piaciuta una litania che viene attribuita alla Madonna: “Stella matutina”, stella del mattino. Oppure, come si prega in una bella antifona mariana: “Stella del mare”. I fedeli invocano Maria riconoscendosi figli che nelle angosce ricorrono a Lei, Madre che, come stella, conduce al porto sicuro. Maria viene identificata come una sorta di stella polare, una guida e una speranza per coloro che viaggiano in mare e che in senso più ampio viaggiano nei pericoli dell’esistenza.

Quando il mare pare impraticabile e le notti sono buie possiamo solo immaginare la paura per chi naviga. Un vero disastro. A proposito sapete cosa vuol dire “disastro”? Appunto, letteralmente significa senza stelle. È la mancanza di stelle che disorienta i naviganti, è viaggiare senza astri che indicano la rotta.

La presenza di Maria è paragonata ai corpi luminosi che nel cielo sono punti di riferimento stabili. La presenza luminosa di Maria è per noi una costante fonte di speranza e di fiducia.

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Pubblicato il
13 Maggio 2024
in Raccolta fondi e autofinanziamento dell'Oratorio

Il tuo 5×1000 per sostenere l’Oratorio San Giuseppe

E’ possibile sostenere le attività dell’Oratorio e della Parrocchia San Giuseppe anche con la scelta di destinare il 5 per mille dell’IRPEF della propria dichiarazione dei redditi.
La scelta del 5 per mille è un meccanismo uguale a quello dell’8 per mille: le due scelte non sono alternative tra di loro e pertanto possono essere fatte entrambe.

Come funziona?

Per chi è tenuto a presentare il Mod. Unico o Mod. 730:
con la sottoscrizione nell’apposito riquadro ed indicando il codice fiscale dell’A.S. Oratorio San Giuseppe;

Per chi non è tenuto a presentare dichiarazione dei redditi (in quanto possiede solo reddito di lavoro dipendente o di pensione):
può contribuire firmando nell’apposito riquadro inserito nel CUD indicando il codice fiscale dell’A.S. Oratorio San Giuseppe.
Il foglio del modello CUD con la sottoscrizione del 5 per mille va poi spedito o consegnato a un CAF o a un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, …)

Per tutti, il codice fiscale da indicare è il seguente: 95201430162

 

 

Pubblicato il
11 Maggio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Il bistrot nella cattedrale

A me, che da molto fastidio chi chiacchiera in chiesa, mi fa una certa impressione che nel cuore della cattedrale anglicana di Liverpool abbiano addirittura posizionato un bistrot, tavolini al centro della navata con bar e ristorante. Poco prima c’è, in un altare laterale, il negozio dei ricordi e dei santini. In una guida rapida della città si legge: la cattedrale di Liverpool è la più grande del regno Unito e ha gli archi gotici più grandi del mondo… è stata progettata da Giles Gilbert Scott, che aveva solo 22 anni quando vinse un concorso per ottenere il lavoro nel 1902… La cattedrale ha anche un proprio ristorante, il Welsford Bistro, ottimo per provare un piatto di Scouse, sostanziosa zuppa a base di carne di manzo e verdure.

Insomma, all’interno della cattedrale si trovano uno shop e un bar con bagni pubblici e durante o alla fine della visita è possibile fermarsi, mangiare e bere.

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Pubblicato il
4 Maggio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

I monaci di Lerins

Di fronte a Cannes ci sono due isole, santa Margherita e Sant’Onorato. Su quest’ultima, chiamata anche isola di Lerins, verso la fine del quarto secolo sant’Onorato di Arles si rifugia in cerca di solitudine. Dal momento che molti discepoli lo inseguono decide di fondare un monastero. Da allora la presenza dei monaci è sempre stata di richiamo per molti pellegrini che desiderano vivere una sosta di riflessione e di preghiera. Abbiamo incontrato il monaco Giancarlo, piemontese, che ha condiviso con noi alcuni elementi della vita monacale.

I monaci non formano un’élite di persone perfette, un gruppo chiuso che si isola dal mondo. I monaci sono “abbordabili” cioè sì possono facilmente avvinare. Sono persone che hanno una bassa soglia di approccio, accessibile a tutti, alla mano. I monaci sono capaci di incontrare e di ascoltare gli uomini e le donne del nostro tempo. Se non facciamo questo, si chiede Giancarlo, a cosa serviamo? Nel monastero dobbiamo vivere in pienezza la liturgia, è vero, ed il ritmo della nostra liturgia riempie il giorno e la notte. Tuttavia nello stesso tempo dobbiamo andare incontro senza esitazione a chi viene da noi, per qualunque richiesta.

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Pubblicato il
27 Aprile 2024
in Storie di fede e Riflessioni

L’occhiolino di Isacco

Il viaggio parrocchiale in Costa Azzurra ci ha regalato molte emozioni.

Ogni viaggio si compie tre volte, la prima nel desiderio, prima di partire, la seconda nella realtà stessa e la terza quando lo si ricorda.

Personalmente tra i ricordi più belli custodisco quello della visita a Nizza del museo di Chagall, il museo nazionale del Messaggio biblico. Ci sono circa venti dipinti, molto grandi, con i quali l’autore ripercorre le scene principali delle storie bibliche, la creazione, Abramo, Noè, Giacobbe, Mosè, il Cantico dei Cantici, il Re Davide, la deposizione di Gesù dalla croce, ecc.

Mi ha molto colpito un particolare della scena del sacrificio di Isacco.

L’azzurro è il colore di Dio, dell’Angelo che ferma la mano armata di Abramo. Il rosso avvolge Abramo, è il colore della passione, del dramma. È una prova dura quella chiesta all’anziano uomo divenuto padre al di là di ogni speranza.

In alto oltre la cornice c’è la mano di Dio. Prima dona e poi richiede?!

In basso viene rappresentato Isacco, il figlio che prefigura il Figlio ed il suo sacrificio reale sulla croce. Isacco è giallo, il colore dell’abbandono fiducioso nella Provvidenza.

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Pubblicato il
20 Aprile 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Quel che ci mantiene in vita

Questa è proprio grossa e non l’avevo mai sentita. è un esperimento dell’imperatore Federico II di Svevia. Di lui si dice fosse una persona molto controversa. Per qualcuno era un anticristo per altri era il messia.  Odiava i cristiani e pensava di essere il primo in tutto. Era nato a Jesi che chiamava la mia piccola Betlemme… e quando vide la terra Santa disse: questa è la terra dove scorre latte e miele? Perché non avete mai visto il regno della mia Sicilia. Era uno scienziato che provava in maniera selvaggia a cercare risposte alle sue bizzarre domande.

Per esempio si domandava che lingua parlasse un bambino se non gli venisse insegnata nessuna lingua.

Allora decise di raccogliere un gruppo di bambini appena nati e di affidarli alle cure delle balie alle quali aveva dato il preciso ordine di non rivolgere loro nessuna parola. Quando avrebbero finalmente pronunciato la prima parola in che lingua sarebbe stata?

Il risultato però fu tragico perché i piccoli, chi prima e chi dopo, morirono tutti.

Il latte a quei bambini e le cure necessarie venivano assicurate dalle balie ma l’assenza completa di parole colpì fino alla morte le piccole creature.

Gli esperimenti di Federico II venivano raccontati tra la leggenda e la realtà. Fatto sta che questo esperimento, se fosse veramente accaduto, fa molto pensare.

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