Dio Passa, e non lo chiuderai in parole di pietra. Non è bene che l’uomo sia solo, il primo male assoluto è la solitudine, e neanche Dio può stare solo: è Trinità, legame d’amore, nodo di comunione. Nella festa della Trinità, il racconto di Dio diventa racconto dell’uomo. Il dogma della Trinità dice che vivere è convivere, come in cielo così in terra. Il primo male ricordato dalla Bibbia non è il peccato dell’albero proibito, è Dio stesso a dichiararlo: Non è bene che l’uomo sia solo. È male che Adamo sia solo, il primo male assoluto è la solitudine. Neanche Dio può stare solo, è Trinità, legame d’amore, nodo di comunione.
Nella prima lettura Mosè sale sul monte con due tavole di pietra. Pensa di incidervi sopra la legge, qualcosa di definitivo e senza appello. E invece Dio fa tutt’altro, va più lontano e passa davanti a Mosè. Passa: non lo chiuderai in parole di pietra; passa e proclama cinque nomi, uno più bello dell’altro: misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco di grazia, ricco di fedeltà. Proclama la prima di tutte le rivelazioni, misericordia e tenerezza, le proclama passando come un vento che accarezza Mosè con le sue tavole rimaste vuote. Come si fa a scrivere compassione e bontà su tavole di pietra? E allora Mosè capisce e chiede non una legge di pietra ma semplicemente: che il Signore cammini in mezzo a noi. A noi: che se ne fa Mosè di un Dio tutto per sé?














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