Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
17 Febbraio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

I giovani di Cuba e l’adorazione

È venuto a trovarci don Sergio Armentini curato del nostro Oratorio dal 2009 al 2011, attualmente missionario a Cuba nei villaggi della cittadina Baracoa. Nel racconto della sua testimonianza mi ha colpito in particolare una cosa. Ci ha parlato di molti aspetti, della situazione sociale e politica di Cuba, del desiderio che hanno i giovani di uscire dall’Isola, dell’organizzazione della Parrocchia e della missione, del cibo, della scuola, di come abbia imparato alla svelta a vivere sobriamente facendo a meno di tante cose, di come stia facendo l’esperienza che “essere prete” significa concentrarsi sull’essenziale, ecc…

Sinceramente la cosa che più mi ha colpito è la questione dell’Adorazione Eucaristica. Don Sergio ci racconta che i ragazzi e i giovani sono molto disponibili a pregare, anche per lungo tempo, in silenzio davanti all’Eucarestia e che anzi quella è la forma di preghiera che più prediligono. Perché mi abbia colpito questa cosa è subito detto:  da noi succede esattamente il contrario. Si fa una fatica terribile a stare davanti all’Eucarestia, in preghiera silenziosa, la chiesa è quasi sempre vuota quando, nel primo venerdì del mese si espone il Santissimo e nei ritiri dei ragazzi e dei giovani è raro che si riesca a proporre l’adorazione.

Continua la lettura →

Pubblicato il
10 Febbraio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

La caccia alla volpe

Si racconta che quando i lupi cacciano la volpe in un primo momento essi si muovono liberamente nella zona nella quale normalmente si muovono le volpi. La prima fase della caccia è di lasciare che i cani possano cogliere l’odore della volpe. Quando il branco riesce a fiutare le tracce della volpe i cani cominciano a correre seguiti a ruota dai cacciatori. Tuttavia l’elemento determinante non è tanto il fiuto, quanto la vista. Infatti quando un lupo avvista la preda incomincia a correre in maniera determinata e tutti gli altri cani seguono chi ha visto la volpe. Dopo un po’ di tempo si stancano di correre e siccome la volpe si dice sia più furba dei cani riesce quasi sempre a rintanarsi in qualche rifugio. Tuttavia il lupo che l’ha vista continua a rincorrerla nella speranza di prenderla.

Da qualche decennio ci si interroga, genitori, catechisti, preti, sul fatto che immancabilmente i ragazzi che hanno ricevuto la cresima si stancano di correre e interrompono la ricerca di un qualunque cammino di fede. Continua invece a rincorrere il Signore solamente chi ha avuto l’occasione di incontrarlo, di vederlo. Tutti gli altri smettono. Forse è proprio questa la risposta ma anche la prospettiva: è necessario che i nostri ragazzi, i giovani e noi stessi, abbiamo almeno una volta visto il Signore, allora lo continueremo a cercare e a rincorrerlo. Altrimenti si corre un po’, perché vediamo gli altri a correre, ma siccome poi ci stanchiamo, allora ci fermiamo e facciamo altro.

Al Signore pare piaccia essere rincorso. Lo conferma quella bellissima immagine del Cantico del Cantici nella quale il Signore si paragona all’amata e l’uomo di fede all’amato che cerca di rincorrere la donna del suo cuore, è inebriato dalla scia di profumo che l’amata lascia dietro di se, la cerca dietro ogni angolo di strada.

Continua la lettura →

Pubblicato il
3 Febbraio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Rivoluzione

Questa parola è davvero molto interessante soprattutto se si tiene conto dell’accezione diversa che hanno gli antichi e i contemporanei. Il punto di svolta è la Rivoluzione Francese a partire dalla quale “rivoluzione” significa rompere definitivamente con il passato e ricominciare a riscrivere la storia. Cioè: c’è uno stato di cose che è assunto da tutti e ad un certo punto c’è un movimento interno che intende rompere, strappare la pagina e ricominciare da capo. Che cosa è la novità per i rivoluzionari? Rompere con il passato e riscrivere la storia.

Prima della Rivoluzione Francese l’accezione di questa parola era un po’ diversa. Rivoluzione (re-volvere, girare) è il giro completo di un pianeta intorno ad un centro su un’orbita che è circolare. In questa prospettiva il punto di inizio corrisponde al punto di arrivo. Quale è il futuro per un pianeta? La meta è l’origine. Quale è la novità? Il nuovo è l’inizio. La perfezione è alle spalle. Più vai avanti e più ti avvicini all’origine. Questa è la concezione ciclica del tempo che per gli antichi era una cosa assolutamente assodata.

Continua la lettura →

Pubblicato il
27 Gennaio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

La luce e le palpebre

Per farmi aiutare in un incontro sul tema della luce ero alla ricerca di un dipinto che esprimesse la forza della luce mi sono imbattuto in un quadro che non conoscevo di William Turner che si trova in Inghilterra presso la galleria Tate Britain. Il dipinto è intitolato “Regolo”. Sembra un quadro astratto, una tela nella quale c’è solo la luce, una luce abbagliante che ferisce gli occhi di chi la guarda. Mi ha incuriosito il titolo “Regolo” e dopo una piccola ricerca scopro che si tratta di Attilio Regolo che è una delle figure che appartiene alla leggenda della storia in particolare alla fondazione di Roma. Fu il comandante dell’esercito romano durante la prima Guerra Punica, nel 250 circa A.C.

La leggenda di Regolo narra che il giovane fu fatto prigioniero a Cartagine e un giorno fu mandato a Roma con il compito di convincere i romani ad arrendersi. Invece Regolo giunto a Roma pronunciò un discorso nel quale esortava i romani a continuare la guerra perché conosceva la precarietà dei cartaginesi. Ciò che è più importante è che poi Regolo torna a Cartagine e per rispetto al nemico si consegna ai cartaginesi raccontando del suo discorso al senato romano.

A questo punto inizia il racconto dell’atroce morte di Regolo inflitta dai cartaginesi. Prima di tutto ad Attilio Regolo furono recise le palpebre affinché gli fosse impedito di chiudere gli occhi.

Continua la lettura →

Pubblicato il
19 Gennaio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Il Verbo come un’aquila che salva

In occasione della domenica della Parola, celebrata oggi dalla Chiesa, ritorno sul tema dell’ambone, l’arredo sacro dal quale si proclama la Parola di Dio. Mi è capitato lo scorso anno di visitare Gaeta, una splendida cittadina tra Napoli e Roma. Entrando nel Duomo i miei occhi sono subito stati attratti dall’ambone del tredicesimo secolo. Attualmente è solo un frammento di una scultura ben più grande. Raffigura, partendo dall’alto un’aquila impegnata nell’atto di liberare un uomo anziano e barbuto avvinghiato da un serpente e che poggia i piedi su un leone che a sua volta stringe un agnello.

Cosa può mai significare questa scultura? L’iconografia medievale rimanda alla simbologia del peccatore liberato dalla Parola.

L’aquila è un simbolo importantissimo, non solo nel cristianesimo, ma per molti popoli e culture. Fin dai romani si pensava che essa era l’unico animale a cui spetta il privilegio di volare verso il cielo e di trasportare le anime dei morti presso gli dei.

Dopo la conversione al cristianesimo dell’imperatore Costantino l’aquila divenne l’emblema dell’impero a rappresentare il trionfo del cristianesimo sul paganesimo.

Continua la lettura →

Pubblicato il
13 Gennaio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Rane e salamandre

Nel meraviglioso Duomo di Vienna, dedicato a santo Stefano, sono molte le cose che mi hanno colpito. Una su tutte in particolare: il bellissimo pulpito gotico nel cuore della navata centrale. È stato realizzato dall’artista boemo Anton Pilgram nel 1515 circa.

Il pulpito è ricavato da un unico blocco di marmo, ci spiega la guida Lena, ed è finemente scolpito nei suoi particolari. Il vertice corrisponde all’ambone, luogo sacro in cui viene proclamata la Parola. Sotto l’ambone ci sono quattro statue che corrispondono ai Padri della Chiesa, i cui commenti alla Parola sono ancora ancora vivi ed attuali. Sotto ancora, un po’ nascosta, la statua dello scultore Pilgram che sta uscendo da una finestrella. La bellezza di questo pulpito sta nel suo valore simbolico.

Il particolare che più mi ha colpito sono le piccole rappresentazioni poste sullo scorri mano della scala per salire all’ambone: si tratta di piccole rane e salamandre che costituiscono una vera e propria processione verso l’alto. Nella simbologia medievale le rane e le salamandre rivelano il carattere dei fedeli cristiani. Le salamandre sono animali di fuoco, ricercano il calore, la luce, l’aria pura. Le rane sono animali che vivono nel fango e nell’umidità. Le salamandre sono anfibi capaci di vivere, morire e di rigenerarsi anche tra le fiamme. Al contrario le rane e i rospi assumono un valore fortemente negativo perché abitavano le tenebre, erano considerati pericolosi e richiamavano la forza malefica del diavolo.

Continua la lettura →

Pubblicato il
6 Gennaio 2024
in Storie di fede e Riflessioni

Il campo invernale degli adolescenti a Vienna

La proposta di vivere alcuni giorni, tra il Natale e il Capodanno, con gli adolescenti ha riscosso un buon successo. Così con gli educatori si è deciso di visitare una città europea e la scelta è caduta sulla capitale austriaca. La prima tappa del viaggio è stata Innsbruck per una rapida visita in occasione del pranzo.

Poi due giorni per lasciarci meravigliare da una delle città più eleganti dell’Europa. La proposta formativa ha previsto alcune attività legate ai verbi natalizi: meravigliarsi e desiderare. Guidati dall’atteggiamento dei pastori e dei Magi ci siamo confrontati sulle occasioni che la vita ci offre per lasciare che i nostri occhi si riempiano della bellezza di ciò che visitiamo è soprattutto sulla bellezza delle persone che incontriamo, dei compagni di viaggio in particolare.

Essere a Vienna ti dà l’impressione di stare in una fiaba: i palazzi barocchi, le strade e i parchi imperiali, la corte e la principessa Sissi, i grandi musicisti che ci hanno vissuto, Mozart, Beethoven, Strauss, la psicanalisi di Freud, la nostalgia del tempo passato e la sorprendente armonia tra la tradizione e la modernità.

Continua la lettura →