Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
22 Gennaio 2022
in Comunicazioni dalla Segreteria dell'Oratorio, Primo piano

CORONAVIRUS AGGIORNAMENTO DEL 2 DICEMBRE DELLE INDICAZIONI PER LE PARROCCHIE CIRCA IL GREEN PASS

Carissimi di seguito sono riportate le indicazioni pervenute alle parrocchie circa il Green Pass.
Esse sono lo strumento operativo per la Diocesi di Bergamo, che tutti (comunità, gruppi e singoli), nelle diverse modalità di impegno e di appartenenza, sono chiamati a mettere in atto per il bene personale, ec-clesiale, sociale.

 

 

Pubblicato il
22 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il violinista del Titanic

Scrive un papà: Personalmente mi sento un genitore allo sbando, come un comandante sulla nave. Un giorno, pur nelle difficoltà quotidiane, tengo la rotta, o almeno so dove andare; il giorno dopo sono come il violinista del Titanic, che continua a suonare diligentemente la musica del suo spartito, mentre la nave affonda. Un giorno con i miei due figli so quello che faccio, il giorno dopo mi chiedo: ma cosa sto facendo?

Questa riflessione mi ha molto colpito. Quanto dice vale per me come parroco e, penso, valga per ciascuno di noi in quanto condottiero di se stesso e della sua famiglia. Ma ammetto che al di là di tutto mi ha rapito l’immagine del violinista del Titanic.

Vado a vedermi lo spezzone del film e ricerco quanto è realmente accaduto in quel 14 Aprile del 1912.

Scopro così che Hartley, il violinista appunto, durante la sua prima e ultima navigazione, faceva parte del complesso di otto musicisti del Titanic. Non voleva compiere quella  navigazione perché gli dispiaceva lasciare la sua fidanzata, ma fu spinto dalla speranza che quel lavoro gli potesse garantire una qualche sicurezza per il futuro.

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Pubblicato il
14 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Piccoli esercizi spirituali

A ripensarci adesso, a quasi due anni di distanza, slogan come “andrà tutto bene” o “ne usciremo migliori”… sembrano così enfatici da rasentare la peggior retorica.

Francamente confesso che nel marasma che stiamo vivendo se le cose tra gli umani sono cambiate sono solo peggiorate.

Essendo però uomini di speranza non possiamo essere catastrofici e dobbiamo costantemente rimanere propositivi e cercare di cogliere alcune possibilità attuabili per non tendere al peggio.

Dobbiamo, soprattutto in questa fase di nuovo critica, evitare di lasciarci andare, di cedere ad atteggiamenti disfattisti e cercare di capire come sia possibile migliorare la nostra qualità umana e cristiana.

In questo tempo interminabile del Covid penso che abbiamo bisogno di indicazioni spirituali per la nostra vita. E sarebbe bello che chi ha delle idee in tal proposito possa suggerirle.

Io propongo alcuni suggerimenti. Semplici e praticabili. Sono alcuni piccoli “esercizi spirituali” alla nostra portata.

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Pubblicato il
8 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La consolazione e la desolazione

Ripropongo la meditazione del 31 dicembre scorso nella Messa di ringraziamento per la fine dell’anno come contributo di riflessione per chi non ha potuto essere presente.

In questo passaggio nel quale stiamo per salutare l’anno 2021 e accogliamo il nuovo anno voglio condividere una riflessione che prende spunto da un passaggio che il grande sant’Ignazio di Lojola suggerisce nelle regole dei suoi esercizi spirituali. In qualche modo ogni momento della nostra vita può essere considerato un esercizio spirituale.

Ignazio  dice  che  tutti  i  sentimenti  che l’uomo prova nella sua vita sono riassumibili in due sentimenti: la consolazione e la desolazione. Ogni nostro sentimento, bello o brutto, trova la sua collocazione dentro questi due.

La consolazione secondo Ignazio è lo stato di calma e di pacificazione interiore e, perciò l’assenza di ogni ombra o turbamento. Noi siamo consolati quando, nonostante una situazione di vita indubbiamente faticosa, sentiamo di avere lo stato d’animo e gli strumenti per reagire positivamente e viviamo uno stato di pace.

Quando siamo nella consolazione tendenzialmente ci sentiamo: fisicamente forti e pieni di energie, emotivamente felici e in pace e spiritualmente amorevoli e aperti al prossimo.

Al contrario la desolazione è lo stato di oscurità dell’anima, il turbamento, l’inclinazione alle cose terrene, la sfiducia, la mancanza di speranza e di amore, la tiepidezza, la pigrizia e la tristezza. Siamo desolati quando la situazione faticosa ci schiaccia e ci impedisce di reagire, oppure quando siamo chiamati ad un serio esame di coscienza rispetto a determinati comportamenti non particolarmente edificanti.

Quando siamo nella desolazione tendenzialmente ci sentiamo: fisicamente fiacchi e privi di energie, emotivamente tristi e confusi e spiritualmente freddi e chiusi al prossimo.

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Pubblicato il
31 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Il tempo

Arriva un nuovo anno, si cambia il calendario, si saluta il ’21 e si accoglie il ’22 con tanta trepidazione.

Fugit tempus irreparabile affermava Virgilio. Il tempo è dono e responsabilità: scorre e non torna indietro. Non ci resta che dare valore ad ogni momento che viviamo. Con questo testo un autore anonimo ci aiuta a comprendere il valore del tempo:

Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.

Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.

Per capire il valore di una settimana, chiedi all’editore di un settimanale.

Per capire il valore di un ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi.

Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.

Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.

Per capire il valore di un millesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi.

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Pubblicato il
24 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Ma che ti venga… un dubbio

Nell’ultima pagina del suo romanzo la francese Victoria Mas mette in bocca alla protagonista parole sul tema del dubbio. Il romanzo si intitola “Il ballo delle pazze” ed è ambientato in una clinica psichiatrica di fine Ottocento. Viene messo in scena un duello tra la scienza e la fede al termine del quale l’infermiera Geneviève, anziana e sostenitrice razionale della scienza, avendo compiuto eroicamente un singolare e generoso atto d’amore per una paziente, scrive una lettera e afferma: “Il giudizio degli uomini risiede nelle proprie convinzioni. La fede incrollabile in un’idea porta al pregiudizio. Ti ho già detto quanto mi sento serena da quando ho dei dubbi? Proprio così, non bisogna avere convinzioni, bisogna poter dubitare di tutto, delle cose e di se stessi. Continuo ad andare in chiesa. Ci vado da sola, quando le cappelle sono vuote. Non prego. Non sono ancora sicura di aver trovato Dio. Ignoro se un giorno succederà”.

Solitamente a riflette sul dubbio è colui che crede e si vede la sua fede vacillare, per l’incertezza, per la contestazione del mondo o per la cattiva testimonianza. I motivi per dubitare sono tanti. Almeno quanti sono i motivi per credere. Il cammino della fede non può essere sempre diritto e piano.

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