Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
26 Maggio 2026
in Il CRE, il CRI, Primo piano

Chiusura anno catechistico e mandato animatori CRE 2026

Così ti preghiamo, Signore, per intercessione di San Francesco: Signore, come hai parlato al cuore di Francesco così bussi oggi alla porta del nostro cuore, chiamandoci a vivere il Cre-Grest come un tempo di sogno, di fraternità, di pace e di lode al tuo nome. Ci impegniamo ad essere fratelli e sorelle gli uni per gli altri, semplici e disponibili come Francesco, camminando accanto alle persone che la comunità ci affida, costruendo relazioni sincere, leali e aperte a tutti. Ci impegniamo a cercare la pace nelle nostre parole e nei nostri gesti, a spegnere i conflitti, a ricucire le ferite, perché ogni gioco, ogni incontro, ogni attività diventi occasione di bene, di accoglienza e di unità. Donaci, Signore, un cuore povero e libero, capace di stupirsi per i tuoi doni: per i bambini e i ragazzi, per gli animatori e le famiglie, per questa comunità che ci sostiene con fiducia e amore, perché ogni giorno di Cre-Grest sia un canto di gratitudine a Te. Grazie, Signore, perché anche quest’anno ci doni la possibilità di vivere questa esperienza come un sogno che si costruisce insieme, un cammino di fraternità che apre il cuore alla pace e ci fa crescere nella fede e nella lode. Amen.

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Pubblicato il
26 Maggio 2026
in Oratorio in Festa, Primo piano

Oratorio in festa “maggio 2026”

Tre weekend, 250 volontari.
Migliaia di sorrisi, piatti serviti, tavoli sistemati, corse avanti e indietro, risate, mani che aiutano senza farsi notare. Dietro ogni serata della festa dell’oratorio c’è stato il tempo donato da tante persone diverse, unite dalla stessa voglia di esserci. Gli adulti, che dopo settimane piene di lavoro hanno scelto comunque di mettersi a disposizione. I giovani, che dimostrano quanto l’oratorio sia ancora casa. I bambini, con l’entusiasmo che rende tutto più leggero. E gli anziani, che con l’esempio continuano a tracciare la strada.
La festa finisce, ma quello che resta è molto più grande delle luci che si spengono: è il senso di comunità che si costruisce insieme, anno dopo anno.
“È festa” non solo nelle canzoni, ma nelle persone che rendono speciale questo posto.
Grazie a tutti. Davvero.

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Pubblicato il
26 Maggio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Pentecoste, la sinfonia di linguaggi dello Spirito

Lo Spirito Santo è Dio in libertà. Rifiuto della monotonia. Scelta della sinfonia. Ultima parola, che si offre sempre come nuova, come altra: alla nave come costa, alla terra come nave; al navigante come nostalgia di casa, all’uomo di casa come nostalgia del mare.

Dio in libertà. Che fa cose che non t’aspetti. Che dà a Maria un figlio “fuorilegge’”, a Elisabetta un figlio profeta. E a noi dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per dare, a nostra volta, vita, o meglio ancora: per dare alla vita.

La Parola di Dio oggi prova una sinfonia di linguaggi per tentare di dire qualcosa della vastità dello Spirito: non sono che semplici fessure, feritoie aperte sul mistero.

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Pubblicato il
16 Maggio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Gesù se ne va ma resta con noi per sempre

Ascensione: finito il tempo del pane e del pesce attorno al fuoco sulla riva del lago. Finito il tempo dei nomi pronunciati uno per uno, che sulle sue labbra parevano bruciare. L’ascensione è la festa di Lui diversamente presente: Gesù non è andato lontano, ma avanti e nel profondo; non oltre le nubi ma oltre le forme. Se prima era con i discepoli, ora sarà dentro di loro.​L’ultimo suo appuntamento è nella Galilea degli inizi, hanno camminato insieme per tre anni; e se non hanno capito molto, lo hanno però molto amato. E ci sono tutti all’appuntamento sull’ultima montagna. «Andate!». Si è appena fatto trovare e subito li invita a partire, li spinge a pensare in grande, a guardare lontano: apre il mondo, cancella frontiere, li manda a immergersi nell’umano innumerevole.    «Battezzate»: immergete ogni vita nell’oceano di Dio, che sia sommersa e sollevata dalla sua onda mite e possente… Cosa devono fare i discepoli? Creare un laboratorio di immersione in Dio, per il mondo. Dare agli uomini l’esperienza e la coscienza che sono immersi in un oceano d’amore, e non se ne rendono conto.

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Pubblicato il
25 Aprile 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Disarmato amore

Io sono il pastore buono: il titolo più disarmante e disarmato che Gesù dà a se stesso. Eppure pieno di coraggio, contro lupi e predatori.

In che cosa consiste la sua bontà? Nell’essere pastore mite, gentile, paziente, delicato? No, per ben 5 volte il vangelo oggi lo spiega con il gesto di dare, offrire, donare, porre in gioco la propria vita.

Il lavoro di Dio è offrire vita, alimentare la vita del gregge. Un Dio pastore che non chiede, offre; che non prende niente, dona tutto; non toglie vita, dà la sua vita anche a coloro che gliela tolgono. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre. Non un comando ma il comando, l’unico, l’essenziale.

Io sono il pastore bello, dice il testo originario. E noi capiamo che ‘bellezza’ è un nome di Dio; non estetica ma forza di seduzione; forza che crea ogni comunione. «Il mercenario vede venire il lupo e fugge perché non gli importa delle pecore». Al pecoraio salariato Gesù oppone parole che amo e che sorreggono la mia fede: “a me, pastore vero, le pecore importano, tutte, l’una e le novantanove”.

A ciascuno ripete: tu mi importi. Verbo bellissimo: importare, essere importanti per Dio!

Signore, non ti importa che moriamo? Gridano li apostoli spaventati dalla tempesta. E il Signore risponde placando il mare, sgridando il vento, per dire: Sì, mi importa di te, mi importa la tua vita, tu sei importante. Non temere!

Lo ripete a ciascuno: mi importano i passeri del cielo ma tu vali di più. Mi importano i gigli del campo ma tu conti più di tutti i gigli del mondo.

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Pubblicato il
17 Aprile 2026
in Raccolta fondi e autofinanziamento dell'Oratorio

Il tuo 5×1000 per sostenere l’Oratorio San Giuseppe

E’ possibile sostenere le attività dell’Oratorio e della Parrocchia San Giuseppe anche con la scelta di destinare il 5 per mille dell’IRPEF della propria dichiarazione dei redditi.
La scelta del 5 per mille è un meccanismo uguale a quello dell’8 per mille: le due scelte non sono alternative tra di loro e pertanto possono essere fatte entrambe.

Come funziona?

Per chi è tenuto a presentare il Mod. Unico o Mod. 730:
con la sottoscrizione nell’apposito riquadro ed indicando il codice fiscale dell’A.S. Oratorio San Giuseppe;

Per chi non è tenuto a presentare dichiarazione dei redditi (in quanto possiede solo reddito di lavoro dipendente o di pensione):
può contribuire firmando nell’apposito riquadro inserito nel CUD indicando il codice fiscale dell’A.S. Oratorio San Giuseppe.
Il foglio del modello CUD con la sottoscrizione del 5 per mille va poi spedito o consegnato a un CAF o a un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, …)

Per tutti, il codice fiscale da indicare è il seguente: 95201430162

 

 

Pubblicato il
17 Aprile 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Gesù non chiede non spezza offre tutto

Il Vangelo di Emmaus si dipana come una grande liturgia in tre tempi: la liturgia della strada, della parola, del pane. Emmaus dista undici chilometri da Gerusalemme, tre ore di cammino, trascorse a parlare del sogno in cui avevano tanto investito, naufragato nel sangue. Ed ecco, Gesù si avvicinò e camminava con loro. Come un Dio sparpagliato per tutte le strade, che non impone nessun passo, prende il mio. Gli basta il passo del momento, quello quotidiano. Ogni camminare gli va bene, purché sia cammino.

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Pubblicato il
15 Aprile 2026
in Il Gruppo Sportivo, Pallavolo, Primo piano

12° Torneo OSG Dalmine Volley misto 6X6 di Maggio

12° Torneo OSG Dalmine Volley misto 6X6 di Maggio

8-9-10-15-16-17-22-23 MAGGIO

Altezza rete 2,35 m
> Minimo 3 donne in campo
> Età minima 16 anni
> Limite in campo di un giocatore maschio dalla serie D in su
> Partite di 3 set
> Inizio partite ore 20.00
> Il torneo si svolgerà in tutti e 3 i weekend
> Le iscrizioni si chiudono al raggiungimento delle 8 squadre

INFO: ALESSANDRA 339 200 09 84 – DANIELE 333 338 42 51

Clicca qui per: regolamento torneo pallavolo oratorio 2026

Clicca qui per: MODULO ISCRIZIONE TORNEO PALLAVOLO 2026

Clicca qui per: DICHIARAZIONE LIBERATORIA DI RESPONSABILITÀ

Pubblicato il
10 Aprile 2026
in Storie di fede e Riflessioni

La pace del Signore scende sulle nostre paure

Aria di paura in quella casa. Paura dei Giudei ma anche di se stessi, della propria viltà, di come si erano comportati nella notte del tradimento. Sembra che manchi l’aria. Eppure Gesù viene, nonostante il loro e il mio cuore inaffidabile: e stette in mezzo a loro. Mi conforta pensare che se trova chiuso lui non se ne va; se tardo ad aprire, otto giorni  dopo è ancora lì. Shalom, ha detto, saluto biblico che significa molto più della pace come semplice fine delle violenze, indica la forza dei miti e dei nonviolenti dentro la logica del più armato, la luce dei puri di cuore dentro la nebbia delle astuzie, la serenità dei giusti nelle ingiustizie, la perseveranza degli onesti fra le disonestà. Soffiò e disse: ricevete lo Spirito    Santo. Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, il vento sottile dell’Oreb su Elia profeta, quello che scuoterà le porte chiuse del cenacolo: ecco io vi mando! «Se non vedo e non tocco, non crederò». Povero, caro Tommaso, diventato addirittura proverbiale! Vuole delle garanzie, e ha ragione, perché se Gesù è vivo tutta la sua vita ne uscirà rovesciata. Gesù si avvicina alla nostra lentezza del credere con pochi, semplici verbi: guarda, metti,   tocca.

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