Com’è profondo il mare. L’esperienza del campo estivo degli adolescenti parte da questo passaggio della canzone di Lucio Dalla.
Andiamo al mare ed è ovvio che il tema lo suggerisca proprio il mare. Con gli educatori ci siam chiesti: Di cosa hanno bisogno secondo noi i nostri ragazzi? La risposta unanime: han bisogno di alzare un po’ di livello l’asticella della qualità esistenziale della vita. Come riuscire a farlo? Scendendo nel profondo di se. Come è profondo il mare, come siamo profondi noi, se vogliamo.
Ci sono due esperienze che tutti gli adolescenti vivono, chi poco chi tanto, chi prima chi dopo: l’esperienza di innamorarsi e quella di soffrire. Riprendendo un passaggio di un romanzo di D’Avenia, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, l’autore giunge ad affermare che proprio il saper vivere profondamente queste due esperienze e rileggendole, gli adolescenti possono incontrare Dio.
L’amore e la sofferenza sono come il mare.
Partendo da qui abbiamo proposto ai ragazzi un percorso per indagare questa analogia.
Il mare è fonte di vita, è un caos che fa paura, per navigarlo c’è bisogno di punti luminosi di riferimento, è promettente per chi lo pesca, richiede prudenza e fiducia, è fonte di ispirazione poetica. Così l’amore. Così il dolore.
Ogni giorno della settimana abbiamo loro proposto delle attività formative che li aiutassero a scendere nel profondo e a confrontarsi.
E poi giochi, gite, turni di lavoro per cucinare ottimi pasti…
Tutto ha concorso a vivere una settimana che si aggiungerà sicuramente nell’album dei ricordi preziosi della crescita di questi giovani.
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