Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Rivoluzione

Questa parola è davvero molto interessante soprattutto se si tiene conto dell’accezione diversa che hanno gli antichi e i contemporanei. Il punto di svolta è la Rivoluzione Francese a partire dalla quale “rivoluzione” significa rompere definitivamente con il passato e ricominciare a riscrivere la storia. Cioè: c’è uno stato di cose che è assunto da tutti e ad un certo punto c’è un movimento interno che intende rompere, strappare la pagina e ricominciare da capo. Che cosa è la novità per i rivoluzionari? Rompere con il passato e riscrivere la storia.

Prima della Rivoluzione Francese l’accezione di questa parola era un po’ diversa. Rivoluzione (re-volvere, girare) è il giro completo di un pianeta intorno ad un centro su un’orbita che è circolare. In questa prospettiva il punto di inizio corrisponde al punto di arrivo. Quale è il futuro per un pianeta? La meta è l’origine. Quale è la novità? Il nuovo è l’inizio. La perfezione è alle spalle. Più vai avanti e più ti avvicini all’origine. Questa è la concezione ciclica del tempo che per gli antichi era una cosa assolutamente assodata.

Questa riflessione per noi è da declinare al tema della fede e dell’identità cristiana della Chiesa. La vera rivoluzione sarebbe appunto riconoscere che essere nuovi significa ritornare alla perfezione ideale delle origini. Se vogliamo essere rivoluzionari ed essere aderenti a questa prospettiva dobbiamo riconoscere che la vera identità della Chiesa non sta nel rompere con il passato ed inventarci una nuova riscrittura della storia, ma fissarci nella verità dell’evento di Gesù, Alfa e Omega, Principio e Fine.

Nella Chiesa ci sono due anime che spesso sono in controversia; il modernismo e il tradizionalismo. Sono come due correnti che pare chiedano di schierarci.

Non è il modernismo (credere che l’ultima versione, anche del cristianesimo, sia la migliore), né il  tradizionalismo (credere che il tempo possa essere bloccato in una stagione della chiesa), ma la rivoluzione a dare una ventata nuova alla nostra fede, cioè avere come prospettiva futura quella di tornare indietro.

Esiste al mondo qualcosa che resta se stessa ma che continua a cambiare? Sembrerebbe impossibile perché se rimane se stessa non può cambiare e se cambia non è più se stessa. Invece esiste, ed è proprio l’identità cristiana. Parlare di identità significa declinare la vita della Chiesa a partire dall’evento di Gesù, che non cambia mai, da un lato e a partire dal mondo che cambia dall’altro. Gesù ci doni lo spirito rivoluzionario che ha animato la sua azione nel mondo e ci doni di comprendere che il nostro futuro è di … tornare indietro.

Don Roberto

 



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