Tra i tanti termini utilizzati in questo periodo, emerge la parola “precarietà”. Con questo termine si indica prevalentemente la carenza di occupazione lavorativa ma anche, in senso più esteso, per nominare una situazione di incertezza e instabilità.
La precarietà è quella condizione propria di chi sa di non essere sempre e totalmente autosufficiente. Precario significa incerto, non sicuro, che è soggetto a subire, da un momento all’altro, un cambiamento.
Precaria è la condizione umana perché è provvisoria ed incerta, perché non ha molte garanzie di stabilità o di continuità. Vivere significa essere legati ad un contratto a termine.
Ma quale è l’etimologia del vocabolo “precario”? Deriva dal verbo latino «prex, precis» che letteralmente significa «pregare, supplicare».
Dunque la situazione “precaria” è la condizione propria in cui si trova colui che prega.
Il tempo di precarietà deve essere innanzitutto tempo di preghiera, cioè di abbandono fiducioso nelle mani di Dio.
Pubblicato il 27 Novembre 2021
in
Storie di fede e Riflessioni



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