La tradizione del presepio napoletano vuole che il giorno 13 dicembre si collochi una statuina molto importante: il pastore della meraviglia. Viene collocato vicinissimo alla grotta di Gesù e lo si riconosce per la sua postura: braccia alzate, occhi spalancati e bocca aperta. Si colloca il 13 dicembre per la memoria della martire santa Lucia che è cieca. Il pastore della meraviglia è colui che vede la luce. Lucia significa proprio luce.
Il pastore della meraviglia ha la bocca aperta e sembra che acclami tutto il suo stupore per ciò che ha davanti agli occhi. Le braccia aperte rappresentano l’atteggiamento della lode e dell’adorazione.
C’è un poeta che in un verso ha definito così la meraviglia: “Una frescura al centro del petto”.
Mentre tutti i pastori del presepio portano i loro doni al Bambino Gesù, anche il pastore della meraviglia porta il suo dono, il dono dello stupore. Questo non è un dono materialmente prezioso ma probabilmente è il dono che Gesù preferisce: l’incanto per la venuta del Signore fra gli uomini, l’incanto che ogni cristiano non dovrebbe mai perdere.
Pubblicato il 17 Dicembre 2022
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Storie di fede e Riflessioni


Una madre che teneramente tiene in braccio i suoi due figli e li allatta. Che modo sublime di rappresentare la virtù teologale della carità. Un simbolo antico come il mondo: la madre si dona instancabilmente al figlio che si sente non solo nutrito e accudito ma anche rassicurato perché riconosce nella madre la fonte della vita.
Spero nella tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere che io debbo e voglio fare, Signore, che io possa goderti in eterno.
Entrando nei giorni in cui festeggiamo i Santi e ricordiamo i defunti propongo una breve meditazione sulle virtù teologali: la fede, la speranza e la carità. Lo farò partendo dalle statue che decorano il Battistero della Cattedrale di Bergamo.



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