STIAMO CERCANDO TE!
HAI VOGLIA DI GIOCARE A CALCIO, RAGAZZI CON DISABILITA’ DAI 12 AI 50 ANNI.
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17 Ottobre 2022
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Calcio, Il Gruppo Sportivo, Primo piano
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17 Ottobre 2022
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Calcio, Il Gruppo Sportivo, Primo piano
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15 Ottobre 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Ho trovato una bellissima lettera di Tolkien, lo scrittore del “Signore degli anelli”, una lettera indirizzata al figlio e scritta nel 1963, una lettera nella quale la voce del padre cerca di consolare il figlio che sta vivendo, a 40 anni un momento di crisi umana e spirituale. Ecco alcuni stralci della lettera.
“Andare in crisi di fronte agli scandali della chiesa è esperienza comunissima. Tuttavia Non puoi conservare una religione senza una chiesa e dei ministri di Dio (…). Il vino prezioso in questo mondo deve avere una bottiglia che lo contenga, o comunque qualcosa che vale meno.
La verità è una cosa semplice. La bottiglia di champagne non sarai mai preziosa quanto lo champagne. E il contenitore deve avere delle caratteristiche umili, proprio per custodire bene il nettare al suo interno. La chiesa vale meno di Cristo (cioè è a suo servizio). E chi è poi la Chiesa? I parrocchiani antipatici, i preti incoerenti, i peccatori che predicano? La chiesa sono innanzitutto io. Ci è affidato lo champagne, anche se siamo una bottiglia di vetro riciclato.
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10 Ottobre 2022
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Primo piano, Proposte per gli adolescenti
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9 Ottobre 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Il rosario è una devozione antica, attribuita a san Domenico nel XIII. Siccome i contadini e la gente del popolo non potevano recitare i 150 salmi come i monaci, sono state loro proposte le 150 Ave Maria, raggruppate in 5 decine per meditare i grandi misteri della vita di Cristo e di Maria. Il successo della corona è stato profondo e immediato. È una pratica antica soprattutto dal momento che ci fa meditare sul Vangelo, fonte antica della nostra fede. Tuttavia è anche una preghiera moderna perché è semplice, non presenta difficoltà e la si può recitare ovunque: in chiesa o a casa, sul treno o in macchina, a letto o camminando o anche lavorando, come facevano molti contadini. Il rosario insomma è una preghiera senza tempo, una preghiera di sempre.
La culla del rosario è la famiglia. Un tempo era più facile, il capo famiglia o la nonna intonavano la preghiera e contemporaneamente si creava il clima della preghiera ma anche si rafforzava il senso dell’unità familiare. Conosco alcune giovani coppie che abituano i loro piccoli al rosario fin dalla culla, prendendoli in braccio. I bambini spesso guardano incuriositi e sorridono. Certo quando crescono le cose si complicano. Ma chi di noi grandi non ricorda con vera nostalgia il clima del rosario pregato in famiglia?
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4 Ottobre 2022
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Archivio bollettini parrocchiali
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1 Ottobre 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Ogni volta che inizia un nuovo anno pastorale mi ritorna in mente un episodio tragicomico avvenuto in una parrocchia ligure. Un sacerdote alquanto bizzarro ha voluto rappresentare l’inizio della catechesi e di tutte le attività parrocchiali con l’immagine di una partita di calcio. Uscito dalla sagrestia con i chierichetti ha posto un pallone di cuoio al centro del presbiterio, in cima ai gradini e ha detto: oggi iniziamo il nuovo anno ed io adesso do il calcio d’inizio. Detto fatto: ha fatto partire un tiro colpendo in pieno il pallone che è violentemente finito sulla fronte di un anzianetto stramazzato a terra. Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio tra sospiri e sorrisi.
Eppure l’immagine del calcio d’inizio la trovo alquanto azzeccata.
L’anno catechistico, come una partita, ha la squadra, ovviamente, il pubblico, delle regole, la tattica e degli obiettivi.
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24 Settembre 2022
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La Caritas, Storie di fede e Riflessioni
Era la domenica 2013, nove anni fa, quando ad una decina di membri della nostra comunità di san Giuseppe era stato conferito il mandato per istituire la Caritas parrocchiale e promuovere la vita della carità. Il progetto era concertato con le sette parrocchie di Dalmine in ciascuna delle quali venne istituita la Caritas. Come segno-frutto comune era stato anche pensato il Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento situato presso la parrocchia di Sant’Andrea e sostenuto contemporaneamente dalle sette Caritas di Dalmine. Nel 2013 era stato proposto ai numerosi membri di tutte le Caritas un sostanzioso corso di formazione.
La Caritas parrocchiale è l’organismo pastorale istituito per animare la parrocchia, con l’obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della Chiesa.
In questi nove anni nella nostra parrocchia molte sono state le iniziative proposte all’intera parrocchia con il preciso obiettivo di sensibilizzare i fedeli a vivere il comandamento principale del Vangelo consapevoli che non si può essere cristiani se non si vive la carità.
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17 Settembre 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Nella settimana appena trascorsa abbiamo celebrato due giorni accumunati tra loro dal tema della sofferenza e della pietà: la festa dell’Esaltazione della Croce e la memoria di Maria madre Addolorata.
Il tema del dolore pone sempre l’uomo di fronte a tanti interrogativi. Perché l’uomo soffre? Perché si ammala? Perché gli innocenti soffrono? Perché i bambini muoiono? Perché il Signore permette tante sofferenze?
Da sempre le religioni si sono misurate sul “perché” del dolore. L’esperienza del soffrire tocca il mistero dell’uomo, ma tocca anche il mistero di Dio. Pensiamo al dramma di Giobbe, uomo giusto davanti a Dio e agli uomini, colpito da una infinità di dolori che lo portano a mettere Dio sul banco degli imputati. Ma soprattutto pensiamo a Gesù e a sua madre Maria. Il grido del Crocifisso: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” racchiude i gemiti laceranti di ogni uomo e di ogni donna che soffrono, ma in questo grido abita anche l’altrettanto lacerante percezione del silenzio di Dio.
Il cardinale di Parigi Villot, nel suo letto di ospedale durante l’ultima malattia, ha lasciato detto: «Quante parole diciamo noi preti sulla sofferenza. Io stesso ne ho parlato con fervore. Dite ai preti di non parlarne. Noi non sappiamo quello che esso è».
La sfida dunque è di trovare un senso al dolore affinché l’umanità nell’esperienza del dolore possa intuire quali atteggiamenti costruttivi assumere.
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10 Settembre 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Ricomincia la scuola per i nostri bambini, ragazzi e adolescenti. Ricomincia il tempo dell’apprendimento e dello studio dopo i mesi delle vacanze.
All’inizio del nuovo anno scolastico vorrei rivolgere un pensiero per gli studenti e anche per gli insegnanti.
C’è un’espressione il cui autore è un filosofo che si chiama Feuerbach (1804-1872). È tra i filosofi più influenti del pensiero critico della religione che elaborò un pensiero umanista di ispirazione materialista che molto influì sul giovane Marx. Al di là delle sue posizioni filosofiche l’espressione tedesca, divenuto uno slogan famoso, sulla quale vorrei riflettere, all’inizio della scuola è: “Mann ist was Mann isst”, cioè: “l’uomo è ciò che mangia”. Questo motto riguarda in prima analisi il cibo materiale, soprattutto in riferimento all’attenzione attuale per un’alimentazione sana.
L’espressione di Feuerbach è riferita anche, e forse soprattutto, al nutrimento spirituale. L’uomo si nutre spiritualmente di parole, di pensieri, di letture, di relazioni personali, di stimoli che aiutano ad interpretare gli eventi che accadono. Nella vita quotidiana siamo plasmati da tutto ciò che arriva al nostro cuore e alla nostra mente.
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3 Settembre 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Domenica 4 Settembre 2022 viene celebrata da Papa Francesco la Messa della beatificazione di Papa Albino Luciani, Giovanni Paolo I. Il suo pontificato, tra i più brevi della storia della Chiesa, è durato solamente 33 giorni, ma come affermò il suo successore Giovanni Paolo II: Luciani non è stato il passaggio di una meteora ma è stato un punto di riferimento nella storia della Chiesa, la cui importanza è inversamente proporzionale alla durata del suo pontificato.
L’espressione con cui lo ricordiamo e che più di tutte descrive la ricchezza e la bellezza della sua persona è senz’altro il “Papa del sorriso”. Questo appellativo mostra la familiarità che sapeva infondere con le persone che incontrava ma anche lo spirito sereno, semplice e buono con cui ha fatto della sua vita una trasparenza del Vangelo.
Il 27 Agosto 1978, all’indomani della sua elezione, nel messaggio Urbi et orbi aveva delineato con chiarezza il programma che si prefiggeva. Sono 6 “Vogliamo” con i quali Luciani dichiarava le sue intenzioni: “Vogliamo” continuare l’attuazione del Vaticano II; “Vogliamo” custodire la grande disciplina della Chiesa sia nell’esercizio delle virtù evangeliche sia nel servizio dei poveri, agli umili, agli indifesi; “Vogliamo” ricordare alla Chiesa intera che il suo primo dovere è l’evangelizzazione; “Vogliamo” continuare l’impegno ecumenico; “Vogliamo” proseguire con fermezza il dialogo sereno e costruttivo che Paolo VI ha posto a fondamento e programma della sua azione pastorale; “Vogliamo” favorire tutte le iniziative che possano tutelare e incrementare la pace nel mondo turbato.
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2 Settembre 2022
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Primo piano, Proposte per gli adulti, Sport e divertimento
Vuoi fare il volontario donando il proprio tempo, la propria capacità, la propria disponibilità alla nostra società sportiva Oratorio San Giuseppe A.S.D. ?
Siamo sicuri che le tue capacità e l’esperienza che hai possono essere d’aiuto agli altri e cioè ai nostri atleti/e e all’oratorio.
Le posizioni che potresti ricoprire secondo la tua disponibilità di tempo ed esperienza sono seguenti:
Allenatore di Calcio /Calcio Sociale / Pallavolo / Basket / Baskin.
Aiuto allenatore di Calcio /Calcio Sociale / Pallavolo / Basket / Baskin.
Magazziniere
Manutenzione
Segretaria
In ogni caso qualsiasi prestazione di volontariato è ben accetta e noi siamo disposti a fornire e aiutare con formazione e supporto a tutti i volontari.
Se vuoi fare il volontario basta:
Cliccare sul link per compilare il modulo in google moduli. https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSemmTbWTTHVqJBkTocdS2BWILQg_qWgY1Ud_D2IhKvHnpM9eA/viewform?usp=sf_link
Scrivere alla mail osg.sport@gmail.com
Passare in segreteria negli orari di apertura per lo sport (martedì e giovedì dalle 16.30 alle 18.30)
Ringraziamo gli interessati anticipamene e vi aspettiamo all’OSG ASD.
DALMINE Presidente e consiglio.
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2 Settembre 2022
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L'intervento di riqualificazione dell'Oratorio, Primo piano, Raccolta fondi e autofinanziamento dell'Oratorio
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27 Agosto 2022
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Il Gruppo Sportivo
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27 Agosto 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Quando si è in giro in Italia o per il mondo, per vacanza o per turismo, da girovago o da pellegrino, c’è un pensiero che ritorna e che mi rasserena: accorgermi di essere solo un frammento di una lunga storia che esisteva prima di me e che andrà avanti quando io non ci sarò più.
Quante cose si vedono anche solo in pochi giorni.
Con un gruppo di giovani siamo stati in Toscana, cullati da panorami dolcissimi, tuffati in acque fresche, custoditi dall’amicizia, incuriositi da incontri provocanti e immersi in patrimoni artistici e religiosi inestimabili.
Volendo trovare un simbolo che riassuma questi pochi giorni ne scelgo uno che da sempre mi ha affascinato: il labirinto scolpito nella pietra che abbiamo ammirato presso il Duomo di Lucca, Chiesa dedicata a san Martino. È uno dei simboli più affascinanti per rappresentare la vita e il cammino spirituale. Accanto al labirinto c’è un’iscrizione latina che tradotta significa: Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese dal quale nessuno che vi entrò poté uscire eccetto Teseo aiutato dal filo d’Arianna.
L’allegoria mitologica del labirinto ha sempre richiamato il caos della vita e il tentativo dell’uomo di uscire dal caos verso una via di liberazione. La vita è un viaggio nel quale è facile smarrirsi e disorientarsi.
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20 Agosto 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Tantissimi anni fa mi hanno regalato un libro che raccoglie un’infinità di pensieri di Madre Teresa di Calcutta. Questo libro sta da sempre sulla mia scrivania e ogni tre per due lo apro a caso e trovo sempre spunti preziosi.
Recentemente, sarà per il caldo o per la stanchezza o per qualche altro motivo, mi sentivo un po’ triste.
Entro in casa dopo la Messa e su una rivista leggo la preghiera disperata di una ragazza: “Signore, mi hanno detto che nella tua industria non ci sono pezzi sbagliati, né prodotti di seconda scelta. lo ci credo, Signore, ma a stento. Tante volte mi sento proprio un pezzo sbagliato. Dove sono i tuoi doni, Signore? Dove sono i tuoi famosi talenti? Non sono bella, sono timida, non sono brava a scuola, non emergo nello sport, non so cantare, sono goffa e sproporzionata. Credimi, Signore, mi è proprio difficile sorridere e ringraziarti”.
Mi scende dagli occhi una lacrima di condivisione al dolore di questa ragazza e di tutte le persone che non riescono a sorridere e a ringraziare il Signore.
Apro il libro-miniera di Madre Teresa e trovo questo pensiero: “Non permettere mai che qualcuno venga a te e vada via senza essere migliore. Sii l’espressione della bontà di Dio: bontà sul tuo volto, bontà nel tuo cuore e nei tuoi occhi; bontà nel tuo sorriso e nel tuo saluto. Ai bambini, ai poveri e a tutti coloro che soffrono nella carne e nello spirito, offri sempre un sorriso. Dona loro non solo le tue cure ma anche il tuo cuore.
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13 Agosto 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Nella Messa della solennità dell’Assunta preghiamo con questo inno di lode che riassume tutto il significato della celebrazione: “Oggi la Vergine Maria, madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella gloria del cielo. In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza. Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita”.
Il dogma dell’Assunzione di Maria è stato definito nel 1950 da Pio XII, ma da sempre i cristiani hanno considerato l’Assunzione di Maria come la festa mariana più importante.
La raffigurazione più bella e più famosa dell’Assunta è certamente quella dipinta da Tiziano Vecellio nel 1518. Si trova nella chiesa francescana di Santa Maria Gloriosa a Venezia, chiesa più conosciuta come “Chiesa dei Frari”. Il dipinto è stato commissionato a Tiziano dai francescani che sicuramente “istruiscono” il pittore negli aspetti più profondi della teologia e della catechesi mariana.
Il dipinto è suddiviso in tre spazi: nella parte inferiore c’è la terra e lo spazio è gremito di discepoli che sono dinamicamente raffigurati nel momento in cui si separano dalla Vergine; in alto c’è il cielo, abitato dal Padre che si dispone ad accogliere Maria con l’abbraccio della compiacenza e nel centro c’è l’Assunta circondata dagli angeli in festa.
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6 Agosto 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Tra i ricordi televisivi più piacevoli di quando ero piccolo ci stanno sicuramente le storie di padre Brown. Qualcuno ha giustamente detto che don Matteo è il padre Brown italiano, o meglio, che padre Brown sarebbe come il nonno di don Matteo. Entrambi sacerdoti che nello svolgimento del loro ministero sono ottimi detective per sciogliere i casi più complicati.
Padre Brown nasce dalla penna di un illustre autore, G. K Chesterton (1874- 1936), scrittore estremamente prolifico, con una produzione di oltre cento libri, poeta, drammaturgo, giornalista… Aveva una profonda abilità nello scavare nei fatti e nell’animo umano con l’unico desiderio di far emergere la verità trovando sempre soluzioni positive. Era la sua conoscenza dell’uomo che lo rese anche molto polemico e provocatore senza essere mai offensivo.
Nel 1922 abbandona la fede anglicana e si converte al cattolicesimo grazie alla sua amicizia con un sacerdote, padre John O’Connor, che gli ispira il personaggio letterario di padre Brown.
Nel mese di Agosto del 2013 venne aperta un’indagine per la causa di beatificazione di Chesterton, indagine chiusa nel 2019 a causa di forti critiche per il suo presunto antisemitismo le cui tracce compaiono in numerosi suoi articoli.
Molto si occupò di temi legati alla religione e alla fede.
In uno dei suoi libri trovo sottolineato un testo che avevo letto una trentina di anni fa.
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30 Luglio 2022
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Storie di fede e Riflessioni
Le vacanze estive ci permettono di aver un po’ di tempo per gustare qualche passatempo come per esempio giocare a carte.
Tra i giochi più diffusi c’è certamente “la scopa” con tutte le sue varianti. È un gioco antichissimo che nasce nel Quattrocento a Napoli, nel porto, dove i pirati e i pescatori si fermavano per giocarsi i bottini dei vari assalti alle navi mercantili.
Si dice che sia un gioco inventato dai muti perché sarebbe bandita ogni forma di comunicazione verbale. I più esperti e smaliziati giocano segnandosi le carte. I più bravi sono ovviamente coloro che riescono a tenere a mente le carte giocate e a mettere in atto strategie affinché gli avversari non facciano punti.
Erri De Luca nel suo romanzo “Il giorno prima della felicità” racconta la storia di un ragazzino solitario rimasto orfano che frequenta don Gaetano un tuttofare di Napoli che, tra le tante cose, gli insegna a giocare a scopa e gli racconta la vita di Napoli.
Nel romanzo c’è un passaggio che si riferisce al gioco della scopa definendola simbolicamente “religiosa”.
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26 Luglio 2022
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Attività del Gruppo Adolescenti, Il Gruppo Adolescenti, Primo piano
Una settimana dove proviamo ad “addomesticarci” seguendo lo stile dell’oratorio: importanza della comunità; di mettersi in gioco; crescere insieme; pensare e fare servizio per l’altro.
Siamo stati aiutati dal libro il piccolo principe.
Che cosa devo fare per addomesticarti?
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono
cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono
addomestica”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei
legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che
un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno
di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che
una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi
addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per
me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
“Che cosa devo fare per addomesticarti?” domandò il piccolo
principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.
“In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba.
Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le
parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai
sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la
volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle
tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora
aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro,
incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo
della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò
mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”. Così il
piccolo principe addomesticò la volpe.

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26 Luglio 2022
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Il CRE, il CRI, Primo piano
Per parlare di cre potremmo dire tante cose, raccontare tanti aneddoti, ricordare tanti volti ed elencare tanti nomi, potremmo dire cose che ci vengono dall’esperienza di tanti anni, scene recentissime e ricordi dolci che come fotogrammi della memoria sempre ci fanno battere il cuore, voci e volti che ormai abbiamo imparato a conoscere e anche senza volerlo ci fanno nascere in viso un sorriso, eppure non sarebbero sufficienti a riassumere in poche righe le emozioni delle cinque settimane intense che stasera si concludono.
Quest’anno scrivere in questo pensiero qualcosa che non fosse già stato detto risulta un po’ difficile: forse perché nel cre gli ingredienti di partenza sono sempre quelli che conosciamo bene; e allora ciò che ci permette di vivere questa esperienza sempre con rinnovato entusiasmo è la capacità di rimescolarli in modo nuovo e sorprendente tanto da suscitare ogni volta il Batticuore, l’emozione che proviamo quando siamo insieme e cerchiamo di costruire qualcosa di bello.
Per voi che leggete, bambini, ragazzi e genitori, il viaggio del cre è stato una corsa estiva, attesa con trepidazione, passata velocissima, ma che, come una stella cadente, ha lasciato la sua scia, fatta di tante nuove amicizie e tanti desideri ancora da realizzare.
Per noi che scriviamo, lo sapete, il viaggio del cre invece è iniziato mesi fa, quando abbiamo deciso di guidare coloro che hanno permesso di farvi vivere questa estate da protagonisti: una settantina di ragazze e ragazzi che con impegno e dedizione si sono trasformati (o almeno ci hanno provato!) da semplici adolescenti complicati in animatori unici nel loro genere e per ciascuno di voi, mettendosi in gioco, affrontando dubbi e timori, incontrando a volte difficoltà, allenando la loro pazienza e alla fine scoprendo che tutti gli strumenti necessari per la buona riuscita del cre li possedevano dentro di loro, proprio come Dorothy e i suoi amici.
Come per la nostra protagonista, anche per noi tutti il cre è stato un viaggio di conoscenza, sicuramente di chi ci è stato intorno per intere giornate, ma un po’ anche di noi stessi, delle nostre emozioni e dei nostri talenti.
Per questo il ringraziamento va come sempre a ognuno di voi, bambini, ragazzi e animatori, che con gioia e divertimento ci avete dato la possibilità di scrivere tutti insieme ed ancora una volta una bellissima pagina nel libro del cre. Perché in fondo, rivisitando il tormentone di quest’anno, “l’estate senza cre dimmi tu che estate è, oh! Dove sei stata? oh! Mi sei mancata!”

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