Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Parrocchia San Giuseppe Dalmine
Parrocchia_San_Giuseppe_Dalmine_01
previous arrow
next arrow

Pubblicato il
10 Dicembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il pastore che dorme

Nel presepio dei napoletani, che certamente è il più geniale di tutti, c’è una statua che non manca mai e che è un personaggio ricco di significato. La conoscenza di questo personaggio può aprirci ad una dimensione interessante del Natale ormai vicino.

È la statua del pastore dormiente. Nella tradizione ha anche un nome, si chiama Benino. Ci sono alcune regole precise da rispettare: deve essere giovane, va collocato nel punto più alto del presepio e molto lontano dalla capanna della Natività.

Contrariamente a quel che sembra questo pastore non dorme perché è stanco né dorme per pigrizia, non è distaccato né indifferente a quel che accade.

Continua la lettura →

Pubblicato il
3 Dicembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La nostra vita è forte e delicata

Mi hanno spiegato per filo e per segno cosa mi è accaduto. Molto è dipeso dalla mia inadempienza a causa della quale ho un po’ sempre trascurato la mia salute. Ad oggi il dato certo è che sono stato miracolato grazie alla bravura degli amici che mi hanno soccorso. Nella mia memoria rimane solo la sensazione di vuoto nell’accasciarmi e le voci che rimbalzavano disordinate mentre io ero steso. Steso appunto senza nessuna possibilità. Ho pensato alla leggenda di un grande santo del nord Europa che si trovava steso su una zattera cullato dalle acque e pregava dicendo: Padre io ora mi addormento e in qualunque posto mi sveglierò quello sarà il luogo dove tu mi vorrai come tuo testimone.

Quando si è stesi si è per forza nelle mani di qualcun altro che ti guida e provvede per te, ci si abbandona.

Continua la lettura →

Pubblicato il
26 Novembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Ad ventum

Si apre con questa Domenica il tempo di Avvento.

Che cosa è inciso in questa nuova stagione della vita spirituale?

Che cosa la Chiesa ci chiede più precisamente in questo tempo.

Non c’è niente di novità che ci è stato detto in merito, tuttavia vogliamo ricordarci a vicenda le linee direttrice che ci possono aiutare a trascorrere meglio questo periodo liturgico.

L’Avvento è quel tempo che parte dalla domenica dopo la solennità del Cristo Re, dal 27 Novembre ai primi vespri del Natale. Le Domeniche di tutto questo tempo hanno un primato sulle feste del Signore e su tutte le solennità che vengono per questo effetto anticipate al sabato. Le ferie che vanno dal 7 al 24  Dicembre sono orientante verso una preparazione imminente o prossima del Natale del Signore mentre che il tempo che precede queste ferie specifiche costituisce una preparazione remota al mistero dell’incarnazione.

Il tempo di Avvento ha la vocazione speciale di stimolarci e di spingere i figli della Chiesa a uscire dal torpore abituale per essere in grado di accogliere la novità che sta per arrivare, l’ingresso del Figlio di Dio nella nostra dimensione umana tramite la porta dell’incarnazione nel grembo verginale della Vergine Maria.

Perciò i credenti non possono permettersi di essere accovacciati nel relativo o negli affanni della vita quotidiana ma devono piuttosto essere desti ed intraprendere un cammino, decidersi di andare incontro a Cristo che viene.

Diciamoci a vicenda che questo periodo è un dono di Dio per noi, che bisogna accogliere con gratitudine ed impegno, percepirne la sua utilità, ammirare la sua duttilità di rivelare l’essenza dell’uomo come un essere pellegrino ed un essere ospitale.

Continua la lettura →

Pubblicato il
21 Novembre 2022
in Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Campo invernale ADO dal 29 dicembre a 1 gennaio 2023 ad Assisi

Campo invernale ADO dal 29 dicembre a 1 gennaio 2023 ad Assisi

In viaggio verso Assisi per scoprire la bellezza fuori e dentro noi.
In questi giorni non mancheranno gioco, divertimento, spiritualità, tanta amicizia e …. la grande festa per accogliere il nuovo anno.
Visiteremo Arezzo, Perugia e Gubbio.
Iscrizioni entro il 2 dicembre
Costo 250€ (sconto 20% fratelli)

Clicca qui per scaricare il modulo di iscrizione.

Pubblicato il
19 Novembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Ora et labora

Recentemente i giovani mi hanno regalato un libro che mi sono divorato rapacemente. “Il filo infinito” di Paolo Rumiz. Non so perché hanno scelto questo libro, ma mi hanno fatto davvero un gran dono.

L’autore percorre un pellegrinaggio tra i monasteri benedettini e coglie il filo infinito che li collega al Fondatore. Per lui tutto parte nel 2017 da una visita ai paesi terremotati dell’Umbria. Giunto a Castelluccio di Norcia tra le rovine del terremoto è attratto dalla statua che domina nella piazza e che è rimasta intatta. Affascinato da quella statua di san Benedetto incomincia il suo pellegrinaggio con la domanda nel cuore: come è possibile 1500 anni fa che un gigante come Benedetto abbia non solo resistito, lui e i suoi monaci, alle orde barbariche, all’impoverimento della cultura, all’abbandono della fede, alla dissipazione dell’etica… ma abbia impresso una forza incredibile di cambiamento, di rinnovamento e di conversione per l’Italia e per l’Europa intera tanto da essere il Patrono del vecchio continente.

Il segreto sta tutto nella sua Regola e in quell’indicazione lapidaria, ora et labora, che scandisce le ore del giorno e le divide accuratamente tra preghiera e opera. La regola di Benedetto è un volume di trecento pagine, divise in settantatré capitoli.

Continua la lettura →

Pubblicato il
12 Novembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il futuro

In questa ultima domenica dell’anno liturgico, prima di iniziare l’Avvento, il Vangelo ci presenta il pensiero di Gesù sul tema del futuro. In estrema sintesi Gesù afferma che tutto ciò che caratterizza il nostro presente, tutto quello che abbiamo costruito, perfino il magnifico tempio di Gerusalemme, un giorno non ci sarà più e che l’unica realtà che persisterà per sempre è la sua amicizia totale e impareggiabile. Per questo come credenti guardiamo positivamente al futuro,  perché  possiamo contare sulla fedeltà dell’amicizia di Gesù.

È ovvio che anche noi ci preoccupiamo del futuro, perché gli unici che non si preoccupano del futuro sono gli arroganti, coloro cioè che confidano solo in stessi. E non siamo nemmeno degli immaturi che vivono alla giornata affidandosi alla filosofia sdolcinata del “cogliere l’attimo”.

Il pensiero del futuro ci fa essere consapevolmente maturi per interessarci con tutto noi stessi a migliorare il presente.  È buona cosa dunque pensare e pensare molto al futuro, anche se questo può suscitare in noi sentimenti di paura.

Continua la lettura →

Pubblicato il
5 Novembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La carità

Una madre che teneramente tiene in braccio i suoi due figli e li allatta. Che modo sublime di rappresentare la virtù teologale della carità. Un simbolo antico come il mondo: la madre si dona instancabilmente al figlio che si sente non solo nutrito e accudito ma anche rassicurato perché riconosce nella madre la fonte della vita.

Nella statua del Battistero della cattedrale di Bergamo troviamo questa simbologia arricchita da un particolare “teologicamente” rilevante. Lo sguardo della madre non è rivolto verso i figli, ma è uno sguardo che va oltre, si dilata verso l’orizzonte, uno sguardo che comprende tutta la realtà che ha intorno e soprattutto comprende il cielo, Dio stesso. Questo sguardo sembra dirci che la carità non può essere circoscritta al solo affetto per i propri figli, non può essere confinata per un unico destinatario, ma è universale, perché, come afferma san Paolo, “la carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine”.

La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi per amore di Dio, è il comandamento nuovo, è l’amore senza riserve con il quale Dio ci ama e ci abilita ad amare: “Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati”.

Continua la lettura →

Pubblicato il
29 Ottobre 2022
in La Caritas, Storie di fede e Riflessioni

La speranza 

Spero nella tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere che io debbo e voglio fare, Signore, che io possa goderti in eterno.

La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo.

Nel cuore di ogni uomo alberga un radicale desiderio di felicità. La virtù della speranza risponde proprio a questo desiderio. La speranza è la forza che Dio ci dona perché non ci scoraggiamo e possiamo essere sostenuti in tutti i momenti di difficoltà. La speranza è simbolicamente rappresentata dall’àncora che ci tiene fortemente radicati nella promessa di Gesù durante i naufràgi della nostra vita. La speranza ci può procurare la gioia anche nelle prove turbolente che ogni giorno sopportiamo.

All’esterno del Battistero della cattedrale di Bergamo che la statua che rappresenta la speranza. È una donna che sorregge un vaso pieno di fiori. Questo vaso indica il ciclo vitale del mondo vegetale e richiama la visione cristiana del futuro sempre positivo che Dio riserva a coloro che confidano in Lui malgrado tutte le fatiche quotidiane.

Sempre, ma soprattutto nei giorni di novembre, portiamo dei fiori al cimitero. Questo semplice gesto significa molto più dell’onore che noi riserviamo alla memoria dei nostri cari, che è già una gran cosa. Significa affermare la speranza nella loro e nostra rinascita. I fiori sono il nostro atto di speranza nella vita eterna.

Continua la lettura →

Pubblicato il
22 Ottobre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

 La fede

Entrando nei giorni in cui festeggiamo i Santi e ricordiamo i defunti propongo una breve meditazione sulle virtù teologali: la fede, la speranza e la carità. Lo farò partendo dalle statue che decorano il Battistero della Cattedrale di Bergamo.

Le virtù teologali, afferma il catechismo, rendono le facoltà dell’uomo idonee alla partecipazione alla natura divina. Cioè si riferiscono direttamente a Dio e sono i doni di Dio che dispongono i cristiani a vivere in relazione con Lui.

La fede è la linfa che circola in noi cristiani, linfa che nutre la nostra vita spirituale e che ci fa portare frutto. C’è un espressione fenomenale che troviamo nella Lettera agli Ebrei che afferma:  “La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede”. È la virtù teologale in forza della quale noi crediamo in Dio. Nell’atto di fede così diciamo: Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo fermamente tutto quello che tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. (…) Conforme a questa fede voglio sempre vivere. Signore accresci la mia fede.

Nel Battistero della cattedrale la fede è rappresentata da una donna che tiene in mano due simboli inconfondibili che descrivono la fede cristiana: la croce e il calice.

La croce ricorda i due misteri principali della nostra fede: l’Unità e la Trinità di Dio nelle parole che accompagnano solitamente il segno della croce; l’Incarnazione, la Passione, la Morte e la Risurrezione di Gesù Cristo nella croce stessa. Nel segno della croce troviamo in sintesi tutto il mistero della nostra fede.

Il calice, invece, simboleggia i Sacramenti ed in modo particolare l’Eucaristia, cuore della fede cattolica.

Continua la lettura →

Pubblicato il
15 Ottobre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Fai la tua Comunione appena puoi

Ho trovato una bellissima lettera di Tolkien, lo scrittore del “Signore degli anelli”, una lettera indirizzata al figlio e scritta nel 1963, una lettera nella quale la voce del padre cerca di consolare il figlio che sta vivendo, a 40 anni un momento di crisi umana e spirituale. Ecco alcuni stralci della lettera.

“Andare in crisi di fronte agli scandali della chiesa è esperienza comunissima. Tuttavia Non puoi conservare una religione senza una chiesa e dei ministri di Dio (…). Il vino prezioso in questo mondo deve avere una bottiglia che lo contenga, o comunque qualcosa che vale meno.

La verità è una cosa semplice. La bottiglia di champagne non sarai mai preziosa quanto lo champagne. E il contenitore deve avere delle caratteristiche umili, proprio per custodire bene il nettare al suo interno. La chiesa vale meno di Cristo (cioè è a suo servizio). E chi è poi la Chiesa? I parrocchiani antipatici, i preti incoerenti, i peccatori che predicano? La chiesa sono innanzitutto io. Ci è affidato lo champagne, anche se siamo una bottiglia di vetro riciclato.

Continua la lettura →

Pubblicato il
9 Ottobre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La preghiera del Rosario

Il rosario è una devozione antica, attribuita a san Domenico nel XIII. Siccome i contadini e la gente del popolo non potevano recitare i 150 salmi come i monaci, sono state loro proposte le 150 Ave Maria, raggruppate in 5 decine per meditare i grandi misteri della vita di Cristo e di Maria. Il successo della corona è stato profondo e immediato. È una pratica antica soprattutto dal momento che ci fa meditare sul Vangelo, fonte antica della nostra fede. Tuttavia è anche una preghiera moderna perché è semplice, non presenta difficoltà e la si può recitare ovunque: in chiesa o a casa, sul treno o in macchina, a letto o camminando o anche lavorando, come facevano molti contadini. Il rosario insomma è una preghiera senza tempo, una preghiera di sempre.

La culla del rosario è la famiglia. Un tempo era più facile, il capo famiglia o la nonna intonavano la preghiera e contemporaneamente si creava il clima della preghiera ma anche si rafforzava il senso dell’unità familiare. Conosco alcune giovani coppie che abituano i loro piccoli al rosario fin dalla culla, prendendoli in braccio. I bambini spesso guardano incuriositi e sorridono. Certo quando crescono le cose si complicano. Ma chi di noi grandi non ricorda con vera nostalgia il clima del rosario pregato in famiglia?

Continua la lettura →

Pubblicato il
1 Ottobre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il calcio d’inizio

Ogni volta che inizia un nuovo anno pastorale mi ritorna in mente un episodio tragicomico avvenuto in una parrocchia ligure. Un sacerdote alquanto bizzarro ha voluto rappresentare l’inizio della catechesi e di tutte le attività parrocchiali con l’immagine di una partita di calcio. Uscito dalla sagrestia con i chierichetti ha posto un pallone di cuoio al centro del presbiterio, in cima ai gradini e ha detto: oggi iniziamo il nuovo anno ed io adesso do il calcio d’inizio. Detto fatto: ha fatto partire un tiro colpendo in pieno il pallone che è violentemente finito sulla fronte di un anzianetto stramazzato a terra. Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio tra sospiri e sorrisi.

Eppure l’immagine del calcio d’inizio la trovo alquanto azzeccata.

L’anno catechistico, come una partita, ha la squadra, ovviamente, il pubblico, delle regole, la tattica e degli obiettivi.

Continua la lettura →

Pubblicato il
24 Settembre 2022
in La Caritas, Storie di fede e Riflessioni

Carità e Caritas

Era la domenica 2013, nove anni fa, quando ad una decina di membri della nostra comunità di san Giuseppe era stato conferito il mandato per istituire la Caritas parrocchiale e promuovere la vita della carità. Il progetto era concertato con le sette parrocchie di Dalmine in ciascuna delle quali venne istituita la Caritas. Come segno-frutto comune  era stato anche pensato il Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento situato presso la parrocchia di Sant’Andrea e sostenuto contemporaneamente dalle sette Caritas di Dalmine. Nel 2013 era stato proposto ai numerosi membri di tutte le Caritas un sostanzioso corso di formazione.

La Caritas parrocchiale è l’organismo pastorale istituito per animare la parrocchia, con l’obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza, non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, costitutiva della Chiesa.

In questi nove anni nella nostra parrocchia molte sono state le iniziative proposte all’intera parrocchia con il preciso obiettivo di sensibilizzare i fedeli a vivere il comandamento principale del Vangelo consapevoli che non si può essere cristiani se non si vive la carità.

Continua la lettura →