Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

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Pubblicato il
11 Febbraio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

Caro Riccardo

Nei giorni scorsi ho molto pensato al tuo gesto sconsiderato sul palco di Sanremo. Ho anche dedicato un po’ di tempo a leggere diversi commenti. Alla fine devo dirti una cosa: sei proprio un pirla!

Una cosa non funziona, ti arrabbi e per divertirti spacchi tutto. Che messaggio vuoi dare? Cosa vuoi sdoganare?

Se sei pazzo e non sai controllarti ci sono delle terapie apposta. Se invece intendi affidare un messaggio al gesto violento di buttare tutto all’aria devi dirci quale è il senso di questo messaggio.

Quel che è peggio è che si sostiene addirittura che la scenata era premeditata. Ma come si fa a meditare prima una scemata del genere?

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Pubblicato il
4 Febbraio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

La morte non è mai una soluzione

La Giornata per la vita è stata istituita nel 1978, all’indomani del referendum italiano sull’aborto.

I Vescovi italiani hanno pensato di istituire questa giornata, celebrata la prima domenica di febbraio di ogni anno, per tenere viva la riflessione del popolo italiano e dei cristiani i primo luogo, sulla sacralità e inviolabilità della vita umana.

Ogni anno viene precisata la posizione della Chiesa di fronte al fenomeno sociale dell’aborto. Nel 2022 in Italia sono state notificate 66.413 interruzioni volontarie della gravidanza. È vero che questo numero corrisponde a uno dei tassi più bassi rispetto alle nazioni di tutto il mondo. Tuttavia è un numero altissimo che indica come l’introduzione da oltre 45 anni della legge abortista abbia ormai contribuito a non porsi nemmeno più il problema.

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Pubblicato il
28 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

Ho alzato la voce e me ne vergogno. Ma …

Nel giro di pochi giorni ho alzato la voce per ben tre volte. Ma alla fine rimane una domanda: perché ci sono in giro persone così sconsiderate?

La prima volta torno a casa dall’Oratorio e decido di fare qualche passo. Giro intorno alla Chiesa mentre prego il rosario. Sono le 22.30. ad un certo momento vedo un giovane che si avvicina alla porta della sagrestia. Un ladro non può essere, sta barcollando. Ho capito subito: è uno che deve svuotare la vescica e si nasconde dietro il muro. Appena lo vedo lo aggredisco spaventandolo. Poi gli dico di non muoversi vado a prendere un secchio con acqua e detersivo e gli dico di pulire. Si rifiuta e lì ho alzato la voce. Avrei anche voluto dargli un calcione nel sedere ma mi sono trattenuto. E poi tu saresti un prete, mi dici e tratti così le persone? Mi sono zittito per evitare il peggio, anche perché ho pensato che fosse l’alcol a farlo sragionare.

La seconda volta ho alzato la voce con alcuni ragazzi incivili che hanno scavalcato il cancello dell’Oratorio. Tecnicamente sarebbe violazione di domicilio. Concretamente è maleducazione. Ovviamente negano, dicono che il cancello era aperto, che loro non centrano niente. Ma come è possibile che mi ritrovi a discutere con ragazzini impertinenti che mi lasciano la palese sensazione che mi prendano in giro? Alzo la voce per riprenderli ma loro continuano a mentire. Anche qui mi sono zittito per evitare il peggio.

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Pubblicato il
21 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

Antonio il Grande

Nei giorni scorsi abbiamo celebrato la memoria di sant’Antonio Abate il fondatore del monachesimo cristiano. Da subito venne chiamato Antonio il Grande. Visse in Egitto e morì ultracentenario e visse la quasi totalità della sua vita nel deserto, nella solitudine e nella lotta contro le insidie del male.

Segnalo alcuni passaggi colti dalla biografia di sant’Antonio consegnataci da sant’Atanasio.

Come se quelle parole fossero lette proprio per lui. Così viene raccontata la conversione del diciottenne Antonio. Ascolta il Vangelo e non ha nessun dubbio: quella Parola non è stata detta che per me. È proprio questo che fa la differenza. Quante parole evangeliche ascolto… ma è come se non le ascoltassi perché non le sento dette proprio per me.

La memoria finì per sostituire i libri. Trascorreva molto tempo in preghiera, poiché aveva imparato che bisognava ritirarsi e pregare continuamente. Era così attento alla lettura, che non gli sfuggiva nulla di quanto era scritto, ma conservava nell’animo ogni cosa. Imparare le cose lette a memoria o come dicono i francesi, par coeur, significa saperle non a macchinetta, ma custodirle nel profondo di se stessi.

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Pubblicato il
14 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

In ginocchio davanti a Te

Ormai pochissimi si inginocchiano durante la Messa. Qualcuno ha effettivamente problemi alle articolazioni. Qualcuno non vuole rovinare i pantaloni o le calze… Mettersi in ginocchio pare sia diventato un atteggiamento facoltativo. In realtà nel linguaggio liturgico del corpo ogni atteggiamento diventa rivelativo di ciò che si vive.

Recentemente durante la celebrazione di un funerale ad un certo punto ho temuto. I familiari appena entrati in chiesa si sono seduti e non c’è più stato verso di alzarsi, né alla lettura del Vangelo, né alla Consacrazione, né alle esequie. Ho temuto perché continuavano a rimanere seduti anche quando gli addetti dell’agenzia funebre stavano portando la bara fuori dalla chiesa.

È abbastanza evidente che coloro che non hanno la consuetudine di frequentare le celebrazioni nemmeno possono conoscere i gesti e le posizioni da assumere con il proprio corpo. Pazienza, il Signore vede e provvede.

Diversa invece è la situazione di chi frequenta regolarmente la Messa e non si inginocchia più.

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Pubblicato il
7 Gennaio 2023
in Storie di fede e Riflessioni

Grazie Benedetto

Cooperatores Veritatis          

Il motto scelto da Joseph Ratzinger quando divenne Cardinale nel 1977 fu un’espressione della terza lettera di Giovanni: “Cooperatori della verità”. Questo motto potrebbe essere sottoscritto da ogni credente, anzi da ogni uomo di buona volontà. Tuttavia per Ratzinger la verità non è un’idea, né una cosa. La verità è Gesù. Per evitare ogni forma di relativismo per cui ognuno si fa un’idea propria di Gesù, Ratzinger è sempre molto limpido nell’indicare la figura di Gesù custodita e insegnata dalla Chiesa. Siamo cooperatori della verità se prestiamo noi stessi perché Gesù venga conosciuto e accolto.

 

Rimanete saldi nella fede!

Il testamento spirituale di Benedetto XVI è un testo umile, sobrio e chiaro. Si offre alla nostra meditazione come testo di alta spiritualità. Più volte ritorna l’esortazione a rimanere saldi nella fede, a non lasciarsi confondere. Egli sottolinea un aspetto molto bello: afferma che nella sua giovinezza ha appreso dalla sua gente la “bellezza della fede”. Quindi la fede come opportunità meravigliosa della vita e non come una noia o come un peso. La fede come occasione che genera gratitudine e non come uno schema rigido che ingabbia e che ingessa. La fede come luogo vitale nel quale decidere liberamente e saldamente di stare.

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Pubblicato il
31 Dicembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Odio il capodanno. Anzi lo amo.

Siamo alla fine del 2022 e incominceremo il nuovo anno.

Dove andrai a far festa? – chiedo ad un amico che da pochi mesi si è separato dalla moglie. E chi ha voglia di far festa? Soprattutto se penso che mia moglie sarà tra le braccia di un altro uomo? Starò con i miei bambini, non credo nemmeno di arrivare a mezzanotte e andrò a letto a dormire sperando che i botti non mi tolgano il sonno.

Chissà quante persone vivranno il capodanno nella solitudine e nel dolore. Quanta amarezza provoca ogni festa, e in particolare il capodanno, in chi è solo e in chi ha una storia di sofferenza da gestire.

Mi è capitato di leggere in questi giorni un testo. Il 1° Gennaio del 1916 Antonio Gramsci scrisse un articolo intitolato “Odio il capodanno”. Ecco un passaggio di quell’articolo: “Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. (…) Perciò odio il capodanno.

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno”.

L’autore poi sostiene che ci sia una specie di violenza nella festa del capodanno, una violenza che obbliga tutti a sottostare agli stessi riti: “Il capodanno ti obbliga ad avere quella faccia da ebete: tutto va bene, tutto andrà bene. Ma perché tutti debbono fingere di essere felici a capodanno?”.

Io non odio il capodanno come faceva Gramsci. Anzi lo amo.

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Pubblicato il
24 Dicembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il presepio ci parla

Maria

Sono un’adolescente di Nazareth. Appartengo ad una famiglia povera e semplice come tutte le famiglie della Galilea. I miei genitori mi hanno educata al rispetto, alla generosità e alla fede.

Nella mia povera vita ha fatto irruzione la Luce: un Angelo del cielo a dirmi che nel mio cuore e nel mio corpo avrei potuto ospitare la Luce, la Parola. Dipendeva da me.

Quel giorno mi sono spaventata perché la luce era troppo forte.

Avevo nel cuore una domanda, o meglio un dubbio: come avverrà questo, come avrei potuto diventare mamma dal momento che non mi sono unita ancora ad nessun uomo?

E poi perché l’Angelo della luce l’ha chiesto proprio a me?

L’Angelo mi ha rassicurato: il Mandante, l’Eterno Padre avrebbe, come sempre, provveduto Lui.  Alla fine ho scelto. Ho scelto di abbandonarmi. All’Angelo ho detto: Eccomi, sono qui, al servizio di questo progetto.

Tutto è andato come aveva detto l’Angelo. Da Nazareth io e Giuseppe ci siamo spostati a Gerusalemme. Io ero ormai al termine della gravidanza e a Gerusalemme non riuscivamo a trovare un posto caldo e tranquillo. Ci siamo spostati a Betlemme, che è il paese dove era nato Giuseppe, magari qualche suo parente poteva ospitarci. Invece no. Abbiamo dato alla luce nostro figlio in una mangiatoia.

Perché nessuno ha voluto accoglierci? Perché appena nato abbiamo dovuto scappare? Perché addirittura il grande Erode lo cercava, il mio figlio, perché voleva ucciderlo?

Quante domande nel cuore. Quante domande!

 

Giuseppe

Le sentivo quelle voci in piazza a Nazareth o fuori dalla mia bottega. Eccome se le sentivo. Ma come fa a fidarsi di una ragazza che aspetta un figlio che non è suo? Ma come è possibile che non capisca, che sia così ingenuo da non capire? Farebbe bene ad abbandonarla subito! Ed io che ero così perso dietro a Maria che non potevo far altro che crederle, malgrado tutto.

A dire la verità c’avevo pensato di abbandonarla per la sua strada. Ma l’Angelo della luce anche a me aveva detto di fidarmi dell’Altissimo. Più volte mentre dormivo, nel cuore dei miei sogni, una Voce mi indicava di fidarmi. Così io ho sempre fatto.

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Pubblicato il
20 Dicembre 2022
in Comunità in rete, L'Oratorio in immagini, La missione dell'Oratorio, La missione della Parrocchia, La Parrocchia, Primo piano, Storie di fede e Riflessioni

Festa di Natale dei Volontari e Adolescenti

Cari Volontari e Adolescenti vi dico:

Grazie per tutte le volte che mi hai reso accogliente,

Grazie per il tuo impegno con i ragazzi più piccoli,

Grazie per la tua attenzione per i ragazzi più grandi,

Grazie per i momenti in cui eravamo distanti, distanti ma non lontani,

Grazie per la ripartenza dopo il covid,

Grazie perchè con te mi sento più sportivo,

Grazie per quando mi hai reso bello per una giornata di festa,

Grazie al tuo sudore, alla tua fatica, alla tua generosità e alla tua voglia di fare,

tutti hanno potuto sentirsi a casa!

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Pubblicato il
20 Dicembre 2022
in Archivio articoli del Gruppo Sportivo, Il Gruppo Sportivo, Primo piano

Il Natale dello Sportivo a.s.d. Oratorio San Giuseppe 2022

In questa quarta domenica di Avvento la nostra società sportiva dell’Oratorio è presente a questa Messa per condividere nella comuni-tà una tappa importante in preparazione al Natale.
Figura centrale di questa domenica è san Giuseppe, nostro patrono, che ha ospitato i sogni nei quali il Signore ha manifestato a Giuseppe il suo progetto.
In un documento di qualche anno fa Papa Francesco dice che ci sono molte cose in comune tra la fede e lo sport: la prima la necessità che ognuno dia i meglio di se. La seconda: nella fede come nello sport, per ottenere una vittoria o per raggiungere una meta è necessario fare fatica. Infine in entrambi gli ambiti l’importanza degli altri, cioè di tutte le persone che formano una squadra o la comunità.
La celebrazione di questa Messa diventa un’occasione preziosa per ringraziarci a vicenda per il dono della comunità, il dono dell’Oratorio, dello sport e della fede.
Il Signore ci aiuti nel prossimo Natale ad imitare san Giuseppe nel cu-stodire i sogni e nel realizzarli nella fiducia e nella generosità

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Pubblicato il
17 Dicembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il pastore della meraviglia

La tradizione del presepio napoletano vuole che il giorno 13 dicembre si collochi una statuina molto importante: il pastore della meraviglia. Viene collocato vicinissimo alla grotta di Gesù e lo si riconosce per la sua postura: braccia alzate, occhi spalancati e bocca aperta. Si colloca il 13 dicembre per la memoria della martire santa Lucia che è cieca. Il pastore della meraviglia è colui che vede la luce. Lucia significa proprio luce.

Il pastore della meraviglia ha la bocca aperta e sembra che acclami tutto il suo stupore per ciò che ha davanti agli occhi. Le braccia aperte rappresentano l’atteggiamento della lode e dell’adorazione.

C’è un poeta che in un verso ha definito così la meraviglia: “Una frescura al centro del petto”.

Mentre tutti i pastori del presepio portano i loro doni al Bambino Gesù, anche il pastore della meraviglia porta il suo dono, il dono dello stupore. Questo non è un dono materialmente prezioso ma probabilmente è il dono che Gesù preferisce: l’incanto per la venuta del Signore fra gli uomini, l’incanto che ogni cristiano non dovrebbe mai perdere.

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Pubblicato il
10 Dicembre 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il pastore che dorme

Nel presepio dei napoletani, che certamente è il più geniale di tutti, c’è una statua che non manca mai e che è un personaggio ricco di significato. La conoscenza di questo personaggio può aprirci ad una dimensione interessante del Natale ormai vicino.

È la statua del pastore dormiente. Nella tradizione ha anche un nome, si chiama Benino. Ci sono alcune regole precise da rispettare: deve essere giovane, va collocato nel punto più alto del presepio e molto lontano dalla capanna della Natività.

Contrariamente a quel che sembra questo pastore non dorme perché è stanco né dorme per pigrizia, non è distaccato né indifferente a quel che accade.

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