Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

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Pubblicato il
13 Agosto 2022
in Storie di fede e Riflessioni

L’Assunzione di Maria in cielo

Nella Messa della solennità dell’Assunta preghiamo con questo inno di lode che riassume tutto il significato della celebrazione: “Oggi la Vergine Maria, madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella gloria del cielo. In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza. Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita”.

Il dogma dell’Assunzione di Maria è stato definito nel 1950 da Pio XII, ma da sempre i cristiani hanno considerato l’Assunzione di Maria come la festa mariana più importante.

La raffigurazione più bella e più famosa dell’Assunta è certamente quella dipinta da Tiziano Vecellio nel 1518. Si trova nella chiesa francescana di Santa Maria Gloriosa a Venezia, chiesa più conosciuta come “Chiesa dei Frari”. Il dipinto è stato commissionato a Tiziano dai francescani che sicuramente “istruiscono” il pittore negli aspetti più profondi della teologia e della catechesi mariana.

Il dipinto è suddiviso in tre spazi: nella parte inferiore c’è la terra e lo spazio è gremito di discepoli che sono dinamicamente raffigurati nel momento in cui si separano dalla Vergine; in alto c’è il cielo, abitato dal Padre che si dispone ad accogliere Maria con l’abbraccio della compiacenza e nel centro c’è l’Assunta circondata dagli angeli in festa.

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Pubblicato il
6 Agosto 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Gioire per le cose che contano

Tra i ricordi televisivi più piacevoli di quando ero piccolo ci stanno sicuramente le storie di padre Brown. Qualcuno ha giustamente detto che don Matteo è il padre Brown italiano, o meglio, che padre Brown sarebbe come il nonno di don Matteo. Entrambi  sacerdoti che nello svolgimento del loro ministero sono ottimi detective per sciogliere i casi più complicati.

Padre Brown nasce dalla penna di un illustre autore, G. K Chesterton (1874- 1936), scrittore estremamente prolifico, con una produzione di oltre cento libri, poeta, drammaturgo, giornalista… Aveva una profonda abilità nello scavare nei fatti e nell’animo umano con l’unico desiderio di far emergere la verità trovando sempre soluzioni positive. Era la sua conoscenza dell’uomo che lo rese anche molto polemico e provocatore senza essere mai offensivo.

Nel 1922 abbandona la fede anglicana e si converte al cattolicesimo grazie alla sua amicizia con un sacerdote, padre John O’Connor, che gli ispira il personaggio letterario di padre Brown.

Nel mese di Agosto del 2013 venne aperta un’indagine per la causa di beatificazione di Chesterton, indagine chiusa nel 2019 a causa di forti critiche per il suo presunto antisemitismo le cui tracce compaiono in numerosi suoi articoli.

Molto si occupò di temi legati alla religione e alla fede.

In uno dei suoi libri trovo sottolineato un testo che avevo letto una trentina di anni fa.

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Pubblicato il
30 Luglio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Fatemi prendere sul serio il gioco della scopa

Le vacanze estive ci permettono di aver un po’ di tempo per gustare qualche passatempo come per esempio giocare a carte.

Tra i giochi più diffusi c’è certamente “la scopa” con tutte le sue varianti. È un gioco antichissimo che nasce nel Quattrocento a Napoli, nel porto, dove i pirati e i pescatori si fermavano per giocarsi i bottini dei vari assalti alle navi mercantili.

Si dice che sia un gioco inventato dai muti perché sarebbe bandita ogni forma di comunicazione verbale. I più esperti e smaliziati giocano segnandosi le carte. I più bravi sono ovviamente coloro che riescono a tenere a mente le carte giocate e a mettere in atto strategie affinché gli avversari non facciano punti.

Erri De Luca nel suo romanzo “Il giorno prima della felicità” racconta la storia di un ragazzino solitario rimasto orfano che frequenta don Gaetano un tuttofare di Napoli che, tra le tante cose, gli insegna a giocare a scopa e gli racconta la vita di Napoli.

Nel romanzo c’è un passaggio che si riferisce al gioco della scopa definendola simbolicamente “religiosa”.

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Pubblicato il
26 Luglio 2022
in Attività del Gruppo Adolescenti, Il Gruppo Adolescenti, Primo piano

Campo estivo adolescenti a Sestri Levante 2022

Una settimana dove proviamo ad “addomesticarci” seguendo lo stile dell’oratorio: importanza della comunità; di mettersi in gioco; crescere insieme; pensare e fare servizio per l’altro.

Siamo stati aiutati dal libro il piccolo principe.

Che cosa devo fare per addomesticarti?
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono
cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono
addomestica”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei
legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che
un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno
di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che
una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi
addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per
me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”.
“Che cosa devo fare per addomesticarti?” domandò il piccolo
principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.
“In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba.
Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le
parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai
sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la
volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle
tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora
aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro,
incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo
della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò
mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”. Così il
piccolo principe addomesticò la volpe.

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Pubblicato il
26 Luglio 2022
in Il CRE, il CRI, Primo piano

CRE 2022

Per parlare di cre potremmo dire tante cose, raccontare tanti aneddoti, ricordare tanti volti ed elencare tanti  nomi, potremmo dire cose che ci vengono dall’esperienza di tanti anni, scene recentissime e ricordi dolci che  come fotogrammi della memoria sempre ci fanno battere il cuore, voci e volti che ormai abbiamo imparato a conoscere e anche senza volerlo ci fanno nascere in viso un sorriso, eppure non sarebbero sufficienti a riassumere in poche righe le emozioni delle cinque settimane intense che stasera si concludono.

Quest’anno scrivere in questo pensiero qualcosa che non fosse già stato detto risulta un po’ difficile: forse perché nel cre gli ingredienti di partenza sono sempre quelli che conosciamo bene; e allora ciò che ci permette di vivere questa esperienza sempre con rinnovato entusiasmo è la capacità di rimescolarli in modo nuovo e sorprendente tanto da suscitare ogni volta il Batticuore, l’emozione che proviamo quando siamo insieme e cerchiamo di  costruire qualcosa di bello.

Per voi che leggete, bambini, ragazzi e genitori, il viaggio del cre è stato una corsa estiva, attesa con trepidazione, passata velocissima, ma che, come una stella cadente, ha lasciato la sua scia, fatta di tante nuove amicizie e tanti desideri ancora da realizzare.

Per noi che scriviamo, lo sapete, il viaggio del cre invece è iniziato mesi fa, quando abbiamo deciso di guidare coloro che hanno permesso di farvi vivere questa estate da protagonisti: una settantina di ragazze e ragazzi che con impegno e dedizione si sono trasformati (o almeno ci hanno provato!) da semplici adolescenti complicati in animatori unici nel loro genere e per ciascuno di voi, mettendosi in gioco, affrontando dubbi e timori, incontrando a volte difficoltà, allenando la loro pazienza e alla fine scoprendo che tutti gli strumenti necessari per la buona riuscita del cre li possedevano dentro di loro, proprio come Dorothy e i suoi amici.

Come per la nostra protagonista, anche per noi tutti il cre è stato un viaggio di conoscenza, sicuramente di chi ci è stato intorno per intere giornate, ma un po’ anche di noi stessi, delle nostre emozioni e dei nostri talenti.

Per questo il ringraziamento va come sempre a ognuno di voi, bambini, ragazzi e animatori, che con gioia e    divertimento ci avete dato la possibilità di scrivere tutti insieme ed ancora una volta una bellissima pagina nel  libro del cre. Perché in fondo, rivisitando il tormentone di quest’anno, “l’estate senza cre dimmi tu che estate è, oh! Dove sei stata? oh! Mi sei mancata!”

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Pubblicato il
16 Luglio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Batticuore

Non vedevamo l’ora di iniziare e adesso dobbiamo dire che finisce sempre troppo presto. Ogni estate è sempre così: il CRE è un mese di energia pura che coinvolge tantissime persone. Il parroco, i coordinatori, i collaboratori adulti, gli adolescenti e soprattutto i veri protagonisti, i bambini e i ragazzi. La preparazione inizia a febbraio con i coordinatori per gli aspetti organizzativi, ad aprile con gli adolescenti per la formazione.

Le cinque settimane del CRE rappresentano non solo un servizio per le famiglie che si fidano dell’Oratorio e lasciano per tutta la giornata i loro figli, ma è anzitutto un’esperienza vera di comunità e perciò una palestra nella quale esercitarsi per la propria crescita.

Il tema del CRE 2022 è stata la storia del Mago di Oz e l’obiettivo generale per tutti è stato il viaggio interiore nel mondo delle emozioni.

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Pubblicato il
25 Giugno 2022
in Storie di fede e Riflessioni

L’oratorio è cattolico

Con alcuni amici preti commentiamo le notizie di alcuni oratori che a causa di gesti di grande maleducazione si sono trovati costretti a chiudere. È successo recentemente a Cicognara (Mantova) dove il parroco ha spiegato alla comunità la condizione di devastazione del proprio oratorio. Ma è successo anche nella bergamasca che alcuni parroci hanno lanciato un severo monito per atti di vandalismo nell’oratorio. Evidentemente non è sufficiente esporre cartelli con i regolamenti perché nessuno, tanto meno i ragazzi, li legge.

Succede anche che i volontari che danno il loro tempo e la loro passione per tenere aperti gli ambienti si sentano in difficoltà. Le cose funzionano quando nell’oratorio, accanto ai ragazzi, ci sono giovani e adulti che condividono del tempo, non per controllare, ma semplicemente per esserci.

Credo che nel territorio, nel quartiere, nella città, gli oratori debbano non solo essere aperti il più possibile, ma soprattutto essere aperti a tutti indistintamente. In questo senso l’oratorio è l’espressione più palese della chiesa tra la gente a partire da coloro che ci stanno più a cuore, i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani.

L’oratorio è a servizio di tutti, sempre. Ma guai a confonderlo con un “erogatore di servizi”.

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Pubblicato il
18 Giugno 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La sfida

In un pomeriggio assolato dei giorni scorsi, durante il CRE, tra un gioco e l’altro, mi è capitato di chiedere ad un gruppetto di ragazzi se avevano l’abitudine di pregare durante la giornata, in generale. Siccome nel gruppetto c’erano cristiani, mussulmani e atei il confronto è stato ancora più interessante.

I cristiani pregano piò o meno quando se la sentono o quando hanno bisogno e più che pregare dicono le preghiere, afferma una ragazzina. Il mio papà prega cinque volte al giorno, dice un bimbo mussulmano, ma io non sono obbligato a farlo e perciò non lo faccio. Io non sono né cristiano né mussulmano, io non credo a niente e a nessuno, incalza freddamente un bimbetto. Ho messo la cosa sul ridere e tutto finisce con questo scambio.

Alla sera di quel giorno prego la compieta e come al solito leggo il Vangelo del giorno dopo per celebrare al mattino un po’ preparato e il Vangelo propone il testo di Matteo nel quale Gesù insegna ai suoi amici a pregare e regala loro la preghiera per eccellenza: il Padre nostro.

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Pubblicato il
11 Giugno 2022
in Storie di fede e Riflessioni

È finita la scuola

All’indomani dell’ultimo giorno di scuola il giornale L’Eco di Bergamo a caratteri cubitali mette in prima pagina il titolo: Scuola, liberi tutti!

Leggo l’articolo e colgo una sproporzione tra l’evento della scuola che finisce e le celebrazioni che riempiono città e paesi per festeggiare questo evento: brindisi, picnic, fumogeni, caroselli…

La Fara stracolma di ragazzi che hanno passato il pomeriggio in una festa prolungata.

Già nel titolo colgo un equivoco: Scuola, liberi tutti! Come appunto se la scuola non fosse un tempo di libertà. Come se la scuola fosse un tempo di prigionia che tiene per tanti mesi i ragazzi sotto pressione. Come se finalmente i mesi dell’estate possano prospettarsi come la vera libertà.

Certo che i giorni di scuola sono impegnativi. Ma proprio per questo fanno crescere. Anche l’estate del resto, se non diventa tempo di ozio e di sbragamento, potrebbe essere un’ottima occasione di crescita.

Ripensando alla fine della scuola mi è ritornato in mente un interessante discorso di qualche anno fa di un noto personaggio. Amato e detestato al tempo stesso Bill Gates in un discorso tenuto in una scuola di fronte a centinaia di studenti ha sintetizzato in un decalogo la sua filosofia di vita. Ha intitolato il suo discorso “Le dieci cose che la scuola non vi insegna, ma che dovete imparare il più velocemente possibile”. Mi ha molto colpito il settimo punto nel quale si rivolge agli adolescenti con queste parole: Prima della vostra nascita, i vostri genitori non erano così noiosi come lo sono ora! Sono diventati in questo modo: per pagare le vostra bollette, per pulire i vostri vestiti, a furia di ripetere all’infinito quanto siete bravi e intelligenti. Quindi, prima di salvare le foreste pluviali dai parassiti della generazione dei vostri genitori, iniziare a pulire la vostra stanza e mettete in ordine tutto ciò trovate.

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Pubblicato il
8 Giugno 2022
in Il Gruppo Sportivo, Primo piano

GIORNATA DELLO SPORT 28-05-2022

L’oratorio San Giuseppe, (dopo due lunghi anni di pandemia, covid, isolamento ecc) è tornato a riempirsi di ragazzi e ragazze, genitori atleti e atlete, spettatori, ma soprattutto di gioia, allegria, divertimento e sport.

 

Pubblicato il
7 Giugno 2022
in Il CRE, il CRI, Proposte per i bambini, Proposte per i ragazzi

C.R.E. 2022 Libretto e modulo iscrizione.

BATTICUORE
Mette al centro delle attività e riflessioni le EMOZIONI.
Quando non abbiamo paura di ciò che proviamo, di dargli un nome, di poter-lo condividere e di viverlo con altri, impariamo a conoscere noi stessi, a superare il giudizio e ad entrare in relazione con l’altro. Impariamo ad amare come Dio e a fare comunità. Viviamo nuove avventure e diventiamo grandi.

clicca l’immagine per visualizzare il libretto del C.R.E. in file PDF.

 

Iscrizioni
FINO AD ESAURIMENTO POSTI
Da lunedì 16 a sabato 21 maggio dalle 16.30 alle 18.30 presso la segreteria dell’oratorio, consegnando il modulo compilato e firmato in ogni sua parte.
Per il rispetto dell’organizzazione del CRE, si prega di rispettare le date di iscrizione.
Non si garantisce la disponibilità ad accettare iscrizioni oltre la data
indicata.

Cicca su scarica il modulo iscrizione.

Pubblicato il
4 Giugno 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il lampionaio

Tra le tante lezioni della straordinaria storia del Piccolo Principe ce n’è una che magari non è tra le principali ma è importantissima. Ed è quella dell’incontro con il “lampionaio” che mette in evidenza il rapporto con il dovere, con le regole, in un mondo in continua evoluzione.

Arrivato in un pianeta inesplorato il Piccolo Principe incontra un uomo che accende e spegne l’unico lampione del suo pianeta. Alla domanda sul perché lo facesse il lampionaio risponde: questi sono gli ordini. Faccio un mestiere terribile. Una volta era ragionevole. Accendevo al mattino e spegnevo alla sera, e avevo il resto del giorno per riposarmi e il resto della notte per dormire…. Ma il pianeta di anno in anno ha girato sempre più in fretta e la consegna non è stata cambiata!.

Il lampionaio è un uomo fedele al suo dovere, ma è amareggiato e triste perché deve continuare ad obbedire alla consegna ricevuta mentre il pianeta gira sempre più in fretta.

Questo personaggio mi ha subito fatto pensare a come spesso siamo incapaci di modificare i nostri schemi e continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto eseguendo gli ordini in modo del tutto passivo.

Nonostante il Piccolo Principe cerchi di aiutarlo una soluzione creativa, il lampionaio non accetta nessun suggerimento: “Buon giorno”. E spense il suo lampione”.

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Pubblicato il
28 Maggio 2022
in Luoghi di culto, Storie di fede e Riflessioni

Il restauro della Chiesa Parrocchiale

È iniziato l’allestimento del cantiere per il restauro della Chiesa la cui durata è prevista per circa sette mesi. Per far fronte a questa spesa la Parrocchia ha potuto ottenere un finanziamento di 250.000 Euro dal BIM con l’impegno di restituirlo in sette anni, ha aperto un mutuo presso la Banca (oltre a quello già in essere per i lavori svolti all’Oratorio per l’Arca) ed ha iniziato a raccogliere donazioni liberali dai fedeli.

L’intervento non è stata una decisione facoltativa, ma è stato imposto dalla situazione di pesante criticità del tetto della Chiesa che presenta un grave pericolo per l’uso della Chiesa stessa. Non c’è stato perciò molto spazio per tanti ragionamenti. Il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia si è confrontato più volte, nei mesi scorsi, sulla necessità di intervenire e benché siamo consapevoli che il tempo che stiamo vivendo non è economicamente molto favorevole per tante famiglie, siamo fiduciosi della sostenibilità del progetto.

La consacrazione della Chiesa parrocchiale il 19 marzo 1931

L’elemento che più ci incoraggia è la compartecipazione che i fedeli vorranno manifestare per contribuire con le proprie offerte. Mai come in queste occasioni è vero il modo di dire: “sono le singole gocce che formano il mare”. La nostra Chiesa è stata voluta e costruita dalla “Dalmine” nel 1930. Oggi non è più possibile ottenere un unico finanziamento per coprire l’intera spesa. Anziché il molto di pochi oggi è possibile solo il poco di molti.

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