Una delle espressioni più belle che il Papa ha utilizzato rivolgendosi agli adolescenti in Piazza san Pietro il giorno di Pasquetta è sicuramente quella che anche i giornali hanno maggiormente evidenziato. Il papa ha commentato il testo del Vangelo di Giovanni ed ha affermato: “Voi non avete l’esperienza dei grandi ma avete qualcosa che i grandi alle volte hanno perduto, voi avete il fiuto della verità. Vi auguro di avere il fiuto di Giovanni e il coraggio di Pietro”.
Avere il fiuto significa avere una buona capacità di intuizione e di giudizio. Gli adolescenti, ha ragione il Papa, sono proprio così: sanno cogliere al volo se intorno c’è il profumo della verità o la puzza della menzogna, sanno comprendere se le persone sono vere o false, colgono quello che c’è nell’aria senza tanti ragionamenti, riconoscono a pelle ciò che li circonda.
Poi che gli adolescenti assecondino la verità è un altro discorso. Ma questo è accaduto anche agli apostoli del Vangelo tanto che se Pietro ha avuto fiuto per Gesù e l’ha seguito, c’è stato anche il momento in cui il fiuto si è trasformato in rifiuto: quando cioè ha affermato per tre volte di non conoscere quel Gesù che lo aveva chiamato.
Le parole del Papa francamente mi hanno colpito ma non tanto pensando agli adolescenti, ma a me stesso.













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