clicca l’immagine per visualizzare il file PDF
Pubblicato il
16 Aprile 2022
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
16 Aprile 2022
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
16 Aprile 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Circa duemila anni fa, una notizia clamorosa ha improvvisamente sconvolto gli abitanti di Gerusalemme e tutti i pellegrini raccolti nella città santa per la Pasqua ebraica: un uomo condannato e morto in croce dopo tre giorni è risorto.
La notizia è stata subito circondata da due reazioni opposte: i suoi discepoli dichiararono che giunti al sepolcro lo trovarono vuoto e nelle cronache che ci hanno lasciato, i Vangeli, raccontano di aver compreso che cosa intendesse Gesù quando prima di morire accennava alla Risurrezione. I capi del popolo invece affermarono che si trattava di una menzogna inventata dai discepoli stessi di quell’uomo.
Da allora la notizia della Risurrezione ha sempre diviso l’umanità. Per gli uni Gesù continua ad essere vivo, a parlare, a mostrare segni prodigiosi, a infondere coraggio e speranza a quanti confidano in Lui. Per gli altri Gesù è morto e basta, è un ricordo da archiviare come ogni personaggio storico e non ha nulla a che fare con la vita degli uomini di oggi.
A sostenere la fede dei cristiani non può essere la visione, ma la fiducia in una promessa: “Io sono con voi fino alla fine dei tempi”. Dal momento poi che la sorte della Pasqua il Signore Gesù l’ha condivisa con tutti coloro che credono in Lui, i cristiani sono persuasi che anche i propri cari non sono morti e basta, ma continuano ad essere vivi e in possibile relazione con chi li ricorda.
Vivere con il pensiero di risorgere non è la stessa cosa che vivere con il pensiero di morire e basta.
La Festa di Pasqua è il momento in cui i discepoli di Gesù fremono per il pensiero di risorgere. Lo fanno radunandosi insieme, ascoltando Gesù che parla, cantando con gioia, e dicendo: Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta. Tutto questo non si può né fare né dire se si pensa che Gesù sia morto e basta.
Non solo la Domenica di Pasqua, ma in ogni Domenica.
Pubblicato il
9 Aprile 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Caro Gesù dopo molti secoli siamo qui di nuovo a ripercorrere i momenti della tua passione.
Tu sei ancora qui tra noi, libero ed ostinato, a lavarci i piedi e a consegnarti nelle mani di chi ti flagella, ti strattona sul monte della croce, ti inchioda e ti uccide, credendo di far piacere all’immagine presunta del loro Dio, o semplicemente ti ignora. Tu sei ancora qui ad emettere il tuo ultimo respiro in nome di un amore folle e senza confini.
Anche tua madre è ancora qui fra noi, silenziosamente piangente, nascosta nei gemiti di ogni madre sostenuta dalla speranza.
I tuoi amici sono ancora tra noi e percorrono ogni angolo del mondo per raccogliere il tuo respiro e lasciar trasparire un po’ della tua luce. I tuoi amici, dispersi e poi ritrovati, cercano ogni giorno di vincere la paura con l’amore. A volte riescono, sostenendosi a vicenda come fratelli, a volte ricadono nelle insidiose trappole del conformismo e tornano a disperdersi.
Ma anche i tuoi nemici sono ancora tra noi, sono i persecutori degli innocenti, i crudeli e i prepotenti che non hanno pietà di nessuno, i giudici implacabili che lanciano sentenze dappertutto, i farisei che pensano di essere superiori a chiunque. Anche Pilato si aggira tra noi, continua ad interrogarti ma non mette mai in gioco se stesso e alla fine ti lascia perdere declinando ogni responsabilità, lavandosene le mani.
Pubblicato il
9 Aprile 2022
in
Archivio bollettini parrocchiali
Pubblicato il
2 Aprile 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Tra pochi giorni la liturgia della Settimana Santa ci interrogherà sull’Evento centrale della nostra fede cristiana: la risurrezione.
Condivido tre testi che possono aiutarci ad entrare in punta di piedi e con stupore nel mistero della Pasqua.
Il primo è di un grande padre della Chiesa, Isacco il Siro “Il solo vero peccato è essere insensibili alla risurrezione e solo colui che conosce il mistero della croce e della tomba, conosce il senso autentico delle cose ed è iniziato all’indicibile potenza della resurrezione; conosce lo scopo secondo il quale Dio in principio ha stabilito tutte le cose”.
Il secondo testo è uno stralcio di un libro di Paolo Rumiz. Nel suo libro “Gerusalemme perduta” il giornalista viaggiatore racconta questa efficace testimonianza vissuta proprio vicino al Santo Sepolcro di Cristo.
“Ciondolano davanti alla tomba di Cristo con la minerale in una mano e il cellulare nell’altra. Rasati a zero, spalle fuori e bermuda al limite della decenza. Un branco di ebeti, ecco l’Occidente, i difensori della cristianità, in coda davanti alla cripta ubi corpus Eius positum fuit (la cripta dove il Suo corpo fu posto). L’occhio del monaco che li smista è colmo di disgusto, se potesse li caccerebbe a bastonate, ma loro non se ne accorgono. Guardano nel nulla. Uno si infila un dito nel naso. Un altro quasi grida: “Oh, that’s beautiful”, è meraviglioso!
“Ma la tomba è vuota!” sussurra un inglese a un amico, poco dopo essere uscito a testa bassa dal buio quadrilatero. Non capisce che il senso del sepolcro è proprio in quello spazio vuoto, sta tutto in quel corpo che non c’è.
“La vita è nella tomba” sussurra ghignando il vescovo greco Theofilos per spiegare a me, misero cristiano d’Occidente, che il mistero è tutto in quelle reliquie”.
Pubblicato il
26 Marzo 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
La quarta domenica di quaresima ci presenta la parabola notissima del ritorno del figliol prodigo nella casa del Padre. È il capitolo 15 di Luca, considerato il Vangelo nel Vangelo. Non è possibile, scriveva sant’Agostino, ascoltare questo racconto senza avvertire nel cuore un movimento di emozione. Questa parabola, considerata universalmente uno dei vertici di tutta la letteratura, è stata rappresentata da molti artisti. Forse l’opera più suggestiva l’ha dipinta il pittore olandese Rembrandt (1606- 1663)
All’indomani della morte di Rembrandt, avvenuta in condizioni di estrema povertà, viene trovato nella sua casa questo dipinto che ora si trova a San Pietroburgo.
Tra i tanti elementi affascinanti di questo dipinto ne metto in evidenza due che mi sembrano i più importanti rispetto al brano di Vangelo.
Il primo è la testa rasata del figlio che ritorna a casa. È dipinto come uno schiavo, prigioniero della vita vuota che ha vissuto lontano dal padre. Schiavo di una vita rovinata dal male, sciupata dal vizio. Ma quella testa rasata è anche il segno della penitenza, del desiderio di purificarsi e di ricominciare. Il cammino di questo figlio è stato molto faticoso: ha conosciuto l’abisso del peccato, lo struggimento del pentimento e la gioia della riconciliazione. Finalmente è ritornato tra le braccia del padre.
C’è un secondo particolare che colpisce: in molti si sono chiesti come mai in questa storia familiare c’è un’assenza così evidente, quella della madre.
Pubblicato il
21 Marzo 2022
in
Il CRE, il CRI, Primo piano, Proposte per gli adolescenti
FORMAZIONE ANIMATORI CRE ADOLESCENTI
PRIMO INCONTRO ANIMATORI
Sabato 9/4 ore 19.00 – 20.30 con apericena
Pubblicato il
20 Marzo 2022
in
Primo piano, Storie di fede e Riflessioni
Pubblicato il
19 Marzo 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Ma tu vuoi più bene alla mamma o al papà? Ancora recentemente mi è capitato di sentir porre ad un bambino questa domanda sciocca. Ma quel bambino fortunatamente ha soffocato in un candido sorriso la risposta e tacendo ha mostrato grande sapienza. Papà e mamma non possono che avere pari importanza per la crescita e la serenità dei figli.
La festa del papà mette in evidenza l’inesprimibile gioia di generare la vita e il dono inestimabile della famiglia.
Una volta chiesero ad un bambino: qual è la cosa più bella della tua mamma? Sapete cosa ha risposto? La cosa più bella della mia mamma è il papà! Ecco allora alcuni auguri ai papà.
Il primo augurio al papà è che sia sempre felice di donarsi ai propri figli. Scrive Papa Francesco nella lettera su san Giuseppe: La felicità di Giuseppe non è nella logica del sacrificio di sé, ma nel dono di sé. Non si percepisce mai in quest’uomo frustrazione, ma solo fiducia. La paternità è una vocazione e come ogni vocazione nasce dal dono di sé. Continua i Papa: Lì dove una vocazione, matrimoniale, celibataria o verginale, non giunge alla maturazione del dono di sé fermandosi solo alla logica del sacrificio, allora invece di farsi segno della bellezza e della gioia dell’amore rischia di esprimere infelicità, tristezza e frustrazione. Auguri papà: sii felice di donarti alla tua famiglia!
Pubblicato il
18 Marzo 2022
in
Primo piano, Storie di fede e Riflessioni
PREMESSA.
Pensando alla festa di S. Giuseppe non possiamo fare a meno di collegarci alla figura del padre di Gesù, che ha passato la sua intera vita a prendersi cura della famiglia, accudire il figlio ed educarlo con i suoi insegnamenti. Giuseppe viene presentato come una figura avanti con gli anni, spesso sorretto da un bastone, un lavoratore giusto, rispettoso delle leggi e che è stato costretto a spostarsi dalla sua casa natale a Betlemme a causa del censimento. Giuseppe è una figura silenziosa e umile, è custode della Vita, sa ascoltare e aiutare le persone a lui vicino.
Ed è per questo motivo che è stata scelta la figura di San Giuseppe come patrono della casa di riposo di Dalmine, un punto di incontro tra anziani dove si presta un aiuto concreto a chi ha bisogno e dove i protagonisti non sono solo gli anziani, ma anche le loro famiglie. La casa di riposo è un luogo dove le parole d’ordine sono “servizio” e “accoglienza” come missione, dove tristezza e solitudine vengono combattute con momenti di svago e comunione. Purtroppo, il periodo di covid ha reso più complesso il contatto umano con questa realtà, rendendoci a volte impotenti, ma speranzosi e comunque guidati dalla voglia di stare insieme.
Clicca sul’ immagine per vedere e scaricare il giornalino.
Pubblicato il
14 Marzo 2022
in
I grandi eventi, L'Oratorio in immagini, Primo piano
Pubblicato il
12 Marzo 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Devo ammettere che quando arriva la festa patronale di san Giuseppe mi sento invadere il cuore di un’intima gioia. Amo Giuseppe e lo sento vicino come amico, padre, modello, intercessore.
Parte della mia contentezza dipende dal fatto che a Dalmine sono molteplici le realtà a lui intitolate e il suo patronato si estende non solo sulla Parrocchia ma anche sull’intera città, sui bambini e i giovani dell’Oratorio e sui nonni della Casa Accoglienza Anziani, sulle donne e gli uomini che lavorano e su tutte le famiglie che guardano con fiducia alla Sacra Famiglia.
Amo Giuseppe prima di tutto perché ha le mani incallite, perché è un uomo concreto, con i piedi per terra, è un uomo che possiede la sapienza del fare, è operativo e pragmatico.
Pubblicato il
11 Marzo 2022
in
Primo piano, Proposte per gli adolescenti
Estate 2022 Adolescenti
Per chi? Dalla 3° media alla 5° superiore
Dove? Sestri Levante (Parrocchia San Bartolomeo)
Quando? 18—23 Luglio
Valore educativo: creare e approfondire le relazioni, crescere dal punto di vista formativo e spirituale, imparare a essere autonomi e a vivere in comunità.
Cosa portare: abbigliamento mare, salviettone, ricambi, ombrelloni da mare, bicicletta, tutto il necessario per l’igiene personale, federa, copri materasso, lenzuolo.
Costo € 350
Per scaricare il modulo di iscrizione clicca sull’immagine:
Pubblicato il
11 Marzo 2022
in
Primo piano, Proposte per i ragazzi
Estate 2022 Medie
Per chi? Dalla 5° elementare alla 2° media
Dove? Lignano Sabbiadoro (villaggio BELLA ITALIA)
Quando? 25—29 Luglio
Valore educativo: creare e approfondire le relazioni, crescere dal punto di vista formativo e spirituale, imparare a essere autonomi e a vivere in comunità.
Cosa portare: abbigliamento mare, salviettone, ricambi, tutto il necessario per l’igiene personale, federa, copri materasso, lenzuolo, scarpe da ginnastica, indumenti sportivi.
Costo € 280
Per scaricare il modulo di iscrizione clicca sulla immagine:
Pubblicato il
5 Marzo 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Quando per qualunque motivo ti avvicini ad Albert Einstein hai la sensazione che provi quando apri un ventaglio: ti trovi di fronte a molteplici aspetti della sua persona. È il più famoso dei fisici, è un raffinato filosofo, è un pensatore politico, umanista, pacifista, è un religioso ebreo che ammirava molto la figura di Gesù… è considerato un genio a tutto tondo.
La scia luminosa della sua genialità raggiunge anche noi oggi e le sue perle sono punti di riferimento per ogni uomo e donna che si sentono alla ricerca.
Raccolgo alcune sue affermazioni perché credo possano essere un prezioso contributo per la nostra riflessione.
“C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà…”.
In un’intervista dichiarò che il segreto dell’immortalità delle sue scoperte rivoluzionarie è la volontà. La determinazione e la perseveranza sono le condizioni grazie alle quali riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci poniamo.
“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido…”.
Pubblicato il
1 Marzo 2022
in
Comunicazioni dalla Segreteria dell'Oratorio, Primo piano
Pubblicato il
25 Febbraio 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
Digiuno, Via Crucis, penitenza, elemosina. Ossignore arriva ancora la Quaresima! E chi ha voglia di entrare in questo tempo con tutto quello che mi vien chiesto di fare? E poi: che tempo triste! Possibile che la chiesa non mi riesca a fare una proposta più allegra che non la Quaresima? Come faranno i giovani e i ragazzi di oggi a prendere un po’ di passione per le cose del Signore se gli proponiamo di fare penitenza?
Io quando inizia la Quaresima ho nel cuore due sentimenti che fanno a botte. Da un lato sento impetuoso il desiderio di essere purificato da tutte le scorie che incrostano la mia mente, da tutti i surrogati con cui nutro la mia coscienza, da quelle pieghe che mi rendono malvagio e dall’altro sento la pesantezza del mettermi in cammino, la pigrizia, la non voglia nell’intraprendere un tempo “forte” come quello della Quaresima.
E poi siamo onesti: la domanda “che proposito fai in Quaresima?” è un po’ infantile perché dopo tanti anni ormai so che i propositi sembrano fatti apposta per essere disattesi. Poi proposti per cosa? Non mangio il cioccolato. Faccio un po’ di elemosina. Non guardo la televisione … ma cosa centra il Signore con tutti i miei propositi?
Pubblicato il
25 Febbraio 2022
in
Proposte per tutti, Senza categoria
Pubblicato il
25 Febbraio 2022
in
I tempi forti dell'anno liturgico, Proposte per tutti
Pubblicato il
25 Febbraio 2022
in
Primo piano, Proposte per tutti
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.