Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Mi fido di Te!?

Non mi fido molto di Dio. Nella confessione una persona accusa questo peccato.

Ma cosa vuol dire fidarsi di Dio? Significa che per noi Lui è buono, che ha il potere di aiutarci, che desidera aiutarci e che ci aiuterà. D’altronde Gesù nel Vangelo ci ha promesso: “chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete”. Ma è affidabile il Signore? Posso avere fiducia di Lui? Posso credere nelle sue promesse?

Il senso della preghiera cristiana scaturisce proprio dalla risposta affermativa a queste domande. Ma cosa succede nel cuore del credente quando dopo anni e anni di preghiera pare che nulla di ciò che chiediamo accade?

Non so chi, ma qualcuno ha detto: Prega non fino a che Dio ti ascolti, ma fino a che tu ascolti Dio.

Søren Kierkegaard diceva che “La preghiera non cambia Dio, ma cambia colui che prega. Pregare è un atteggiamento del cuore, della mente e del corpo che ci fa sentire, sempre e comunque, abbracciati da Dio e protetti dalla Sua Volontà. E’ dire a Dio: Tu vedi più lontano di me. Per me ciò che ti sto chiedendo è vitale ma se non succede come dico io, mi fiderò della tua volontà”.

La nostra fiducia è sempre messa a dura prova. Come fidarsi di Dio quando un familiare viene portato d’urgenza in terapia intensiva, quando una madre piange da anni per un figlio smarrito, quando la propria azienda attraversa un pesante crollo economico, quando una crisi matrimoniale toglie la gioia di vivere, quando un sogno va improvvisamente in frantumi? Come fidarsi di Dio con tutta la sofferenza che ci circonda?

Il Cardinal Martini scriveva: “Mi sono rappacificato con l’idea di morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremo mai a fare un atto di piena fiducia. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre un’uscita di sicurezza. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio”.

Il cristiano che prega ed ha fiducia in Dio è un illuso oppure è uno che ha scoperto il segreto della vita?

Il Natale ormai vicinissimo è l’ennesima conferma della vicinanza di Dio: Lui non è per noi un’assicurazione contro la sofferenza, non è il tappabuchi che risolve i nostri problemi. Lui invece è una forza che ci guida, è una luce che motiva ciascuno di noi ad affrontare con coraggio ogni avversità. Maria e Giuseppe sono i nostri principali modelli per vivere con totale fiducia, anche se non sempre comprendiamo tutto come vorremmo.

Vivere un Natale buono, un Natale cristiano, significa proprio poter dire al Signore: mi fido di Te.

Don Roberto

 



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