Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
6 Novembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

La legge della vita

La nostra comunità vive la giornata degli adolescenti con il rito di passaggio per i ragazzi di terza media. È un momento importante per tutti perché vorremmo considerare questa età della vita con molta cura, un’età delicata, fragile ma carica di molta vitalità.

L’Oratorio giustamente investe molte energie nell’accompagnare gli adolescenti, non solo nell’incontro settimanale con un programma idoneo all’età dei ragazzi con proposte e attività appropriate, ma anche nell’accoglierli durante i tempi informali: lo sport, il cortile, la sala giochi. Certo potremmo fare molto di più se le forze del volontariato fossero maggiori. Tuttavia tanti sono gli adolescenti che frequentano l’Oratorio come punto di riferimento.

Il “Rito di passaggio” per i ragazzi di terza media è pensato proprio per sottolineare la disponibilità della comunità a condurre i ragazzi, dopo la Cresima, al termine del cammino di iniziazione cristiana affinché si sentano a casa nell’Oratorio e siano costantemente provocati a cercare risposte alle domande fondamentali della loro crescita. D’altronde affrontare, in compagnia di coetanei e con la guida di animatori appassionati e preparati, la stagione dell’adolescenza significa avere la possibilità di confrontarsi su molti aspetti umani e cristiani della vita.

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Pubblicato il
30 Ottobre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Andando per cimiteri 2

In questi giorni la chiesa ci accompagna come una mamma e una maestra a considerare sapientemente il mistero della morte e della vita eterna.

Nei cimiteri o nelle chiese siamo messi seriamente di fronte al mistero oscuro della morte. E soprattutto quando la morte arriva così vicino alla nostra vita da toccarci nella pelle non possiamo che condividere i sentimenti dello smarrimento ma anche della speranza.

C’è una bellissima preghiera che rivolgiamo al Signore nel prefazio della messa per i defunti che dice: E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

In Cristo tuo Figlio, nostro salvatore rifulge a noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell’immortalità futura.

Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo.

Ecco perché abbiamo la speranza, perché la vita non è tolta, ma trasformata e noi viviamo il nostro pellegrinaggio terreno nell’attesa di giungere nella nostra vera patria.

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Pubblicato il
26 Ottobre 2021
in Archivio articoli del Gruppo Sportivo, Il Gruppo Sportivo, Presentazione del Gruppo Sportivo, Primo piano

Presentazione società sportiva Oratorio San Giuseppe a.s.d.

Finalmente “Capodanno”!!

Ebbene sì, settembre per molte persone potrebbe essere un mese qualunque ma per i bambini/ragazzi è l’inizio di un nuovo anno scolastico, di una nuova stagione calcistica e ora più che mai stiamo vivendo la rinascita della normalità sportiva che mancava da più di 18 mesi.

Sono stati mesi difficili per il mondo sportivo, per i ragazzi in primis, ma anche per allenatori, volontari e tutte quelle persone che dietro le quinte permettono ogni anno lo sviluppo dell’attività calcistica.

Ringraziamo con tutto il cuore le persone che in questo periodo hanno fatto il possibile e l’impossibile per dare un’ora di sfogo ai ragazzi.

Sono stati fatti allenamenti in videoconferenza e allenamenti senza contatto fisico, ora che abbiamo potuto riprendere in normalità (rispettando tutte le normative) dovreste vedere quel sorriso stampato che ogni bambino/a ha dall’inizio alla fine dell’allenamento, quella voglia di fare movimento e sfogare tutte le preoccupazioni accumulate.

Gli allenatori in queste prime settimane hanno notato la volontà dei ragazzi di far parte di una squadra, un presupposto che probabilmente la pandemia aveva offuscato.

Come in ogni nuovo inizio l’energia è tantissima, i ragazzi sono numerosi e si presuppone una stagione entusiasmante per tutti!

Vi aspettiamo in oratorio a tifare i nostri campioni!

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Pubblicato il
22 Ottobre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Andando per cimiteri

La bella abitudine di recarci al cimitero tocca l’apice nel mese di Novembre e in particolare nella settimana iniziale, quando celebriamo la Festa dei Santi e la Commemorazione di tutti i defunti. Il cimitero ha sempre un grande fascino perché è un luogo nel quale si può riflettere, meditare, pregare, raccogliere i ricordi…

La memoria dei nostri cari non è un gesto malinconico ma un inno alla vita, per noi che crediamo che la vita “non è tolta, ma trasformata”, una vita eterna. Siamo sollecitati al pensiero che la vita terrena è di passaggio e perciò va vissuta senza sprecarla, senza renderla mediocre, povera, triste.

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Pubblicato il
16 Ottobre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Cosa partorisce la montagna?

A volte ci ritroviamo a constatare di aver fatto molto lavoro e ad avere in cambio un piccolo risultato. Succede in ambito lavorativo ma anche in tante circostanze della vita. Abbiamo investito tanto in un progetto e non riusciamo a tirare insieme nulla o poco. Abbiamo avuto aspettative alte per la riuscita di una proposta e alla fine siamo stati delusi.

Spesso accade anche che siano gli altri a promettere mari e monti e poi non sanno mantenere le promesse fatte. Ma non pensiamo subito ai politici. Avviene anche nelle nostre famiglie o nella comunità.

C’è una frase che è diventata proverbiale e viene normalmente usata in tono sarcastico: “La montagna ha partorito un topolino”. Indica appunto che un evento, o un certo risultato è stato aspettato tanto e poi si rivela alla lunga inferiore alle attese.

La frase citata allude alla favola di Esopo che racconta che c’era una volta una montagna che era prossima a partorire. Le doglie cominciarono a farsi sempre più intense e gli intervalli tra una contrazione e l’altra ebbero dapprima una durata di poche ore, poi le pause iniziarono a farsi sempre più brevi fino a iniziare il travaglio. Presa dal dolore, dalla cima della montagna cominciò a uscire del fumo mentre la terra intorno tremava, gli alberi caddero uno ad uno colpiti dagli enormi massi che rotolavano giù a valle.

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Pubblicato il
9 Ottobre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Beati voi giovani

San Filippo Neri è stato sicuramente uno dei santi più originali per la sua amabilità, la sua umanità e per la sua bizzarria.

È famoso perché sono stati girati anche alcuni film i cui titoli sono espressioni abituali di san Flippo: “State buoni se potete” o “Preferisco il paradiso”.

È vissuto nel 1500 nella Roma turbolenta e lasciva. Aveva nel cuore la promozione dei giovani ed incominciò a raccoglierli nella cerchia dell’Oratorio, anticipando profeticamente l’esperienza di son Bosco che continua a segnare lo spirito e la prospettiva dell’Oratorio.

Filippo Neri trovò la strada luminosa dove far camminare i giovani, come dicono i suoi biografi, nell’esercizio quotidiano della Sacra Scrittura, nella narrazione dei santi testimoni, nel ristoro di lunghe scampagnate in luoghi ameni, nella distensione spirituale, nell’amore per la musica sacra, nella visita agli ammalati…

L’Oratorio anche oggi cerca di formare i ragazzi e i giovani in questa prospettiva di educazione globale della persona. Filippo diceva spesso ai suoi giovani: “Beati voi giovani che avete tempo di fare il bene!”. Questa è un espressione straordinaria che mette in evidenza non solo il tempo che un giovane, in quanto giovane, ha davanti a sé, ma anche il carattere fallimentare di un’esistenza priva di amore e di responsabilità. La giovinezza è una stagione feconda della vita, a condizione che non la si sprechi.

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Pubblicato il
4 Ottobre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

A perenne ricordo di don Antonio Zucchelli

Il 1° Ottobre abbiamo vissuto una cerimonia, semplice e solenne nello stesso tempo, che ha riunito nello stesso giorno alcuni motivi per cui essere profondamente grati.

Innanzitutto la scelta del giorno: il 1° Ottobre è infatti il giorno del compleanno di don Antonio.

Ogni anno per lui era motivo di grande gioia poterlo festeggiare nella comunità, anche se non nascondeva il suo personale disagio per essere al centro dell’attenzione. Ogni anno sapeva durante la sua riflessione regalarci qualche perla di saggezza che andava a pescare nel pozzo profondo della sua esperienza umana, di credente e di sacerdote.

E ci siamo chiesti: perché non festeggiarlo anche quest’anno a quasi un anno della sua scomparsa? Così abbiamo pensato ad organizzare una per lui, che dal cielo ci starà osservando.

Innanzitutto abbiamo benedetto la lapide al cimitero, accanto ai numerosi sacerdoti che hanno un forte legame con Dalmine, o perché qui sono nati o perché qui hanno donato parte della loro vita nel ministero sacerdotale.

In questo giorno abbiamo anche voluto situare il ventesimo anniversario dell’inaugurazione della RSA san Giuseppe.

Per chi come me non era presente in quel giorno, è stato un bell’esercizio andare a rileggere le pagine del bollettino parrocchiale.

Si trova scritto: a Ottobre 2001 è stata inauguratala Casa Accoglienza Anziani, situata nel centro di Dalmine in Viale Locatelli al numero 6.

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Pubblicato il
25 Settembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Adulto

Ma chi è l’adulto? La parola è molto interessante. Adulto è il participio passato di adolescere. È colui che ha compiuto il cammino della crescita. Ma c’è un’altra parola che gli assomiglia ma è esattamente una sua contraffazione, è la parola adultero, che significa traditore, infedele. A se stesso prima di tutto. Essere adulto non è una questione di anagrafe, ma di maturità.

Una persona o è adulto o è adultero. Come fa un adulto ad essere punto di riferimento per i suoi figli se è adultero?

Vi propongo tre testi per stimolare la riflessione ed il confronto.

Il primo è di Papa Francesco che in un suo discorso ha offerto un’analisi interessante sul rapporto tra i giovani e gli adulti, mettendo in evidenza la grave mancanza degli adulti come punti di riferimento: I giovani sono orfani di una strada sicura da percorrere, di un maestro di cui fidarsi, di ideali che riscaldino il cuore, di speranze che sostengano la fatica del vivere quotidiano. Sono orfani, ma conservano vivo nel loro cuore il desiderio di tutto ciò! Questa è la società degli orfani. Pensiamo a questo, è importante. Orfani, senza memoria di famiglia: perché, per esempio, i nonni sono allontanati, in casa di riposo, non hanno quella presenza, quella memoria di famiglia; orfani, senza affetto d’oggi, o un affetto troppo di fretta: papà è stanco, mamma è stanca, vanno a dormire… E loro rimangono orfani. Orfani di gratuità: quello che dicevo prima, quella gratuità del papà e della mamma che sanno perdere il tempo per giocare con i figli. Abbiamo bisogno di senso di gratuità: nelle famiglie, nelle parrocchie, nella società tutta.

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