Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Pubblicato il
19 Febbraio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il piccolo Leone

Nel mese di febbraio i catechisti delle parrocchie di Dalmine stanno partecipando ad un percorso formativo accompagnati dall’Ufficio Diocesano della catechesi. Il tema è una scommessa: coinvolgere i genitori nel cammino della catechesi dei ragazzi. Ormai abbiamo tutti compreso che la trasmissione della fede non funziona più quando essa viene esclusivamente delegata ai catechisti, ma che è indispensabile che i ragazzi respirino la fede in famiglia. Ma averlo compreso non significa aver risolto la questione. Ci stiamo interrogando su quali possono essere le opportunità reali affinché i genitori siano davvero coinvolti non marginalmente, ma, come dev’essere, da protagonisti.

Paola Mastrocola ha scritto un piccolo romanzo intitolato “Leone”. Ci sono libri al termine dei quali ti dispiace di essere arrivato in fondo. “Leone” è uno di questi.  Leone è un bambino come tanti, ha 6 anni, è figlio di genitori separati, deve imparare a gestire le sue emozioni e le sue paure. A scuola è nella media. Tutto sommato è sereno. Molto lo deve alla nonna. Soprattutto da lei eredita l’inestimabile esperienza della vita spirituale e del senso della preghiera. È lei la nonna che trasmette a Leone la fede che si rivela come una forza capace di reggere gli urti della vita e di vivere con fiducia e serenità. Condivido un passaggio del romanzo.

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Pubblicato il
12 Febbraio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La stupidità

Un caro confratello mi segnala un librettino che mi incuriosisce. Si tratta di una saggio il cui autore è Carlo M. Cipolla. Il libro si intitola “Le leggi fondamentali della stupidità umana”. Cipolla nasce a Pavia nel 1922 e muore nel 2000. Ha insegnato storia dell’economia in Italia e negli Stati uniti. Nel 1976 ha pubblicato questo libro sulla stupidità. È un’ironica teoria sulla stupidità umana nella quale l’autore considera gli stupidi come un gruppo molto più ampio e potente di ogni altro gruppo. Gli stupidi, afferma Cipolla, sono più potenti della mafia e delle lobby industriali, non sono organizzati, non hanno ordinamenti, non possiedono uno statuto e tuttavia riescono a operare con incredibile efficacia.

Nel libro vengono enunciate cinque leggi fondamentali.

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Pubblicato il
5 Febbraio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

L’uomo moderno ha ancora bisogno di Dio?!

Il cristianesimo in Italia pare essere inesorabilmente in declino. Una recente indagine riferisce che ogni anno circa 700.000 persone lasciano la fede cattolica e si dichiarano atei. L’80 per cento degli italiani non legge mai la Bibbia e la maggior parte dei giovani lascia la chiesa dopo la Cresima. Cercare realmente di seguire Gesù è un desiderio che riguarderebbe solo l’1 per certo degli italiani.

Mentre  leggevo  i dati di questa indagine mi sorgeva la domanda di Gesù:

Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?

Cosa deve accadere per cambiare la tendenza di questo declino del cristianesimo? Ma soprattutto la domanda che sorge spontanea è: l’uomo moderno ha ancora bisogno di Dio e della religione?

Qualche mese fa è apparso sull’Osservatore Romano un articolo del sociologo Pier Giorgio Gawronski afferma: “da una parte, i credenti si trovano oggi in una condizione epocale davvero inedita, che trova nel segno delle “chiese sempre più vuote” una cifra particolarmente inquietante; dall’altra, una reale presa in carico di tale situazione imporrà loro un grande sforzo di pensiero, di cuore e di azione”.

Il possibile rimedio che egli prospetta è di rifarsi alla “fotografia” della chiesa dei primi cristiani scattata nel libro degli Atti degli Apostoli: i cristiani perseveravano in quattro cose: la trasmissione del messaggio evangelico (la catechesi), l’unione fraterna (l’amore del prossimo), lo spezzare il pane (l’Eucarestia) e la preghiera.

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Pubblicato il
1 Febbraio 2022
in Comunicazioni dalla Segreteria dell'Oratorio, Primo piano

CORONAVIRUS AGGIORNAMENTO DEL 2 DICEMBRE DELLE INDICAZIONI PER LE PARROCCHIE CIRCA IL GREEN PASS

Carissimi di seguito sono riportate le indicazioni pervenute alle parrocchie circa il Green Pass.
Esse sono lo strumento operativo per la Diocesi di Bergamo, che tutti (comunità, gruppi e singoli), nelle diverse modalità di impegno e di appartenenza, sono chiamati a mettere in atto per il bene personale, ec-clesiale, sociale.

 

 

Pubblicato il
29 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Le tre chiavi

Don Bosco ha sempre avuto in cuore un unico desiderio: “formare buoni cristiani e onesti cittadini” per vedere i giovani “felici nel tempo e nell’eternità”. La sintesi del suo sistema pedagogico ce la offre lui stesso quando commentando la sua proposta educativa afferma: “Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione e l’amorevolezza”.

Vengono così presentate le tre chiavi per aprire il cuore dei ragazzi. Queste chiavi lui seppe consegnarle diligentemente e con pazienza ai suoi collaboratori e ai suoi figli spirituali.

Oggi vengono consegnate a chiunque tra noi desidera entrare nel progetto educativo con un atteggiamento responsabile, fiducioso e gioioso.

Un progetto al quale don Bosco ha dedicato ogni suo respiro, ogni sua energia, ogni attimo della sua vita.

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Pubblicato il
22 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Il violinista del Titanic

Scrive un papà: Personalmente mi sento un genitore allo sbando, come un comandante sulla nave. Un giorno, pur nelle difficoltà quotidiane, tengo la rotta, o almeno so dove andare; il giorno dopo sono come il violinista del Titanic, che continua a suonare diligentemente la musica del suo spartito, mentre la nave affonda. Un giorno con i miei due figli so quello che faccio, il giorno dopo mi chiedo: ma cosa sto facendo?

Questa riflessione mi ha molto colpito. Quanto dice vale per me come parroco e, penso, valga per ciascuno di noi in quanto condottiero di se stesso e della sua famiglia. Ma ammetto che al di là di tutto mi ha rapito l’immagine del violinista del Titanic.

Vado a vedermi lo spezzone del film e ricerco quanto è realmente accaduto in quel 14 Aprile del 1912.

Scopro così che Hartley, il violinista appunto, durante la sua prima e ultima navigazione, faceva parte del complesso di otto musicisti del Titanic. Non voleva compiere quella  navigazione perché gli dispiaceva lasciare la sua fidanzata, ma fu spinto dalla speranza che quel lavoro gli potesse garantire una qualche sicurezza per il futuro.

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Pubblicato il
14 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

Piccoli esercizi spirituali

A ripensarci adesso, a quasi due anni di distanza, slogan come “andrà tutto bene” o “ne usciremo migliori”… sembrano così enfatici da rasentare la peggior retorica.

Francamente confesso che nel marasma che stiamo vivendo se le cose tra gli umani sono cambiate sono solo peggiorate.

Essendo però uomini di speranza non possiamo essere catastrofici e dobbiamo costantemente rimanere propositivi e cercare di cogliere alcune possibilità attuabili per non tendere al peggio.

Dobbiamo, soprattutto in questa fase di nuovo critica, evitare di lasciarci andare, di cedere ad atteggiamenti disfattisti e cercare di capire come sia possibile migliorare la nostra qualità umana e cristiana.

In questo tempo interminabile del Covid penso che abbiamo bisogno di indicazioni spirituali per la nostra vita. E sarebbe bello che chi ha delle idee in tal proposito possa suggerirle.

Io propongo alcuni suggerimenti. Semplici e praticabili. Sono alcuni piccoli “esercizi spirituali” alla nostra portata.

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Pubblicato il
8 Gennaio 2022
in Storie di fede e Riflessioni

La consolazione e la desolazione

Ripropongo la meditazione del 31 dicembre scorso nella Messa di ringraziamento per la fine dell’anno come contributo di riflessione per chi non ha potuto essere presente.

In questo passaggio nel quale stiamo per salutare l’anno 2021 e accogliamo il nuovo anno voglio condividere una riflessione che prende spunto da un passaggio che il grande sant’Ignazio di Lojola suggerisce nelle regole dei suoi esercizi spirituali. In qualche modo ogni momento della nostra vita può essere considerato un esercizio spirituale.

Ignazio  dice  che  tutti  i  sentimenti  che l’uomo prova nella sua vita sono riassumibili in due sentimenti: la consolazione e la desolazione. Ogni nostro sentimento, bello o brutto, trova la sua collocazione dentro questi due.

La consolazione secondo Ignazio è lo stato di calma e di pacificazione interiore e, perciò l’assenza di ogni ombra o turbamento. Noi siamo consolati quando, nonostante una situazione di vita indubbiamente faticosa, sentiamo di avere lo stato d’animo e gli strumenti per reagire positivamente e viviamo uno stato di pace.

Quando siamo nella consolazione tendenzialmente ci sentiamo: fisicamente forti e pieni di energie, emotivamente felici e in pace e spiritualmente amorevoli e aperti al prossimo.

Al contrario la desolazione è lo stato di oscurità dell’anima, il turbamento, l’inclinazione alle cose terrene, la sfiducia, la mancanza di speranza e di amore, la tiepidezza, la pigrizia e la tristezza. Siamo desolati quando la situazione faticosa ci schiaccia e ci impedisce di reagire, oppure quando siamo chiamati ad un serio esame di coscienza rispetto a determinati comportamenti non particolarmente edificanti.

Quando siamo nella desolazione tendenzialmente ci sentiamo: fisicamente fiacchi e privi di energie, emotivamente tristi e confusi e spiritualmente freddi e chiusi al prossimo.

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Pubblicato il
31 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Il tempo

Arriva un nuovo anno, si cambia il calendario, si saluta il ’21 e si accoglie il ’22 con tanta trepidazione.

Fugit tempus irreparabile affermava Virgilio. Il tempo è dono e responsabilità: scorre e non torna indietro. Non ci resta che dare valore ad ogni momento che viviamo. Con questo testo un autore anonimo ci aiuta a comprendere il valore del tempo:

Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.

Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.

Per capire il valore di una settimana, chiedi all’editore di un settimanale.

Per capire il valore di un ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi.

Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.

Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.

Per capire il valore di un millesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi.

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Pubblicato il
24 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Ma che ti venga… un dubbio

Nell’ultima pagina del suo romanzo la francese Victoria Mas mette in bocca alla protagonista parole sul tema del dubbio. Il romanzo si intitola “Il ballo delle pazze” ed è ambientato in una clinica psichiatrica di fine Ottocento. Viene messo in scena un duello tra la scienza e la fede al termine del quale l’infermiera Geneviève, anziana e sostenitrice razionale della scienza, avendo compiuto eroicamente un singolare e generoso atto d’amore per una paziente, scrive una lettera e afferma: “Il giudizio degli uomini risiede nelle proprie convinzioni. La fede incrollabile in un’idea porta al pregiudizio. Ti ho già detto quanto mi sento serena da quando ho dei dubbi? Proprio così, non bisogna avere convinzioni, bisogna poter dubitare di tutto, delle cose e di se stessi. Continuo ad andare in chiesa. Ci vado da sola, quando le cappelle sono vuote. Non prego. Non sono ancora sicura di aver trovato Dio. Ignoro se un giorno succederà”.

Solitamente a riflette sul dubbio è colui che crede e si vede la sua fede vacillare, per l’incertezza, per la contestazione del mondo o per la cattiva testimonianza. I motivi per dubitare sono tanti. Almeno quanti sono i motivi per credere. Il cammino della fede non può essere sempre diritto e piano.

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Pubblicato il
18 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Mi fido di Te!?

Non mi fido molto di Dio. Nella confessione una persona accusa questo peccato.

Ma cosa vuol dire fidarsi di Dio? Significa che per noi Lui è buono, che ha il potere di aiutarci, che desidera aiutarci e che ci aiuterà. D’altronde Gesù nel Vangelo ci ha promesso: “chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete”. Ma è affidabile il Signore? Posso avere fiducia di Lui? Posso credere nelle sue promesse?

Il senso della preghiera cristiana scaturisce proprio dalla risposta affermativa a queste domande. Ma cosa succede nel cuore del credente quando dopo anni e anni di preghiera pare che nulla di ciò che chiediamo accade?

Non so chi, ma qualcuno ha detto: Prega non fino a che Dio ti ascolti, ma fino a che tu ascolti Dio.

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Pubblicato il
11 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

A Natale va in scena una nascita: la mia.

A Natale va in scena una nascita. E subito il pensiero corre alle famiglie che hanno avuto un bambino o lo aspettano.

La via maestra per entrare nel Natale è proprio pensare al nascere. Penso alla mia nascita e giungo a fare due affermazioni, ovvie se vogliamo, ma di fondamentale importanza.

Prima di tutto che non mi sono creato da me stesso. Non posso perciò pensarmi con la supponenza di chi pensa di poter prescindere dalla fonte da cui si proviene, che sia Dio o semplicemente l’uomo e la donna che sono i miei genitori.

Non è naturale, come teorizzano certi filosofi, da Nietzsche in poi, che un individuo nasca da se stesso e si auto progetti. Se non mi sono fatto da me stesso vuol dire che provengo da qualcuno e che sono un dono.

Questo primo aspetto si capisce facilmente nel presepio e in ogni casa riempita dalla grazia di un neonato: contempliamo un bambino fragile la cui vita dipende da qualcun altro.

Il secondo pensiero è che sono frutto di una relazione d’amore, di uno scambio reciproco. A Natale penso a mia madre e a mio padre, penso a quanto di loro sia impresso in me, a come mi hanno fatto nascere, crescere e come mi abbiano offerto al mondo con coraggio e fiducia.

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Pubblicato il
10 Dicembre 2021
in Il Gruppo Sportivo, Presentazione del Gruppo Sportivo, Primo piano, Proposte per tutti

Calcio Sociale O.S.G. a.s.d.

COSA E’ : Una squadra di calcio a 5 mista ragazzi e ragazze con disabilità
OBIETTIVI: Importanza e valori dell’ integrazione, dello sport con le sue regole, collaborazione e conoscenza di squadra.
AFFILIAZIONE: CSI Bergamo
GIORNO E LUOGO: Martedì dalle 15.00 alle 16.30. All’ Oratorio San Giuseppe Dalmine.
PERIODO: Da Gennaio a Maggio 2022.
ISCRIZIONE O INFORMAZIONI: Tutti i Giovedì in segreteria presso l’oratorio alle 16.30 alle 18.30.          COSTO: 50 €

 

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6 Dicembre 2021
in Archivio articoli del Gruppo Sportivo, Il Gruppo Sportivo, Primo piano

Natale Sportivo asd OSG 2021

In questa seconda domenica di Avvento la nostra società sportiva dell’Oratorio è pre-sente a questa Messa per condividere nella comunità una tappa importante in prepara-zione al Natale.
Lo sport è un momento di incontro importante per la nostra crescita, è la grande oc-casione che abbiamo noi adulti, genitori, allenatori, dirigenti, per riunire molte perso-ne intorno ad un gioco che coinvolge e diverte, cercando di far crescere non solo degli atleti ma anche degli uomini.
Sport e fede, anche se possono sembrare su due livelli differenti, si riuniscono intor-no a valori importanti che devono diventare il bagaglio dei nostri ragazzi nel cammino della loro vita: l’impegno, il sacrificio, la tenacia il desiderio di sconfiggere l’apatia e il disimpegno.
Nello sport come nella fede le capacità piccole o grandi di ciascuno non sono finalizza-te a se stesse, ma sono messe a disposizione della squadra. Tutti sono importanti, chi siede in panchina come il giocatore migliore, perché si vince e si perde insieme, condi-videndo gioia e dolore. San Paolo fa l’esempio del corpo dove tutte le membra sono utili al suo funzionamento e nessuna può dirsi migliore di un’altra, perché complemen-tari.
Ci sono poi le regole che permettono ad una partita di svolgersi con correttezza e lealtà, nel rispetto dell’altro che non è un nemico, ma un avversario che condivide con noi la stessa passione e gli stessi sogni. Allo stesso modo Dio ci ha donato delle rego-le, i comandamenti, per giocare nella vita con lealtà: leggi d’amore non per incatenare l’uomo, ma per renderlo veramente libero, rispettoso della sua libertà.
In occasione del prossimo Natale chiediamo al Signore che ci accompagni con la sua benedizione. Questo significa per noi poter contare sulla Sua presenza anche nei mo-menti duri dello sport e della vita, sicuri che Lui è sempre pronto … a scendere in campo accanto a noi.

PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA ORATORIO SAN GIUSEPPE.

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Pubblicato il
4 Dicembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Il Natale non si tocca! O no?

Quando arriva il Natale si solleva sempre un gran polverone sul suo significato. Questa volta è stato un testo della Commissione Europea che nei giorni scorsi è stato ritirato. Nel documento, considerato immaturo e perciò non adottabile, si insegue l’obiettivo di un linguaggio inclusivo, politicamente corretto che non offenda nessuno. Il documento era intitolato: “Linee guida della Commissione europea per la comunicazione inclusiva”. Nel documento si parla in modo piuttosto evidente dei divieti per l’utilizzo di termini troppo espliciti sui temi del Natale e di conseguenza si è intravista la volontà di arrivare alla negazione delle radici cristiane dell’Europa.

Senza conoscere i singoli articoli di questo documento devo sinceramente ammettere che non mi ha stupito più di tanto. Prima di tutto perché già è un dato di fatto che il nostro mondo è sempre più scristianizzato e non sarà di certo un documento a decretarne l’attuazione. Oramai, senza che ce lo dica la Commissione Europea, la nostra è un’epoca che prescinde dal riferimento spirituale della vita, o meglio, che la fede cristiana non mostra più nessuna visibilità, è insignificante. In secondo luogo va detto che nessuno vuole negare l’identità dei cristiani, perché l’impressione è che i cristiani stessi hanno reso talmente opaca la loro propria identità che loro stessi non hanno alcuna consapevolezza circa il loro essere discepoli di Gesù. Viene semplicemente costatato che l’identità cristiana si sta smarrendo. Non perché “qualcuno” voglia negarla, ma perché viene meno nella coscienza dei cristiani stessi.

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