Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Perché amo san Giuseppe

Devo ammettere che quando arriva la festa patronale di san Giuseppe mi sento invadere il cuore di un’intima gioia. Amo Giuseppe e lo sento vicino come amico, padre, modello, intercessore.

Parte della mia contentezza dipende dal fatto che a Dalmine sono molteplici le realtà a lui intitolate e il suo patronato si estende non solo sulla Parrocchia ma anche sull’intera città, sui bambini e i giovani dell’Oratorio e sui nonni della Casa Accoglienza Anziani, sulle donne e gli uomini che lavorano e su tutte le famiglie che guardano con fiducia alla Sacra Famiglia.

Amo Giuseppe prima di tutto perché ha le mani incallite, perché è un uomo concreto, con i piedi per terra, è un uomo che possiede la sapienza del fare, è operativo e pragmatico.

Poi lo amo perché è un uomo dotato di ali e le traiettorie dei suoi voli corrispondono ai sogni che il Padre gli ha messo nel cuore. È un uomo concreto ma non è schiavo del fare perché è costantemente sintonizzato col cielo. Essere sognatori non vuol dire avere la testa tra le nuvole ma immaginare la nostra vita come la guarda il Padre e acconsentire agli slanci  di entusiasmo e di cambiamento che Lui ci ispira. Come suggeriva Papa Francesco alle famiglie: “Non è possibile una famiglia senza il sogno. Quando in una famiglia si perde la capacità di sognare, i bambini non crescono e l’amore non cresce, la vita si affievolisce e si spegne (…) E’ tanto importante sognare. Prima di tutto, sognare in una famiglia. Non perdete questa capacità di sognare!”.

Ancora: amo Giuseppe perché è un ombra, come recita il titolo del bellissimo romanzo di Jan Dobraczyński “L’ombra del Padre”. Giuseppe è l’ombra del Padre che accompagna passo passo il Figlio e la Madre. È l’ombra leggera che protegge, ripara, ristora. È l’ombra incollata alla sua famiglia ma è anche disposto a farsi da parte quando lui deve diminuire e il Figlio crescere. La sua presenza è sempre discreta, mai invadente ne oppressiva.

Amo Giuseppe infine perché è l’uomo del silenzio. Un silenzio non passivo, ma attivo, colmo di amore, perché il silenzio è il linguaggio dell’amore. Un silenzio che fa da scudo a Giuseppe per difendersi dalle malelingue, un silenzio che lo aiuta a dribblare i pettegolezzi e a non dar credito a chi vorrebbe che lui lasci Maria, un silenzio che lo scherma dal frastuono e lo rende abilitato ad essere ascoltatore docile della Voce del Padre.

Ringrazio il Signore per il dono inestimabile del nostro Patrono, per la gigantesca statura della sua umanità e il profondo valore della sua santità. A san Giuseppe chiedo di proteggere le nostre famiglie e l’intera comunità.

Don Roberto

 



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