Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
22 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Non temere i tuoi sogni

Dopo Giovanni, il profeta dubbioso di domenica scorsa, ecco un altro sognatore dubbioso, Giuseppe, l’ultimo patriarca. La sua casa è pronta, pronto il matrimonio, e i suoi sogni raccontano un’intensa storia d’amore con Maria; ma il dramma e il cuore ferito raccontano anche un’umanissima storia di crisi.

Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta… Allora Giuseppe pensò di ripudiarla in segreto.

È un buon giudeo, vorrebbe osservare la legge, andare dal rabbino a spiegargli la situazione: non è figlio mio. Dall’altro lato, però, non vuole mettere a rischio la vita di Maria, perché semplicemente quella ragazza lui la ama: gli ha occupato il futuro, il cuore e i sogni.

La legge prescriveva che il peccatore, l’adultero, doveva essere tolto di mezzo. Giuseppe lo sa, ma non lo fa, va controcorrente: decise di ripudiarla in segreto… di annullare il matrimonio senza clamore, senza processo, senza pericolo per Maria. È entrato in una logica altra: ha capito che qualcosa vale più della Legge antica, che primo viene l’amore. Quell’amore che è sempre un po’ “fuori legge”.

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Pubblicato il
13 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Beato il cuore pieno di nomi

“Fiorisca la steppa, come fiore di narciso fiorisca” Isaia il visionario porta la primavera nel cuore dell’inverno. E Giovanni, il profeta granitico, è invece nel pieno del suo inverno.

Dal carcere manda a dire a Gesù: Sei tu, o dobbiamo aspettare un altro? Anche il più grande tra i nati di donna dubita: ma io, a chi ho preparato la strada?

Il dubbio fa male, ma il profeta proclama qualcosa di più forte: anche se non sei tu, io comunque continuerò ad attendere, continuerò a cercare.

Perché ‘attendere’ è voce del verbo amare.

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Pubblicato il
5 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Maria Immacolata 

Il Vangelo della Liturgia della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ci fa entrare nella sua casa di Nazaret, dove riceve l’annuncio dell’angelo. Tra le mura di casa una persona si rivela meglio che altrove.

L’angelo la chiama «piena di grazia». Se è piena di grazia, vuol dire che la Madonna è vuota di male, è senza peccato, Immacolata. Ora, a questo saluto Maria – dice il testo – rimane «molto turbata» (Lc 1,29). Non è solo sorpresa, ma turbata. Ricevere grandi saluti, onori e complimenti a volte rischia di suscitare vanto e presunzione. Ricordiamo che Gesù non è tenero con chi va alla ricerca dei saluti nelle piazze, dell’adulazione, della visibilità (cfr Lc 20,46). Maria invece non si esalta, ma si turba; anziché provare piacere, prova stupore. Il saluto dell’angelo le sembra più grande di lei. Perché? Perché si sente piccola dentro, e questa piccolezza, questa umiltà attira lo sguardo di Dio.

Tra le mura della casa di Nazaret vediamo così un tratto meraviglioso. Com’è il cuore di Maria? Ricevuto il più alto dei complimenti, si turba perché sente rivolto a sé quanto non attribuiva a sé stessa. Maria, infatti, non si attribuisce prerogative, non rivendica qualcosa, non ascrive nulla a suo merito. Non si autocompiace, non si esalta. Perché nella sua umiltà sa di ricevere tutto da Dio. È dunque libera da sé stessa, tutta rivolta a Dio e agli altri. Maria Immacolata non ha occhi per sé.

Ecco l’umiltà vera: non avere occhi per sé, ma per Dio e per gli altri.

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Pubblicato il
1 Dicembre 2025
in I grandi eventi, Primo piano, Proposte per tutti

Festa d’inverno 2025

Festa d’inverno 2025.

Ogni stagione ha una sua particolarità. La primavera ha gli alberi in fiore e la natura che si risveglia dal torpore dov’era caduta. L’estate il calore e le lunghe giornate in riva al mare, mentre l’ autunno spicca con le foglie colorate delle sue piante. L’inverno, invece, si distingue per il suo freddo pungente, per la neve che ricopre il paesaggio circostante, per l’imminente arrivo del natale, tanto atteso da adulti e bambini…

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28 Novembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Tempo di Avvento

E se il tempo dell’Avvento venisse a  rinnovare la speranza in noi? Non un ottimismo facile che chiude gli occhi sulla realtà, ma quella speranza forte che getta l’àncora in Dio e permette di vivere pienamente l’oggi. L’anno cristiano comincia con l’Avvento, il tempo dell’attesa. Perché ? Per rivelare a noi stessi l’aspirazione che ci abita e approfondirla: il desiderio di assoluto, verso il quale ciascuno tende con tutto il suo essere, corpo, anima, intelligenza; la sete d’amore che arde in ciascuno, dal lattante all’anziano, e che anche la più profonda intimità umana non può interamente placare.

Quest’attesa, la sentiamo spesso come una mancanza o un vuoto di cui farsi carico è difficile, fa parte della nostra persona. È un dono, ci conduce ad aprire noi stessi, orienta tutta la nostra persona verso Dio.  Osiamo credere che il vuoto può essere abitato da Dio e che possiamo già vivere l’attesa con gioia.   Sant’Agostino ci aiuta quando scrive: “Tutta la vita del cristiano è un desiderio santo. Dio con l’attesa allarga il nostro desiderio, col desiderio allarga l’animo e dilatandolo lo rende capace di ricevere…

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25 Novembre 2025
in Il Gruppo Sportivo, Primo piano

Natale dello sportivo 2025

20 Dicembre 2025

18.00 Santa messa animata dalla società sportiva in chiesa.

19.00 saluto da parte del presidente.

19.30 rinfresco e auguri.

Le iscrizioni presso i vostri allenatori entro il 12 dicembre 2025.

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25 Novembre 2025
in I grandi eventi, Primo piano

Natale di volontari 2025

DOMENICA 14 DICEMBRE ORE 12.30
Pranzo – Tombola – Scambio di auguri, per dirci semplicemente GRAZIE!
L’invito è aperto anche alla tua famiglia.

ISCRIZIONI entro giovedì 11 dicembre o al raggiungimento dei posti disponibili, presso la segreteria dell’oratorio oppure attraverso il seguente link https://forms.gle/sD2Q5BrTXFqeieUE7

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21 Novembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

La definizione perfetta

Sta morendo, in faccia al mondo che lo irride: “guardatelo, il re!”

Il titolo, un po’ barocco, della festa di oggi è: Gesù Cristo re e signore dell’universo. Ma come si fa ad applicarlo a uno inchiodato su un trono di sangue, che esibisce una corona di spine conficcata sul capo?

I soldati lo provocano: Fai un gesto di forza. Uno invece gli chiede: fai un gesto di bontà, ricordati di me. Un gesto di forza prodigiosa, oppure un gesto di bontà. I miracoli non servono a far crescere la fede, ma un gesto di bontà può compiere un miracolo. Tutte le religioni primitive scelgono di servire un dio onnipotente. La fede di Gesù Cristo, invece, sceglie il Dio che tutto abbraccia, bontà immensa che penetra l’universo, il Dio “onni amante”.

Gesù rassicura gli Undici con tenerezza materna: ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo, fino al consumarsi del tempo. E come una madre davanti al figlio piccolo che deve imparare a stare senza di lei, trova le parole perfette per scacciare ogni paura. Quelli impauriti siamo noi. E insieme a quel gruppetto frastornato egli ci lascia l’ultima certezza, che tutto illumina: Dio con noi, sempre. Emmanuele, sempre.

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14 Novembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Sei Tu Signore la mia speranza

Queste parole sono sgorgate da un cuore oppresso da gravi difficoltà: «Molte angosce e sventure mi hai fatto vedere» (v. 20), dice il Salmista. Nonostante questo, il suo animo è aperto e fiducioso, perché saldo nella fede, che riconosce il sostegno di Dio e lo professa: «Mia rupe e mia fortezza tu sei» (v. 3).

Da qui scaturisce l’indefettibile fiducia che la speranza in Lui non delude: «In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso» (v. 1). In mezzo alle prove della vita, la speranza è animata dalla certezza, ferma e incoraggiante, dell’amore di Dio, riversato nei cuori dallo Spirito Santo.

Perciò essa non delude (cfr Rm 5,5) e San Paolo può scrivere a Timoteo: «Noi ci affatichiamo e lottiamo, perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente» (1Tm 4,10). Il Dio vivente è infatti il «Dio della speranza» (Rm 15,13), che in Cristo, mediante la sua morte e risurrezione, è diventato «nostra speranza» (1Tm 1,1).

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Pubblicato il
8 Novembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Dalla Santità dei muri a quella dei volti

Dedicazione della cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano, radice di comunione da un angolo all’altro della terra. Non celebriamo quindi un tempio di pietre, ma la casa di un Dio che per sua dimora ha scelto il libero vento, si è fatto dell’uomo la sua casa, della terra intera il suo cielo.

Nel Vangelo che ci viene proposto incontriamo il Gesù che non ti aspetti, con una frusta in mano. E’ il maestro appassionato, che usa gesti e parole di combattiva tenerezza, mai passivo e mai disamorato, che non si rassegna alle cose come stanno: lui combatte con noi far fiorire l’uomo e il mondo. Probabilmente già un’ora dopo i mercanti, recuperate colombe e monete, avevano rioccupato le loro posizioni.

Tutto come prima, allora? No, il gesto di Gesù è arrivato fino a noi, profezia che scuote i custodi dei templi, e anche me, dal rischio di fare mercato della fede.

Gesù caccia i mercanti perché la fede è diventata oggetto di compravendita. I furbi la usano per guadagnarci, i pii per ingraziarsi il Potente: io ti do orazioni, tu mi dai grazie; io ti do sacrifici, tu mi dai salvezza. Gesù caccia dal cortile gli animali dei sacrifici cruenti, anticipando il capovolgimento che porterà con la croce: Dio non chiede più sacrifici a noi, ma sacrifica se stesso per noi. Non pretende nulla, dona tutto.

Fuori i mercanti, allora. La Chiesa diventerà bella e santa non se accresce il patrimonio e i mezzi economici, ma se compie le due azioni di Gesù nel cortile del tempio: fuori i mercanti, dentro i poveri. Se si farà «Chiesa con il grembiule» (Tonino Bello).

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Pubblicato il
6 Novembre 2025
in Primo piano, Proposte per i bambini, Proposte per i ragazzi

Volo? laboratori creativi, musica e divertimento per bambini e ragazzi.

Volo? laboratori creativi, musica e divertimento per bambini e ragazzi.

I mercoledì dalle 16.30 alle 17.30 dal 19/11/2025 a fine marzo.

L’iscrizione va fatta in segreteria dal lunedì al venerdì dalle 16.30-18.30.

Clicca qui il modulo di iscrizione: https://media.sangiuseppedalmine.it/wp-content/uploads/2025/11/06171947/Tessera-iscrizione-laboratori-VOL.O-1.pdf

 

Pubblicato il
1 Novembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

I DEFUNTI: memoria, speranza, strada

Stiamo vivendo giorni particolari di memoria del passato, giorni per ricordare coloro che hanno camminato prima di noi, che ci hanno anche accompagnato, ci hanno dato la vita. Ricordare, fare memoria. La memoria è ciò che fa forte una persona, una famiglia, un popolo, perché ci sentiamo radicati in un cammino, radicati in una storia, radicati in un popolo. La memoria ci fa capire che non siamo soli, siamo un popolo: un popolo che ha storia, che ha passato, che ha vita. Memoria di tanti che hanno condiviso con noi un  cammino, e sono stati sepolti nelle tombe.

Non è facile fare memoria. Noi, tante volte, facciamo fatica a tornare indietro col pensiero a quello che è successo nella mia vita, nella mia famiglia, nel mio popolo… Ma per vivere occorre fare memoria, la quale ci porta alle radici, alle mie, alle radici del mio popolo.

Questi sono anche giorni di speranza: ci attendono un cielo nuovo, una terra nuova e la santa città di Gerusalemme, nuova. Ci aspetta la bellezza… Ci aspettano coloro che anche solo per un istante hanno guardato a Cristo con fiducia lasciandosi attirare da Lui.

Memoria e speranza, speranza di incontrarci, speranza di arrivare dove c’è l’Amore che ci ha creati, dove c’è l’Amore che ci aspetta: l’amore di Padre.

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