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1 Luglio 2024
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Archivio bollettini parrocchiali
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1 Luglio 2024
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Archivio bollettini parrocchiali
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29 Giugno 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Per caso mi sono imbattuto in una citazione di Daniel Pennac che mi ha fatto molto pensare. Pennac è uno scrittore che nasce a Casablanca e vive nel sud della Francia dove insegna in istituti tecnici.
Nel suo metodo c’è la consuetudine di insegnare a memoria lunghi brani di letteratura. Lui stesso racconta di aver insegnato ai suoi alunni un testo a memoria a settimana. I ragazzi, afferma, si appassionano così alla letteratura.
Ed eccoci alla citazione: “Con una poesia si fa innamorare una donna, con una citazione si fa politica, con la riflessione si scopre il senso del mondo. Ogni ragazzo quei brani li reciterà a qualcun altro, per condividerli, per il gioco della seduzione, o per fare il saccente, ma questo è un rischio da correre”.
Imparare a memoria. È giusto o sbagliato? Nella scuola di un tempo l’apprendimento mnemonico era molto diffuso, mentre oggi si tende a sostituirlo con altri metodi perché lo si considera un esercizio frustante e piuttosto inutile.
Imparare a memoria per qualcuno è sbagliato perché ti porterebbe ad accontentarti di apprendere delle nozioni ma non a farti domande e a cercare personalmente le risposte. Per altri è giusto perché sarebbe come fornirsi di materiale per sapere cose che possono sempre essere utili, anche in altri contesti, rispetto alla scuola.
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22 Giugno 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Con i sacerdoti della fraternità di Dalmine abbiamo condiviso una visita guidata e meditata nel monastero di Pontida. Ci ha accolto Don Giordano Rota l’abate dei monaci e ci ha condotti nei posti più significativi del monastero. Giunti nella chiesa ci ha illustrato l’altare del 1300. Due formelle ricoprono l’altare. Mi ha molto colpito la formella che illustra la scena dell’arcangelo Michele che pesa le anime. Nell’iconografia San Michele è raffigurato a cavallo con una bilancia in mano. Anche se si vedono male nella foto, sulle braccia della bilancia ci sono due soggetti, uno che esulta e uno che piange. L’anima più pesante, che “sbilancia la bilancia”, è quella di colui che gioisce. Pesa di più perché il suo peso è determinato dalle buone opere. Esulta perché è felice che gli venga riconosciuto il valore del bene compiuto. L’altro invece piange perché non ha il peso delle buone opere, è leggero e inconsistente, piange perché riconosce di aver perso l’occasione della vita di compiere il bene.
Il messaggio è chiaro e richiama il capitolo 25 di san Matteo sul tema del giudizio universale: Gesù esorta a credere che alla fine della nostra vita saremo misurati sull’amore concreto che avremo vissuto nei confronti del nostro prossimo.
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18 Giugno 2024
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Il Gruppo Sportivo, Primo piano
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17 Giugno 2024
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Comunicazioni dalla Segreteria dell'Oratorio, Primo piano
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17 Giugno 2024
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Primo piano, Proposte per i ragazzi
Per ragazzi dalla 5 elementare alla 3 media Da mercoledi 31/7 a domenica 4/8 COSTO 350€
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17 Giugno 2024
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Primo piano, Proposte per gli adolescenti
SESTRI LEVANTE Da lunedi 22 a domenica 28 luglio
costo 380€
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15 Giugno 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Attraverso questo breve scritto sono a chiedere, a chiunque desideri spendere un po’ del suo tempo, di vivere, nella forma del volontariato, qualche ora presso la Casa Accoglienza Anziani.
La presenza dei volontari all’interno della struttura è sempre stata di fondamentale importanza. Esiste dall’inizio dell’attività un gruppo di circa una ventina di volontari che si alterna nella settimana con un turno di servizio per le diverse necessità.
La difficoltà principale emerge in particolare nei mesi estivi per le ferie dei volontari stessi, per le ferie del personale e per le vacanze delle nostre suore. Ma al di là dell’estate il ruolo dei volontari garantisce una vicinanza umana che ha un risultato immediato ed impagabile: il sorriso dei nonni. Io non esito a dire una cosa: passare qualche momento alla RSA fa bene agli anziani, di sicuro, ma fa benissimo ai volontari: si stabilisce una relazione e si mette in circolo quella linfa che porta frutti di bene e fa crescere la comunità.
Cosa fanno i volontari? Fanno molte cose in base alle necessità. In particolare: donano la loro disponibilità nei momenti di vita quotidiana degli ospiti in orari definiti durante il momento del pasto, là dove è possibile, trasportano gli ospiti dai reparti al salone per le attività di animazione che cambiano nei diversi giorni della settimana, li trasportano quando c’è la Messa, al mattino del Martedì e del Giovedì e alla prefestiva del Sabato pomeriggio ed infine fanno un po’ di compagnia, chiacchierano, bevono insieme il te o il caffè, ridono e scherzano.
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8 Giugno 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Nel mese di maggio abbiamo pregato il Rosario e, in ogni sera, abbiamo meditato sulle tante preghiere che arricchiscono la devozione mariana dei cristiani.
Il tema ricorrente è la richiesta che noi, suoi figli, le rivolgiamo affinché ci ascolti. Esattamente come fa ogni bambino che chissà quante volte in un giorno chiama la sua mamma proprio per questo. 50 volte? O forse di più un bambino ogni giorno chiama la mamma. Anche noi, quando preghiamo il Rosario, chiamiamo 50 volte la nostra Mamma del cielo.
C’è un passaggio di una delle preghiere più belle, la Salve Regina, una preghiera sorta nel Medioevo, che dice: illos tuos misericordes oculos ad nos converte, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
Domandiamo alla Madonna di ascoltarci… rivolgendo a noi i suoi occhi.
Mi ha fatto venire in mente un simpatico racconto nel quale si dice che una giovane mamma, in cucina, preparava la cena con la mente totalmente concentrata su ciò che stava facendo: preparare le patatine fritte. Il bambino aveva avuto una intensa giornata alla scuola materna e raccontava alla mamma quello che aveva fatto. La mamma gli rispondeva distrattamente con monosillabi e borbottii.
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5 Giugno 2024
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Senza categoria
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1 Giugno 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Nella domenica dell’Ascensione, il 9 Maggio scorso, Papa Francesco ha consegnato la Bolla di indizione del Giubileo che celebreremo nel 2025.
Avremo modo di riflettere nei prossimi mesi sull’importanza di questo evento, per la Chiesa e per il mondo. Intanto vorrei soffermarmi sul titolo della Bolla: “Spes non confundit”, espressione che troviamo nelle lettere di san Paolo, la speranza non delude (Romani 5,5).
All’inizio del testo dice Papa Francesco: possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. Questo è il primo obiettivo dichiarato: rianimare la speranza, affinché tutti i pellegrini che giungeranno a Roma, o tutti i fedeli che vivranno il Giubileo nelle proprie Parrocchie o Diocesi, percepiscano il desiderio di riaccendere la speranza. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene. La Chiesa è chiamata, in ogni angolo del mondo, ad essere portatrice di nuova speranza.
Nel titolo della Bolla sento risuonare le parole di Peguy, nel famoso poema “Il portico del mistero”: La fede non mi stupisce Non è stupefacente Risplendo talmente nella mia creazione. Nel sole e nella luna e nelle stelle. In tutte le mie creature… La carità va da sé. Per amare il prossimo c’è solo da lasciarsi andare, c’è solo da guardare una simile desolazione. Per non amare il prossimo bisognerebbe farsi violenza, torturarsi, tormentarsi, contrariarsi. Irrigidirsi. Farsi male. Snaturarsi, prendersi a rovescio, mettersi a rovescio. Riprendersi. La carità è tutta naturale, tutta zampillante, tutta semplice, tutta alla buona. E’ il primo movimento del cuore. E’ il primo movimento che è quello buono. La carità è una madre e una sorella… Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce.
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31 Maggio 2024
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Il Gruppo Sportivo, Oratorio in Festa, Primo piano
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25 Maggio 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Una delle frasi più efficaci e più famose di tutta la storia della filosofia e della letteratura è sicuramente quella di Cartesio, uno dei padri dell’epoca moderna: “Cogito ergo sum”, penso dunque sono. Una locuzione che riassume il percorso del suo pensiero illustrato nell’opera “Il discorso sul metodo”. In breve, ma molto in breve: ogni realtà dev’essere sottoposta al dubbio. Tutto dev’esser messo in discussione affinché si accetti come vero solamente quello che è evidente, cioè privo di ogni forma di dubbio. Alla fine Cartesio arriva a dire che l’uomo pensante rappresenta l’unica certezza che sopravvive al dubbio. Il fondamento dell’esistenza è il pensiero.
Qualcuno poi si è divertito a modificare la locuzione cartesiana. Dubito ergo sum. Amo ergo sum. Mangio ergo sum. Rogito ergo sum. E via di questo passo.
Una variazione interessante è quella che inverte i termini della frase: Sum ergo cogito. Sono quindi penso. Un’inversione che sottolinea che l’esistenza è il fondamento del pensiero. Il fatto di esistere permette di pensare. Il fondamento del pensiero è l’esistenza.
Ma forse l’intuizione più folgorante fu quella del teologo Karl Barth, che alcuni secoli dopo Cartesio, ha cambiato la frase mutandola al passivo: “Cogitor ergo sum”, Sono pensato, dunque sono. L’esistenza umana trova il suo fondamento nel pensiero dell’amore generativo di un Altro, che mi permette si esistere.
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18 Maggio 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Nel mese di Maggio i cristiani pregano con ancor più passione il santo rosario. Mi è sempre piaciuta una litania che viene attribuita alla Madonna: “Stella matutina”, stella del mattino. Oppure, come si prega in una bella antifona mariana: “Stella del mare”. I fedeli invocano Maria riconoscendosi figli che nelle angosce ricorrono a Lei, Madre che, come stella, conduce al porto sicuro. Maria viene identificata come una sorta di stella polare, una guida e una speranza per coloro che viaggiano in mare e che in senso più ampio viaggiano nei pericoli dell’esistenza.
Quando il mare pare impraticabile e le notti sono buie possiamo solo immaginare la paura per chi naviga. Un vero disastro. A proposito sapete cosa vuol dire “disastro”? Appunto, letteralmente significa senza stelle. È la mancanza di stelle che disorienta i naviganti, è viaggiare senza astri che indicano la rotta.
La presenza di Maria è paragonata ai corpi luminosi che nel cielo sono punti di riferimento stabili. La presenza luminosa di Maria è per noi una costante fonte di speranza e di fiducia.
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14 Maggio 2024
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Calcio, Primo piano, Proposte per gli adulti
Torneo 12 ore di Calcio a 7 sabato 22 Giugno 2024

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13 Maggio 2024
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Archivio articoli del Gruppo Sportivo, Il Gruppo Sportivo, Primo piano, Proposte per gli adolescenti, Proposte per i bambini, Sport e divertimento
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11 Maggio 2024
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Storie di fede e Riflessioni
A me, che da molto fastidio chi chiacchiera in chiesa, mi fa una certa impressione che nel cuore della cattedrale anglicana di Liverpool abbiano addirittura posizionato un bistrot, tavolini al centro della navata con bar e ristorante. Poco prima c’è, in un altare laterale, il negozio dei ricordi e dei santini. In una guida rapida della città si legge: la cattedrale di Liverpool è la più grande del regno Unito e ha gli archi gotici più grandi del mondo… è stata progettata da Giles Gilbert Scott, che aveva solo 22 anni quando vinse un concorso per ottenere il lavoro nel 1902… La cattedrale ha anche un proprio ristorante, il Welsford Bistro, ottimo per provare un piatto di Scouse, sostanziosa zuppa a base di carne di manzo e verdure.
Insomma, all’interno della cattedrale si trovano uno shop e un bar con bagni pubblici e durante o alla fine della visita è possibile fermarsi, mangiare e bere.
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6 Maggio 2024
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Il CRE, il CRI, Primo piano, Proposte per i bambini, Proposte per i ragazzi
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5 Maggio 2024
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Il CRE, il CRI, Primo piano, Proposte per i bambini, Proposte per i ragazzi
CRE 2024 dal 17 Giugno al 19 Luglio 2024.
Iscrizioni dal 13 al 24 maggio 2024.

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4 Maggio 2024
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Storie di fede e Riflessioni
Di fronte a Cannes ci sono due isole, santa Margherita e Sant’Onorato. Su quest’ultima, chiamata anche isola di Lerins, verso la fine del quarto secolo sant’Onorato di Arles si rifugia in cerca di solitudine. Dal momento che molti discepoli lo inseguono decide di fondare un monastero. Da allora la presenza dei monaci è sempre stata di richiamo per molti pellegrini che desiderano vivere una sosta di riflessione e di preghiera. Abbiamo incontrato il monaco Giancarlo, piemontese, che ha condiviso con noi alcuni elementi della vita monacale.
I monaci non formano un’élite di persone perfette, un gruppo chiuso che si isola dal mondo. I monaci sono “abbordabili” cioè sì possono facilmente avvinare. Sono persone che hanno una bassa soglia di approccio, accessibile a tutti, alla mano. I monaci sono capaci di incontrare e di ascoltare gli uomini e le donne del nostro tempo. Se non facciamo questo, si chiede Giancarlo, a cosa serviamo? Nel monastero dobbiamo vivere in pienezza la liturgia, è vero, ed il ritmo della nostra liturgia riempie il giorno e la notte. Tuttavia nello stesso tempo dobbiamo andare incontro senza esitazione a chi viene da noi, per qualunque richiesta.
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