In un libro del liceo ho ritrovato un’immagine che quando ero giovane mi aveva molto colpito e che ora mi colpisce ancora di più. Su di un cartoncino avevo incollato il simbolo di Cosimo de’ Medici, il duca di Firenze e sotto ci avevo scritto lo slogan latino di Augusto l’Imperatore romano: “Festina lente” che tradotto in italiano suona: “Affrettati lentamente”. Cosimo l’aveva scelto questo slogan come emblema della sua flotta navale. La raffigurazione presenta una tartaruga con la vela. I romani invece accompagnavano lo slogan con un altro simbolo e sulle monete coniavano l’ancora con il delfino.
Sembrerebbe una contraddizione: o ci si affretta o si procede lentamente. Un conto è fare le cose di fretta e un conto è farle lentamente. Sembra una contraddizione tra velocità e la prudenza. In realtà l’espressione “affrettati lentamente” è un bell’invito per vivere in maniera determinata e per tessere l’elogio della lentezza.
A volte ci affrettiamo nevroticamente e consumiamo tutto ciò che ci arriva a tiro: cibo, relazioni, divertimento, emozioni. Bisognerebbe imparare a vivere con lentezza per gustare meglio ciò che mangiamo, i rapporti con le persone, il nostro tempo libero, le nostre passioni.
D’altra parte è possibile confondere la lentezza con la pigrizia. Ci si muove blandamente senza grinta, preferendo il divano e le comodità. Allora abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia una mossa e ci dica di affrettarci.
Festina lente significa procedere con determinazione e nello stesso tempo con cautela, muoverci spediti senza indugio e insieme ponderare bene i passi da fare.














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