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17 Giugno 2025
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Il Gruppo Sportivo, Primo piano
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17 Giugno 2025
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Il Gruppo Sportivo, Primo piano
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17 Giugno 2025
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Primo piano, Proposte per gli adolescenti
Campo estivo ADO a Sestri Levante 2025 dal 21 al 27 luglio 3 media e adolescenti.
costo 380€, clicca qui per scaricare il modulo di iscrizione:https://media.sangiuseppedalmine.it/wp-content/uploads/2025/06/17103057/Modulo-iscrizione-mare-ado-2025.docx.pdf
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16 Giugno 2025
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I tempi forti dell'anno liturgico, Primo piano, Senza categoria
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.
(Madre Teresa)

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16 Giugno 2025
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I grandi eventi, I tempi forti dell'anno liturgico, Primo piano, Proposte per tutti
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16 Giugno 2025
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I grandi eventi, Primo piano, Senza categoria
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14 Giugno 2025
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Storie di fede e Riflessioni
La regola d’oro è come una mirabile sintesi di tutto il Vangelo. L’ha pronunciata Gesù nel discorso della montagna nel capitolo 7 del Vangelo di Matteo. Suona così: Tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatele a loro.
In realtà questa regola d’oro non l’ha “inventata” Gesù.
Sarebbero parole di una grande rabbino ebreo di nome Hillel. Uno scettico si rivolse a lui per sfidarlo perché spiegasse tutto il senso della legge ebraica nel breve tempo in cui si può restare dritti su un piede solo e il rabbino rispose: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Questa è tutta la Torah; il resto è commento. Va’ e studia».
La regola d’oro ci invita a trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi. Se mi fa piacere essere trattato con rispetto, gentilezza e amore io per primo devo trattare così gli altri. È una regola fondamentale che in ogni ambito della vita determina un comportamento in sintonia con il Vangelo. La regola d’oro dice, con parole diverse, ciò che afferma il comandamento principale della Vangelo: ama il prossimo tuo come te stesso.
La forza di questa regola è la sua sintesi e la difficoltà più grande è metterla in pratica. Suggerisco tre passi per tentare la sua messa in pratica.
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6 Giugno 2025
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Il CRE, il CRI, Primo piano, Proposte per i bambini
ISCRIZIONE ON LINE Le iscrizioni si effettuano a partire dal 12/5 al 24/5 tramite il LINK https://iscrizioni.sangiuseppedalmine.it/ e fino ad esaurimento posti.
FIRMA dell’ISCRIZIONE ON LINE Dopo aver effettuato l’iscrizione on line, è necessario recarsi presso la segreteria dell’oratorio per la firma di avvenuta iscrizione da lunedì 12 a sabato 24 maggio
dalle 16.30 alle 18.30 (domenica esclusa).
RITIRO MAGLIETTA CRE Con la firma dell’iscrizione è possibile ritirare la maglietta del CRE.
PAGAMENTO Il pagamento si può effettuare – on line durante l’iscrizione (carta di credito, ecc) – bonifico casuale: iscrizione CRE (cognome e nome ragazzo)
IBAN IT31 Q 05034 52970 00000000 5851 (consegnare la ricevuta in segreteria od inviarla a sangiuseppeoratorio@gmail.com) – tramite POS o in contanti presso la segreteria
CANALI SOCIAL È possibile rimanere aggiornati sulle attività e proposte del
CRE attraverso i canali social dell’oratorio – Instagram: oratoriosangiuseppe – Facebook: sangiuseppe Dalmine – Sito oratorio: www.sangiuseppedalmine.it – Whatsapp: 035 562087
Clicca sull’immagine per scaricare il libretto cre 2025.
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6 Giugno 2025
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Storie di fede e Riflessioni
Il cammino attraverso la foresta è lungo solo se non si ama la persona che si va a trovare.
Mi pesa andare a messa, mi pesa pregare e fare esercizi di meditazione spirituale, e dunque non vado a messa, non prego, non medito. Di fronte a queste affermazioni, comprensibili ma non condivisibili, mi è venuto in mente il proverbio africano citato all’inizio. Una volta in parrocchia si era proposta l’adorazione notturna e un giovanotto mi diceva: io non vado, non riesco proprio ad alzarmi di notte. Amen gli dico io, pazienza, cosa vuoi che ti dica? Alcune settimane dopo lo vedo vicino all’antenna e mi dice? Hai visto il Gran Premio? Hai visto chi ha vinto? Premetto che non seguo né le macchine né le moto. Lui commenta la gara e vedendo che non ero molto interessato stava per andar via. Lo richiamo perché mi era venuta in mente una cosa e gli dico: ma tu l’hai vista la gara? Certo assolutamente sì. Ah ok ciao ciao. Mentre andavo a casa mi è saltato in mente il proverbio africano. Sì perché la gara del GP era alle tre di notte.
Certi cammini quando si ama la meta sono leggerissimi. Gli stessi cammini, quando non si ama la meta diventano lunghi e faticosissimi.
La questione dunque è di imparare a misurare la fatica non a partire dal cammino ma a partire dalla meta.
Quando un figlio è ammalato i genitori lo vegliano tutta la notte e magari il giorno successivo vanno a lavorare e non diranno mai che questa è una fatica.
Insomma quando si ama si sopporta e quando non si ama si abbandona.
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30 Maggio 2025
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Storie di fede e Riflessioni
Nel chiostro centrale del monastero di Monte Oliveto c’è un bellissimo ciclo che racconta le storie di san Benedetto. Il monastero si trova vicino a Siena ed è incastonato in un paesaggio incantevole nelle Crete senesi. Un monaco di Bergamo, Dom Andrea, ci guida nella visita del monastero soffermandosi sugli affreschi più importanti della vita del Fondatore.
Gli affreschi sono stati realizzati da Luca Signorelli e da Sodoma a alla fine del 1400 e all’inizio del 1500. Tra le scene più belle di Luca Signorelli, il grande pittore di Cortona famoso soprattutto per aver realizzato la Cappella di san Brizio nel Duomo di Orvieto, c’è sicuramente quella che racconta “Come san Benedetto dice alli monaci dove e quando avevano mangiato fuori dal monastero”.
Nella scena si vedono due monaci intenti a un pranzo in una locanda e, sullo sfondo, Benedetto, circondato dai monaci li sgrida per aver violato la Regola, che appunto impedisce ai monaci di uscire dal convento per i pasti.
Questo affresco è importantissimo oltre che per ciò che racconta, per il fatto che è citato da tutti i libri di storia dell’arte per l’evoluzione della prospettiva geometrica del XV secolo.
È un episodio di trasgressione dei due monaci.
Nell’interno della locanda si vedono due graziose domestiche indaffarate a servire i due monaci.
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26 Maggio 2025
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Calcio, Primo piano
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24 Maggio 2025
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Calcio, Presentazione del Gruppo Sportivo, Primo piano
COSA È : Una squadra di calcio a 5 mista ragazzi e ragazze con disabilità.
OBIETTIVI: Importanza e valori dell’integrazione, dello sport con le sue regole, collaborazione e conoscenza di squadra.
AFFILIAZIONE: CSI Bergamo, campionato a 5 calcio special.
Vieni a giocare a calcio nella nostra squadra, per ragazzi con disabilità dai 14 anni e oltre!
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24 Maggio 2025
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Il Gruppo Sportivo, Proposte per gli adolescenti, Proposte per i bambini, Proposte per i giovani, Proposte per i ragazzi
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23 Maggio 2025
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Storie di fede e Riflessioni
Un po’ mi sono sentito così in questi mesi. Mi riferisco al ruolo ingrato che ho cercato di svolgere in oratorio in relazione ad alcuni ragazzi maleducati dai quali ho cercato di proteggere l’ambiente e soprattutto i più piccoli. Ricostruisco la vicenda.
Da un po’ di anni un gruppo di ragazzi manifesta ripetutamente mancanza di rispetto nei confronti dell’oratorio. Tengo a precisare che non è una questione di intolleranza nei confronti di persone non italiane, ma di intolleranza verso chi è maleducato: uso improprio delle cose e insolenza verso le persone. Ad un certo punto, giunto al colmo della sopportazione, decido di impedire loro l’accesso all’oratorio.
Incomincia un periodo teso, un serrato braccio di ferro tra me e loro.
L’unico atteggiamento è stato quello del castigamatti che letteralmente è un bastone con cui un tempo si metteva ordine nei manicomi, uno strumento che serviva a condurre alla ragione chi mostra di non avere senno per capire il valore delle cose.
Insomma il castigamatti, in senso figurato, è una persona che assume un aspetto minaccioso che con mezzi e con maniere dure presume di condurre all’obbedienza e al rispetto.
Ma così non è. Allora ho cambiato sistema dando loro una nuova possibilità. Ho cercato di dialogare. Non ho sciolto tutte le riserve e soprattutto non dimentico che loro sono furbi e possono prendermi in giro. Pazienza.
Due questioni si ripresentano come un ritornello: ma l’oratorio è sempre per forza aperto a tutti? e cosa abbiamo fatto per aiutarli?
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16 Maggio 2025
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Storie di fede e Riflessioni
Per divertirmi mi soffermo spesso, appunto come un gioco, sull’etimologia delle parole. Ma poi mi accorgo presto che tanto gioco non è. La parola individuata questa volta è “felice”.
Il dizionario apre un ventaglio di significati che convergono nella radice “feo” = che possiede quello che veramente appaga i desideri, che ha vantaggi, che produce, che è fecondo…
Una terra felice è una regione ricca dei doni della terra. Una risposta felice è tale quando genera nuove prospettiva, nuovi punti di vista. Un carattere felice è quello di chi, anche in condizioni difficili, rimane fecondo. Una relazione felice è quella che genera benessere e speranza.
Mi colpisce la correlazione tra felicità e fecondità. «Chi è felice?» – domanda una monaca ad un gruppo di giovani universitari. E spiega: «Sapete bene, per esperienza, che felice non è chi raggiunge un risultato. Non è facile capire cosa voglia dire essere felici. Felice è chi è fecondo, chi genera vita intorno a sé, fisicamente o spiritualmente».
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13 Maggio 2025
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Scuola per l'infanzia San Filippo Neri
Consulta i documenti cliccando il titolo
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11 Maggio 2025
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Storie di fede e Riflessioni
Tra gli affreschi della chiesa, che finalmente si vedono bene, si riconosce molto bene il ritratto di Mosè, posto esattamente al di sopra dell’ambone. Lo si riconosce per il Decalogo che sorregge mentre lo presenta al popolo, ma anche per le corna che ha sul capo. Ma perché Mosè ha le corna? Non si tratta di un motivo biblico né di un significato teologico. Si tratta invece di un errore di traduzione. Al capitolo 34 del libro dell’esodo si racconta che Mosè rimane con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua e il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole. Quando Mosè scese dal monte Sinai non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui.
La rappresentazione delle corna di Mosè nasce da un errore commesso da San Girolamo quando nel quinto secolo stava traducendo la Bibbia dall’ebraico al latino. Girolamo ha confuso la parola “keren” (= corno) con il termine “karem” (= raggio di luce). Così anziché scrivere che il volto di Mosè, sceso dal monte, divenne luminoso, pieno di raggi di luce, tradusse che il volto di Mosè divenne cornuto.
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2 Maggio 2025
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Storie di fede e Riflessioni
La chiesa nel mondo sta vivendo il Giubileo. È vero, un po’ “rovinato” dall’epilogo di Papa Francesco, ma pur sempre un evento di gratitudine nel segno della speranza e della riconciliazione.
Anche nella nostra Parrocchia celebreremo un Giubileo particolare: la riapertura della nostra chiesa al termine del lungo intervento di restauro.
Vivere il Giubileo significa far incontrare in un punto solo tre dimensioni fondamentali della nostra vita: il passato il presente ed il futuro. Si entra nella Porta Santa, di Roma o di qualsiasi chiesa giubilare per ringraziare il Signore per i doni ricevuti nel passato, per manifestare disponibilità nel tempo a venire e per esprimere il nostro si, qui e adesso.
Abbiamo chiuso la chiesa i 7 gennaio scorso e il 3 maggio la riapriamo. Varcheremo di nuovo la soglia della nostra chiesa e sarà il nostro giubileo.
Ringraziamo il Signore per il passato della nostra parrocchia, dalla fondazione del 1931 ad oggi, per tutti i cristiani che hanno creduto nella chiesa e l’anno amata come comunità, per tutti i benefici che ha concesso, per le vicende dolorose sopportate e per il coraggio di ricominciare, per tutti i sacramenti celebrati, per il Vangelo proclamato e per la grande mole di carità organizzata. Chiesa di mattoni e di persone.
Preghiamo il Signore per il futuro. Cosa sarà della chiesa e della parrocchia non ci è dato di sapere, e non possiamo nemmeno immaginare se i numeri cresceranno o diminuiranno. Una cosa però è certa: il Signore non ci abbandonerà mai e sarà sempre al nostro fianco.
Infine celebriamo il presente cioè diciamo si all’oggi di Dio e nostro. Oggi si compie la salvezza, con le opportunità che ci sono date, con i limiti e gli slanci che caratterizzano il nostro “adesso”.
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29 Aprile 2025
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Calcio, Il Gruppo Sportivo, Presentazione del Gruppo Sportivo, Primo piano
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26 Aprile 2025
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Storie di fede e Riflessioni
Metto a fuoco alcune espressioni che vorrei mi rimanessero nella memoria pensando a Papa Francesco.
Uomo teopatico. Questo è un vocabolo che non si trova nei dizionari ma che pare sia molto pertinente alla persona di Francesco, uno appunto che Dio non l’ha studiato, ma l’ha patito, si è lasciato attraversare dal mistero divino. Come “empatia” significa capacità di mettersi nei patti dell’altro così “Teo – patia” potrebbe significare mettersi nei panni di Dio. Forse è proprio questa la dimensione più importante della sua testimonianza. È molto facile parlare di Dio ma è più importante parlare con Dio.
La gioia del Vangelo. È il titolo del suo documento programmatico “Evangelii gaudium” l’esortazione apostolica che nel 2013 ha offerto alla Chiesa. Nel testo emergono con chiarezza i quattro principi orientativi per dare forma ad un popolo, come diceva. Primo: il tempo è superiore allo spazio, secondo: l’unità prevale sul conflitto, terzo: la realtà è più importante dell’idea e quarto: il tutto è superiore alla parte.
Il Vangelo è una fonte inesauribile di gioia, ma deve uscire dalle sagrestie ed incendiare il cuore degli uomini e delle donne del mondo, deve guarire da tutte le sovrastrutture che lo fanno apparire ammuffito.
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20 Aprile 2025
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Archivio bollettini parrocchiali
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