Pubblicato il
2 Maggio 2025
in
Storie di fede e Riflessioni
La chiesa nel mondo sta vivendo il Giubileo. È vero, un po’ “rovinato” dall’epilogo di Papa Francesco, ma pur sempre un evento di gratitudine nel segno della speranza e della riconciliazione.
Anche nella nostra Parrocchia celebreremo un Giubileo particolare: la riapertura della nostra chiesa al termine del lungo intervento di restauro.
Vivere il Giubileo significa far incontrare in un punto solo tre dimensioni fondamentali della nostra vita: il passato il presente ed il futuro. Si entra nella Porta Santa, di Roma o di qualsiasi chiesa giubilare per ringraziare il Signore per i doni ricevuti nel passato, per manifestare disponibilità nel tempo a venire e per esprimere il nostro si, qui e adesso.
Abbiamo chiuso la chiesa i 7 gennaio scorso e il 3 maggio la riapriamo. Varcheremo di nuovo la soglia della nostra chiesa e sarà il nostro giubileo.
Ringraziamo il Signore per il passato della nostra parrocchia, dalla fondazione del 1931 ad oggi, per tutti i cristiani che hanno creduto nella chiesa e l’anno amata come comunità, per tutti i benefici che ha concesso, per le vicende dolorose sopportate e per il coraggio di ricominciare, per tutti i sacramenti celebrati, per il Vangelo proclamato e per la grande mole di carità organizzata. Chiesa di mattoni e di persone.
Preghiamo il Signore per il futuro. Cosa sarà della chiesa e della parrocchia non ci è dato di sapere, e non possiamo nemmeno immaginare se i numeri cresceranno o diminuiranno. Una cosa però è certa: il Signore non ci abbandonerà mai e sarà sempre al nostro fianco.
Infine celebriamo il presente cioè diciamo si all’oggi di Dio e nostro. Oggi si compie la salvezza, con le opportunità che ci sono date, con i limiti e gli slanci che caratterizzano il nostro “adesso”.
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