Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
7 Novembre 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Lo racconterete ai vostri figli

Diceva il missionario laico Beato Giuseppe Tovini: “I nostri figli senza la fede non saranno mai ricchi, con la fede non saranno mai poveri”.

Per il catechismo dei nostri figli stiamo navigando a vista e le proposte possibili sono continuamente soggette a svariate mutazioni. In queste settimane abbiamo fatto e disfatto mille programmi. Ad oggi il catechismo non si può fare se non on line. Le nuove restrizioni ci impongono di sospendere ogni forma di riunione in presenza.

Una cosa comunque rimane invariata: il profondo desiderio che i nostri figli possano conoscere e amare il Signore.

Quando il popolo d’Israele fu liberato dalla schiavitù degli egiziani il Signore Dio riassume in un’esortazione tutto il compito della memoria e della fede. Dice ai capi delle famiglie: “Lo racconterete ai vostri figli”.

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Pubblicato il
31 Ottobre 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Il segreto della morte

Iniziamo il mese di Novembre. È il mese che ogni anno ci fa sentire vicini i nostri cari e nello stesso tempo ci provoca sulla visione cristiana della morte e … della vita.

Quest’anno il mese di Novembre ci obbliga ancor più a considerare il dolore per i tantissimi fratelli e sorelle da cui ci siamo congedati nei mesi scorsi senza la cura del conforto, ma anche a rinnovare la nostra fede nella vittoria di Cristo Signore sulla morte sua e nostra.

C’è una bellissima poesia di Kahlil Gibran nel libro intitolato “Il profeta” che ci può aiutare a cogliere uno spunto di speranza. Gibran è un poeta libanese del secolo scorso, cristiano maronita che ha scandagliato da vero mistico ogni ambito dell’esistenza.

Parlaci della morte, chiesero al Profeta e lui rispose: Voi vorreste conoscere il segreto della morte, ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita? Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita, poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare. Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita; e come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera. Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare. E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.

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Pubblicato il
26 Ottobre 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Anche noi missionari

Celebrare la Giornata Missionaria Mondiale significa riaffermare come la preghiera, la riflessione e l’aiuto materiale delle vostre offerte sono opportunità per partecipare attivamente alla missione di Gesù nella sua Chiesa. La carità espressa nelle Collette delle celebrazioni liturgiche ha lo scopo di sostenere il lavoro missionario svolto a mio nome dalle Pontificie Opere Missionarie, per andare incontro ai bisogni spirituali e materiali dei popoli e delle Chiese in tutto il mondo per la salvezza di tutti.

In questa affermazione di papa Francesco troviamo i diversi significati della Giornata Missionaria che si celebra in tutte le parrocchie del mondo.

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Pubblicato il
17 Ottobre 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Oh Santa Vergine prega per me

L’origine del Rosario è medievale: indica le rose che i fedeli deponevano come una corona da deporre sul capo della Madonna. Nel tempo le rose sono state sostituite dai grani che compongono la corona del Rosario.

Il Rosario è una preghiera semplice, che appartiene alla fede del popolo, una preghiera contemplativa che ci fa ripercorrere i misteri della vita di Cristo in compagnia di Maria madre sua e nostra.

La nostra parrocchia la celebra insieme a san Giuseppe come patrona. Maria e Giuseppe ci proteggono e ci custodiscono, sono come i due polmoni che danno aria alla nostra comunità.

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Pubblicato il
10 Ottobre 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Che bella squadra

Anche chi non segue con passione il calcio converrà che la nostra Atalanta sta compiendo meraviglie. Al mister Gasperini vengono ovviamente attribuiti, se non tutti, molti meriti.

A parte il piacere di veder giocare la squadra ciò che fa impressione è la facilità con cui tanti giocatori arrivano a fare gol.

Da cosa dipendono queste straordinarie stagioni bergamasche?

A mio avviso sono principalmente due i punti fermi del mister.

Il primo è la sua intolleranza al protagonismo dei solisti. Infatti non si sente mai che un giocatore dell’Atalanta sia egoista o voglia fare tutto lui o giochi per la sua gloria personale.

Potremmo dire che il dettame del mister sia: prima di tutto la squadra. Quando arriva a Bergamo un giocatore che pensa di venire prima della squadra e di giocare per se stesso, i casi son due: o si sottopone al dettame del mister o a Bergamo non ci rimane, il mister “non lo vede”.

Certo che c’è il fuoriclasse il quale possiede i colpi per risolvere la partita, ma anche lui viene dopo la squadra.

Il secondo merito del mister è di possedere un sistema di gioco e perciò chiede ai giocatori fedeltà agli schemi. Non si improvvisa il calcio di Gasperini, lo si impara. Cambia l’avversario, ma lui non cambia gli schemi. È proprio questa fedeltà ad esaltare i singoli giocatori che entrano con le loro abilità tecniche in una struttura di gioco studiata e provata mille volte in allenamento.

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Pubblicato il
3 Ottobre 2020
in Storie di fede e Riflessioni

E la nostra predica?

In queste settimane, nel desiderio di impostare la catechesi per il prossimo anno, stiamo proponendo ai genitori di provare ad assumere un atteggiamento di maggior responsabilità nell’educazione della fede dei propri figli. Si parla di soggettività della famiglia per affermare l’idea che la famiglia non è da considerarsi destinataria, complemento oggetto dell’azione pastorale della parrocchia, ma “soggetto” protagonista della pastorale catechistica. In altre parole i genitori sono i primi catechisti dei propri figli.

Un’obiezione che spesso emerge dai genitori è “ma io non sono adeguato, non mi sento pronto, non conosco le cose del catechismo, ecc..”.

In realtà non possiamo ridurre la testimonianza cristiana alla ripetizione di alcuni concetti come se la fede una volta detta sia anche automaticamente testimoniata.

È la vita con i suoi comportamenti ad essere testimonianza di ciò in cui crediamo.

Ci può essere d’aiuto un aneddoto di san Francesco, che questa Domenica, 4 Ottobre veneriamo patrono d’Italia.

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