Mi rivolgo a te anche se non sei più qui, ma ho la certezza che tu sei più vivo di noi perché ora partecipi in pienezza alla Vita del Risorto.
La prima volta che ti ho visto ero studente di teologia, credo nel 1983 e tu fosti invitato a parlare dei preti del Paradiso per testimoniare con la tua esperienza la passione missionaria del tuo ministero.
Già mi aveva colpito la tua severità e la tua dolcezza insieme.
Ti ho ritrovato a Dalmine come parroco emerito e residente tra noi.
I nostri incontri sono stati frequenti ed intensi. La gestione della Casa Accoglienza Anziani, l’ampliamento di alcuni anni fa, i nuovi progetti.
Ogni volta confesso di essermi ritrovato ad ammirare soprattutto la tua pertinenza nelle analisi, la tua libertà nelle critiche e la tua fermezza nelle cose essenziali.


















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