Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Anche noi missionari

Celebrare la Giornata Missionaria Mondiale significa riaffermare come la preghiera, la riflessione e l’aiuto materiale delle vostre offerte sono opportunità per partecipare attivamente alla missione di Gesù nella sua Chiesa. La carità espressa nelle Collette delle celebrazioni liturgiche ha lo scopo di sostenere il lavoro missionario svolto a mio nome dalle Pontificie Opere Missionarie, per andare incontro ai bisogni spirituali e materiali dei popoli e delle Chiese in tutto il mondo per la salvezza di tutti.

In questa affermazione di papa Francesco troviamo i diversi significati della Giornata Missionaria che si celebra in tutte le parrocchie del mondo.

Innanzitutto la preghiera per sperimentare l’amore di Dio che e Padre di ogni uomo. E poi per ascoltare da Lui il senso di ciò che stiamo vivendo. Dice ancora il Papa: Capire che cosa Dio ci stia dicendo in questi tempi di pandemia diventa una sfida anche per la missione della Chiesa. La preghiera perché siamo sempre più consapevoli che senza l’aiuto del Signore non possiamo davvero fare nulla.

Un altro significato è la presa di coscienza della nostra partecipazione all’opera dell’unico vero Missionario che e Gesù. In forza del nostro battesimo siamo anche noi investiti dallo slancio dello Spirito Santo che ci manda ad essere testimoni dell’amore di Dio. Senza questo slancio la chiesa si riduce ad una organizzazione umana pin o meno convincente.

Infine, nel limite del possibile, la carità per i bisogni di tutti i popoli, le offerte raccolte nelle messe come il segno di una concreta vicinanza alle chiese povere. Dico “nel limite del possibile” perché sappiamo bene che la situazione economica anche delle nostre famiglie diventa sempre più critica.

Il titolo dell’Ottobre missionario è “tessitori di fraternita”. La forma della missione ha per gli uomini di oggi un significato del tuto nuovo: stiamo vivendo i tempo dell’isolamento e della paura. Abbiamo sperimentato come la “distanza” imposta dal covid possa facilmente rappresentare anche la tentazione di adeguarci all’insensibilità e alla pigrizia relazionale.

In questo senso la Giornata Missionaria e una preziosa occasione per celebrate la fraternita vincendo la diffidenza e l’indifferenza.

In una lettera alla sua diocesi dice un vescovo emiliano, Massimo Camisasca: Non possiamo permetterci che, di giorno in giorno, l’unico criterio sia chiudersi in casa. Senza demordere da tutte le attenzioni dovute, come la mascherina, l’igiene delle mani e il distanziamento, dobbiamo continuare a vivere.

Avere nel cuore la nostalgia di relazioni vere e fraterne in qualche modo è già essere missionari.

Don Roberto

 



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