Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

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Pubblicato il
24 Luglio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Cerca di essere felice

C’è un bellissimo documento che può essere oggetto di meditazione per tutti. Secondo alcuni questo è un testo che nel 1692 venne trovato nella Chiesa di san Paolo a Baltimora, la città degli Stati Uniti d’America.

Secondo una seconda versione sarebbe invece una poesia in prosa di un filosofo e avvocato statunitense del 1927 di nome Max Ehremann.

Comunque sia è un testo che riassume molta sapienza e divenne molto conosciuto a partire dagli anni sessanta con il titolo “Desiderata”, dal latino “Le cose che si desiderano”.

È un testo semplice e profondissimo, un testo che ritrovo perennemente attuale, che esorta a ricercare la felicità malgrado le tante difficoltà che nella vita si incontrano.

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Pubblicato il
17 Luglio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Chi è cristiano?

Si fa fatica oggi a capire chi è cristiano. Se si leggono le statistiche la percentuale di chi si riconosce ancora cristiano è sempre piuttosto alta.

Ma dove sono tutti questi cristiani? Molti pensano che i cristiani sono coloro che sono iscritti nei registri della parrocchia, oppure coloro che vanno in chiesa. Altri pensano che non sia necessario andare in chiesa per essere cristiani, ma poi non si capisce che cosa sia davvero necessario.

In questo clima di relativismo spirituale è veramente difficile avere chiaro il quadro della situazione. Senza pensare poi al cinismo di molti commenti del tipo: chi va in chiesa è peggiore di chi non ci va… Molti cristiani poi sono disorientati perché vedono che si può vivere bene anche prescindendo da qualunque partecipazione religiosa.

Anche le tappe principali della vita pare siano svuotate dal senso cristiano della fede. Si, è vero, ci sono ancora delle domande alla chiesa, ma più come colorazione folkloristica che come relazione spirituale. Forse davvero la fede oggi non è più in grado di dare forma alla vita.

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Pubblicato il
10 Luglio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Le quattro stanze

C’è un antico proverbio indiano che dice: Ognuno di noi è una casa con quattro stanze: una fisica, una mentale, una emotiva e una spirituale. La maggior parte di noi tende a vivere in una stanza gran parte del tempo. Ma finché non andremo in ogni stanza, ogni giorno, anche solo per arieggiarla, non saremo persone complete.

Per essere una persona completa, cioè armonicamente matura e felice è necessario prima di tutto riconoscere la presenza di queste quattro stanze. Si perché può accadere che si viva una vita intera senza nemmeno sapere come sia “la mia casa”, la struttura della mia persona. Oppure può succedere di passare tutta una vita stando in un’unica stanza, disinteressandosi delle altre.

Per essere persone complete e felici abbiamo il compito di considerare tutte e quattro le stanze e di prendercene cura. Anche perché se ciascuno non lo fa per conto proprio, nessuno può farlo al posto nostro.

Proviamo dunque a vedere le quattro stanze e a capire quali sono le dinamiche che le caratterizzano.

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Pubblicato il
3 Luglio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Cambiare

Penso che anche al Padre Eterno capiti ogni tanto di andare in confusione ascoltando le nostre preghiere. Spesso infatti gli uomini e le donne lo considerano una specie di “ufficio cambio”. E così Gli viene chiesto, da preghiere poco corrette, di cambiare. Di cambiare quello che Lui ha creato e che agli uomini non va bene.

Così accade che la moglie preghi: Signore cambia mio marito. E a sua volta il marito prega: Signore cambia mia moglie. Oppure succede che i genitori insieme preghino: Signore cambia i nostri figli. E a loro volta i figli chiedano: Signore cambia i nostri genitori. E così via.

Quando le nostre insoddisfazioni si tramutano in preghiere credo che il Signore si trovi in difficoltà ad ascoltare e a soddisfare tutti.

Che fare dunque?

C’è un racconto che proviene dal mondo orientale che ci può aiutare.

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Pubblicato il
26 Giugno 2021
in Storie di fede e Riflessioni

La mediocrità

A volte, anche se fa male, conviene lasciarsi provocare da alcuni pensieri che hanno la forza di condurre a fare l’esame di coscienza.

È quanto mi è accaduto nei giorni scorsi.

Ed è stato un pensiero di George Bernanos, l’autore del conosciuto “Diario di un curato di campagna”, a darmi l’occasione per un esame di coscienza.

Egli ha scritto: “Uno dei principali responsabili, il solo responsabile, forse, dell’avvilimento delle anime è il sacerdote mediocre. La grande sciagura di questo mondo non è che ci siano dei senzadio, ma che noi siamo cristiani così mediocri”.

Queste parole me le sono sentite direttamente rivolte mentre meditavo sul clima diffuso nel quale viviamo che è quello della mediocrità, anche nella comunità della chiesa. Consulto il vocabolario e leggo che la mediocrità è la qualità della persona che rivela capacità, attitudini e doti d’ingegno molto scarse. Il pensiero di Bernanos mi obbliga a riflettere sulla mia responsabilità per l’avvilimento delle anime: la mediocrità del prete equivale alla mancata eccellenza della santità. Non sono tanto le qualità umane a rendere mediocre un prete quanto il suo scadente cammino di vita spirituale. Questa si è una vera colpa che provoca l’avvilimento delle anime.

Una colpa per la quale chiedo misericordia per me e per i miei confratelli.

Tuttavia ritengo che sia proprio il clima nel quale viviamo a rendere mediocri le persone.

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Pubblicato il
19 Giugno 2021
in Storie di fede e Riflessioni

A tutti i giovani raccomando…

Un pensiero a tutti i nostri ragazzi che hanno terminato questo tormentato anno scolastico. Un pensiero soprattutto a coloro che in queste settimane stanno sostenendo gli esami.

Un pensiero che formulo con una poesia, che trovo bellissima, di Alda Merini, poetessa e scrittrice, morta nel 2009. Alda Merini riesce a far vibrare le corde profonde dell’anima. Le sue parole sgorgano quasi sempre o dall’abisso del dolore o dalle altezze della gioia. Per tanti anni è stata internata, in tempi in cui la presunta pazzia veniva curata con terapie poco degne. Le sue poesie sono incoraggiamenti accorati, sono rifugi per le nostre inquietudini.

Questa poesia si trova nella raccolta intitolata: “La vita facile”.

A tutti i giovani raccomando:

aprite i libri con religione,

non guardateli superficialmente,

perché in essi è racchiuso

il coraggio dei nostri padri.

E richiudeteli con dignità

quando dovete occuparvi di altre cose.

Ma soprattutto amate i poeti.

Essi hanno vangato per voi la terra

per tanti anni, non per costruivi tombe,

o simulacri, ma altari.

Pensate che potete camminare su di noi

come su dei grandi tappeti

e volare oltre questa triste realtà

quotidiana.

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