Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
21 Maggio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

La cura

Franco Battiato ci ha lasciato. È stato una delle figure di spicco del panorama della musica italiana, come compositore e come cantautore. Si è anche prodigato nella regia, nella pittura, nella letteratura. Qualcuno l’ha definito “curioso per professione”. Amante del bello, poeta e uomo di grande cultura. Uomo riservato ma anche di grande spirito ironico. Se ne è andato all’improvviso. Nessuno se l’aspettava.

La sua originalità, riconosciuta da un vasto pubblico di estimatori, è stata quella di ricercare, attraverso una combinazione di molteplici stili musicali, una via propositiva per comunicare la bellezza. La sperimentazione come libertà da ogni forma di vincolo.

Il giorno che ci ha lasciato ho provato a chiedere a un po’ di persone: qual è la canzone di Battiato che ti piace di più? Senza esitare la risposta unanime è stata: “La cura”.

In effetti questa canzone è un vero capolavoro della musica italiana. Pur essendo una canzone molto ascoltata ed amata, ognuno, in base a come è e a quello che sente, la interpreta a modo suo. E forse è giusto così.

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Pubblicato il
15 Maggio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

La fede oltre il buio

Di fronte ad eventi dolorosi e incomprensibili ci diciamo: solo la fede può sorreggere, solo la fede può aiutare a trovare un po’ di luce, ad intravedere una parvenza di senso.

Ma cosa significa in realtà che la fede ci può aiutare?

C’è una bella preghiera ebraica che dice: Io credo nel sole anche quando non brilla. Io credo nell’amore anche quando non lo sento. Io credo in Dio anche quando tace.

Queste parole sono contenute in un piccolo ma gigantesco libretto intitolato “Yossl Rakover si rivolge a Dio”. Un libro di 18 pagine, la lettera-testamento di un uomo resistente. Nel 1943 nel ghetto di Varsavia è in fiamme, le forze armate delle SS stanno facendo irruzione e Yossl Rakover si rifugia in uno scantinato dopo che la follia nazista ha trucidato sua moglie e i bambini. Prende carta e penna e in un monologo struggente scrive della sua fede, l’unica forza che gli da speranza nel buio della sua tragedia.

Queste sagge parole esprimono la condizione radicale dell’uomo che cerca di vivere nella fede, sempre e soprattutto nei momenti della fatica e della sofferenza.

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Pubblicato il
8 Maggio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Rielaborare il lutto

Quanto tempo ci occorre per rielaborare un lutto? Quali sono i passi da compiere per riuscire a farlo? La morte di una persona cara può addirittura diventare occasione per riprendere nuova forza per vivere e per rivisitare il nostro modo di intendere la serenità, la bellezza e l’esistenza stessa.

Questo è il sentiero percorso da Eric-Emmanuel Schmitt, uno degli autori contemporanei più convincenti, nel suo ultimo libro intitolato “Diario di un amore perduto”. Egli narra la morte della sua amata mamma e redige un diario dei mesi successivi: ci vogliono due anni, dice, per elaborare un lutto.

Ritrascrivo le prime e le ultime parole del libro. Il diario inizia con queste parole: “Mamma è morta stamattina. È la prima volta che mi fa soffrire.

Il libro termina così: “Stamattina mamma è viva, e non è l’ultima volta che mi regalerà gioia.

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Pubblicato il
3 Maggio 2021
in Comunicazioni dalla Segreteria dell'Oratorio, Comunità in rete, Primo piano

Riapertura Oratorio San Giuseppe in zona Gialla, Ripartiamo Insieme… Abbiamo bisogno anche di te!

Riapertura Oratorio San Giuseppe in zona Gialla

Se qualcuno vuole darci una mano per la riapertura dell’oratorio compili il modulo cliccando sul link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdAmpozXkQhKKlbwJ0t346A9JpC8JDmpfRSdEA-fRV_507nkA/viewform?usp=sf_link

Clicca sull’immagine per vederla in pdf e compilare il link.

 

Pubblicato il
3 Maggio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

La gioia va coltivata

Ho trovato un appunto su un mio vecchio quaderno che, coll’avanzar del tempo, ritrovo ancor più vero. Quando la vita suona l’ora della raccolta si sentono, senza aver fatto troppo di male, mille piccoli disgusti di se stesso, il cui totale non fa un rimorso pieno, ma un disagio oscuro.

L’ho riletto pochi giorni fa citato nel libro “A riveder le stelle” il volume di Aldo Cazzullo su Dante, il poeta che inventò l’Italia.

Scopro che queste parole, contenute nel Cyrano di Bergerac, le pronuncia un certo De Guiche, il prepotente riccone che vuole portar via Rossana da Cyrano. Quando è il momento di tirare le somme, della vita o di qualche esperienza, si guarda indietro: non si è mai fatto nulla di troppo male per avere un rimorso, ma è la somma di tanti piccoli disgusti a generare un continuo e oscuro disagio.

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Pubblicato il
24 Aprile 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Chiesa in uscita?!

La fotografia non è un granché.

Nel 1957 don Lorenzo Milani pubblica la sua prima opera intitolata “Esperienze pastorali” nella quale l’autore raccoglie i suoi pensieri relativi al periodo da lui trascorso come cappellano a San Donato.

Rileggendo la vita della parrocchia egli si interroga sulla vita dei fedeli, sulla loro condizione sociale e sul loro rapporto con la fede. Questo suo primo libro nel 1958 venne ritirato dal commercio per volere del Sant’Uffizio. Solamente pochi anni fa, per volere di papa Francesco, sono state tolte le proibizioni e “Esperienze pastorali” è tornato ad essere un prezioso strumento per conoscere la profezia di don Milani.

Papa Francesco insiste in ogni suo scritto o discorso a descrivere il suo sogno per una chiesa in uscita, una chiesa missionaria.

Ho sempre fatto un po’ di fatica a capire cosa significa questa espressione: “Chiesa in uscita”. Uscire da dove e per andare verso cosa?

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Pubblicato il
17 Aprile 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Dimmi come fotografi e ti dirò chi sei

Tutti, nell’epoca dello smartphone e dei social abbiamo iniziato a fotografare ininterrottamente e abbiamo la memoria del nostro telefono sempre colma per le innumerevoli immagini che traffichiamo.

Se penso a come si facevano le fotografie una volta viene proprio da sorridere: ci voleva molto tempo, occorreva una macchina, la pellicola, lo sviluppo… come è cambiata la fotografia ai tempi dei selfie. La macchina fotografica si usava in occasioni speciali, un matrimonio, una festa, un viaggio. Oggi ci sentiamo tutti fotografi, in tempo reale, immediatamente.

Gli esperti parlano giustamente di iperfotografia e le parole d’ordine sono: scattare, elaborare, condividere.

La cosa bella è che oggi la fotografia è molto accessibile e non la usiamo solo per immortalare momenti importanti ma anche per esprimerci. Magari per esprimere sentimenti e idee profonde oppure cose banali, ovvie o inutili, comunque sempre espressione di ciò che siamo.

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