Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Ultimi articoli pubblicati

per bambini e ragazzi: Buongiorno Gesù!

Mentre il Vescovo Francesco accompagna i più piccoli in queste particolari domeniche, anche i preti giovani della nostra Diocesi desiderano fare altrettanto all’inizio di ogni giornata feriale.

al link https://www.oratoribg.it/it/agenda/buongiorno-gesu trovi tutti i video pensati per i più piccoli.



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Per adolescenti, giovani e adulti: E quindi uscimmo a riveder le stelle.

In questi momenti di stravolgimento della quotidianità ci sentiamo di condividere con la comunità la proposta che ci viene dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale dell’Età Evolutiva dal titolo evocativo e sicuramente carico di speranza “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Si cita Dante, Inferno XXXIV, 139, per ricordarci che pur nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, la coscienza, la riflessione e la preghiera possono donarci il dono della Sapienza. Il progetto viene presentato con queste parole:

Dobbiamo riconoscere che questa pandemia ci ha obbligati a fermare la macchina delle nostre più svariate organizzazioni: personali, familiari, scolastiche, lavorative e anche pastorali. Vorremmo provare a riconoscere che questa situazione può essere davvero una Grazia imperdibile, una vera occasione. In concreto abbiamo pensato che per tutti si tratterà semplicemente di “contemplare”, di “fotografare” questo tempo. E abbiamo pensato a diverse possibilità di “lettura” e di “riflessione”: alcune maggiormente rivolte agli adolescenti e ai giovani delle nostre comunità, altre destinate agli adulti, nelle loro diverse responsabilità e vocazioni. L’auspicio è che “nel mezzo del cammin di nostra vita”, tutti possiamo giungere “a riveder le stelle”: minimamente consapevoli di quanto stiamo vivendo, un po’ più coscienti delle opportunità che anche questo tempo porta con sé, certamente più ricchi interiormente perché raggiunti da una memoria cui potremo attingere quando avremo bisogno di stimoli e forze nuove per continuare il cammino cui siamo chiamati.

Nello specifico, da domani e per tutti i giorni a seguire fino al Triduo Pasquale verranno pubblicate sul sito della parrocchia e sui profili facebook e instagram dell’oratorio delle schede tematiche che invitano adolescenti, giovani ed adulti alla riflessione attraverso testi, immagini e interrogativi.
Chiediamo a chiunque lo volesse di condividere un proprio pensiero a riguardo, inviandolo all’indirizzo email dell’oratorio sangiuseppeoratorio@gmail.com : potrebbe essere occasione di un confronto on-line sempre #unitinellasperanza e #unitinellapreghiera.



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La luce della Fede

Meditazione per la quarta domenica di quaresima
(22/03/2020)

Carissime e Carissimi
Vi raggiungo per una breve meditazione sul vangelo della quarta domenica della quaresima. Una quaresima che sembra una notte nel deserto, una quaresima che ci sta davvero mettendo alla prova. Non stiamo celebrando la Via Crucis del Venerdì, ma vi assicuro che sto percorrendo ogni giorno la strada del Calvario, ascoltando le storie di chi sta accompagnando alla morte un proprio caro e ogni volta che al cimitero benedico la salma di chi è defunto.
Hanno tutti il tuo stesso volto o Cristo, tutti a continuare la sua passione e la sua morte nella certezza di risorgere nell’umanità nuova del paradiso.
Ascoltiamo il testo del Vangelo di Giovanni, è il racconto della guarigione del cieco nato.

clicca sull’immagine per scaricare il documento PDF



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Prima domenica di quaresima 2020

LE PROVE DEL DESERTO

Meditazione per la prima domenica di quaresima

Domenica 1 Marzo 2020

 

Non è una cosa normale, per un prete, preparare la predica sapendo che non sarà condivisa nella celebrazione della Messa. D’altronde in questi giorni, nei quali è tutto un po’ strano, capita anche questo.

Meditando il brano di vangelo della Prima domenica di Quaresima, il brano delle tentazioni di Gesù nel deserto, il mio primo pensiero è andato al luogo fisico del deserto della Giudea, nel quale recentemente ho potuto fare sosta: con il pellegrinaggio parrocchiale in Giordania e a Gerusalemme di un paio di anni fa e con un gruppo di giovani all’inizio del mese scorso.

Il deserto è un tema molto caro nella Bibbia, per diversi motivi: è il luogo nel quale il popolo di Israele ha lasciato alle spalle la schiavitù dell’Egitto ed ha imparato a capire e a gustare che cosa sia la libertà. È il luogo della prova e della povertà perché mancano le comodità e sei costretto a domandarti che cosa sia veramente necessario per te. È il luogo del fidanzamento e dell’amore, come afferma il profeta Osea: “ti condurrò nel deserto” là dove, nell’intimità e nel silenzio, Dio e l’uomo si promettono e ripromettono amore reciproco ed eterno.

È il luogo della solitudine ed anche dell’aridità.

I giorni attuali, che ci costringono a causa del virus a stare isolati, sono il nostro deserto.

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Avviciniamoci alla Bibbia: 2 COME HA PARLATO DIO?

Dio ha parlato nella Bibbia attraverso esseri umani come noi. Egli ha fatto in modo che alcuni uomini e donne dicessero e scrivessero ciò che voleva fosse detto. E provvide perché questi scritti, quando furono redatti e raccolti insieme per formare la nostra Bibbia (un processo che durò per un tempo molto lungo), continuassero ad esprimere ciò che Egli voleva dire alle generazioni successive.

Nella Dei Verbum, la Costituzione del Concilio Vaticano II sulla parola di Dio troviamo questa affermazione: “Le verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri della sacra Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo La santa madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo; hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa per la composizione dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte”.

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Guida per avvicinarci alla Bibbia: 1 CHE COS’È LA BIBBIA?

I cristiani, diceva ironicamente un saggio, hanno così tanto rispetto per la Bibbia che … non la toccano mai. Vorrei in questi brevi pensieri della domenica offrire alcuni spunti per far venire l’appetito del Libro Sacro e aiutarci ad accostarci con fiducia e amore al mondo della Bibbia che è come un pozzo profondo a cui attingere acqua fresca per la nostra vita.

C’è un po’ di scetticismo che tronca spesso la nostra relazione con la Bibbia: non ci capisco nulla, sarà vero ciò che si racconta? Chi l’ha scritta? Cosa può mai dire un libro scritto tanti anni fa alla mia vita concreta di oggi?

Eppure la Bibbia continua ad essere il grande contenitore della Parola che Dio pronuncia per noi.

La Bibbia è un grande libro traboccante di vita: in essa ci sono eroi, furfanti, canti d’amore, interrogativi sulla vita e sulla morte, uomini santi e peccatori. La Bibbia non è solo un libro, è la storia di ciò che Dio ha fatto per noi e ci parla ancora oggi di Gesù, che s’è fatto uomo per svelarci il volto di Dio padre.

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L’alfabeto della Parrocchia 3: Z come ZUCCHERO

Per il tema la maestra aveva posto due domande ai suoi alunni: chi mi sa dire con parole sue chi è Dio? E: come fate a sapere che Dio esiste, se nessuno l’ha mai visto?

La risposta più bella, al di là di tante risposte imparate a memoria, l’ha scritta un ragazzino timido e saggio. Ha scritto: “Dio è come lo zucchero che la mamma ogni mattina scioglie nel latte per prepararmi la colazione. Io non vedo lo zucchero nella tazza, ma se la mamma non lo mette, ne sento subito la mancanza. Ecco, Dio è così, anche se non lo vediamo. Se lui non c’è la nostra vita è amara, è senza gusto”.

La maestra, al posto del voto ha commentato così: “Vedete bambini, ciò che ci fa saggi non è il sapere molte cose, ma l’essere convinti che Dio fa parte della nostra vita”.

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L’alfabeto della Parrocchia 3: V come VECCHIAIA

La vecchiaia arriva sempre molto presto, più di quanto ci si possa immaginare o attendere. Cicerone affermava che la vecchiaia insegue già alle spalle i fanciulli, gli adolescenti e ti raggiunge quando nemmeno ci pensi.

Entrare nella cosiddetta terza età è senz’altro un segno di grande benedizione, anche se non mancano di certo motivi di tristezza e di affanno. Invecchiare è l’esperienza umana più comune e riguarda perciò ogni essere umano.

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L’alfabeto della Parrocchia 3: U come UOVO DI COLOMBO

A volte succede di trovarci di fronte a problemi che ci sembrano insolubili e poi con una trovata semplice viene trovata una soluzione. Ogni problema sembra facile, una volta risolto, ma occorre che ci sia un colpo di genio per proporre soluzioni apparentemente banali che invece si mostrano vincenti. E, come dire, la scoperta dell’acqua calda.

Quando una famiglia vive un problema che sembra senza soluzione, quando una parrocchia si interroga sulla propria missione e sulla costruzione della comunità, quando insomma ci troviamo di fronte a problemi che sembrano più grandi delle risorse a disposizione, occorrerebbe un lampo di genio per trovare una soluzione. Per scoprire alla fine che la soluzione è semplice e a volte perfino banale, come l’uovo di Colombo.

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L’alfabeto della Parrocchia 3: T come TERRITORIO

Il rapporto parrocchia-territorio è un tratto essenziale dell’identità, della vita e della missione della chiesa. La parrocchia da sempre rappresenta la “Chiesa visibile stabilita su tutta la terra”, come afferma il Concilio Vaticano II. Il legame con il territorio è dato dai confini geografici ma soprattutto dall’ambiente sociale e culturale dove la gente vive i momenti principali della sua esistenza: la famiglia, il lavoro, il tempo libero e le strutture istituzionali.

Nella storia la Chiesa ha sempre cercato di inserirsi nei diversi territori del mondo, ha sempre cercato di accogliere e di conoscere le forme culturali che ha incontrato, ha sempre cercato di mostrare vicinanza e solidarietà con la realtà che la circonda, offrendo ciò che le è più proprio: la forza viva del Vangelo e lo sforzo per la promozione umana.

Oggi i tratti che caratterizzano il territorio sono radicalmente cambiati: l’individualismo, la crescente mobilità, la tecnologia, il relativismo… sono tutti aspetti che hanno profondamente modificato il territorio in cui viviamo, frammentandolo e indebolendo il senso di appartenenza a favore di un anonimato sempre più diffuso.

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L’alfabeto della Parrocchia 3: S come STANCHEZZA

Molti sono i tipi di stanchezza e altrettante le cause per cui ci stanchiamo.

C’è una stanchezza fisica, dopo uno sforzo fisico, dopo il lavoro, le forze vengono meno e ci si deve fermare. Più avanza l’età e più ci si stanca, anche per poco. C’è poi una stanchezza morale, la spossatezza dell’animo, causata dalla tensione, dalle emozioni, dalle preoccupazioni. C’è una stanchezza dovuta alla perdita di interesse, a volte la stanchezza assomiglia alla perdita di fiducia, oppure alla delusione nei confronti di cose o persone o situazioni alla quali prima si era attaccati.

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L’alfabeto della Parrocchia 3: R come RIFLETTERE

Il tempo natalizio ci lascia un’immagine efficace di cosa voglia dire “riflettere”: è il personaggio chiave del presepio, Maria, che come dice l’evangelista Luca serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Riflettere vuol dire meditare per custodire, come in uno scrigno, tutto quello che ci capita.

Il libro sapienziale del Siracide a questo proposito, contiene una grande osservazione: La scienza del saggio cresce come un fiume in piena e il suo consiglio è come sorgente di vita. La mente dello stupido invece è come un vaso frantumato, non può conservare quello che impara (Sir. 21).

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L’alfabeto della Parrocchia 3: Q come QUALITÀ

Cosi definisce la parola qualità il dizionario: è la proprietà e il valore che caratterizza una persona, una cosa, un oggetto o una situazione, come specifico modo di essere, soprattutto in relazione a particolari aspetti e condizioni, attività, funzioni e utilizzazioni.

Spesso si avverte, in ogni ambito, la necessità di fare la “verifica di qualità”, della vita, dell’aria, dei prodotti, di un’azienda, della scuola…

Anche nella chiesa avremmo questa necessità: verificare se la nostra realtà ecclesiale si avvicina o no al modello ideale di chiesa. Questo modello è delineato in un versetto del libro degli Atti degli Apostoli che dice: i discepoli del Signore erano assidui nell’ascolto dell’insegnamento degli Apostoli, nella Frazione del pane, nelle preghiere e nell’amore fraterno.

Da più di duemila anni ogni parrocchia si riferisce a queste quattro assiduità per verificare la qualità della propria funzione: la proposta della catechesi, la celebrazione liturgica, la vita di preghiera e l’organizzazione della carità.

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