Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
23 aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: La voce del Pastore

È bello che ogni anno nella quarta domenica di Pasqua si celebri la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Infatti il Vangelo di questa domenica è sempre il testo del Buon Pastore che ci chiama a seguirlo, ascoltando la sua voce sicuri che Lui non solo ci guida ma dona la sua vita per noi.

Il messaggio di Papa Francesco per questa giornata di preghiera ci esorta innanzitutto a riscoprire come al centro della nostra vita ci sia la chiamata alla gioia che Dio ci rivolge: Non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina!.

L’atteggiamento di fondo, richiesto al gregge del Signore, è l’ascolto. Dio si fa sentire in modo discreto, senza imporsi e, dice il Papa, può capitare che la sua voce rimanga soffocata da tutto ciò che occupa la nostra mente e il nostro cuore.

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Pubblicato il
14 aprile 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Incredibile ma vero

 

La risurrezione è talmente straordinaria da apparire incredibile.

Ho trovato un passo di sant’Agostino che mi ha molto colpito: Tre sono le cose incredibili e tuttavia avvenute: è incredibile che Cristo sia risuscitato nella sua carne, è incredibile che il mondo abbia creduto ad una cosa tanto incredibile, è incredibile che pochi uomini, sconosciuti, inermi, senza cultura, abbiano potuto far credere con tanto successo al mondo, e in esso anche ai dotti, una cosa tanto incredibile!”.

Eppure il fatto della risurrezione continua ad interpellare gli uomini di ogni tempo tanto che, anche i cristiani più tiepidi e superficiali, non possono fare a meno di misurarsi con questo annuncio.

La Pasqua è il punto di appoggio di tutto il cristianesimo, è l’asse portante della fede cristiana. San Paolo afferma che se Cristo non fosse risorto la nostra fede sarebbe vana, vuota e inutile.

Ma cosa significa per noi oggi credere nella Pasqua? Cosa significa vivere la risurrezione?

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Pubblicato il
7 aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Con noi per sempre

Il tempo di Pasqua è il tempo dei Sacramenti. Prima di separarsi dai suoi discepoli Gesù ha voluto rispondere a questa domanda: «Come posso congedarmi da voi senza abbandonarvi mai? Gesù si congeda dai discepoli e li rassicura con la promessa di non abbandonarli mai, di essere sempre in mezzo a loro. Il modo di mantenere questa promessa è l’istituzione dei Sacramenti. Ci sono sette momenti esistenziali nella vita che accomunano tutti gli uomini e tutte le donne: La nascita, la  crescita, il nutrirsi, il peccato, l’ammalarsi, il servizio alla comunità e l’amore.

Ora Gesù collega per ogni evento della vita un segno sacramentale: il Battesimo alla nascita, la Cresima nella crescita, l’eucarestia per il nutrirsi, la Riconciliazione per il peccato, l’unzione nella malattia, l’Ordine per il servizio alla comunità e il Matrimonio per l’amore.

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Pubblicato il
31 marzo 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Alleluia

Dopo averlo taciuto per tutta la Quaresima, per il suo carattere festivo, la liturgia fa esplodere con forza il canto dell’Alleluia.

È una parola molto antica, di lingua ebraica e significa: lodiamo Dio. È una delle cinque parole ebraiche introdotte nella liturgia cristiana insieme a Amen, Osanna, Abbà e Maranathà.

Anticamente, nella liturgia, il canto dell’Alleluia era riservato alla sola celebrazione della Pasqua. Successivamente fu introdotto in tutte le messe domenicali e feriali e si canta prima della proclamazione del vangelo.

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Pubblicato il
24 marzo 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Quaresima: Passione

Ci siamo: entriamo nei giorni santi della settimana più importante per la vita dei cristiani. È la settimana della Passione di Gesù.

La parola passione deriva dal latino e significa patire. Indica innanzitutto la sofferenza fisica e in particolare la sofferenza del martirio. La Passione di Gesù, scritta con la lettera maiuscola, è il racconto della crocifissione di Gesù e di tutte le sofferenze che l’hanno preceduta.

La passione indica anche la sofferenza spirituale, il dolore morale. Indica l’afflizione causata da una pena. Nel linguaggio popolare la passione è un sentimento forte di attaccamento, di amore, di donazione: ho una gran passione nel cuore, sei l’unica passione della mia vita…

Così ognuno ha le sue passioni, cioè i suoi sentimenti, i suoi amori.

Se è vero che non si può vivere senza passione è altrettanto vero che spesso ci ritroviamo ad avere passioni che non riusciamo a controllare e da cui si diventa dipendenti.

Il contrario della passione è la freddezza, distacco, indifferenza, l’insensibilità.

Gesù vive la passione non solo nel momento culminante della sua vicenda terrena, come leggiamo con devota attenzione in questi giorni, ma ogni sua parola e ogni suo gesto sono rivelatori della febbre d’amore che lo anima.

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Pubblicato il
17 marzo 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Quaresima: Morire

Se il chicco di grano non muore… Avvicinandoci alla Pasqua siamo accompagnati nel cuore del mistero di Gesù: il suo totale annientamento. L’immagine del chicco, che Gesù usa per rappresentare il suo mistero, ci comunica la prodigiosa vitalità del morire per amore. Gesù è il seme di vita sepolto nella terra.

Gesù è un esperto di morte e all’ora della morte si prepara con molteplici esercizi di morte, che si chiamano servizio, dono, apertura, accoglienza, perdono… Per Gesù amare significa servire e servire è scomparire nella vita degli altri: morire per vivere.

Questa è la soglia vertiginosa del Vangelo: Gesù vince perdendo, moltiplica la vita morendo. La gloria di Cristo sta proprio nel momento più basso del suo annientamento sulla croce, la sua morte. È morendo che si vive davvero, come dice nella sua preghiera san Francesco.

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