Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
7 Dicembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: N come NEWSLETTER

Per un paio di incontri il Consiglio Pastorale della Comunità parrocchiale si è confrontato sul tema dell’informazione nella parrocchia. Molti sono stati gli spunti di analisi e di riflessione.

Una breve sintesi del verbale del Consiglio introduce una nuova proposta.

“Lo spirito che anima l’informazione è quello della carità, del servizio nei confronti dell’altro. L’informazione viene messa a disposizione della comunità, affinché possa diventare formazione alla vita cristiana e comunitaria. I sistemi di comunicazione sono diversi proprio perché è variegata la platea di coloro che si vogliono raggiungere. Diversa è la cultura l’età, l’interesse sono tutte variabili che vanno tenute in considerazione nella ricerca e nell’utilizzo dei sistemi di comunicazione. La quantità di informazioni che riceviamo quotidianamente, è soffocante e non consente, spesso di riuscire a discernere l’informazione che ci interessa o di eliminare ciò che invece potrebbe interessarci. Di certo non si può più accettare che si dica di non aver letto e quindi di non sapere. Paradossalmente è aumentata la quantità delle informazioni a disposizione ma non si conoscono gli accadimenti, le riunioni gli eventi e gli appuntamenti della parrocchia. Durante il confronto è stato evidenziato lo strumento della Newsletter come la novità che può essere aggiunta agli altri strumenti di comunicazione”.

La newsletter (che in italiano significa semplicemente bollettino) è un aggiornamento informativo periodico che una comunità invia ai propri membri riguardo alle proprie attività.

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Pubblicato il
30 Novembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: M come MIRACOLO

“Il miracolo, afferma don Luigi Giussani, è la realtà umana vissuta quotidianamente, senza enfasi eccezionali, senza necessità di eccezioni, senza fortune particolari, è la realtà del mangiare, del bere, del vegliare e del dormire investita dalla coscienza di una Presenza che ha i suoi terminali in mani che si toccano, in facce che si vedono, in un perdono da dare, in soldi da distribuire, in una fatica da compiere, in un lavoro da accettare.”

C’è un’espressione attribuita ad Albert Einstein semplicemente formidabile: “Ci sono due modi di vedere la vita: uno crede che i miracoli non esistano, l’altro è credere che tutto è un miracolo”.

La parola miracolo letteralmente significa cosa meravigliosa e deriva dal verbo latino mirari, ammirare, meravigliarsi appunto. Miracolo è dunque qualsiasi fatto che suscita meraviglia, sorpresa, in quanto supera i limiti normali della razionalità umana.

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Pubblicato il
25 Novembre 2019
in Comunità in rete, Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Convivenza ado 4-5 Novembre 2019 Cittadini del Mondo

Per me la convivenza è una delle tappe più belle e fondamentali del percorso adolescenti. Questa parola è ricca di significati perché convivenza vuol dire stare insieme, divertirsi , legare sempre di più con gli amici, condividere idee e pensieri ma altrettanto comporta fatica e sacrifici. Esempio banale : alzarsi alle sei di mattina è abbastanza pesante considerato che la sera si va a letto tardi ma ogni tanto è bello cogliere il lato positivo delle cose ovvero quello di essere in compagnia dei propri amici. Al termine di questa esperienza posso però dire che vivere una settimana con queste piccole difficoltà ne è valsa davvero la pena

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Pubblicato il
24 Novembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: L come LACRIME

Un giorno Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Tu non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”. Anche Gesù ha versato lacrime, ha pianto per il dolore di non essere stato accolto e compreso.

Nel 2015 don Luca Saraceno ha pubblicato il volume intitolato: “La saggezza delle lacrime”, un testo nel quale si mette in evidenza quello che l’autore chiama il Magistero delle lacrime di papa Francesco: nei discorsi, messaggi, omelie, lettere, meditazioni quotidiane, angelus, moltissimi sono i riferimenti del papa alla funzione purificatrice del pianto. Il pianto è, sempre e comunque, il linguaggio non verbale di un cuore traboccante non solo di preoccupazione, impotenza e dolore ma anche, e soprattutto di amore, di fiducia e di tenerezza.

Tutti gli uomini naturalmente piangono ma il saper piangere è grazia che appartiene solo a pochi: unicamente ai cuori ricchi di compassione, sensibili alle tragedie e alle esigenze della storia e in ardente e fedele ascolto della parola di Dio.

Nel magistero del Papa è possibile individuare una specie di “settenario delle lacrime”, sette tipi di pianto.

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Pubblicato il
16 Novembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: I come INSEGNARE

Secondo la teologia cattolica la chiesa nel mondo compie la missione ricevuta da Cristo e tale missione è ordinata dalle tre funzioni (tria munera) con cui Gesù stesso ha reso la chiesa capace di prolungare la sua opera.

Le tre funzioni sono: il munus docendi (la funzione di insegnare), il munus sanctificandi (la funzione di santificare) e il munus regendi (la funzione di governare). La chiesa nel mondo insegna, santifica e governa in quanto partecipa alla missione che Gesù le ha affidato.

Ci soffermiamo sul compito di insegnare. Cosa significa oggi che la chiesa insegna? Il punto di partenza è costituito dall’imperativo di Gesù: Andate nel mondo intero e predicate il Vangelo ad ogni creatura.

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Pubblicato il
11 Novembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: H come HUMUS

Letteralmente l’humus è una sostanza del terreno, un miscuglio di sostanze organiche provenienti dalla decomposizione di resti animali e vegetali. È un concentrato di sostanze nutritive per il terreno. La parola humus deriva dal latino e significa “terra”. È anche la stessa parola da cui deriva il termine “umiltà”. Quando l’humus si forma va a integrarsi perfettamente nella struttura del terreno fino a integrarsi contribuendo ad un miglioramento qualitativo del terreno stesso.

In senso figurato si parla di humus intendendo il composto di fattori sociali, spirituali, culturali che promuovono, favoriscono o condizionano il sorgere di determinate situazioni.

Ciascuno di noi è quello che è grazie all’humus in cui è cresciuto. Dice giustamente il saggista Will Tuttle: “Ogni mela rappresenta molto di più! Mangiandola, mangiamo la pioggia, le nuvole, tutti gli alberi che hanno portato alla nascita della pianta da cui è spuntata, nonché le lacrime, il sudore, i corpi e i respiri delle innumerevoli generazioni di animali, piante e persone che, a loro volta, sono diventati la pioggia, l’humus e il vento che hanno nutrito il melo. Quando riflettiamo su una mela, vediamo l’universo intero”.

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