Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
27 Febbraio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Kintsugi

Quando un oggetto di valore, un vaso, una ceramica, cade e si rompe frantumandosi in tanti pezzi, non resta che raccogliere i cocci e gettarli nella pattumiera. Più l’oggetto vale e più e acuto il dispiacere. Un oggetto rotto è inservibile.

Pensavo a questa evidente verità riflettendo sugli effetti della pandemia dalla quale pare fatichiamo ad uscire.

Quante cose si sotto rotte con la pandemia: si e rotta la vita sociale, la comunità, si e rotta la frequentazione normale di tanti luoghi e di tante attività, si è rotta la sicurezza della vita e si sono rotti tanti rapporti. Sorge spontanea la domanda: cosa ne faremo dei cocci?

Sembra assodato, perché ne abbiamo molte dimostrazioni, che non è vero che saremo migliori di prima. Siamo come un vaso rotto, siamo come un corpo ferito e inerme di fronte alla sofferenza e al pessimismo.

Eppure, nemmeno di fronte alle rotture più catastrofiche, come cristiani, non possiamo pensare che il futuro non sia buono.

Così scopro il valore metaforico del Kintsugi. Leggo un articolo su una rivista e rimango letteralmente illuminato.

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Pubblicato il
22 Febbraio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Gesù non lasciarmi solo

Cercavo un’immagine che mi aiutasse ad entrare nella Quaresima e mi facesse vibrare il cuore. Sfogliando il libro su Michelangelo mi è comparsa davanti agli occhi la sua ultima opera, quasi il suo testamento spirituale. Prossimo alla morte decide di comprare un enorme masso di marmo e di lavorare, per se stesso, al suo ultimo capolavoro, senza nessuna commissione, per se stesso appunto.

Lo esegue in due tempi. Inizia a scolpire nel 1553 e la rielabora fino a pochi giorni prima di morire, nel 1564, quando aveva 89 anni. Il suo desiderio era di scolpire un’opera da collocare sulla sua tomba. Decide di sceglier come soggetto: l’abbraccio di Gesù morto e di Maria che lo sostiene da dietro.

La scultura venne trovata dopo la sua morte e fu descritta dal suo biografo con queste parole: “Statua  principiata per un Cristo ed un’altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite”.

Solamente nel 1952 la “Pietà Rondanini” fu acquistata dal Comune di Milano e collocata nel museo del Castello Sforzesco.

Sappiamo come per Michelangelo la scultura fosse l’arte “togliere” dalla pietra per svelare il segreto che lui intuiva fosse dentro la materia.

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Pubblicato il
13 Febbraio 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Una stagione per provare

Tra pochi giorni iniziamo il tempo della Quaresima. Il rito dell’Imposizioni delle Ceneri benedette apre le settimane che ci conducono a celebrare la passione, morte e risurrezione di Cristo.

Troppo a lungo si è creduto che il tempo quaresimale, a causa del Mercoledì delle Ceneri e delle diverse proposte di privazione, fosse un tempo caratterizzato dall’aridità del cuore e dalla tristezza.

È vero il contrario: al centro della quaresima non stanno i nostri propositi e i nostri fioretti. I Vangeli che ascolteremo quotidianamente in quaresima mettono invece al centro la luminosa figura di Gesù con tutta la bontà del suo cuore. Egli prova tenerezza per tutti, una tenerezza che noi siamo chiamati a sperimentare. La conversione a cui siamo chiamati non si riferisce alle scelte dietetiche per stare semplicemente bene nel corpo, bensì alla scelta fondamentale di avvicinarci a Gesù per conoscere il suo amore che lo porta alla croce e al sepolcro per salvare la nostra vita.

La quaresima è una stagione per “provare”. Questo verbo lo si usa per parlare di tante cose.

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