Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
29 Novembre 2021
in Il Gruppo Sportivo, Presentazione del Gruppo Sportivo, Primo piano, Proposte per tutti

Calcio Sociale O.S.G. a.s.d.

COSA E’ : Una squadra di calcio a 5 mista ragazzi e ragazze con disabilità
OBIETTIVI: Importanza e valori dell’ integrazione, dello sport con le sue regole, collaborazione e conoscenza di squadra.
AFFILIAZIONE: CSI Bergamo
GIORNO E LUOGO: Martedì dalle 14.30 alle 16.00. All’ Oratorio San Giuseppe Dalmine.
PERIODO: Da Dicembre 2021 a Maggio 2022.
ISCRIZIONE O INFORMAZIONI: Tutti i Giovedì in segreteria presso l’oratorio alle 16.30 alle 18.30.

Pubblicato il
27 Novembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Precarietà e preghiera

Tra i tanti termini utilizzati in questo periodo, emerge la parola “precarietà”.  Con questo termine si indica prevalentemente la carenza di occupazione lavorativa ma anche, in senso più esteso, per nominare una situazione di incertezza e instabilità.

La precarietà è quella condizione propria di chi sa di non essere sempre e totalmente autosufficiente. Precario significa incerto, non sicuro, che è soggetto a subire, da un momento all’altro, un cambiamento.

Precaria è la condizione umana perché è provvisoria ed incerta, perché non ha molte garanzie di stabilità o di continuità. Vivere significa essere legati ad un contratto a termine.

Ma quale è l’etimologia del vocabolo “precario”? Deriva dal verbo latino «prex, precis» che letteralmente significa «pregare, supplicare».

Dunque la situazione “precaria” è la condizione propria in cui si trova colui che prega.

Il tempo di precarietà deve essere innanzitutto tempo di preghiera, cioè di abbandono fiducioso nelle mani di Dio.

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Pubblicato il
26 Novembre 2021
in Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Campo invernale ADO a Lizzola 7-8-9 Gennaio 2022

CAMPO INVERNALE PER ADOLESCENTI
DOVE? A Valbondione, Lizzola – Garni Anna
QUANDO? partenza il 7 mattina alle ore 8.00 e ritorno il giorno 9 Gennaio
per le ore 17.00.
COSTO: 150 euro, compreso di tutto.
ATTIVITA’: Ludiche, formative e spirituali..
Attività sulla NEVE!!!!!
Per chi volesse una mattina è previsto lo sci.

Pubblicato il
20 Novembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Possiamo pensarci senza Dio?

L’avvicinarsi del Natale ripresenta il mistero della nostra umanità che pare possa vivere bene anche senza Dio. Il Verbo si è fatto carne e i suoi non l’hanno accolto. Non l’hanno accolto. Perché non l’hanno accolto? Per gli stessi motivi per cui oggi continuiamo a non accoglierlo. Non lo accogliamo perché ci è scomodo, perché ci richiede di fargli spazio, di cambiare. Non lo accogliamo perché poco alla volta abbiamo imparato a vivere senza di Lui. Non lo accogliamo perché siamo praticamente indifferenti a Lui,  alla sua presenza e alla sua Parola.

Esattamente come dice il cantautore Giovanni Lindo Ferretti: “Le città possono pensarsi senza Dio o anche contro Dio, per le montagne è più difficile. Persino un pensiero ateo si colora di sfumature mistiche e religiose”.

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Pubblicato il
13 Novembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

Io sono il capitano della mia anima

A volte la resistenza è proprio una virtù indispensabile. Penso a chi vive da anni una malattia inguaribile, a chi si trova oppresso dalla violenza, a chi si sente perseguitato da ogni forma di ostilità. A chi deve sopportare fatiche più gravi delle proprie forze. Penso a chi sta vivendo momenti cupi e di disorientamento.

Ho letto una poesia che contiene una forza impressionante. Una poesia che, senza essere eretico l’avrebbe potuta scrivere Cristo stesso o comunque tutti i cristi che hanno una vita di stenti.

Si tratta di una poesia scritta da William Ernst Henley, un poeta inglese nato nel 1848 e morto a 55 anni nel 1903. La sua è una storia di sofferenza: a 12 anni si ammala gravemente di tubercolosi che gli costò l’amputazione di una gamba.

Di lui un suo carissimo amico scrive che era “un grosso, sanguigno individuo dalle spalle larghe con una gran barba rossa e una stampella; gioviale, sorprendentemente arguto e con una risata che scrosciava come musica; aveva una vitalità e una passione inimmaginabili; era assolutamente travolgente”.

Nonostante la malattia non gli diede tregua nemmeno per un istante aveva una forza d’animo e una capacità di resistenza incredibili. Nel letto dell’ospedale scisse questa poesia che è senz’altro la più conosciuta tra le sue opere. Henley invece di affliggersi reagisce con coraggio e con speranza, non si dispera per ciò che ha perso e lungo il suo calvario quotidiano continua a guardare avanti e decide di non lasciare a niente e a nessuno, se non a lui stesso, il controllo della sua vita: io sono il capitano della mia anima!

La poesia si intitola “Invictus” che significa “non vinto”.

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Pubblicato il
10 Novembre 2021
in Il Gruppo Adolescenti, Primo piano

Giornata dell’ Adolescente e Passaggio della III media.

La giornata dell’adolescente, che oggi per la prima volta festeggiamo ed istituiamo, ci vede tutti
protagonisti. All’interno di questa festa però ritroviamo il rito di passaggio dei ragazzi di terza media che
lasciano il percorso del catechismo che ha caratterizzato la loro infanzia per entrare nel percorso
adolescenti. Noi adolescenti più grandi ancora ci ricordiamo di quando 5 anni fa fummo i protagonisti di
questa festa e come fratelli maggiori oggi vogliamo dire loro ciò che in questi anni abbiamo scoperto e ci auguriamo scoprano a loro volta.
“Abbiamo imparato che la presenza della famiglia non è così ingombrante come potrebbe sembrare. Oggi consideriamo i nostri genitori dei punti di riferimento a cui chiedere consiglio e dei pari con cui instaurare un rapporto di fiducia e di dialogo costruttivo”.
“Abbiamo imparato che l’amicizia è fondamentale. Abbiamo costruito molti rapporti profondi e duraturi ma anche altrettanti superficiali che, purtroppo, abbiamo perso per strada. Tuttavia, ognuna di queste persone è stata preziosa per la nostra crescita”.
“Abbiamo imparato a ponderare le nostre scelte e ad affrontare le decisioni con responsabilità. Sono
proprio queste che, infatti, andranno a determinare il nostro futuro, chi saremo e cosa faremo.”
“Abbiamo imparato a conoscerci e ad accettarci nei nostri punti di forza ma anche nei nostri limiti e nelle
nostre fragilità. È importante, infatti, stare bene con sé stessi per poterci aprire agli altri.”
“Abbiamo imparato a dare un valore alle nostre emozioni, a non rifiutarle ma a dargli un nome. Anche il
dolore fa parte del percorso ma è proprio riconoscendolo che può diventare un motore di crescita
personale.”
“Abbiamo imparato che da soli si può stare bene ma che non possiamo stare sempre da soli. Il giudizio degli altri è sempre lì ad attenderci ma non deve essere motivo di turbamento bensì motivo per mettersi in discussione senza lasciarci sopraffare.”
“Abbiamo imparato molte cose ma non vediamo l’ora di vivere la vita che ci aspetta e di impararne altre
ancora!”

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Pubblicato il
6 Novembre 2021
in Storie di fede e Riflessioni

La legge della vita

La nostra comunità vive la giornata degli adolescenti con il rito di passaggio per i ragazzi di terza media. È un momento importante per tutti perché vorremmo considerare questa età della vita con molta cura, un’età delicata, fragile ma carica di molta vitalità.

L’Oratorio giustamente investe molte energie nell’accompagnare gli adolescenti, non solo nell’incontro settimanale con un programma idoneo all’età dei ragazzi con proposte e attività appropriate, ma anche nell’accoglierli durante i tempi informali: lo sport, il cortile, la sala giochi. Certo potremmo fare molto di più se le forze del volontariato fossero maggiori. Tuttavia tanti sono gli adolescenti che frequentano l’Oratorio come punto di riferimento.

Il “Rito di passaggio” per i ragazzi di terza media è pensato proprio per sottolineare la disponibilità della comunità a condurre i ragazzi, dopo la Cresima, al termine del cammino di iniziazione cristiana affinché si sentano a casa nell’Oratorio e siano costantemente provocati a cercare risposte alle domande fondamentali della loro crescita. D’altronde affrontare, in compagnia di coetanei e con la guida di animatori appassionati e preparati, la stagione dell’adolescenza significa avere la possibilità di confrontarsi su molti aspetti umani e cristiani della vita.

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