Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
20 maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Consolatore

 

Per me una delle definizioni più belle dello Spirito Santo ce la regala proprio Gesù, quando congedandosi dai suoi discepoli, nel cosiddetto discorso di addio, durante l’ultima cena afferma: “Non vi lascerò orfani vi manderò un altro Consolatore, lo Spirito Santo”.

Consolare è un verbo bellissimo, dai mille aspetti: significa confortare una persona, recare sollievo a chi soffre, lenire il dolore, ma anche rallegrare, ricreare, ristorare…

Che lo Spirito Santo sia chiamato così proprio da Gesù è molto rassicurante perché noi per conto nostro nemmeno sapremmo cosa sia lo Spirito Santo, il Grande sconosciuto, come lo chiama sant’Agostino.

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Pubblicato il
12 maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il cielo, le orme e la mamma

L’Ascensione del Signore è la festa della sintesi: tiene insieme gli estremi: la conclusione ed il nuovo inizio, la terra e il cielo, la presenza e l’assenza, restare e andare, la chiamata e la missione, la dispersione e la comunione. È la festa in cui i poli opposti si uniscono.

Per rappresentare questa verità e per rendere vivo questo annuncio in cima al Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, c’è la chiesa dell’Ascensione anticamente realizzata con profonda sapienza. Attualmente è una piccola edicola che si trovava all’interno dell’antica chiesa crociata. Dal 1187 fu anch’essa trasformata in moschea.

In origine la chiesa aveva una cupola a cielo aperto, non esisteva il tetto, per contemplare il luogo in cui Gesù salì al cielo.

Il cielo è l’infinito verso cui ogni uomo alza gli occhi quando vuole lasciare spazio alla speranza, al desiderio di felicità che sente nel proprio intimo, quando tocca con mano che ciò che ha intorno a sé non gli basta.

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Pubblicato il
5 maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Sacramento dell’addio?!

La Cresima è un sacramento fondamentale, anche se apparentemente sembra un sacramento “minore”. È il sacramento che conclude il percorso di Iniziazione cristiana dei nostri ragazzi.

Qualcuno ironicamente ha affermato che la Cresima si chiama anche “sacramento dell’addio”, perché dopo non si va più in chiesa.

Invece questo è il sacramento che completa il percorso del diventare cristiani, anzi che ci rende perfetti cristiani. La Cresima si chiama anche “Confermazione”: conferma e rafforza la grazia che abbiamo ricevuto nel Battesimo, con la differenza che a ripetere le promesse fatte a suo tempo dai  genitori questa volta sono i cresimandi in prima persona a rinnovare la propria fede.

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Pubblicato il
28 aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il giorno più bello della vita

Dopo 46 anni lo ricordo ancora molto bene il giorno della mia prima Comunione. E ricordo che il mio vecchio parroco ci aveva detto due cose che non ho mai dimenticato. Prima di tutto ci ha detto: Questo sarà il giorno più bello della vostra vita. Non so dire se ha avuto ragione. Qual è il giorno più bello della vita? E poi ci ha detto un’altra cosa: Che la comunione di oggi sia migliore di quella di ieri e sia peggiore di quella di domani. Un augurio che non si capisce subito, da leggere più volte per capirlo. Oggi quando arriva il giorno della prima Comunione a me vengono alcune domande.

Innanzitutto mi chiedo: ma ne vale la pena? Che senso ha questa festa che per molti ha il sapore di una sceneggiata? Tranne qualche eccezione è una giornata di grande distrazione e di enorme dispersione. I bambini sono condotti a preoccuparsi di tanti aspetti che poco centrano con il dramma che si consuma nel cenacolo. Ma poi: ne vale la pena enfatizzare una dimensione alla quale poi, lo sappiamo, si fa una gran fatica a dare continuità?

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Pubblicato il
23 aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: La voce del Pastore

È bello che ogni anno nella quarta domenica di Pasqua si celebri la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Infatti il Vangelo di questa domenica è sempre il testo del Buon Pastore che ci chiama a seguirlo, ascoltando la sua voce sicuri che Lui non solo ci guida ma dona la sua vita per noi.

Il messaggio di Papa Francesco per questa giornata di preghiera ci esorta innanzitutto a riscoprire come al centro della nostra vita ci sia la chiamata alla gioia che Dio ci rivolge: Non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina!.

L’atteggiamento di fondo, richiesto al gregge del Signore, è l’ascolto. Dio si fa sentire in modo discreto, senza imporsi e, dice il Papa, può capitare che la sua voce rimanga soffocata da tutto ciò che occupa la nostra mente e il nostro cuore.

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Pubblicato il
14 aprile 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Incredibile ma vero

 

La risurrezione è talmente straordinaria da apparire incredibile.

Ho trovato un passo di sant’Agostino che mi ha molto colpito: Tre sono le cose incredibili e tuttavia avvenute: è incredibile che Cristo sia risuscitato nella sua carne, è incredibile che il mondo abbia creduto ad una cosa tanto incredibile, è incredibile che pochi uomini, sconosciuti, inermi, senza cultura, abbiano potuto far credere con tanto successo al mondo, e in esso anche ai dotti, una cosa tanto incredibile!”.

Eppure il fatto della risurrezione continua ad interpellare gli uomini di ogni tempo tanto che, anche i cristiani più tiepidi e superficiali, non possono fare a meno di misurarsi con questo annuncio.

La Pasqua è il punto di appoggio di tutto il cristianesimo, è l’asse portante della fede cristiana. San Paolo afferma che se Cristo non fosse risorto la nostra fede sarebbe vana, vuota e inutile.

Ma cosa significa per noi oggi credere nella Pasqua? Cosa significa vivere la risurrezione?

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Pubblicato il
7 aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Con noi per sempre

Il tempo di Pasqua è il tempo dei Sacramenti. Prima di separarsi dai suoi discepoli Gesù ha voluto rispondere a questa domanda: «Come posso congedarmi da voi senza abbandonarvi mai? Gesù si congeda dai discepoli e li rassicura con la promessa di non abbandonarli mai, di essere sempre in mezzo a loro. Il modo di mantenere questa promessa è l’istituzione dei Sacramenti. Ci sono sette momenti esistenziali nella vita che accomunano tutti gli uomini e tutte le donne: La nascita, la  crescita, il nutrirsi, il peccato, l’ammalarsi, il servizio alla comunità e l’amore.

Ora Gesù collega per ogni evento della vita un segno sacramentale: il Battesimo alla nascita, la Cresima nella crescita, l’eucarestia per il nutrirsi, la Riconciliazione per il peccato, l’unzione nella malattia, l’Ordine per il servizio alla comunità e il Matrimonio per l’amore.

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