Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
4 Luglio 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Il “Cristo di San Juan de la Cruz” di Salvador Dalì: un’opera per entrare nel mondo di Dio

Pur essendo probabilmente il più spettacolare dipinto a carattere religioso di Dalì, l’idea di dipingere il Crocifisso “dal punto di vista di Dio” proviene da un piccolo disegno di uno dei più grandi mistici del cristianesimo, san Giovanni della Croce, autore dell’opera: “la salita del Monte Carmelo”.

La grandezza mistica e artistica del disegno di San Giovanni della Croce ha colpito Salvador Dalí, che nel 1951 ha dipinto il quadro, noto a livello mondiale, che Dalì ha voluto proprio intitolare: Cristo di San Giovanni della Croce.

Il disegno di Dalì è ovviamente più famoso di quello di san Giovanni della Croce, ma la genialità del mistico spagnolo del 1500 nasce dalla meditazione e dalla preghiera.

Nel suo libro mette in bocca a Dio la risposta a coloro che cercano sempre segni e rivelazioni mistiche: Dio Padre dice: “Ho già detto tutto nella mia Parola, Gesù. Cosa ti posso rispondere o rivelare ora che sia più di questo? Poni gli occhi solo in Lui, perché in Lui ti ho detto e rivelato tutto, e troverai in Lui ancor più di quello che chiedi e desideri… Se volessi che ti dicessi qualche parola di consolazione, guarda mio Figlio, soggetto a me, assoggettato al mio amore e afflitto, e vedrai quante te ne dirà” (Salita al Monte Carmelo 22, 5-6).

Dalì non era un uomo religioso, ma “Il Cristo crocifisso” suscita in chi osserva questo dipinto una profonda emozione.

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Pubblicato il
3 Luglio 2020
in Calcio, Comunità in rete, Pallacanestro, Pallavolo, Presentazione del Gruppo Sportivo, Primo piano

Attività sportiva Oratorio San Giuseppe a.s.d. 2020/21

Attenzione: Sono aperte le preiscrizioni alle nostre attività sportive.
Le quote potranno subire variazioni in base alla data di inizio dell’attività sportiva.
L’inizio degli allenamenti delle varie attività verrà definito sulla base delle indicazioni delle autorità competenti.
Noi siamo pronti a partire! Vi aspettiamo, speriamo il più presto possibile…

Clicca sull’immagine e si apre il libretto in pdf.

 

Pubblicato il
27 Giugno 2020
in Storie di fede e Riflessioni

Il cimitero delle utopie

Il termine “utopia” mi ha sempre molto intrigato. È un termine che viene plasmato in lingua greca e più o meno significa: “luogo che non esiste”. È un termine che lungo la storia si sviluppa in particolare nella riflessione politica e sociale. In particolare c’è un autore, san Tommaso Moro, che nel 1516 pubblica il romanzo intitolato “Utopia”. Il romanzo fantastico si ambienta su un’isola, chiamata appunto Utopia, che fu conquistata da Utopo che le diede il nome. L’isola comprende 54 città collocate tutte alla stessa distanza tra loro e sono uguali tra loro per lingua, usanze, istituzioni e leggi. Tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e gli stessi privilegi. Non esiste proprietà privata e tutto viene messo in comune. Sull’isola non esistono le due opposte minacce che solitamente inquinano la vita degli uomini: il lusso e la miseria.

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Pubblicato il
21 Giugno 2020
in Storie di fede e Riflessioni

La preghiera della serenità

In questi giorni mi hanno lautamente nutrito l’anima due espressioni nelle quali mi sono felicemente imbattuto.

La prima è: “Nella pienezza dell’io Dio attende, nel vuoto dell’io Dio agisce”. Federico De Rosa, giovane scrittore disturbato dall’autismo, ragazzo profondo e di squisita fede, ci comunica questa frase in un videochiamata con i giovani dell’Oratorio. Avevamo avuto, anni fa, la gioia di incontrarlo qui a Dalmine con il suo fantastico papà Oreste. Questa frase l’ha suggerita al suo parroco a Roma ed è stata scelta come cammino della Quaresima appena passata.

Togliere le frasi dal loro contesto può essere deleterio per la frase stessa, ascoltare una testimonianza ed estrapolare alcune parole non ha lo stesso effetto che produce nel contesto di un incontro.

Ma questa frase, anche da sola, la ritengo davvero straripante di saggezza e di fede.

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Pubblicato il
13 Giugno 2020
in Storie di fede e Riflessioni

La solennità del Corpus Domini “Non ci posso credere”

Ma dai, sinceramente, come fai a pensare che in un po’ di pane e in un sorso di vino sia presente il Signore? Non ci posso credere!

Eppure ha fatto tutto il percorso del catechismo e il gruppo con gli adolescenti. Per alcuni anni aveva anche accompagnato i bambini del catechismo e si impegnava davvero all’oratorio appena c’era bisogno di una mano.

Quella sera al telefono, durante la pandemia, appena prima di Pasqua, Marta, figlia di un mio carissimo amico d’infanzia, mi dice con aria di sufficienza e con il tono di chi finalmente si è liberato di una pesante zavorra: non ci posso credere! Alcuni mesi prima durante una cena Marta, 22 anni, aveva fatto scivolare il discorso sull’Eucarestia, come risposta alle rassegnate parole dei suoi genitori. Io credo in Dio, diceva, e mi impegno anche molto per aiutare chi ha bisogno. Ma non chiedermi di andare a Messa, non riesco ad incontrare il Signore in un rito freddo, sempre uguale e rigido. E poi non so cogliere la gioia di un’assemblea riunita passivamente, che non canta, non sorride, non si saluta.

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Pubblicato il
12 Giugno 2020
in Storie di fede e Riflessioni

E se fosse per sempre…

Sarà un’estate dura e faticosa. Penso soprattutto ai ragazzi e agli adolescenti, ma anche a chi ha tanto tempo libero. Era il 20 Marzo e mentre mi stavo cucinando una pastasciutta passavano alla radio una canzone che ripeteva: “E se fosse per sempre..”.

Mi è venuto subito da pensare e da scrivere cosa sarebbe la vita se fosse sempre così? Tutti in casa con molto tempo libero, tutti a riscoprire le cose che contano, l’essenziale. Personalmente mi sono ritrovato ad avere il tempo per ciò che rimandavo sempre e per ciò che mi piaceva di più e non avevo mai il tempo di fare, leggere, meditare, pregare…

Poi, il passaggio di giorni sempre uguali, mi chiedevo: ma come vivono le persone questi giorni? Chissà che noia! Se fosse sempre così, chissà quanta gente tirava a campare senza trovare un senso, una passione, qualcosa che riempisse di gioia le giornate interminabili del lockdown.

Così quel giorno ho approfondito una riflessione sulla noia.

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