Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
9 Giugno 2018
in Il CRE, il CRI, Proposte per i bambini, Proposte per i giovani, Proposte per i ragazzi

ALLOPERA

Lunedì 11 Giugno iniziano all’oratorio cinque settimane di bellezza. Giorni intensi per i nostri ragazzi. Giorni nei quali si realizza il volto vivace della comunità: bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e adulti volontari condividono la stessa passione dello stare insieme nella gioia.

Una coordinatrice si rivolge ai ragazzi con questa simpatica lettera:

“Caro Ciccio, ti ricordi di me? Come la scorsa estate sono sempre io a scriverti un pensiero a proposito del Cre.

Ti scrivo ora che il Cre non è ancora iniziato, ora che sono qui “nel mio lettino comodo” al termine di un’altra giornata intensa, ora che stiamo preparando tutti i colori e allestendo la tela su cui realizzeremo un nuovo capolavoro. Mancano solo pochi giorni e l’oratorio è già in fermento: siamo tutti ALL’OPERA per preparare un Cre che sia per te uno spettacolo inedito, una nuova meraviglia ma speriamo sempre un grande successo.

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Pubblicato il
2 Giugno 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Il Corpo del Signore

È la Festa dell’Eucarestia, il Pane Bianco nel quale si nasconde la presenza reale di Gesù. È la festa del tabernacolo che, come diceva Madre Teresa di Calcutta, ci garantisce che Gesù “ha piantato la sua tenda” in mezzo a noi. In questa Festa vengono evidenziati due aspetti: la Comunione e l’Adorazione.

Ci lasciamo aiutare dalla testimonianza del Santo Curato d’Ars, il santo sacerdote, patrono dei parroci, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Egli attingeva la sua carità pastorale dall’inesauribile fonte dell’Eucaristia. Ai suoi parrocchiani diceva: “Non dire che non ne sei degno. È vero, non ne sei degno, ma ne hai bisogno”.

Noi non ci comunichiamo perché siamo perfetti o migliori di altri. No, lo facciamo proprio perché ne abbiamo bisogno, perché senza Eucarestia ci manca la forza per vivere.

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Pubblicato il
21 Maggio 2018
in Oratorio in Festa

Sottoscrizione a premi Oratorio in Festa 2018

ELENCO NUMERI ESTRATTI IL 20/5/2018

2749 1° BUONO SPESA ESSELUNGA del valore di € 500
3580 2° Robot da cucina planetaria impastatrice Tefal
4579 3° TV 24” Telefunken
4710 4° BORSA “COCCINELLE”
3487 5° ROBOT DA CUCINA DOUBLE FORCE MOULINEX
2254 6° BISTECCHIERA GRILL ROWENTA
3405 7° MACCHINA DEL PANE MOULINEX
1097 8° ASPIRAPOLVERE A TRAINO ROWENTA
2013 9° BICICLETTA DA DONNA
4000 10° MASSAGGIO CORPO
3211 11° PREMIO MINORE
2271 12° PREMIO MINORE
4535 13° PREMIO MINORE
2663 14° PREMIO MINORE
4259 15° PREMIO MINORE
2233 16° PREMIO MINORE
3727 17° PREMIO MINORE
2541 18° PREMIO MINORE
3829 19° PREMIO MINORE
2238 20° PREMIO MINORE
ritiro premi entro il 31/5/2018 in segreteria Oratorio

 

Pubblicato il
20 Maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Consolatore

 

Per me una delle definizioni più belle dello Spirito Santo ce la regala proprio Gesù, quando congedandosi dai suoi discepoli, nel cosiddetto discorso di addio, durante l’ultima cena afferma: “Non vi lascerò orfani vi manderò un altro Consolatore, lo Spirito Santo”.

Consolare è un verbo bellissimo, dai mille aspetti: significa confortare una persona, recare sollievo a chi soffre, lenire il dolore, ma anche rallegrare, ricreare, ristorare…

Che lo Spirito Santo sia chiamato così proprio da Gesù è molto rassicurante perché noi per conto nostro nemmeno sapremmo cosa sia lo Spirito Santo, il Grande sconosciuto, come lo chiama sant’Agostino.

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Pubblicato il
12 Maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il cielo, le orme e la mamma

L’Ascensione del Signore è la festa della sintesi: tiene insieme gli estremi: la conclusione ed il nuovo inizio, la terra e il cielo, la presenza e l’assenza, restare e andare, la chiamata e la missione, la dispersione e la comunione. È la festa in cui i poli opposti si uniscono.

Per rappresentare questa verità e per rendere vivo questo annuncio in cima al Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, c’è la chiesa dell’Ascensione anticamente realizzata con profonda sapienza. Attualmente è una piccola edicola che si trovava all’interno dell’antica chiesa crociata. Dal 1187 fu anch’essa trasformata in moschea.

In origine la chiesa aveva una cupola a cielo aperto, non esisteva il tetto, per contemplare il luogo in cui Gesù salì al cielo.

Il cielo è l’infinito verso cui ogni uomo alza gli occhi quando vuole lasciare spazio alla speranza, al desiderio di felicità che sente nel proprio intimo, quando tocca con mano che ciò che ha intorno a sé non gli basta.

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Pubblicato il
5 Maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Sacramento dell’addio?!

La Cresima è un sacramento fondamentale, anche se apparentemente sembra un sacramento “minore”. È il sacramento che conclude il percorso di Iniziazione cristiana dei nostri ragazzi.

Qualcuno ironicamente ha affermato che la Cresima si chiama anche “sacramento dell’addio”, perché dopo non si va più in chiesa.

Invece questo è il sacramento che completa il percorso del diventare cristiani, anzi che ci rende perfetti cristiani. La Cresima si chiama anche “Confermazione”: conferma e rafforza la grazia che abbiamo ricevuto nel Battesimo, con la differenza che a ripetere le promesse fatte a suo tempo dai  genitori questa volta sono i cresimandi in prima persona a rinnovare la propria fede.

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Pubblicato il
28 Aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il giorno più bello della vita

Dopo 46 anni lo ricordo ancora molto bene il giorno della mia prima Comunione. E ricordo che il mio vecchio parroco ci aveva detto due cose che non ho mai dimenticato. Prima di tutto ci ha detto: Questo sarà il giorno più bello della vostra vita. Non so dire se ha avuto ragione. Qual è il giorno più bello della vita? E poi ci ha detto un’altra cosa: Che la comunione di oggi sia migliore di quella di ieri e sia peggiore di quella di domani. Un augurio che non si capisce subito, da leggere più volte per capirlo. Oggi quando arriva il giorno della prima Comunione a me vengono alcune domande.

Innanzitutto mi chiedo: ma ne vale la pena? Che senso ha questa festa che per molti ha il sapore di una sceneggiata? Tranne qualche eccezione è una giornata di grande distrazione e di enorme dispersione. I bambini sono condotti a preoccuparsi di tanti aspetti che poco centrano con il dramma che si consuma nel cenacolo. Ma poi: ne vale la pena enfatizzare una dimensione alla quale poi, lo sappiamo, si fa una gran fatica a dare continuità?

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