clicca per visualizzare l’immagine ingrandita
Pubblicato il
10 Gennaio 2019
in
I tempi forti dell'anno liturgico
Pubblicato il
10 Gennaio 2019
in
I tempi forti dell'anno liturgico
Pubblicato il
5 Gennaio 2019
in
Storie di fede e Riflessioni
Mi è sempre piaciuta questa parola e più ancora il suo significato. Penso che non esista una parola più “religiosa” di questa. È un termine che deriva dal greco e letteralmente significa “essere in Dio”.
Negli Atti degli Apostoli con questo termine si rappresenta il sentimento di intensa gioia degli apostoli dopo la Pentecoste, il dono dello Spirito Santo.
Entusiasmo è l’incontenibile spinta ad agire e operare dando tutto sé stesso, in forza del dono di Dio dentro di se. In questo senso non è solo un attributo della propria buona volontà, ma è un dono che viene dall’alto e che agisce attraverso di noi. Insomma non si può essere entusiasti solo perché lo si desidera, ma perché si è inondati da un dono.
Pubblicato il
5 Gennaio 2019
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
29 Dicembre 2018
in
Storie di fede e Riflessioni
Il tema del discernimento è stato riportato all’attenzione della chiesa grazie alle esortazioni apostoliche di papa Francesco.
Nel Nuovo Testamento ci sono alcuni passaggi che fanno risaltare la necessità del discernimento. Penso a quando Gesù afferma: “come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio”.
San Paolo così sintetizza il tema del discernimento: “esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono”. E San Giovanni afferma: “Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio”.
La parola discernere deriva dal latino: dis (separare) e cernere (scegliere). Si tratta di considerare tutti i termini di una questione, per operare serenamente e liberamente una scelta giusta. L’obiettivo del discernimento è condurre le persone ad una autentica e matura comprensione della propria realtà per crescere nel bene e nella vita dello Spirito Santo.
Pubblicato il
29 Dicembre 2018
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
22 Dicembre 2018
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
22 Dicembre 2018
in
Storie di fede e Riflessioni
La parola catechesi deriva dal greco e letteralmente vuol dire “fare eco”. Proprio come quando in montagna, tra le valli, si lancia un grido e lo sentiamo risuonare più volte.
Il Vangelo è il grido di salvezza urlato da Cristo, Salvatore del mondo, urlato da Betlemme, passando dal Calvario, fino al sepolcro vuoto. Il grido del Vangelo è giunto fino a noi.
Il dizionario dice che l’eco è “un fenomeno prodotto dalla riflessione di onde sonore contro un ostacolo”.
Tra le valli dei secoli continua a risuonare l’eco del Vangelo grazie ai molteplici “ripetitori” che non si stancano di annunciare la Parola della salvezza.
I compiti della Chiesa sono principalmente tre: Celebrare i Sacramenti, annunciare il Vangelo e organizzare la carità. Annunciare il vangelo è la catechesi in tutte le sue forme. Purtroppo la parola catechesi è ridotta ad una attività per i bambini. Mentre il Catechismo della Chiesa Cattolica è, anzitutto, una risorsa per l’insegnamento della fede e per sostenere gli adulti nella Chiesa nella loro missione di evangelizzazione e di apostolato.
Pubblicato il
22 Dicembre 2018
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
18 Dicembre 2018
in
Comunità in rete, Primo piano, Proposte per tutti
Pubblicato il
15 Dicembre 2018
in
Storie di fede e Riflessioni
Il rapporto Parrocchia e beni economici è tanto importante quanto delicato.
La Chiesa, pur possedendo e usando beni economici, dovrebbe lasciarsi sempre guidare dalla fedeltà alla povertà evangelica e alla sua missione di annunciare a tutti Gesù Cristo come unico Salvatore.
Una prima consapevolezza è quella che ci fa dire che i beni economici di proprietà della parrocchia sono il frutto della generosità di molti benefattori del passato e del presente; benefattori da ricordare con gratitudine nella preghiera.
A cosa servono i soldi nella parrocchia? I soldi si usano per:
– la costruzione e la conservazione delle strutture finalizzate alle iniziative per l’evangelizzazione, la liturgia, l’aggregazione e la formazione dei credenti.
– il sostegno al servizio dei poveri;
– l’onesto sostentamento dei presbiteri e degli altri ministri.
Pubblicato il
15 Dicembre 2018
in
Archivio bollettini parrocchiali
Pubblicato il
10 Dicembre 2018
in
L'attività del Gruppo di Preghiera Padre Pio, Proposte per gli adulti
Pubblicato il
8 Dicembre 2018
in
Storie di fede e Riflessioni
Ad un parroco è stata fatta recentemente questa domanda: Come ti immagini la Parrocchia di domani? E lui risponde: Un luogo che custodisce la bellezza, la tenerezza che tiene la porta aperta e il focolare acceso, perché la salvezza è diventare fraternità.
Bella questa immagine della porta aperta e del focolare acceso. Fa immediatamente pensare alla casa. Ricordo che un giorno stavo per visitare una persona della nostra parrocchia. Suonato il campanello sento che dall’interno questa persona apre tre serrature della porta blindatissima e poi esclama tra se: “non si è mai chiusi a sufficienza!”.
Capisco anch’io che la sicurezza è importante, ma questo non ci deve chiudere in noi stessi.
La parola “Parrocchia” significa letteralmente “Casa tra le case”. Ciò che rende gradevole abitare una casa è proprio la capacità reciproca di accoglienza.
Pubblicato il
8 Dicembre 2018
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
4 Dicembre 2018
in
Calcio, Pallacanestro, Proposte per i giovani, Proposte per i ragazzi, Proposte per tutti
Pubblicato il
4 Dicembre 2018
in
Attività interparrocchiali, Proposte per tutti

Pubblicato il
4 Dicembre 2018
in
L'attività del Gruppo Liturgico
Pubblicato il
1 Dicembre 2018
in
Storie di fede e Riflessioni
Il decimo comandamento ha la stessa radice del nono: “Non desidererai” e proibisce la cupidigia dei beni altrui, che è la radice del furto, della rapina e della frode, vietati dal settimo comandamento.
Nella Bibbia si racconta che Nabot era il proprietario di un vigna, e quella vigna era tutto ciò che egli possedeva. Acab, il re di Samaria, desiderava ottenerla per averla come un orto. Nabot si rifiutò di venderla al re. Il perfido Acab farà di tutto per avere quella vigna fino a complottare per far lapidare Nabot.
Da sempre l’uomo non si fa scrupolo di impossessarsi di tutto ciò che la propria ingordigia gli indica, anche a costo di mentire e di fare male agli altri.
La vigna di Nabot può essere considerata il simbolo della “roba” che appartiene al prossimo e che è oggetto del desiderio di altri.
Pubblicato il
1 Dicembre 2018
in
Il foglio della settimana
Pubblicato il
27 Novembre 2018
in
Primo piano, Proposte per i ragazzi, Proposte per tutti
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.