Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
2 Febbraio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: L come LITURGIA

La parola liturgia è composta da due vocaboli greci: popolo azione. Può avere un senso laico, civile ma assume un significato teologico e pastorale all’interno della chiesa. Per il Nuovo testamento il Liturgo per eccellenza è Gesù che offre ininterrottamente il culto della sua vita al Padre, come Intercessore per l’umanità.

La costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II afferma: “La liturgia è ritenuta come l`esercizio del sacerdozio di Gesù Cristo; in essa, con segni sensibili viene significata, e, in modo proprio a ciascuno, realizzata la santificazione dell’uomo, e viene esercitato dal Corpo mistico di Gesù Cristo il culto pubblico integrale”.

La liturgia è dunque la partecipazione dei fedeli alla vita di Dio e per sua natura si realizza nella chiesa, nel popolo dei credenti. Nella sua esperienza concreta il fedele è chiamato in assemblea ad una partecipazione consapevole, attiva e fruttuosa alla celebrazione, come afferma il Concilio: “Si tratta di esprimere in maniera rinnovata la perenne vitalità della Chiesa in preghiera, avendo premura affinché i fedeli non assistano come estranei e muti spettatori a questo mistero di fede, ma, comprendendolo bene per mezzo dei riti e delle preghiere, partecipino all’azione sacra consapevolmente, piamente, attivamente.

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Pubblicato il
26 Gennaio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: I come INFORMAZIONE

Non lo sapevo che c’era quell’incontro. Non sapevo che si era organizzato quell’evento. Nessuno più ci crede a queste considerazioni. Nessuno più crede che la non partecipazione possa oggi dipendere dalla disinformazione. Altre evidentemente sono le cause: la non voglia, il disinteresse, la sottovalutazione…

L’informazione nella vita di una parrocchia occupa un grande spazio e molti sono gli strumenti con cui ci si è attrezzati per fare in modo che i fedeli conoscano, almeno, le iniziative e gli appuntamenti.

L’obiettivo dell’informazione è la formazione. Si fanno conoscere le cose affinché, favorita la partecipazione, si possa insieme assumere la forma della vita secondo Gesù, che si può riassumere in due parole: la figliolanza e la fraternità.

Volantini, foglio degli avvisi domenicali, poster, bollettino, sito internet, facebook, gruppi whatsapp, e chi più ne ha più ne metta per comunicare calendari di celebrazioni, di iniziative, di proposte… ma anche per comunicare riflessioni, testimonianze, pagine di spiritualità e commenti di vario tipo.

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Pubblicato il
22 Gennaio 2019
in Comunità in rete, L'Oratorio in immagini, Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Campo invernale ADO.. sulla scia di peter pan. 2019

Questa è la mia seconda esperienza al campo invernale e devo dire che è davvero una bellissima iniziativa in cui ragazzi di varie età si possono conoscere e relazionare. Durante quei giorni ci ha accompagnato il tema di Peter Pan e durante i momenti formativi è stato il nostro filo conduttore e confrontandoci tra noi siamo riusciti a pensare alle provocazioni che il tema ci ha posto.

Personalmente questi momenti mi hanno dato molto e mi hanno fatto riflettere su quello che sono e ho al momento e quello che sarò e avrò nel futuro.

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Pubblicato il
20 Gennaio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: G come GIOVANI

Non ci sono più i giovani di una volta, si dice spesso per criticare questa generazione di giovani e di adolescenti. Purtroppo e per fortuna non ci sono più i giovani di una volta, nel senso che ogni generazione, insieme ai suoi aspetti negativi, ha anche dei caratteri e delle potenzialità che la rendono unica.

Certo un tempo era molto più facile descrivere i giovani. Oggi è difficile tracciare un identikit di questa generazione, perché come dice un esperto, oggi più che mai le loro identità sono multiple, plurime, complesse e fortemente dinamiche. Che in parole povere significa che non esistono giovani in generale ma ogni giovane è un mondo a sé.

Prima un giovane, quando finiva gli studi, iniziava a lavorare e questo spesso coincideva con la formazione di una nuova famiglia. Questi erano passaggi chiari e obbligati per tutti.

Oggi si fanno figli molto più tardi (l’età del primo figlio è ben oltre i 30 anni in Italia), spesso fuori dal vincolo del matrimonio e in un contesto di crescente precarietà esistenziale. Le statistiche affermano inoltre che prima dei quarant’anni in media si è cambiato lavoro almeno una decina di volte, a scapito della sicurezza di vita e della prospettiva del futuro.

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Pubblicato il
12 Gennaio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: F COME FESTA

Se guardo un calendario mi rendo conto che la parola Festa è una delle più ricorrenti. È un tema caro quello della festa perché mette in movimento tanti pensieri, tante emozioni. Feste di ogni tipo, religiose, civili, familiari, in occasione di giornate mondiali a tema, sagre…

Chi ha inventato la festa è sicuramente il Signore quando dopo i giorni della creazione ha pensato di dedicare un giorno al riposo, alla contemplazione, alla gioia.

Da sempre gli uomini organizzano e celebrano la festa o per un avvenimento naturale come per esempio l’avvicendarsi ciclico delle stagioni e degli anni o per un avvenimento storico come anniversari di persone care o di fatti memorabili.

E la festa si fa cercando di osservare dei riti. Il rito è un segno, riconosciuto da tutti, una consuetudine nella quale tutti si riconoscono. I riti della festa hanno la funzione di creare comunione di vita, hanno l’effetto di rompere il ritmo feriale del lavoro e favoriscono esperienze di gratuità e spontaneità.

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