La genuflessione è un gesto semplice, di umiltà e di sincera adorazione che i fedeli compiono quando entrano in chiesa, davanti all’Eucarestia e quando escono dalla chiesa. Il gesto consiste nel piegare il ginocchio destro fino a terra e nel piegare il capo con un inchino che indica l’adorazione. “Ogni genuflessione che fate, disse Papa Giovanni Paolo II in un’omelia, davanti al Santissimo Sacramento è importante perché è un atto di fede in Cristo, un atto di amore per Cristo”.
Osservando come i fedeli entrano in chiesa se ne vedono di tutti i colori. C’è chi la genuflessione non la fa proprio. C’è chi abbozza un gesto di abbassamento ma più che ad una genuflessione sembra ad un inciampo. C’è chi va direttamente ad accendere la candela ma a Gesù Eucarestia non rivolge nemmeno uno sguardo.
La genuflessione è il gesto che indica il passaggio dal fuori al dentro la chiesa, dal mondo con tutte le nostre faccende al desiderio di raccogliersi e di pregare. Che differenza tra le nostre genuflessioni frettolose e scomposte e le genuflessioni dei monaci e delle monache che manifestano grande proprietà e profonda adorazione!
Come mai oggi un credente non si inginocchia più di fronte a Gesù presente realmente nell’Eucarestia? Perché non piega le ginocchia davanti al suo Signore?




















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