Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

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Pubblicato il
7 Aprile 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Con noi per sempre

Il tempo di Pasqua è il tempo dei Sacramenti. Prima di separarsi dai suoi discepoli Gesù ha voluto rispondere a questa domanda: «Come posso congedarmi da voi senza abbandonarvi mai? Gesù si congeda dai discepoli e li rassicura con la promessa di non abbandonarli mai, di essere sempre in mezzo a loro. Il modo di mantenere questa promessa è l’istituzione dei Sacramenti. Ci sono sette momenti esistenziali nella vita che accomunano tutti gli uomini e tutte le donne: La nascita, la  crescita, il nutrirsi, il peccato, l’ammalarsi, il servizio alla comunità e l’amore.

Ora Gesù collega per ogni evento della vita un segno sacramentale: il Battesimo alla nascita, la Cresima nella crescita, l’eucarestia per il nutrirsi, la Riconciliazione per il peccato, l’unzione nella malattia, l’Ordine per il servizio alla comunità e il Matrimonio per l’amore.

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Pubblicato il
31 Marzo 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Alleluia

Dopo averlo taciuto per tutta la Quaresima, per il suo carattere festivo, la liturgia fa esplodere con forza il canto dell’Alleluia.

È una parola molto antica, di lingua ebraica e significa: lodiamo Dio. È una delle cinque parole ebraiche introdotte nella liturgia cristiana insieme a Amen, Osanna, Abbà e Maranathà.

Anticamente, nella liturgia, il canto dell’Alleluia era riservato alla sola celebrazione della Pasqua. Successivamente fu introdotto in tutte le messe domenicali e feriali e si canta prima della proclamazione del vangelo.

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Pubblicato il
24 Marzo 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Quaresima: Passione

Ci siamo: entriamo nei giorni santi della settimana più importante per la vita dei cristiani. È la settimana della Passione di Gesù.

La parola passione deriva dal latino e significa patire. Indica innanzitutto la sofferenza fisica e in particolare la sofferenza del martirio. La Passione di Gesù, scritta con la lettera maiuscola, è il racconto della crocifissione di Gesù e di tutte le sofferenze che l’hanno preceduta.

La passione indica anche la sofferenza spirituale, il dolore morale. Indica l’afflizione causata da una pena. Nel linguaggio popolare la passione è un sentimento forte di attaccamento, di amore, di donazione: ho una gran passione nel cuore, sei l’unica passione della mia vita…

Così ognuno ha le sue passioni, cioè i suoi sentimenti, i suoi amori.

Se è vero che non si può vivere senza passione è altrettanto vero che spesso ci ritroviamo ad avere passioni che non riusciamo a controllare e da cui si diventa dipendenti.

Il contrario della passione è la freddezza, distacco, indifferenza, l’insensibilità.

Gesù vive la passione non solo nel momento culminante della sua vicenda terrena, come leggiamo con devota attenzione in questi giorni, ma ogni sua parola e ogni suo gesto sono rivelatori della febbre d’amore che lo anima.

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Pubblicato il
17 Marzo 2018
in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Quaresima: Morire

Se il chicco di grano non muore… Avvicinandoci alla Pasqua siamo accompagnati nel cuore del mistero di Gesù: il suo totale annientamento. L’immagine del chicco, che Gesù usa per rappresentare il suo mistero, ci comunica la prodigiosa vitalità del morire per amore. Gesù è il seme di vita sepolto nella terra.

Gesù è un esperto di morte e all’ora della morte si prepara con molteplici esercizi di morte, che si chiamano servizio, dono, apertura, accoglienza, perdono… Per Gesù amare significa servire e servire è scomparire nella vita degli altri: morire per vivere.

Questa è la soglia vertiginosa del Vangelo: Gesù vince perdendo, moltiplica la vita morendo. La gloria di Cristo sta proprio nel momento più basso del suo annientamento sulla croce, la sua morte. È morendo che si vive davvero, come dice nella sua preghiera san Francesco.

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Pubblicato il
13 Marzo 2018
in Comunità in rete, Primo piano, Proposte per gli adolescenti, Proposte per i ragazzi

Convivenza ADO 2-3 al Patronato

Partiamo premettendo che per tutti noi è stata una magnifica esperienza, ma, cosa e successo in questi giorni?

Beh tantissime cose!

Il primo giorno al patronato eravamo un po’ spiazzati, ma dopo esserci organizzati un minimo eravamo prontissimi.

Le giornate erano organizzate così: alle 6:00 ci si sveglia alle 6:15 preghiera e successivamente colazione, poi tutti a scuola, tranne quelli malati.

Tornati da scuola si pranzava, un’oretta di svago e un’altra di compiti. Verso le 19:30 si cenava e, per la sera arrivavano altri ragazzi del gruppo ado 2-3 a trovarci e a partecipare alle testimonianze riguardo il tema che stiamo affrontando: sessualità e affettività; dopo alcuni giochi si va a dormire alle 23:00. Ovviamente in casa facevamo tutto insieme e noi con l’aiuto degli animatori, a partire dal cucinare alla pulizia dei bagni. In questa settimana abbiamo imparato ad apprezzare gli altri per ciò che sono e non avere pregiudizi e anche ad essere un tantino autosufficienti e in più…ci siamo divertiti un sacco!

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