Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

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Pubblicato il
12 Ottobre 2019
in Senza categoria

L’alfabeto della Parrocchia 3: D come DONNA

Il ruolo della donna nella chiesa è uno di quei temi che è nello stesso tempo semplice e complesso. Semplice perché il “genio femminile” è un’evidenza che non si può contestare. Complesso perché il percorso storico (e per certi aspetti attuale) con molta fatica fa emergere la consapevolezza della grande dignità della donna.

Papa Francesco ha più volte ribadito che una chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza Maria. Il ruolo della donna non è soltanto relativo alla maternità, ma è una presenza che qualifica ogni forma di vita nella chiesa. La Madonna – dice il Papa – è più importante degli apostoli. Per questo la dottrina del ruolo della donna deve essere continuamente rivisitata.

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Pubblicato il
5 Ottobre 2019
in La Caritas, Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: C come CARITAS PARROCCHIALE

La Caritas parrocchiale è l’organismo pastorale che ha il compito di animare, coordinare e promuovere la testimonianza della carità nella comunità.

La sua funzione è prevalentemente pedagogica, cioè punta a fare in modo che ogni battezzato maturi sempre più la consapevolezza che non c’è fede cristiana se non si testimonia la carità nella concretezza della vita attraverso il servizio, la prossimità e l’ospitalità, il dono di sé, l’attenzione alle necessità di chi ci vive accanto ma anche l’attenzione ai problemi del mondo che affliggono i poveri.

Molti interpretano la Caritas come uno dei tanti gruppi parrocchiali, pensando che siano solo i membri della Caritas a doversi preoccupare della testimonianza della carità. Ovviamente non può essere così. D’altra parte sappiamo bene che molti gesti di carità dei cristiani rimangono per lo più nascosti. Non sappia la tua sinistra cosa fa la tua destra … di evangelica memoria. Fanno dunque parte della Caritas tutti coloro che vivono la carità. È tuttavia necessario che la carità sia organizzata per essere meglio promossa ed abbia la visibilità profetica della testimonianza.

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Pubblicato il
28 Settembre 2019
in Senza categoria

L’alfabeto della Parrocchia 3: B come BAMBINI

Ci racconta il Vangelo che un giorno i discepoli incominciarono a rimproverare dei bambini che avevano circondato Gesù. La scena dei bambini intorno a Gesù doveva essere straordinaria. Eppure i discepoli pensavano di fare un favore a Gesù chiedendo ai bambini di lasciarlo tranquillo.

Gesù con autorità dice: lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite.

Stiamo iniziando il nuovo anno catechistico e anche i nostri bambini circondano Gesù, lo cercano perché vogliono stare con Lui e conoscerlo, lasciandosi coccolare dalla sua amorevolezza.

Con la stessa autorità Gesù dice a noi di non impedire che i bambini stiano con Lui. Noi abbiamo questa grande responsabilità e tante volte anziché prendere per mano i bambini e accompagnarli da Gesù, impediamo che avvenga questo incontro, li teniamo lontani da Lui.

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Pubblicato il
23 Settembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 3: A come ADOLESCENZA

Una bella definizione dice che l’adolescenza è l’età della nascita di se stessi, l’età di quando il proprio io si differenzia e si stacca da quello dei genitori, per incamminarsi verso la propria strada, il proprio destino.  È l’età in cui si crea e si costruisce la propria nuova vita.

L’adolescenza, affermano gli esperti, è un periodo particolarmente problematico dell’esistenza, specie per le risonanze psicologiche del mutato rapporto tra l’adolescente e il proprio corpo. Lo sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari produce, infatti, situazioni nuove.

Non più fanciullo e non ancora adulto, l’adolescente trova generalmente sicurezza nel rapporto di amicizia con un coetaneo dello stesso sesso, o inserendosi in un gruppo. I modelli di riferimento non sono più i genitori, ma persone esterne, amici o compagni di viaggio.

Per questo la gestione dei problemi e dei cambiamenti manda letteralmente in tilt i genitori, che normalmente sperimentano la propria inadeguatezza, perché tutto viene messo in discussione.

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Pubblicato il
16 Settembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: Z come ZELO

Dice san Paolo: non siate pigri nello zelo, siate invece ferventi nello spirito. Lo zelo è un movimento di amore, intenso al punto tale da rendere l’anima capace di trascinare altri nella propria scia. Lo zelo è una passione forte e costante. Papa Francesco afferma che nella chiesa ci sono tanti cristiani “tiepidi”, cristiani da salotto, educati e pacati, ma che non sanno generare figli alla chiesa con l’annuncio e il fervore apostolico. Lo zelo apostolico, continua il Papa, non deve appartenere solo ai missionari, ma deve essere la forza che muove ogni cristiano.

Tuttavia vi sono anche dei pericoli, come avverte il libro dei Proverbi nell’Antico Testamento: Lo zelo senza riflessione, infatti, non è cosa buona, e chi va a passi frettolosi inciampa. Vi è poi uno zelo amaro e cattivo, ricorda san Benedetto, che separa da Dio e conduce all’inferno. È lo zelo per il male, per i vizi. Vi è invece uno zelo buono che separa dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna.

Se nel servire il Signore mettessimo anche solo metà dello zelo che mettiamo nei nostri traffici e nei nostri tifi, sperimenteremmo la gioia degli apostoli e dei santi.

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