Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
3 Agosto 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: Q come QUOTIDIANO

Quotidiano è un aggettivo che si riferisce a qualcosa che avviene ogni giorno, come un giornale che ogni giorno troviamo in edicola, come il lavoro, il mangiare, il dormire…

Quotidiano è qualcosa che ci è necessario per vivere. Nel Vangelo, quando Gesù insegna ai suoi discepoli a pregare, c’è l’invocazione “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, che indica appunto che il pane è indispensabile per il nostro sostentamento. Nella preghiera il pane “quotidiano” diventa simbolo di tutto ciò che ci è necessario: il cibo, certo, ma anche l’amore e anche le condizioni per una vita felice.

Così prega questo versetto del Vangelo Ernesto Olivero, fondatore del Sermig: “Dammi oggi, il pane quotidiano… Il pane della speranza, per dare speranza. Il pane della gioia, da poter spartire. Il pane dell’intelligenza, per varcare l’impossibile. Il pane del sorriso, da trasmettere agli altri. Il pane della misericordia, perché possa ricevere e dare perdono. Il pane del dolore, da condividere. Il pane della grazia, per non attaccarmi al male. Il pane della fraternità, per diventare una cosa sola con i miei fratelli. Il pane del tempo, per conoscerti. Il pane del silenzio, per amarti”.

Pregare per il pane di tutti i giorni presuppone che noi riconosciamo che esso è un dono, oltre che il frutto della nostra fatica quotidiana.

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Pubblicato il
27 Luglio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: P come PICCOLE COSE

Capita spesso, soprattutto d’estate, di contemplare un panorama, di essere ammirati di fronte ad una visione di insieme. Bello, però si vedono solo le cose più grandi, si perde di vista il particolare. Quando poi si scende sulla strada, a valle si gustano le piccole cose, i particolari, gli aspetti più piccoli, ma non per questo meno decisivi.

Già Plinio il Vecchio diceva che la Natura è grande nelle grandi cose, ma è grandissima nelle piccole.

Questo semplice esempio ci può aiutare a comprendere come la modalità con cui noi ci rapportiamo alla vita è per lo meno duplice: la possiamo guardare come un panorama, oppure osservarla negli aspetti particolari.

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Pubblicato il
20 Luglio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: O come OMISSIONE

Ho pensato spesso che il più pericoloso attentato che si possa fare all’anima è il peccato di omissione, perché il contrario dell’amore non è l’odio ma l’indifferenza”. (Renzo Zambotti)

Nell’atto penitenziale della Messa normalmente preghiamo il Confesso: …che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni.

Il peccato di omissione è definito come il non adempimento di un precetto quando, per volontaria negligenza o pigrizia, non si compie ciò che si è chiamati a compiere. È il bene che, pur essendo nelle mie possibilità di fare, tralascio di compiere.

Il testo evangelico forse più significativo è il capitolo 25 di Matteo, il brano del Giudizio universale, nel quale si mette in evidenza che i peccati di omissione sono i capi di accusa contro chi è passato oltre, per chi, pur potendo non ha dato da bere, da mangiare, da vestire, non ha visitato, non ha accolto…

A ben pensarci i peccati di omissione sono tantissimi, sono forse più dei peccati in pensieri, parole e opere. Perché di fatto noi in ogni momento potremmo fare del bene.

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Pubblicato il
13 Luglio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: N come NOSTALGIA

Per definizione la nostalgia è il desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato soggiorno abituale e che ora è lontano. Si prova nostalgia per il proprio paese d’origine, per la famiglia, la patria, gli amici…

La parola viene dal greco e ha un significato che si avvicina a “dolore per il ritorno a casa”. Dice Erri De Luca in un suo libro: Quando viene nostalgia, non è mancanza, è presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti. A differenza della tristezza e della malinconia, la nostalgia è un desiderio struggente di ritornare ad abitare luoghi d’amore, spazi di pace e di benessere.

Noi cristiani abbiamo nostalgia di Dio. C’è una bellissima preghiera, tra le dieci che rivolgiamo al Signore il Venerdì Santo che dice: Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, solo quando ti trovano hanno pace: fa’ che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.

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Pubblicato il
7 Luglio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: M come MEMORIA

Ma ti ricordi di me? È una delle domande più imbarazzanti che ci possano rivolgere. È brutto dire ad una persona: non mi ricordo chi sei, non mi ricordo come ti chiami. Oppure dimenticarsi di una cosa da fare, di una promessa da mantenere, di una data importante. Magari non è nemmeno che non ci interessino le cose, le persone, i nomi, è solo il fatto che abbiamo la memoria corta.

Eppure gli studiosi ci dicono che la facoltà della memoria noi la esercitiamo pochissimo rispetto a quello che potremmo. Se volessimo noi potremmo ricordare ogni istante di tutti i giorni della nostra vita. Aveva ragione Cicerone quando diceva: memoria minuitur nisi exerceatur, che la memoria diminuisce quando non la si esercita.

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