Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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È finita la scuola

All’indomani dell’ultimo giorno di scuola il giornale L’Eco di Bergamo a caratteri cubitali mette in prima pagina il titolo: Scuola, liberi tutti!

Leggo l’articolo e colgo una sproporzione tra l’evento della scuola che finisce e le celebrazioni che riempiono città e paesi per festeggiare questo evento: brindisi, picnic, fumogeni, caroselli…

La Fara stracolma di ragazzi che hanno passato il pomeriggio in una festa prolungata.

Già nel titolo colgo un equivoco: Scuola, liberi tutti! Come appunto se la scuola non fosse un tempo di libertà. Come se la scuola fosse un tempo di prigionia che tiene per tanti mesi i ragazzi sotto pressione. Come se finalmente i mesi dell’estate possano prospettarsi come la vera libertà.

Certo che i giorni di scuola sono impegnativi. Ma proprio per questo fanno crescere. Anche l’estate del resto, se non diventa tempo di ozio e di sbragamento, potrebbe essere un’ottima occasione di crescita.

Ripensando alla fine della scuola mi è ritornato in mente un interessante discorso di qualche anno fa di un noto personaggio. Amato e detestato al tempo stesso Bill Gates in un discorso tenuto in una scuola di fronte a centinaia di studenti ha sintetizzato in un decalogo la sua filosofia di vita. Ha intitolato il suo discorso “Le dieci cose che la scuola non vi insegna, ma che dovete imparare il più velocemente possibile”. Mi ha molto colpito il settimo punto nel quale si rivolge agli adolescenti con queste parole: Prima della vostra nascita, i vostri genitori non erano così noiosi come lo sono ora! Sono diventati in questo modo: per pagare le vostra bollette, per pulire i vostri vestiti, a furia di ripetere all’infinito quanto siete bravi e intelligenti. Quindi, prima di salvare le foreste pluviali dai parassiti della generazione dei vostri genitori, iniziare a pulire la vostra stanza e mettete in ordine tutto ciò trovate.

Ho partecipato con molto piacere alla cerimonia di conclusione della scuola Einaudi. Si sono esibiti con la musica alunni bravissimi, sono state segnalate le eccellenze e premiati gli studenti migliori. Ho avuto la percezione della serietà con cui vengono accompagnati i ragazzi nel loro percorso scolastico. In particolare mi sono commosso per il ricordo del professor Carboncini deceduto lo scorso Settembre. Quando gli alunni colgono in un professore la sintesi di professionalità, di passione e di umanità sono sicuramente esortati, senza tante parole, a sperimentare che la libertà e la responsabilità possono stare insieme, che si cresce quando della scuola non si conosce solo il peso della fatica ma anche l’inestimabile gioia di crescere, che il tempo della vacanza non è solo l’insieme di giornate vuote e annoiate ma anche occasioni per organizzarsi in attività piacevoli e costruttive.

Il riposo è sacrosanto, ma tre mesi sono tanti! Bisogna che per i ragazzi vengano poste le condizioni per non sprecare il tempo e per vivere esperienze di divertimento sano, di dedizione generosa e di maturazione.

Anche il tempo estivo può diventare fecondo quando si riesce a dedicarsi al bene proprio e degli altri.

La scuola è finita ma non può finire il tempo dell’educazione e della crescita.

Don Roberto



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