Esordisce così Alex Cadili, il testimone che abbiamo incontrato con gli adolescenti al campo estivo di Sestri. Nella settimana abbiamo approfondito alcune parole del Giubileo: speranza, memoria, riposo, perdono, rito e festa. Abbiamo condiviso alcune attività per aiutarci ad avvicinare le parole del Giubileo alla nostra vita.
Tra le proposte appunto, l’ascolto di un testimone speciale. Alex è un cantautore di Genova che fin da piccolo ha dovuto fare i conti con una malattia rara che ha reso molto fragili le sue ossa. A dodici anni gli prospettano un futuro nel quale non potrà camminare. Inoltre perde completamente la vista. Eppure, grazie alla solidità della sua fede, non si scoraggia e decide di far fruttare il suo talento: la passione per la musica, cominciando a scrivere canzoni per reagire con la poesia e la musica alle avversità della vita.
Ci dice: Le fragilità non sono una sfortuna ma una sponda, una nuova opportunità.
Il punto di riferimento per Alex è la testimonianza luminosa di Chiara Badano (1971-1990), una giovane donna attivamente impegnata in Liguria, nel movimento dei focolarini. A 17 anni fu anche lei colpita da un terribile tumore osseo che nel giro di pochi anni le causò la morte. Durante il suo calvario non perse mai la fiducia nella presenza del Signore e la serenità d’animo. Appena poteva incontrava gente e diffondeva la luce della sua fede a tutti. Prima di morire donò tutti i suoi averi ad un amico in partenza per una missione in Africa.
La mia prima canzone, dice Alex, l’ho scritta a 12 anni ed ho scoperto che i talenti possono diventare la nostra gratitudine perché quando le nostre passioni diventano un servizio, allora questo “ci fa bene” e alla fine “ti fa essere bene”.
Sono due le cose: bisogna crederci e bisogna amare ciò che crediamo. Crederci è il primo tempo della partita, amare è il secondo tempo. Non è sufficiente arrivare all’intervallo, bisogna arrivare in fondo alla partita.
Quello che conta per me è riassunto nella prima mia canzone che si intitola “Credo”. Questa canzone ha fatto come un apripista.
Mi ha dato il coraggio per farmi sentire. Mi avevano chiesto di togliere la parte che parla di Dio. Io scelsi di non farlo. Comincio a studiare musica e con tenacia mi sono diplomato. Quando ami non senti la fatica e vuoi che la passione assuma la forma della gratitudine.
Dire a una persona che gli vuoi bene è come dire: io voglio prendermi cura di te, “I care”, e questo è molto più che dire ti voglio bene.
Vivere è più importante che guarire. Fino in fondo. Molta gente sta bene ma non ha mai vissuto un giorno della sua vita in pienezza e con gioia. Molti hanno pochi giorni ma hanno già vissuto una vita intera.
Imparare a sorridere di fronte alle avversità della vita è come quando accompagni una bambina che cade. Piano piano scopri che la vita ti sorride se la guardi sorridendo.
Se sorridi alla vita magari le fai cambiare idea. Quando vuoi smettere di perdere già da lì stai iniziando a vincere.
Il mio piano di volo lo scopro leggendo il Vangelo di cui ogni giorno ho bisogno di nutrirmi.
Meglio sbagliare per coraggio che sbagliare per paura.
Le tre C della mia vita sono: Curiosità, Calma e Cura.
E la metafora più bella è quella del calciare un rigore. Bisogna andare e avere coraggio di provare e di metterla dentro. Al mondo dello spettacolo preferisco lo spettacolo del mondo.
L’incontro con Alex è farcito dall’ascolto di alcune sue canzoni con le quali ci racconta il percorso della sua vita umana, cristiana e di cantautore. In lui abbiamo incontrato la speranza di chi non si scoraggia mai.
Don Roberto
Pubblicato il 2 Agosto 2025
in
Storie di fede e Riflessioni