Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Fatevi amare e non temere

La festa di don Bosco, che quest’anno, come tanti altri eventi, viviamo in sordina, è sempre una bella occasione per celebrare gli sforzi educativi di tutta la comunità. Nel nome del Santo, che ha fatto dell’educazione il fine di tutta la sua vita sacerdotale, siamo chiamati a rimettere al centro il rapporto degli adulti con la generazione dei piccoli.

Cosa significa educare?

Lo esprime bene lo psicologo Ezio Aceti quando afferma: “Noi pensiamo che educare sia dare norme, regole, castigare, punire… no, niente di tutto questo, niente! Educare è far sentire il bambino atteso, desiderato, far sentire che ne è valsa la pena che è nato, e questo noi possiamo farlo se ogni volta che parliamo con il bambino terminiamo il nostro dire con la parola Tu. La parola Tu vuol dire che rispettiamo la sua dignità, ad esempio si può dire: “Guarda non mi aspettavo questo da te, hai sbagliato qui, qui, qui… sono sicuro che Tu farai meglio, sono sicuro che Tu saprai cosa fare”. Questo Tu è il capolavoro dell’educazione”.

E di capolavori don Bosco ne ha realizzati molti e continua a realizzarli attraverso tanti educatori che si ispirano al suo umanesimo cristiano come programma pedagogico.

È utile ascoltare alcune parole di don Bosco per continuare a lasciarci ammaestrare dalla sua arte educativa.

Don Bosco insisteva molto con i suoi collaboratori sul modo, sullo stile, più che sui contenuti. Diceva: “Dolcezza nel parlare, nell’operare, nell’avvisare, guadagna tutto e tutti. Per riuscire bene coi ragazzi fatevi un grande studio di usar con essi belle maniere; fatevi amare e non temere; mostrate loro e persuadeteli, che desiderate la salute della loro anima; correggete con pazienza e con carità i loro difetti; soprattutto astenetevi dal percuoterli; insomma adoperatevi che, quando vi vedono, vi corrono attorno, e non vi fuggano”.

In uno dei suoi scritti troviamo questo passaggio che trovo molto bello e attuale: “Se volete ottenere molto dai vostri allievi, non mostratevi mai offesi contro alcuno. Tollerate i loro difetti: correggeteli, ma dimenticateli. Nessuno dica mai e poi mai, a chi abbia disubbidito, o risposto male, o gli abbia mancato in qualsiasi modo rispetto: “Me la pagherai!” Questo non è linguaggio da cristiano”.

Infine un’esortazione preziosa per tutti gli educatori, che siano genitori, catechisti, maestri, animatori. Se qualche educatore si lamentava di essere poco corrisposto, fissandolo con bontà paterna, don Bosco gli domandava: “Ma tu preghi per i tuoi allievi?

Che il Signore ci metta nel cuore, attraverso l’aiuto di don Bosco, tanto entusiasmo nell’educare i nostri cuccioli.

Don Roberto



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