E se il tempo dell’Avvento venisse a rinnovare la speranza in noi? Non un ottimismo facile che chiude gli occhi sulla realtà, ma quella speranza forte che getta l’àncora in Dio e permette di vivere pienamente l’oggi. L’anno cristiano comincia con l’Avvento, il tempo dell’attesa. Perché ? Per rivelare a noi stessi l’aspirazione che ci abita e approfondirla: il desiderio di assoluto, verso il quale ciascuno tende con tutto il suo essere, corpo, anima, intelligenza; la sete d’amore che arde in ciascuno, dal lattante all’anziano, e che anche la più profonda intimità umana non può interamente placare.
Quest’attesa, la sentiamo spesso come una mancanza o un vuoto di cui farsi carico è difficile, fa parte della nostra persona. È un dono, ci conduce ad aprire noi stessi, orienta tutta la nostra persona verso Dio. Osiamo credere che il vuoto può essere abitato da Dio e che possiamo già vivere l’attesa con gioia. Sant’Agostino ci aiuta quando scrive: “Tutta la vita del cristiano è un desiderio santo. Dio con l’attesa allarga il nostro desiderio, col desiderio allarga l’animo e dilatandolo lo rende capace di ricevere…














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