Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
10 Gennaio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Il Battesimo, l’immergersi in un oceano d’amore

Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. E una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

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Pubblicato il
9 Gennaio 2026
in Primo piano, Proposte per tutti

Pellegrinaggio Assisi 1-3 Maggio 2026

ASSISI PELLEGRINAGGIO 1-3 MAGGIO 2026

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
(Minimo 30 partecipanti) €420,00
(Minimo 40 partecipanti) €370,00
(Minimo 50 partecipanti) €340,00

LA QUOTA COMPRENDE:
Viaggio in bus riservato come da programma, Sistemazione in hotel 3* in camera doppia, Trattamento di mezza pensione come da programma, 1/2 acqua minerale ai pasti, 1 pranzo in ristorante, Visite guidate come da programma, Taxi per Eremo e San Damiano, Auricolari, Assicurazione medica, bagaglio e annullamento viaggio

SUPPLEMENTO
Camera singola € 70,00

LA QUOTA NON COMPRENDE:
Ingressi non indicati, Bevande non indicate, Mance ed extra personali, Accompagnatore Ovet, Eventuale tassa di soggiorno da pagare in loco, Tutto quanto non menzionato nella voce «la quota comprende»

Prenotazione entro 30 Gennaio in segreteria dell’oratorio, Caparra 70 €, Partecipazione minima 30 persone.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL PROGRAMMA: https://media.sangiuseppedalmine.it/wp-content/uploads/2026/01/09190303/ASSISI-1-3-MAGGIO-2026-DALMINE.pdf

Pubblicato il
7 Gennaio 2026
in I tempi forti dell'anno liturgico, Primo piano

Epifania 2026

I Re Magi sono importanti perché il loro gesto ha un grande significato simbolico e religioso.

Prima di tutto, rappresentano tutti i popoli del mondo: non erano di Israele, ma riconobbero comunque Gesù come un Bambino speciale. Questo ci insegna che il messaggio di Gesù è per tutti, senza distinzioni.

Inoltre, i Re Magi mostrano il valore della ricerca e della fede: osservano il cielo, seguono la stella e affrontano un lungo viaggio per trovare la verità.

Infine, i loro doni (oro, incenso e mirra) spiegano chi è Gesù: re, Dio e uomo.
Per questo i Re Magi sono ricordati come simbolo di sapienza, speranza e incontro

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Pubblicato il
5 Gennaio 2026
in Storie di fede e Riflessioni

Ognuno di noi è figlio prediletto di Dio

Gesù si mette in fila con i peccatori, lui che era il puro di Dio, in fila, come l’ultimo di tutti. Ed entra nel mondo dal punto più basso, perché nessuno lo sen­ta lontano, nessuno si senta escluso.   Gesù tra i peccatori appare fuori posto, come se fosse saltato l’ordine normale delle co­se. Giovanni non capisce e si ritrae, ma Gesù gli risponde che proprio questo è  l’ordine giusto: «lascia fare… perché conviene che adempiamo ogni giustizia».

La nuova giustizia consiste in questo ribaltamento che annulla la distanza tra il puro e gli impuri, tra Dio e l’uomo.
Ed ecco si aprirono i cieli e vide lo Spirito di Dio , che è la pienezza dell’amore,  dell’energia, della vita di Dio scendere come una colomba sopra di lui. E una voce diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Questo fatto eccezionale, che avviene in un luogo qualsiasi e non nei recinti del   sacro, lo strapparsi dei cieli con la dichiarazione d’amore di Dio e il volo ad ali aperte dello Spirito, è avvenuto anche per noi, ciò che il Padre dà a Gesù è dato ad ognuno. Lo garantisce un’espressione emozionante di Gesù: Sappiano, Padre, che li hai amati come hai amato me (Gv 17,23). Dio ama noi come ha amato Gesù, con la stessa  intensità, la stessa passione, lo stesso slancio. Dio preferisce ciascuno, ognuno è figlio suo prediletto. Per il Padre io come Gesù, la stessa  dichiarazione d’amore, le stesse tre parole: Figlio, amato, mio compiacimento.

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Pubblicato il
30 Dicembre 2025
in Primo piano, Proposte per gli adolescenti, Senza categoria

Campo invernale adolescenti a Monaco: scegliere la luce

Il campo invernale per adolescenti a Monaco è stato un tempo di ascolto, riflessione e domande vere. Camminando nei luoghi della memoria, i ragazzi hanno incontrato tre figure che parlano ancora oggi al cuore.

Sophie Scholl invita a scegliere la luce: anche quando il buio sembra più forte, la verità chiede coraggio e speranza. La sua scelta ricorda che ogni gesto può illuminare.

Hans Scholl insegna a seguire la coscienza: non basta obbedire o adeguarsi; serve discernere, assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, anche a costo di andare controcorrente.

Enrico Piccaluga testimonia che è possibile restare liberi dentro: la libertà più profonda nasce dalla fedeltà a ciò che rende umani, anche nelle prove.

Monaco non è stata solo una meta, ma un’esperienza: tornare a casa con uno sguardo più libero e una luce da custodire.

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Pubblicato il
29 Dicembre 2025
in I tempi forti dell'anno liturgico, Primo piano, Storie di fede e Riflessioni

Veglia e Natale 2025

E’ Natale                                                                                                                                         

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi  ai margini della società.
È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano.
È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

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Pubblicato il
29 Dicembre 2025
in Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Avvento adolescenti 2025

Giuseppe, nella tradizione cristiana, è un uomo giusto e pieno di fede. La sua figura è spesso vista come un esempio di carità e obbedienza a Dio. Quando Maria, la sua promessa sposa, si trovò incinta, Giuseppe, che inizialmente era confuso e preoccupato, decise di non abbandonarla, ma di prenderla con sé. Questo gesto di misericordia e protezione è uno degli atti di carità più evidenti nella sua vita. Giuseppe, infatti, si fidò completamente del piano di Dio, che gli fu rivelato attraverso un angelo, e accettò con umiltà e coraggio il ruolo di padre di Gesù, nonostante le difficoltà e l’incertezza che questo comportava. La sua carità non si limita a un gesto di aiuto, ma si manifesta anche nell’amore silenzioso e nella disponibilità a sacrificarsi per il bene degli altri.

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Pubblicato il
29 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Benedetti da chi ha volto e cuore luminosi

Otto giorni dopo Natale, il Vangelo ci riporta alla grotta di Betlemme, all’unica visita riferita da Luca, quella dei pastori odorosi di latte e di lana, sempre dietro ai loro agnelli, mai in sinagoga, che arrivano di notte guidati da una nuvola di canto. E Maria, vittima di stupore, tutto custodiva nel cuore! Scavava spazio in sé per quel bambino, figlio dell’impossibile e del suo grembo; e meditava, cercava il senso di parole ed eventi, di un Dio che sa di stelle e di latte, di infinito e di casa. Non si vive solo di emozioni e di stupori, e lei ha tempo e cuore per pensare in grande, maestra di vita che ha cura dei suoi sogni.

All’inizio dell’anno nuovo, quando il tempo viene come messaggero di Dio, la prima parola della Bibbia è un augurio, bello come pochi: il Signore disse: Voi benedirete i vostri fratelli (Nm 6,22) Voi benedirete… è un ordine, è per tutti. In principio, per prima cosa anche tu benedirai, che lo meritino o no, buoni e meno buoni, prima di ogni altra cosa, come primo atteggiamento tu benedirai i tuoi fratelli. Dio stesso insegna le parole: Ti benedica il Signore, scenda su di te come energia di vita e di nascite. E ti custodisca, sia con te in ogni passo che farai, in ogni strada che prenderai, sia sole e scudo.

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Pubblicato il
22 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Non temere i tuoi sogni

Dopo Giovanni, il profeta dubbioso di domenica scorsa, ecco un altro sognatore dubbioso, Giuseppe, l’ultimo patriarca. La sua casa è pronta, pronto il matrimonio, e i suoi sogni raccontano un’intensa storia d’amore con Maria; ma il dramma e il cuore ferito raccontano anche un’umanissima storia di crisi.

Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta… Allora Giuseppe pensò di ripudiarla in segreto.

È un buon giudeo, vorrebbe osservare la legge, andare dal rabbino a spiegargli la situazione: non è figlio mio. Dall’altro lato, però, non vuole mettere a rischio la vita di Maria, perché semplicemente quella ragazza lui la ama: gli ha occupato il futuro, il cuore e i sogni.

La legge prescriveva che il peccatore, l’adultero, doveva essere tolto di mezzo. Giuseppe lo sa, ma non lo fa, va controcorrente: decise di ripudiarla in segreto… di annullare il matrimonio senza clamore, senza processo, senza pericolo per Maria. È entrato in una logica altra: ha capito che qualcosa vale più della Legge antica, che primo viene l’amore. Quell’amore che è sempre un po’ “fuori legge”.

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Pubblicato il
13 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Beato il cuore pieno di nomi

“Fiorisca la steppa, come fiore di narciso fiorisca” Isaia il visionario porta la primavera nel cuore dell’inverno. E Giovanni, il profeta granitico, è invece nel pieno del suo inverno.

Dal carcere manda a dire a Gesù: Sei tu, o dobbiamo aspettare un altro? Anche il più grande tra i nati di donna dubita: ma io, a chi ho preparato la strada?

Il dubbio fa male, ma il profeta proclama qualcosa di più forte: anche se non sei tu, io comunque continuerò ad attendere, continuerò a cercare.

Perché ‘attendere’ è voce del verbo amare.

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Pubblicato il
5 Dicembre 2025
in Storie di fede e Riflessioni

Maria Immacolata 

Il Vangelo della Liturgia della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ci fa entrare nella sua casa di Nazaret, dove riceve l’annuncio dell’angelo. Tra le mura di casa una persona si rivela meglio che altrove.

L’angelo la chiama «piena di grazia». Se è piena di grazia, vuol dire che la Madonna è vuota di male, è senza peccato, Immacolata. Ora, a questo saluto Maria – dice il testo – rimane «molto turbata» (Lc 1,29). Non è solo sorpresa, ma turbata. Ricevere grandi saluti, onori e complimenti a volte rischia di suscitare vanto e presunzione. Ricordiamo che Gesù non è tenero con chi va alla ricerca dei saluti nelle piazze, dell’adulazione, della visibilità (cfr Lc 20,46). Maria invece non si esalta, ma si turba; anziché provare piacere, prova stupore. Il saluto dell’angelo le sembra più grande di lei. Perché? Perché si sente piccola dentro, e questa piccolezza, questa umiltà attira lo sguardo di Dio.

Tra le mura della casa di Nazaret vediamo così un tratto meraviglioso. Com’è il cuore di Maria? Ricevuto il più alto dei complimenti, si turba perché sente rivolto a sé quanto non attribuiva a sé stessa. Maria, infatti, non si attribuisce prerogative, non rivendica qualcosa, non ascrive nulla a suo merito. Non si autocompiace, non si esalta. Perché nella sua umiltà sa di ricevere tutto da Dio. È dunque libera da sé stessa, tutta rivolta a Dio e agli altri. Maria Immacolata non ha occhi per sé.

Ecco l’umiltà vera: non avere occhi per sé, ma per Dio e per gli altri.

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