Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Alla fine dell’anno scolastico

Due pensieri alla conclusione dell’anno scolastico.

Il primo senz’altro è di gratitudine. Ogni insegnante ed ogni studente, se appena appena è un po’ sensibile, avverte nel cuore la sensazione di aver ricevuto molto, di non essere uguale a quando ha iniziato l’anno scolastico, di avere imparato tante cose e di aver messo a frutto i propri talenti.

Gli alunni debbono esprimere il ringraziamento indistintamente per gli insegnanti “esigenti” sia per quelli “teneri”. Entrambi contribuiscono a crescere con equilibrio. A questo proposito mi è venuto in mente il tema di una bambina che alla maestra che chiedeva di descrivere le mani della madre; così rispose: “Una è rossa, ruvida dura, perché ci fa tante cose. Con quella mi dà gli schiaffi. Con l’altra, che è più bianca e anche un po’ più liscia, mi fa le carezze. Ma alla sera gliele bacio tutte e due”. Il bacio di questa bambina è la gratitudine, sia per il maestro con il bastone sia per quello con la carota.

Ma anche gli insegnanti devono avere nel cuore tanta gratitudine, per tutti gli alunni, non solo per quelli che soddisfano. Anzi le sfide più importanti sono quelle che impongono l’accompagnamento di alunni lazzaroni, limitati, demotivati. Alla fine di un anno conta più un passo in avanti di questi che non dieci di chi è già bravo. Un insegnante lo sa e per questo investe molte delle sue forze in questa sfida.

Il secondo pensiero è un invito alla lettura. Leggere non è soltanto un modo per trascorrere il tempo libero. Sono tantissimi i benefici arrecati dalla lettura: stimola la mente, migliora le conoscenze, aiuta ad esprimersi meglio, migliora la memoria, arricchisce l’attenzione e la concentrazione, sviluppa la fantasia, abilita alla riflessione…

Nel suo ultimo libretto di poesie, intitolato “Raccolto diurno” Erri De Luca scrive questa piccola e preziosa poesia:

Una lima.

Il libro può nascondere una lima per segare le sbarre del lettore. 

Lo sanno i carcerieri che lasciano passare

solo quelli di copertina morbida, arrendevole. 

Eppure una lima può esserci lo stesso, 

nascosta in mezzo a verbi coniugati al futuro… 

Sempre De Luca cita un proverbio dal mondo ebraico: “Quando il tempo è vuoto, riempilo di pagine”.

Una ricerca dell’Università di Roma conclude affermando che i lettori sono mediamente più felici dei non lettori, più capaci di apprezzare il tempo e meglio attrezzati per affrontare le emozioni negative.

Un bell’augurio per vivere il tempo dell’estate è proprio quello di leggere, di scegliersi libri giusti e di riempire i vuoti estivi con molte pagine e tanti verbi coniugati al futuro. Non sarà tempo perso, anzi ci sentiremo molto arricchiti.

Don Roberto



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