La Giornata per la vita è stata istituita nel 1978, all’indomani del referendum italiano sull’aborto.
I Vescovi italiani hanno pensato di istituire questa giornata, celebrata la prima domenica di febbraio di ogni anno, per tenere viva la riflessione del popolo italiano e dei cristiani i primo luogo, sulla sacralità e inviolabilità della vita umana.
Ogni anno viene precisata la posizione della Chiesa di fronte al fenomeno sociale dell’aborto. Nel 2022 in Italia sono state notificate 66.413 interruzioni volontarie della gravidanza. È vero che questo numero corrisponde a uno dei tassi più bassi rispetto alle nazioni di tutto il mondo. Tuttavia è un numero altissimo che indica come l’introduzione da oltre 45 anni della legge abortista abbia ormai contribuito a non porsi nemmeno più il problema.
La comunità cristiana non può chiudere gli occhi su questa realtà in continua espansione. Le motivazioni che spingono ad interrompere volontariamente all’interruzione di una gravidanza possono essere molte: sociali, economiche, familiari, di presunto benessere, di egoismo…
Il primo messaggio dei Vescovi, nel febbraio del 1979, diceva: “Di fronte a problemi tanto gravi, i cristiani non possono rifugiarsi in atteggiamenti di fatalismo rassegnato o di sterile allarmismo, e neppure possono esaurire il loro impegno nel condannare a parole l’ingiustizia di questa legge. Sono chiamati, piuttosto, ad assumere più ampie e positive responsabilità di accoglienza e di servizio della vita umana nascente”.
Con questa consapevolezza i Vescovi italiani intendono offrire ogni anno i punti fondamentali di una catechesi sulla responsabilità relativa all’accoglienza della vita nascente.
Il messaggio di questo anno si intitola: “La morte non è mai una soluzione”. Dio ha creato tutte le cose perché esistano. Come afferma il libro sacro della Sapienza: “Le creature del mondo sono portatrici di salvezza e in esse non c’è veleno di morte”. L’augurio dei Vescovi italiani è che la Giornata Nazionale della vita rinnovi nel cuore dei cristiani l’adesione al Vangelo della Vita e l’impegno a smascherare la cultura di morte. Bisogna che i cristiani, dicono i nostri Pastori, siano capaci di promuovere e sostenere azioni concrete a difesa della vita, mobilitando sempre maggiori energie e risorse. In questo nostro tempo, quando l’esistenza si fa complessa e impegnativa, quando sembra che la sfida sia insuperabile e il peso insopportabile, sempre più spesso si approda a una “soluzione” drammatica: dare la morte.
Il Signore crocifisso e risorto – ma anche la retta ragione – ci indica una strada diversa: dare non la morte ma la vita, generare e servire sempre la vita. Ci mostra come sia possibile coglierne il senso e il valore anche quando la sperimentiamo fragile, minacciata e faticosa.
Accogliamo docilmente l’esortazione dei nostri Vescovi e cerchiamo di Trascorriamo dunque la Giornata per la vita come momento di riflessione e di preghiera, ma anche momento per diffondere semi di speranza per una nuova cultura della vita.
Don Roberto
Pubblicato il 4 Febbraio 2023
in
Storie di fede e Riflessioni
