Il rosario è una devozione antica, attribuita a san Domenico nel XIII. Siccome i contadini e la gente del popolo non potevano recitare i 150 salmi come i monaci, sono state loro proposte le 150 Ave Maria, raggruppate in 5 decine per meditare i grandi misteri della vita di Cristo e di Maria. Il successo della corona è stato profondo e immediato. È una pratica antica soprattutto dal momento che ci fa meditare sul Vangelo, fonte antica della nostra fede. Tuttavia è anche una preghiera moderna perché è semplice, non presenta difficoltà e la si può recitare ovunque: in chiesa o a casa, sul treno o in macchina, a letto o camminando o anche lavorando, come facevano molti contadini. Il rosario insomma è una preghiera senza tempo, una preghiera di sempre.
La culla del rosario è la famiglia. Un tempo era più facile, il capo famiglia o la nonna intonavano la preghiera e contemporaneamente si creava il clima della preghiera ma anche si rafforzava il senso dell’unità familiare. Conosco alcune giovani coppie che abituano i loro piccoli al rosario fin dalla culla, prendendoli in braccio. I bambini spesso guardano incuriositi e sorridono. Certo quando crescono le cose si complicano. Ma chi di noi grandi non ricorda con vera nostalgia il clima del rosario pregato in famiglia?
Spesso ci si domanda: ma il rosario non è una preghiera un po’ troppo meccanica e ripetitiva? Certo Gesù nel Vangelo ci esorta a non sprecare le parole quando si prega perché il Padre conosce già ciò di cui abbiamo bisogno. È vero: la preghiera è soprattutto raccoglimento, ascolto, intimità. Ma è altrettanto vero che Gesù stesso raccomanda la preghiera vocale, soprattutto il Padre Nostro. È vero cioè che se dalla nostra preghiera togliamo il corpo e le labbra resta spesso il vuoto.
Il rosario, come i salmi, è un mezzo per coinvolgere il corpo e cercare di fissare la nostra attenzione e concentrazione. È la preghiera dei semplici e delle famiglie. Afferma il mariologo René Laurentin: “Da recitare a qualunque ora e circostanza. Anche prima di addormentarsi. E se il sonno arriva prima della fine “allora continuano gli angeli”. È una preghiera semplice e di poche pretese, una preghiera che si accontenta di stare nei ritagli del nostro tempo affannoso, di essere detta mentalmente nei luoghi più disparati. Il rosario è un mezzo per associare Dio agli atti elementari della vita del corpo. É un piccolo sistema per far penetrare meglio Dio nella nostra vita”.
La nostra parrocchia si affida alla Madonna del Rosario. I nostri padri l’hanno scelta, insieme a San Giuseppe, come nostra patrona. Ci aiuti Lei a credere e sperimentare che il rosario è veramente una preghiera antica e insieme moderna.
Don Roberto
Pubblicato il 9 Ottobre 2022
in
Storie di fede e Riflessioni
