Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Fai la tua Comunione appena puoi

Ho trovato una bellissima lettera di Tolkien, lo scrittore del “Signore degli anelli”, una lettera indirizzata al figlio e scritta nel 1963, una lettera nella quale la voce del padre cerca di consolare il figlio che sta vivendo, a 40 anni un momento di crisi umana e spirituale. Ecco alcuni stralci della lettera.

“Andare in crisi di fronte agli scandali della chiesa è esperienza comunissima. Tuttavia Non puoi conservare una religione senza una chiesa e dei ministri di Dio (…). Il vino prezioso in questo mondo deve avere una bottiglia che lo contenga, o comunque qualcosa che vale meno.

La verità è una cosa semplice. La bottiglia di champagne non sarai mai preziosa quanto lo champagne. E il contenitore deve avere delle caratteristiche umili, proprio per custodire bene il nettare al suo interno. La chiesa vale meno di Cristo (cioè è a suo servizio). E chi è poi la Chiesa? I parrocchiani antipatici, i preti incoerenti, i peccatori che predicano? La chiesa sono innanzitutto io. Ci è affidato lo champagne, anche se siamo una bottiglia di vetro riciclato.

Il nostro amore può raffreddarsi e la nostra volontà può essere indebolita dallo spettacolo dei difetti, della follia e persino dei peccati della Chiesa e dei suoi ministri, ma non penso che chi una volta ha avuto la fede la perda per questi motivi (meno che mai uno che possieda una conoscenza storica). Lo “scandalo” al massimo è occasione di tentazione. La tentazione di non credere è sempre dentro di noi. La tentazione di “non credere” (che in realtà significa il rifiuto di Nostro Signore e delle Sue richieste) è sempre dentro di noi. Una parte di noi anela a trovare una scusa fuori di noi per mollare.

Io ho sofferto dolorosamente nella mia vita a causa di preti stupidi, stanchi, ignoranti o persino cattivi; ma ora mi conosco abbastanza bene da sapere che non lascerò la Chiesa (che per me significherebbe lasciare l’alleanza con Nostro Signore) per una qualsiasi di queste ragioni: la lascerei se non credessi, e non crederei nemmeno se incontrassi qualche sacerdote saggio e santo.

Un padre lo riconosci. Il padre incoraggia dando testimonianza. E l’invito è chiaro: metti al centro di tutto il tuo rapporto con Cristo, se qualcosa deve andare in crisi è quello, non usare il paravento della scusa sulla chiesa che è imperfetta. Fai la Comunione anche in un ambiente che urta i tuoi sentimenti. Credere a un Onnipotente che passa dalla voce di creature zoppicanti è un boccone duro da mandar giù.

Per arrivare davvero a Lui, Cristo ci ha piantati in mezzo a una comunità umana. Fatta non di gente simpatica, non di cinture nere di virtù, ma di nostri simili … cioè voci balbettanti e cuori fiaccati da inciampi di ogni tipo. L’unico rimedio contro il vacillare e l’indebolirsi della fede è la Comunione. (…). La frequenza garantisce il massimo effetto. Sette volte alla settimana è più efficace che sette volte dopo lunghi intervalli. Inoltre ti raccomando questo esercizio: fai la tua Comunione appena puoi.

(…) Guardando l’altro, quello che suscita la nostra irritabilità, amarezza, noia, rabbia … ci stiamo guardando allo specchio. La chiesa testimonia che Dio non ha respinto le mie parti impresentabili. E pregare per il parrocchiano fastidioso non è un atto di carità e di altruismo, è dire grazie e rallegrarsi della misericordia di Dio che non ha rifiutato i miei limiti ed errori nei suoi confronti.

Quanto a me, mi sembra di diventare meno cinico invece che più cinico – ricordando i miei peccati e le mie follie; e mi rendo conto che i cuori degli uomini spesso non sono così cattivi come le loro azioni, e molto raramente così cattivi come le loro parole”.

Trovo il questa lettera, a distanza di 60 anni un’attualità sorprendente che può dire molto alle nostre crisi. Il cuore della crisi del figlio è causata da una chiesa che mostra segni dello scandalo, del deterioramento e dell’incoerenza. Sento rivolte anche a noi le parole di Tolkien.

Don Roberto



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