Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Mantenere viva la memoria

Più sto a Dalmine e più il 6 Luglio scava in me sentimenti intensissimi di pietà, desideri concreti di pace e pensieri sinceri di appartenenza alle ferite di questo territorio.

Quando nella Messa che abbiamo celebrato a ricordo delle vittime del bombardamento, alle ore 11 e 2 minuti è suonata la sirena la commozione ha invaso il cuore e la mente dei partecipanti.  Ad un certo punto mi scappa l’occhio e vedo una signora anziana che piangeva inconsolabilmente. Per questa donna la memoria ha ripresentato scene inenarrabili che ha vissuto sulla propria pelle.

La partecipazione alla Messa, certamente anche per il caldo, è ogni anno sempre meno numerosa. I testimoni oculari sono sempre meno. Come possiamo mantenere viva la memoria?

Dopo la Messa, nel pomeriggio, mi ritrovo al CRE con i ragazzi all’Oratorio. Avevo chiesto ai coordinatori di fare una sosta alle 11 e due minuti per ascoltare la sirena e di preparare un momento di riflessione e di preghiera per il 6 Luglio.

Mi rimbalza la domanda: come possiamo mantenere viva la memoria? Con un gruppo di ragazzi gli animatori condividono il racconto del bombardamento e l’ascolto di alcuni stralci di testimonianze.

Come possiamo mantenere viva la memoria? Con grande sorpresa osservo che i ragazzi sono molto preparati. A scuola hanno ampiamente affrontato la vicenda, con Fondazione Dalmine hanno svolto attività per conoscere la guerra e i danni causati dal bombardamento. Ad un certo punto rivolgo loro la domanda: come possiamo mantenere viva la memoria? Chi ci penserà? Loro in coro rispondono: Noi!

Quella risposta mi ha spalancato il cuore.

Alla sera c’è il Grande Concerto per Dalmine con il Corpo Musicale di Mariano con il Circolo dei Narratori di Dalmine. Si alternano brani musicali, magistralmente eseguiti, e letture di testimonianze. È sempre un evento toccante, segno che Dalmine non dimentica. Il clima generale è raccolto e commovente.

Nel suo testamento spirituale il parroco don Sandro Bolis scriveva: Il sangue delle 278 vittime del bombardamento del ’44 cementò per sempre la mia unione con Dalmine.

Per questo celebriamo questo giorno: il suono della sirena, il pianto dell’anziana, la risposta accorata dei ragazzi, le note e le parole delle testimonianze. Tutto rende il 6 Luglio un giorno che onora le vittime del bombardamento, rinfranca il nostro proposito di pace e ci lega sempre più alla nostra città.

Don Roberto



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