Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
30 giugno 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Per chi suona … la sirena?

L’avvicinarsi del 6 Luglio suscita sempre nel cuore dei dalminesi un intreccio di sentimenti vivissimi. Soprattutto nelle persone anziane che hanno ancora negli occhi, nelle orecchie e nel cuore il dramma di quelle inquietanti vicende.

Ogni anno vado a rileggermi le testimonianze e a rivedere le immagini. In particolare le parole del diario del parroco di Dalmine don Sandro Bolis.

“…verso le tre del pomeriggio, cessati i soccorsi attorno ai feriti, incominciai il trasporto delle salme dallo stabilimento alla chiesa parrocchiale che spalanca le sue porte come madre pietosa ad accogliere tutti quei corpi sanguinanti e ormai privi di vita. A sera ci sono già 160 salme allineate all’interno della chiesa, sgombra dei banchi fatti portare fuori. La chiesa (pure colpita benché in modo non grave) è diventata un’immensa sala mortuaria, mentre si susseguono scene indescrivibili di pianto e di dolore e mentre, ogni tanto, falsi allarmi gettano panico tra la gente che fugge terrorizzata…”.

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Pubblicato il
23 giugno 2018
in Storie di fede e Riflessioni

La Grazia di Dio e la nostra responsabilità

Pensando alla chiesa e al suo futuro attraverso il filtro della questione vocazionale dei preti le prospettive non sono molto rosee. Certo non dobbiamo perderci d’animo e avere fiducia in ciò che il Signore ci riserverà nei suoi disegni imperscrutabili ma nello stesso tempo dobbiamo rimboccarci le maniche con molta responsabilità.

Mi viene in mente ciò che è accaduto ad un parroco mentre passando accanto ad un campo pronto per il raccolto dice al contadino: «Non è magnifico vedere ciò che la grazia di Dio ha realizzato?». E il contadino gli risponde con ironia: «Lei avrebbe dovuto vedere come appariva il campo quando agiva solo la grazia di Dio!».

Il Signore per conto suo potrebbe fare ogni cosa, ma non fa nulla senza l’assenso libero e la fattiva collaborazione dei suoi figli. Ci aspettiamo tutto dal Signore ma questo non ci esenta dalle nostre responsabilità. Come acutamente osservava Sant’ Ignazio di Loyola: «Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio».

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Pubblicato il
17 giugno 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Il Cristo che sorride

Sull’isola di Lèrins in Francia c’è uno dei simboli più splendidi che racchiude tutti i miei trent’anni di sacerdozio e non solo. È il volto del Cristo che sorride. Quando l’ho potuto contemplare la prima volta è come iniziato un lungo e profondo dialogo con il Maestro e Signore della mia vita. Quel sorriso è come un cenno di complicità, di intesa, un accoglienza senza riserve. Io sono con te per sempre fino alla fine del mondo. Quel sorriso ha più volte colmato i vuoti causati dai miei limiti e dalle mie inadempienze. Quel sorriso ha sostenuto e rinvigorito le mie stanchezza e ha consolato le mie solitudini.

Più volte sono ritornato per lasciarmi ammansire da quel volto ed ogni giorno mi porto dentro questa immagine. Dopo tanti anni mi ritrovo a ripetere la medesima affermazione: Quel sorriso è la mia vocazione, la mia scuola e il mio progetto.

È la mia vocazione perché mai Gesù mi ha lasciato indifferente, mai mi ha stancato, mai ha esaurito il suo fascino.

È la mia scuola perché Gesù sorride mentre muore, mentre sta donando la sua vita per me, per salvarmi. Ho imparato così che senza amore non si salva nessuno. E non mi fa più paura la necessità di sacrificarmi, di donarmi. Mi fa invece paura il doverlo fare senza sorriso.

Quel sorriso è il mio progetto perché voglio continuare a sperimentare la forza prodigiosa che scaturisce da un sì pronunciato con amore, nella libertà e nella gioia.

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Pubblicato il
9 giugno 2018
in Il CRE, il CRI, Proposte per i bambini, Proposte per i giovani, Proposte per i ragazzi

ALLOPERA

Lunedì 11 Giugno iniziano all’oratorio cinque settimane di bellezza. Giorni intensi per i nostri ragazzi. Giorni nei quali si realizza il volto vivace della comunità: bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e adulti volontari condividono la stessa passione dello stare insieme nella gioia.

Una coordinatrice si rivolge ai ragazzi con questa simpatica lettera:

“Caro Ciccio, ti ricordi di me? Come la scorsa estate sono sempre io a scriverti un pensiero a proposito del Cre.

Ti scrivo ora che il Cre non è ancora iniziato, ora che sono qui “nel mio lettino comodo” al termine di un’altra giornata intensa, ora che stiamo preparando tutti i colori e allestendo la tela su cui realizzeremo un nuovo capolavoro. Mancano solo pochi giorni e l’oratorio è già in fermento: siamo tutti ALL’OPERA per preparare un Cre che sia per te uno spettacolo inedito, una nuova meraviglia ma speriamo sempre un grande successo.

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Pubblicato il
2 giugno 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Il Corpo del Signore

È la Festa dell’Eucarestia, il Pane Bianco nel quale si nasconde la presenza reale di Gesù. È la festa del tabernacolo che, come diceva Madre Teresa di Calcutta, ci garantisce che Gesù “ha piantato la sua tenda” in mezzo a noi. In questa Festa vengono evidenziati due aspetti: la Comunione e l’Adorazione.

Ci lasciamo aiutare dalla testimonianza del Santo Curato d’Ars, il santo sacerdote, patrono dei parroci, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Egli attingeva la sua carità pastorale dall’inesauribile fonte dell’Eucaristia. Ai suoi parrocchiani diceva: “Non dire che non ne sei degno. È vero, non ne sei degno, ma ne hai bisogno”.

Noi non ci comunichiamo perché siamo perfetti o migliori di altri. No, lo facciamo proprio perché ne abbiamo bisogno, perché senza Eucarestia ci manca la forza per vivere.

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Pubblicato il
21 maggio 2018
in Oratorio in Festa

Sottoscrizione a premi Oratorio in Festa 2018

ELENCO NUMERI ESTRATTI IL 20/5/2018

2749 1° BUONO SPESA ESSELUNGA del valore di € 500
3580 2° Robot da cucina planetaria impastatrice Tefal
4579 3° TV 24” Telefunken
4710 4° BORSA “COCCINELLE”
3487 5° ROBOT DA CUCINA DOUBLE FORCE MOULINEX
2254 6° BISTECCHIERA GRILL ROWENTA
3405 7° MACCHINA DEL PANE MOULINEX
1097 8° ASPIRAPOLVERE A TRAINO ROWENTA
2013 9° BICICLETTA DA DONNA
4000 10° MASSAGGIO CORPO
3211 11° PREMIO MINORE
2271 12° PREMIO MINORE
4535 13° PREMIO MINORE
2663 14° PREMIO MINORE
4259 15° PREMIO MINORE
2233 16° PREMIO MINORE
3727 17° PREMIO MINORE
2541 18° PREMIO MINORE
3829 19° PREMIO MINORE
2238 20° PREMIO MINORE
ritiro premi entro il 31/5/2018 in segreteria Oratorio

 

Pubblicato il
20 maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Consolatore

 

Per me una delle definizioni più belle dello Spirito Santo ce la regala proprio Gesù, quando congedandosi dai suoi discepoli, nel cosiddetto discorso di addio, durante l’ultima cena afferma: “Non vi lascerò orfani vi manderò un altro Consolatore, lo Spirito Santo”.

Consolare è un verbo bellissimo, dai mille aspetti: significa confortare una persona, recare sollievo a chi soffre, lenire il dolore, ma anche rallegrare, ricreare, ristorare…

Che lo Spirito Santo sia chiamato così proprio da Gesù è molto rassicurante perché noi per conto nostro nemmeno sapremmo cosa sia lo Spirito Santo, il Grande sconosciuto, come lo chiama sant’Agostino.

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Pubblicato il
12 maggio 2018
in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il cielo, le orme e la mamma

L’Ascensione del Signore è la festa della sintesi: tiene insieme gli estremi: la conclusione ed il nuovo inizio, la terra e il cielo, la presenza e l’assenza, restare e andare, la chiamata e la missione, la dispersione e la comunione. È la festa in cui i poli opposti si uniscono.

Per rappresentare questa verità e per rendere vivo questo annuncio in cima al Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, c’è la chiesa dell’Ascensione anticamente realizzata con profonda sapienza. Attualmente è una piccola edicola che si trovava all’interno dell’antica chiesa crociata. Dal 1187 fu anch’essa trasformata in moschea.

In origine la chiesa aveva una cupola a cielo aperto, non esisteva il tetto, per contemplare il luogo in cui Gesù salì al cielo.

Il cielo è l’infinito verso cui ogni uomo alza gli occhi quando vuole lasciare spazio alla speranza, al desiderio di felicità che sente nel proprio intimo, quando tocca con mano che ciò che ha intorno a sé non gli basta.

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