Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
20 Gennaio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: G come GIOVANI

Non ci sono più i giovani di una volta, si dice spesso per criticare questa generazione di giovani e di adolescenti. Purtroppo e per fortuna non ci sono più i giovani di una volta, nel senso che ogni generazione, insieme ai suoi aspetti negativi, ha anche dei caratteri e delle potenzialità che la rendono unica.

Certo un tempo era molto più facile descrivere i giovani. Oggi è difficile tracciare un identikit di questa generazione, perché come dice un esperto, oggi più che mai le loro identità sono multiple, plurime, complesse e fortemente dinamiche. Che in parole povere significa che non esistono giovani in generale ma ogni giovane è un mondo a sé.

Prima un giovane, quando finiva gli studi, iniziava a lavorare e questo spesso coincideva con la formazione di una nuova famiglia. Questi erano passaggi chiari e obbligati per tutti.

Oggi si fanno figli molto più tardi (l’età del primo figlio è ben oltre i 30 anni in Italia), spesso fuori dal vincolo del matrimonio e in un contesto di crescente precarietà esistenziale. Le statistiche affermano inoltre che prima dei quarant’anni in media si è cambiato lavoro almeno una decina di volte, a scapito della sicurezza di vita e della prospettiva del futuro.

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Pubblicato il
12 Gennaio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: F COME FESTA

Se guardo un calendario mi rendo conto che la parola Festa è una delle più ricorrenti. È un tema caro quello della festa perché mette in movimento tanti pensieri, tante emozioni. Feste di ogni tipo, religiose, civili, familiari, in occasione di giornate mondiali a tema, sagre…

Chi ha inventato la festa è sicuramente il Signore quando dopo i giorni della creazione ha pensato di dedicare un giorno al riposo, alla contemplazione, alla gioia.

Da sempre gli uomini organizzano e celebrano la festa o per un avvenimento naturale come per esempio l’avvicendarsi ciclico delle stagioni e degli anni o per un avvenimento storico come anniversari di persone care o di fatti memorabili.

E la festa si fa cercando di osservare dei riti. Il rito è un segno, riconosciuto da tutti, una consuetudine nella quale tutti si riconoscono. I riti della festa hanno la funzione di creare comunione di vita, hanno l’effetto di rompere il ritmo feriale del lavoro e favoriscono esperienze di gratuità e spontaneità.

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Pubblicato il
5 Gennaio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: E COME ENTUSIASMO

Mi è sempre piaciuta questa parola e più ancora il suo significato. Penso che non esista una parola più “religiosa” di questa. È un termine che deriva dal greco e letteralmente significa “essere in Dio”.

Negli Atti degli Apostoli con questo termine si rappresenta il sentimento di intensa gioia degli apostoli dopo la Pentecoste, il dono dello Spirito Santo.

Entusiasmo è l’incontenibile spinta ad agire e operare dando tutto sé stesso, in forza del dono di Dio dentro di se. In questo senso non è solo un attributo della propria buona volontà, ma è un dono che viene dall’alto e che agisce attraverso di noi. Insomma non si può essere entusiasti solo perché lo si desidera, ma perché si è inondati da un dono.

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Pubblicato il
29 Dicembre 2018
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: D COME DISCERNIMENTO

Il tema del discernimento è stato riportato all’attenzione della chiesa grazie alle esortazioni apostoliche di papa Francesco.
Nel Nuovo Testamento ci sono alcuni passaggi che fanno risaltare la necessità del discernimento. Penso a quando Gesù afferma: “come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio”.
San Paolo così sintetizza il tema del discernimento: “esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono”. E San Giovanni afferma: “Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio”.
La parola discernere deriva dal latino: dis (separare) e cernere (scegliere). Si tratta di considerare tutti i termini di una questione, per operare serenamente e liberamente una scelta giusta. L’obiettivo del discernimento è condurre le persone ad una autentica e matura comprensione della propria realtà per crescere nel bene e nella vita dello Spirito Santo.

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Pubblicato il
22 Dicembre 2018
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: C COME CATECHESI

La parola catechesi deriva dal greco e letteralmente vuol dire “fare eco”. Proprio come quando in montagna, tra le valli, si lancia un grido e lo sentiamo risuonare più volte.

Il Vangelo è il grido di salvezza urlato da Cristo, Salvatore del mondo, urlato da Betlemme, passando  dal Calvario, fino al sepolcro vuoto. Il grido del Vangelo è giunto fino a noi.

Il dizionario dice che l’eco è “un fenomeno prodotto dalla riflessione di onde sonore contro un ostacolo”.

Tra le valli dei secoli continua a risuonare l’eco del Vangelo grazie ai molteplici “ripetitori” che non si stancano di annunciare la Parola della salvezza.

I compiti della Chiesa sono principalmente tre: Celebrare i Sacramenti, annunciare il Vangelo e organizzare la carità. Annunciare il vangelo è la catechesi in tutte le sue forme. Purtroppo la parola catechesi è ridotta ad una attività per i bambini. Mentre il Catechismo della Chiesa Cattolica è, anzitutto, una risorsa per l’insegnamento della fede e per sostenere gli adulti nella Chiesa nella loro missione di evangelizzazione e di apostolato.

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