Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
16 settembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: Z come ZELO

Dice san Paolo: non siate pigri nello zelo, siate invece ferventi nello spirito. Lo zelo è un movimento di amore, intenso al punto tale da rendere l’anima capace di trascinare altri nella propria scia. Lo zelo è una passione forte e costante. Papa Francesco afferma che nella chiesa ci sono tanti cristiani “tiepidi”, cristiani da salotto, educati e pacati, ma che non sanno generare figli alla chiesa con l’annuncio e il fervore apostolico. Lo zelo apostolico, continua il Papa, non deve appartenere solo ai missionari, ma deve essere la forza che muove ogni cristiano.

Tuttavia vi sono anche dei pericoli, come avverte il libro dei Proverbi nell’Antico Testamento: Lo zelo senza riflessione, infatti, non è cosa buona, e chi va a passi frettolosi inciampa. Vi è poi uno zelo amaro e cattivo, ricorda san Benedetto, che separa da Dio e conduce all’inferno. È lo zelo per il male, per i vizi. Vi è invece uno zelo buono che separa dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna.

Se nel servire il Signore mettessimo anche solo metà dello zelo che mettiamo nei nostri traffici e nei nostri tifi, sperimenteremmo la gioia degli apostoli e dei santi.

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Pubblicato il
9 settembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: V come VOLONTÀ DI DIO

Oggi si parla molto di discernimento, di riuscire a trovare un senso nel vivere quotidiano. Affermano gli autori spirituali più accreditati che il discernimento è la comprensione sicura della volontà di Dio in ogni tempo, luogo e circostanza.

Per noi cristiani è importante possedere quella qualità dell’animo che ci consente di riconoscere la volontà di Dio come voce che ci interpella, ci invita a prendere parte, ci esorta a decidere il bene.

Nella Bibbia la volontà di Dio si manifesta fin dall’inizio nell’opera della creazione. Per l’uomo la volontà di Dio è una benedizione che accompagna ogni creatura, ma è anche limite che segnala con franchezza la rettitudine della strada su cui camminare.

Tutta la storia d`Israele è teatro della volontà di Dio che vuole guidare il suo popolo alla santità e alla felicità. La volontà di Dio è sovrana, onnipotente, sapiente e inscrutabile, benevola e ostinata, come l’amore.

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Pubblicato il
4 settembre 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: U come UMANITÀ

“Restate umani” era il ritornello con il quale Vittorio Arrigoni, giornalista brianzolo a lungo impegnato nella cooperazione umanitaria, ucciso in un’abitazione di Gaza nel 2011, terminava ogni suo articolo.

L’umanità è il sentimento di solidarietà umana, di indulgenza e di amore verso gli uomini.

Leggo sul giornale una notizia di alcuni giorni fa che mi lascia senza parole, un fatto emblematico, indice di come davvero è facile trovare persone senza umanità: in provincia di Savona alcuni bambini litigano per chi doveva salire prima sull’altalena in un parco giochi. E fin qui nulla di strano. Senonché alla lite erano presenti i genitori. Il padre di uno è stato letteralmente pestato a sangue dai genitori degli altri tre, riportando varie ferite e un trauma cranico. Una semplice e ordinaria lite tra bambini si è trasformata in un’accesa discussione tra gli adulti e si è conclusa con la rissa ed il pestaggio.

Una bella canzone dei Gen Rosso, intitolata “Un’altra umanità”, così recita: Continua violenza, scandali, imbrogli e mali: dove sono finiti i veri, grandi ideali? E’ vero, il mondo oggi si dipinge a tinte scure, si esaltano gli equivoci, le scene crude e dure, soldi e facili successi col piglia, usa e getta. Conosco un’altra umanità quella che spesso incontro per la strada; quella che non grida, quella che non schiaccia per emergere sull’altra gente. Credo, credo in questa umanità che vive nel silenzio, che ancora sa arrossire sa abbassare gli occhi e sa scusare. Questa è l’umanità che mi fa sperare. Credo, credo in questa umanità  che paga di persona, che non usa armi, ma sa usare il cuore. questa è l’umanità che crede nell’amore.

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Pubblicato il
25 agosto 2019
in Senza categoria, Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: T come TURIBOLO

È da sempre l’oggetto del contendere tra i chierichetti che a volte si azzuffano per accaparrarsi lo strumento del potere. Tra i chierichetti veterani il turibolo è il segno che conferma l’abilità di chi serve la messa con più esperienza.

Turibolo è una parola che deriva dal latino tus, turis che vuol proprio dire incenso. Il turibolo è il contenitore del carbone che brucia e sul quale viene deposto l’incenso profumato che si espande nella liturgia.

L’incenso ha origini antichissime: nella Bibbia molte sono le citazioni del suo uso liturgico. Il fumo emanato dall’incenso bruciato salendo verso il cielo simboleggiava la preghiera e il raccoglimento del popolo di Dio, come afferma il salmo 140: Come incenso salga a te la mia preghiera.

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Pubblicato il
21 agosto 2019
in Comunità in rete, Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Esperienza di Comunità sulla storia di Pinocchio… Mare medie

Lignano Sabbiadoro 2019
Lignano è stata una mini vacanza bellissima e indimenticabile. Ci siamo divertiti, ma non solo, abbiamo anche rafforzato la nostra amicizia tra ragazzi ma anche con i nostri animatori e con il mitico Don! Tra le attività abbiamo riflettuto sulla, storia di Pinocchio, una metafora della nostra adolescenza. Abbiamo capito che nella vita bisogna fare scelte buone e a volte, difficili e coraggiose. Tra gelati, nuotale, pedalò e attività sportive abbiamo   contemplato con stupore il sorgere del sole, insieme!

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Pubblicato il
18 agosto 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: S come SUPERSTIZIONE

Il vocabolario dice che per superstizione si intende l’insieme di credenze o di pratiche rituali dettate da ignoranza, frutto di errore, di convinzioni sorpassate, di atteggiamenti irrazionali.

Il canto della civetta, il gatto nero che attraversa la strada, lo specchio rotto, il passare sotto una scala, lo spargere sale, aprire l’ombrello il casa, prendere l’aereo il 13 o il 17… Ogni cosa, essere o evento, per l’irrazionale della nostra mente, può portare fortuna o sfortuna, può avere effetti positivi o negativi.

Le superstizioni affondano le radici nell’irrazionale. Con l’avvento della scienza e della tecnica avrebbero dovuto scomparire. Invece continuano ad accompagnare i pensieri e le scelte di molte persone.

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Pubblicato il
13 agosto 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: R come RISPETTO UMANO

Cosa diranno gli altri? Il rispetto umano è considerare così importante il parere degli altri da non essere liberi di esprimere serenamente le proprie convinzioni ed essere dipendente dalla convenienza.

Dal punto di vista della nostra fede cristiana è triste vedere i discepoli di Gesù estremamente attenti a cosa fanno e dicono gli altri per risultare graditi alle persone che hanno davanti. È triste vedere i cristiani che evitano meticolosamente ogni elemento per non passare come antipatici, retrogradi o scomodi. Il problema in fondo è che, mentre stanno attenti al giudizio degli uomini, mettono bellamente da parte il giudizio del Signore e quindi lo sforzo di essere graditi a Lui e a Lui solo. Gesù nel Vangelo ha invece affermato che l’essere controcorrente è addirittura un sintomo, un termometro sicuro per sapere che stiamo agendo per Lui.

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Pubblicato il
12 agosto 2019
in Comunità in rete, Primo piano, Proposte per gli adolescenti

Campo estivo a Sestri… Ado sulle orme di Pinocchio.

“il campo estivo? ma chi c’ha voglia” mi dicevo fino a poche settimane fa, poi un giorno sono salita su quel pullman, ricolmo di biciclette smontate o traballanti e riserve di cibo manco fossimo degli scoiattoli, e sono partita, in me avevo un mare di dubbi e di speranze, autostrada, tutto bene, foriamo, bello, si riparte. Arriviamo a Sestri dopo quest’odissea e le mie aspettative sono state piacevolmente superate a partire dal luogo in cui risiedevamo, mi sono ritrovata tra gente che sentivo amica e simile a me (animali mitologici a parte), conoscevo già la maggior parte delle persone, ma alcune mi erano praticamente sconosciute, cercai di conoscerle, anche se avrei potuto fare di più uscendo dalla mia amica confort-zone. L’idea dei turni di lavoro m’è parsa molto efficiente e funzionale; si percepiva fortemente l’importanza di ciascun individuo nello svolgimento di ogni determinato incarico. Persino le attività proposte erano momenti piacevoli di riflessione e confronto su temi che circondano la nostra realtà, costantemente immersi nella vicenda di pinocchio e paragonando le sue esperienze alle nostre.

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Pubblicato il
3 agosto 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: Q come QUOTIDIANO

Quotidiano è un aggettivo che si riferisce a qualcosa che avviene ogni giorno, come un giornale che ogni giorno troviamo in edicola, come il lavoro, il mangiare, il dormire…

Quotidiano è qualcosa che ci è necessario per vivere. Nel Vangelo, quando Gesù insegna ai suoi discepoli a pregare, c’è l’invocazione “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, che indica appunto che il pane è indispensabile per il nostro sostentamento. Nella preghiera il pane “quotidiano” diventa simbolo di tutto ciò che ci è necessario: il cibo, certo, ma anche l’amore e anche le condizioni per una vita felice.

Così prega questo versetto del Vangelo Ernesto Olivero, fondatore del Sermig: “Dammi oggi, il pane quotidiano… Il pane della speranza, per dare speranza. Il pane della gioia, da poter spartire. Il pane dell’intelligenza, per varcare l’impossibile. Il pane del sorriso, da trasmettere agli altri. Il pane della misericordia, perché possa ricevere e dare perdono. Il pane del dolore, da condividere. Il pane della grazia, per non attaccarmi al male. Il pane della fraternità, per diventare una cosa sola con i miei fratelli. Il pane del tempo, per conoscerti. Il pane del silenzio, per amarti”.

Pregare per il pane di tutti i giorni presuppone che noi riconosciamo che esso è un dono, oltre che il frutto della nostra fatica quotidiana.

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Pubblicato il
27 luglio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: P come PICCOLE COSE

Capita spesso, soprattutto d’estate, di contemplare un panorama, di essere ammirati di fronte ad una visione di insieme. Bello, però si vedono solo le cose più grandi, si perde di vista il particolare. Quando poi si scende sulla strada, a valle si gustano le piccole cose, i particolari, gli aspetti più piccoli, ma non per questo meno decisivi.

Già Plinio il Vecchio diceva che la Natura è grande nelle grandi cose, ma è grandissima nelle piccole.

Questo semplice esempio ci può aiutare a comprendere come la modalità con cui noi ci rapportiamo alla vita è per lo meno duplice: la possiamo guardare come un panorama, oppure osservarla negli aspetti particolari.

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