Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Pubblicato il
24 Maggio 2019
in Proposte per gli adolescenti

Settimana santa… vissuta dagli adolescenti

Cosa sono stati i giorni di convivenza spirituale per noi adolescenti?

Sono davvero tante le parole per descriverli…

Sperimentazione: perché in fondo ci siamo tutti lanciati in qualcosa di nuovo, mai provato. Ci siamo messi in gioco, ci abbiamo provato davvero, e si può dire che siamo riusciti perfettamente.

Impegno: non si può di certo negare che sia stato difficile mantenere la concentrazione in alcuni momenti, presi dalla noia o dal semplice disinteressamento, ma abbiamo sempre fatto il possibile per portare a termine gli obiettivi di questa esperienza.

Fede: la parola attorno a cui è ruotata la convivenza, per riscoprire e riflettere su noi stessi e sul rapporto verso dio e per provare magari a riavvicinarci a lui.

Convivenza: in fondo che convivenza sarebbe senza questa parola? Convivenza… Che non è un semplice “passare la giornata insieme”, ma è darsi una mano, compagnia, supporto e amore nel gruppo.

Lavoro: poiché la convivenza non è fatta solo di divertimento, ma è anche fatta di fatiche, rinunce e di lavoro, nel nostro caso a favore dell’oratorio e del suo orto.

Gratitudine: verso tutti, chi ha organizzato, senza la quale tutto ciò non sarebbe stato possibile, ma anche verso chi ha partecipato, a chi si è messo in gioco e a chi ha deciso di vivere davvero questi giorni.

Cosa pensiamo di questa esperienza? Assolutamente da rifare, ci ha permesso di riflettere su noi, sulla fede e passare dei giorni memorabili con i nostri amici.

Grazie a tutti

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Pubblicato il
18 Maggio 2019
in 70 anni OSG, Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: D come DALMINEDICIOTTOMAGGIO1949

Con la celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Francesco si conclude solennemente l’anno del 70° Anniversario di fondazione del nostro Oratorio. Abbiamo insistentemente proposto alla comunità parrocchiale diversi itinerari per aiutarci a vivere questo evento con un obiettivo: guardare al passato per ringraziare del presente e aprirci con speranza al futuro.

Con le molteplici proposte condivise nei mesi scorsi, il Consiglio Pastorale della Comunità e l’Equipe Educativa dell’Oratorio, hanno voluto mantenere alta l’attenzione di tutti perché l’Oratorio possa continuare ad essere ciò per cui è stato voluto: una casa per tutti, una casa accogliente, educante alla vita bella, buona e felice, la vita del Vangelo.

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Pubblicato il
12 Maggio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: C come CARISMI

Anche se nel linguaggio popolare per carisma si intende il dono naturale che molte persone hanno per svolgere le diverse attività umane, il termine carisma appartiene al linguaggio religioso e indica un dono spirituale, è un dono dello Spirito. Carisma deriva dalla parola greca charis, che significa grazia. Nel catechismo tutti i cristiani sono carismatici perché il carisma è la grazia santificante infusa a tutti i credenti con il Battesimo. Da questo punto di vista dobbiamo ammettere che normalmente noi cristiani siamo piuttosto ignoranti nel riconoscere che cosa ci è accaduto nel Battesimo e che cosa ci accade quando celebriamo i Sacramenti. Siamo ignoranti nel senso che non siamo consapevoli di tutto ciò che riceviamo costantemente e gratuitamente da Dio. Con il dono dello Spirito Santo, ricevuto in germe nel Battesimo e confermato in pienezza nella Cresima, noi abbiamo ricevuto i suoi sette doni: la sapienza, il consiglio, l’intelletto, la fortezza, la scienza, la pietà e il timor di Dio. Questi doni ricevuti in forma ordinaria e permanente ci rendono carismatici.

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Pubblicato il
4 Maggio 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: B come BENEDIRE

Tra i tanti libri della chiesa ce n’è uno che è stato pubblicato recentemente e si intitola “Benedizionale”. È il libro che raccoglie tutte le formule e le preghiere per ogni sorta di benedizione da impartire sulle persone, sul popolo, sui luoghi, sulle cose, in tutte le diverse situazioni e avvenimenti della vita.

I gesti più usuali per benedire sono quelli di estendere, innalzare, congiungere e imporre le mani, il segno della croce, l’aspersione dell’acqua benedetta, l’incensazione.

Benedire significa invocare da Dio il bene e la protezione, significa rendere grazie, esprimere riconoscenza. Nella liturgia cristiana la conclusione è sempre corrispondente al gesto del sacerdote che, alzando la mano destra e compiendo il segno della croce, impartisce la benedizione in nome di Dio.

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Pubblicato il
27 Aprile 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia 2: A come ADORARE

Io adoro questo cibo, questo vestito, questo posto, questa macchina…

Siano confusi tutti gli adoratori di statue e chi si gloria dei propri idoli, recita un salmo della bibbia. Adorare è il verbo che esprime tutta la nostra devozione e il nostro affetto a Colui che riconosciamo come unico Dio.

Se adoriamo le cose siamo idolatri.

I nostri genitori ci hanno insegnato la preghiera del mattino e della sera. Preghiere bellissime che non so se i nostri figli oggi conoscono.

Al mattino si inizia il nuovo giorno con questa preghiera: Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata…  Alla sera si va a dormire con questa preghiera: Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno.  Perdonami il male, oggi commesso e, se qualche bene compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.

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Pubblicato il
20 Aprile 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: Z come ZIZZANIA

Gesù raccontò la parabola della zizzania per affermare come spesso la crescita del buon seme è disturbata dalla presenza di forze negative.

La zizzania è una pianta molto simile al frumento e si confonde con esso. È una pianta cattiva che nuoce al frumento e danneggia la coltivazione. È comunemente definita una “erbaccia”, una pianta non solo inutile ma che guasta e rovina. L’intenzione di Gesù è di confortare i suoi discepoli assicurandoli che non è sradicando al zizzania che si risolve il problema, ma avendo pazienza, fino alla mietitura, si riuscirà a separare il grano buono dalla zizzania.

Quello del Signore è l’atteggiamento giusto e misericordioso che vuole dare a tutti i peccatori il tempo e la possibilità di ravvedersi e di cambiare.

Apportare una giustizia istantanea non è nello stile del Signore e non deve nemmeno essere nel nostro modo di pensare e di agire.

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Pubblicato il
13 Aprile 2019
in Storie di fede e Riflessioni

L’alfabeto della Parrocchia: V come VOLONTARIATO

C’è un dato sorprendente e confortante: in Italia cresce il numero dei volontari. Sono 6,63 milioni di persone che svolgono attività di volontariato, pari al 12,6 per cento della popolazione. Nel 1993 era il 6,9 per cento. I volontari si sono quasi raddoppiati in 25 anni. Questi sono i dati delle ricerche ISTAT.

Il volontariato è un’attività di aiuto gratuito e spontaneo verso persone in condizioni di indigenza che necessitano di assistenza, oppure per fronteggiare emergenze occasionali o prestando servizi per il bene comune. Spesso i volontari offrono la loro opera grazie ad associazioni costituite con finalità specifiche di beneficenza. Sono infatti molteplici le forme del volontariato, le aree del servizio: l’area socio assistenziale, l’area dell’animazione culturale, civile, l’area sportiva, l’area legata ai problemi del terzo mondo…

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