Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

La Chiesa parrocchiale di San Giuseppe

Pronao Chiesa parrocchialeLa comunità parrocchiale di Dalmine, incomincia ufficialmente la sua storia il 19 Marzo 1931, secondo il decreto del Vescovo di Bergamo S. Ecc. Mons. Luigi Maria Marelli.
Il giorno della solennità di S. Giuseppe il Vescovo S. Ecc. Mons. Luigi Calza, vicario apostolico in Cina, consacra la nuova Chiesa completa di tutte le opere, la dedica a S. Giuseppe sposo di Maria Vergine e sigilla nella mensa dell’altare maggiore le reliquie dei santi Vincenzo, Fermo e Teresa di Lisieux.

 

 

Il progetto

La Chiesa di Dalmine è stata progettata dall’architetto Giovanni Greppi, che fu detto anche l’architetto del ‘900 milanese, per tutta una serie di opere che lo hanno caratterizzato.
Caratteristiche della Chiesa: è cinta all’esterno da uno zoccolo in ceppo di Brembate e l’ingresso è protetto da un ampio portico con colonne monolitiche in grigio venato di Abbazia. Le quattro statue agli angoli del sagrato sono sculture in pietra arenaria di Giuseppe Siccardi; rappresentano S. Tommaso D’Aquino, S. Rita Da Cascia, S. Giuda Taddeo, S. Antonio di Padova.

All’interno della Chiesa vi sono in bella rassegna alcuni tra i più validi pennelli del tempo.

spaccato                     interno

C’è un pregevole S. Giuseppe di Aldo Carpi, titolare dell’Accademia di Brera; la Madonna del Rosario di Cesare Monti, bresciano, morto nel 1959; il S. Antonio di Padova di Mario Ornati; il S. Luigi di Francesco Arate e la Via Crucis opera singolare del ravennate Alberto Salietti, che fu segretario del movimento «Novecento».

 

Gli affreschi

Gli affreschi della volta dell’aula e della tazza del tiburio, che legano in modo singolare con l’architettura, sono di Vanni Rossi di Ponte San Pietro.

volta chiesaGiovanni Luigi Rossi è nato il 6 Novembre 1894.
Fu allievo di Ponziano Loverini e il suo estro diventò arte. Mons. Radini Tedeschi, Vescovo di Bergamo, si interessò di lui e gli concede una borsa di studio per l’Accademia romana di pittura sacra.
Nel 1920 Vanni Rossi fu chiamato a insegnare pittura nella scuola «Beato Angelico» di Milano, vi passò quattro anni di intensa attività e restò per tutta la vita un maestro di arte sacra.

 

 

Le sculture

scult1

 

Di Giovanni Manzoni sono gli angeli adoranti di fianco all’altare principale, la Madonna all’esterno della Chiesa di S. Giorgio e tutte quelle dolci Madonne in bronzo dislocate in varie opere dell’architetto Greppi: nella pineta della colonia di Castione e di Riccione, nella scuola materna, all’interno dello Stabilimento della Dalmine vicino alla ex portineria.

I marmi della Chiesa sono notevoli per varietà e profusione. L’altare maggiore in giallo Tirolo, nero Belgio, verde Alpi, onice Piemonte e raffinato verzulo.   

La vasca battesimale è in prevalente cipollino Versilia e onice orientale; i pulpiti poligonali, mistilinei, hanno specchiature in arabesco rosa.

scult2Opere varie in rosso Francia, breccia medicea, arabescati orobici e grigio di Abbazia come le colonne monolitiche del coro.
Le sei medaglie con bassorilievi in bronzo sul presbiterio sono di Tullio Brianza. Dei fratelli Manzoni, intagliatori, è tutto l’arredamento in legno

medaglia

con buoni intarsi. L’organo è della ditta Giovanni Tamburini di Crema, completamente rifatto dalla ditta Piccinelli nel 1985. Vi è anche un piccolo concerto di campane sul campaniletto a vela sulla facciata della Chiesa.

Tutto ciò volle il benemerito Presidente della Dalmine S.p.A. Ing. Mario Garbagni, affidandone all’amico arch. Greppi la progettazione; purtroppo egli non ebbe la gioia dell’inaugurazione per morte prematura.

 



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