Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Ultimi articoli pubblicati

Preghiera a Don Bosco

Padre e Maestro della gioventù,
San Giovanni Bosco,
docile ai doni dello Spirito e aperto
alle realtà del tuo tempo
sei stato per i giovani, soprattutto
per i piccoli e i poveri,
segno dell’amore
e della predilezione di Dio.
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in La missione dell'Oratorio

La formazione della Comunità San Giuseppe

IMMAGINE 2Gli incontri di formazione per gli operatori pastorali della Comunità

Il sogno di una comunità è di essere unita, come un’unica famiglia, pronta a collaborare per il bene di tutti e per una luminosa testimonianza della speranza che portiamo nel cuore.

I motivi di questi incontri di formazione e di confronto sono principalmente:

  • Considerare la Parrocchia come luogo in cui i fratelli e le sorelle vivono insieme la fede, la speranza e la carità
  • Pensare al nostro ruolo non come semplici volontari, ma come operatori pastorali
  • Coltivare la formazione permanente come disponibilità sempre attuale al miglioramento

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La vocazione dell’Oratorio

L’Oratorio al servizio della persona

 

La ricchezza di occuparsi dei più piccoli

Prendersi cura della crescita delle persone affinché divengano responsabili di sé e dei fratelli appartiene all’originario compito che Dio per amore si è dato e ha consegnato a tutti gli uomini. In questo siamo a sua immagine e somiglianza. Ne va della nostra salvezza, cioè della nostra dignità di uomini, figli e fratelli.

L’oratorio svela in profondità la ricchezza di adoperarsi a favore di una vita fraterna, sia a chi lo frequenta, sia a chi vi opera. Questa è certamente la testimonianza della lunga tradizione che caratterizza l’oratorio nella nostra diocesi che ha visto sempre un continuo prodigarsi a favore dei più giovani attraverso attività, proposte e strutture a loro disposizione. Questo impegno, sicuramente lodevole e da sostenere sempre, non deve farci perdere di vista però il cuore, punto di partenza e di arrivo di ogni azione che compiamo: il ragazzo che abbiamo di fronte, nella sua concretezza e realtà. Tuffo ciò comporta uno sforzo che non sempre e non tuffi sono disposti a compiere: eppure è nel segno della fatica che si esprime autenticamente la gratuità del proprio servizio. Troppo spesso chi opera in oratorio ha la mal celata pretesa di ricevere un grazie dai ragazzi, dimenticando che ogni ragazzo che varca la soglia dell’oratorio è di per sé una grazia, un dono inestimabile del Signore. Comprendere il giovane come una grazia significa mettere in conto di doversi convertire a lui, nel senso di accoglierlo senza discriminazioni o preclusioni di sorta, per quello che di irripetibile e originale è.

Ovviamente ciò non deve negare la dimensione educativa dell’oratorio stesso, né mettere in dubbio che un obiettivo di questo percorso formativo sia esattamente quello di aumentare la riconoscenza nel ragazzo per quanto ha ricevuto, ma serve a sottolineare ancora una volta l’originaria e originante passione per l’uomo che muove la cura della comunità cristiana.

 

Una cura a 360 gradi

Prendersi cura seriamente e con responsabilità delle nuove generazioni non permette di occuparsi di loro solo nell’oretta che transitano in oratorio, anche se per la catechesi. Per lo meno oggi non è più possibile credere che sia fattibile un’azione educativa a scompartimenti: è necessario non solo che le energie siano messe in rete, ma che alcuni luoghi fondamentali per la crescita siano valorizzati e sostenuti. In primis non si deve dimenticare la famiglia che si ritrova sola e isolata nella cura dei propri figli come non mai. L’oratorio, certo non sostituendovisi , quale aiuto può fornire ai genitori ad essere testimoni di valori umani e cristiani e di una vita degna di essere vissuta? In oratorio le famiglie possono riscoprire la loro vocazione comunitaria, superando diffidenze e distanze. Un secondo ambito che l’oratorio riconosce come fondamentale nella vita dei ragazzi e non può essere trascurato è quello della scuola, che assorbe buona parte del tempo e delle energie, oltre ad avere un ruolo significativo nell’insegnare un certo tipo di comprensione della realtà. Al di là dei progetti di collaborazione, cosa può dire la comunità cristiana alla scuola? Sicuramente un punto fondamentale è quello di richiamare l’istituzione scolastica a un’attenzione a tutta la persona, senza per questo formarla in tutto, e in particolare un’attenzione alla dimensione spirituale che forma la coscienza. Terzo ambito significativo nella vita dei ragazzi è il tempo libero e il divertimento che sta sempre più incrementando l’investimento economico dei singoli.

L’oratorio si è sempre proposto come un luogo di gioco e di divertimento per i più giovani: lo è ancora oggi? Il tipo di divertimento che viene proposto ai ragazzi e il confronto con la nuove tecnologie del tempo libero potrebbero essere l’occasione di porre una parola intelligente a questo universo parallelo segnato come non mai dall’anarchia di senso e di regole.

 

L’educazione oggi per un domani più responsabile

La cura che l’oratorio pone per i suoi ragazzi non è solo attenta ai luoghi in cui vivono, ma si preoccupa anche dei loro futuro, del compiersi della loro vocazione. Non dimentichiamo che la vocazione a essere uomini autentici, cittadini del mondo con un senso critico della giustizia e della responsabilità verso i fratelli, è la stessa vocazione cristiana che riconduce la gratuità di ogni atto alla grazia che ha originato ogni cosa e che Gesù ci ha mostrato vincitrice nella disfatta più clamorosa: la morte, Ma la cura per il futuro significa anche fornire strumenti ed esempi di vita concreti: questo in oratorio è possibile non tanto perché si organizzano corsi di orientamento scolastico, avviamento al lavoro, economia domestica (comunque segni importanti della cura di cui si diceva prima), quanto perché i ragazzi possono incontrare persone che hanno già compiuto delle scelte di vita e possono raccontarle e mostrarle, nella dignità di testimoni e non di “idoli” da imitare. Così come i ragazzi più grandi o i giovani possono essere un esempio di come declinare la propria fede cristiana nel contesto sociale e culturale di oggi.

 

Tante proposte per tutta la persona

In oratorio ci sono attività più orientate a favorire la socialità, il rispetto dell’altro, la crescita armonica del proprio corpo, altre più orientate a coltivare l’apertura alla trascendenza, l’educazione al bello, a far maturare una coscienza spirituale, oltre che civile. E importante non scadere in ingenue distinzioni o catalogazioni per le quali alcune attività sono più importanti di altre per i ragazzi e per il loro cammino; nessuno può affermare questo con precisione: una parola di riconciliazione può cambiare il cuore di un uomo in un istante; ciò che accade tra gli uomini nel momento in cui instaurano una relazione è sempre un miracolo che può dare risultati sorprendenti. Ciò non significa che e proposte che si fanno non debbano essere qualificate e progettate nel miglior modo possibile.

Educare all’umano significa educare tutto l‘uomo, sia nel corpo che nello spirito. Ricordiamo che la fede resta un dono di Dio completamente gratuito: per questo la comunità, oltre a rinnovare i segni che danno forma e visibilità a questa fede, non può che compiere l’opera del seminatore che prepara il terreno, bagna, semina e attende.

 

Un’alleanza educativa con la famiglia

L’oratorio ha nella famiglia dei ragazzi un interlocutore autorevole che chiede di essere accolto e ascoltato a sua volta, in particolare in relazione al disorientamento e alla fatica di crescere i propri figli.

A nome della comunità cristiana l’oratorio non solo si pone accanto alla famiglia nel compito di crescere i più piccoli, ma chiede alla famiglia stessa di essere maggiormente coinvolta in quello che è il percorso di iniziazione cristiana che sta intraprendendo il figlio. Di questi tempi si osserva, infatti, una generalizzata delega da parte dei genitori per quello che riguarda l’educazione cristiana dei figli, considerando la catechesi una tra le tante attività a cui sottoporre i ragazzi. In realtà l’iniziazione cristiana coinvolge in primo luogo la famiglia, che peraltro la richiede espressamente nel battesimo, e non può essere interscambiata con il nuoto o le lezioni di pianoforte perché compie il delicato compito di iniziare il bambino al cammino di ricerca del senso di sé e della esistenza secondo la Parola di Dio, un cammino che durerà per tutta la vita. Affinché questa richiesta non appaia ai genitori una pretesa è necessario che la comunità cristiana, in particolare rappresentata dall’oratorio, sia in grado di mostrarsi vicina alle giovani famiglie, testimoniando anche ad esse una vita fraterna autentica e possibile secondo il Vangelo.

 

(Tratto dalle linee progettuali dell’oratorio – Diocesi di Bergamo)



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