Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

Ultimi articoli pubblicati

La Grazia di Dio e la nostra responsabilità

Pensando alla chiesa e al suo futuro attraverso il filtro della questione vocazionale dei preti le prospettive non sono molto rosee. Certo non dobbiamo perderci d’animo e avere fiducia in ciò che il Signore ci riserverà nei suoi disegni imperscrutabili ma nello stesso tempo dobbiamo rimboccarci le maniche con molta responsabilità.

Mi viene in mente ciò che è accaduto ad un parroco mentre passando accanto ad un campo pronto per il raccolto dice al contadino: «Non è magnifico vedere ciò che la grazia di Dio ha realizzato?». E il contadino gli risponde con ironia: «Lei avrebbe dovuto vedere come appariva il campo quando agiva solo la grazia di Dio!».

Il Signore per conto suo potrebbe fare ogni cosa, ma non fa nulla senza l’assenso libero e la fattiva collaborazione dei suoi figli. Ci aspettiamo tutto dal Signore ma questo non ci esenta dalle nostre responsabilità. Come acutamente osservava Sant’ Ignazio di Loyola: «Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio».

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Il Cristo che sorride

Sull’isola di Lèrins in Francia c’è uno dei simboli più splendidi che racchiude tutti i miei trent’anni di sacerdozio e non solo. È il volto del Cristo che sorride. Quando l’ho potuto contemplare la prima volta è come iniziato un lungo e profondo dialogo con il Maestro e Signore della mia vita. Quel sorriso è come un cenno di complicità, di intesa, un accoglienza senza riserve. Io sono con te per sempre fino alla fine del mondo. Quel sorriso ha più volte colmato i vuoti causati dai miei limiti e dalle mie inadempienze. Quel sorriso ha sostenuto e rinvigorito le mie stanchezza e ha consolato le mie solitudini.

Più volte sono ritornato per lasciarmi ammansire da quel volto ed ogni giorno mi porto dentro questa immagine. Dopo tanti anni mi ritrovo a ripetere la medesima affermazione: Quel sorriso è la mia vocazione, la mia scuola e il mio progetto.

È la mia vocazione perché mai Gesù mi ha lasciato indifferente, mai mi ha stancato, mai ha esaurito il suo fascino.

È la mia scuola perché Gesù sorride mentre muore, mentre sta donando la sua vita per me, per salvarmi. Ho imparato così che senza amore non si salva nessuno. E non mi fa più paura la necessità di sacrificarmi, di donarmi. Mi fa invece paura il doverlo fare senza sorriso.

Quel sorriso è il mio progetto perché voglio continuare a sperimentare la forza prodigiosa che scaturisce da un sì pronunciato con amore, nella libertà e nella gioia.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Il Corpo del Signore

È la Festa dell’Eucarestia, il Pane Bianco nel quale si nasconde la presenza reale di Gesù. È la festa del tabernacolo che, come diceva Madre Teresa di Calcutta, ci garantisce che Gesù “ha piantato la sua tenda” in mezzo a noi. In questa Festa vengono evidenziati due aspetti: la Comunione e l’Adorazione.

Ci lasciamo aiutare dalla testimonianza del Santo Curato d’Ars, il santo sacerdote, patrono dei parroci, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Egli attingeva la sua carità pastorale dall’inesauribile fonte dell’Eucaristia. Ai suoi parrocchiani diceva: “Non dire che non ne sei degno. È vero, non ne sei degno, ma ne hai bisogno”.

Noi non ci comunichiamo perché siamo perfetti o migliori di altri. No, lo facciamo proprio perché ne abbiamo bisogno, perché senza Eucarestia ci manca la forza per vivere.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Consolatore

 

Per me una delle definizioni più belle dello Spirito Santo ce la regala proprio Gesù, quando congedandosi dai suoi discepoli, nel cosiddetto discorso di addio, durante l’ultima cena afferma: “Non vi lascerò orfani vi manderò un altro Consolatore, lo Spirito Santo”.

Consolare è un verbo bellissimo, dai mille aspetti: significa confortare una persona, recare sollievo a chi soffre, lenire il dolore, ma anche rallegrare, ricreare, ristorare…

Che lo Spirito Santo sia chiamato così proprio da Gesù è molto rassicurante perché noi per conto nostro nemmeno sapremmo cosa sia lo Spirito Santo, il Grande sconosciuto, come lo chiama sant’Agostino.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il cielo, le orme e la mamma

L’Ascensione del Signore è la festa della sintesi: tiene insieme gli estremi: la conclusione ed il nuovo inizio, la terra e il cielo, la presenza e l’assenza, restare e andare, la chiamata e la missione, la dispersione e la comunione. È la festa in cui i poli opposti si uniscono.

Per rappresentare questa verità e per rendere vivo questo annuncio in cima al Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, c’è la chiesa dell’Ascensione anticamente realizzata con profonda sapienza. Attualmente è una piccola edicola che si trovava all’interno dell’antica chiesa crociata. Dal 1187 fu anch’essa trasformata in moschea.

In origine la chiesa aveva una cupola a cielo aperto, non esisteva il tetto, per contemplare il luogo in cui Gesù salì al cielo.

Il cielo è l’infinito verso cui ogni uomo alza gli occhi quando vuole lasciare spazio alla speranza, al desiderio di felicità che sente nel proprio intimo, quando tocca con mano che ciò che ha intorno a sé non gli basta.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il Sacramento dell’addio?!

La Cresima è un sacramento fondamentale, anche se apparentemente sembra un sacramento “minore”. È il sacramento che conclude il percorso di Iniziazione cristiana dei nostri ragazzi.

Qualcuno ironicamente ha affermato che la Cresima si chiama anche “sacramento dell’addio”, perché dopo non si va più in chiesa.

Invece questo è il sacramento che completa il percorso del diventare cristiani, anzi che ci rende perfetti cristiani. La Cresima si chiama anche “Confermazione”: conferma e rafforza la grazia che abbiamo ricevuto nel Battesimo, con la differenza che a ripetere le promesse fatte a suo tempo dai  genitori questa volta sono i cresimandi in prima persona a rinnovare la propria fede.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Il giorno più bello della vita

Dopo 46 anni lo ricordo ancora molto bene il giorno della mia prima Comunione. E ricordo che il mio vecchio parroco ci aveva detto due cose che non ho mai dimenticato. Prima di tutto ci ha detto: Questo sarà il giorno più bello della vostra vita. Non so dire se ha avuto ragione. Qual è il giorno più bello della vita? E poi ci ha detto un’altra cosa: Che la comunione di oggi sia migliore di quella di ieri e sia peggiore di quella di domani. Un augurio che non si capisce subito, da leggere più volte per capirlo. Oggi quando arriva il giorno della prima Comunione a me vengono alcune domande.

Innanzitutto mi chiedo: ma ne vale la pena? Che senso ha questa festa che per molti ha il sapore di una sceneggiata? Tranne qualche eccezione è una giornata di grande distrazione e di enorme dispersione. I bambini sono condotti a preoccuparsi di tanti aspetti che poco centrano con il dramma che si consuma nel cenacolo. Ma poi: ne vale la pena enfatizzare una dimensione alla quale poi, lo sappiamo, si fa una gran fatica a dare continuità?

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: La voce del Pastore

È bello che ogni anno nella quarta domenica di Pasqua si celebri la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Infatti il Vangelo di questa domenica è sempre il testo del Buon Pastore che ci chiama a seguirlo, ascoltando la sua voce sicuri che Lui non solo ci guida ma dona la sua vita per noi.

Il messaggio di Papa Francesco per questa giornata di preghiera ci esorta innanzitutto a riscoprire come al centro della nostra vita ci sia la chiamata alla gioia che Dio ci rivolge: Non siamo immersi nel caso, né trascinati da una serie di eventi disordinati, ma, al contrario, la nostra vita e la nostra presenza nel mondo sono frutto di una vocazione divina!.

L’atteggiamento di fondo, richiesto al gregge del Signore, è l’ascolto. Dio si fa sentire in modo discreto, senza imporsi e, dice il Papa, può capitare che la sua voce rimanga soffocata da tutto ciò che occupa la nostra mente e il nostro cuore.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Incredibile ma vero

 

La risurrezione è talmente straordinaria da apparire incredibile.

Ho trovato un passo di sant’Agostino che mi ha molto colpito: Tre sono le cose incredibili e tuttavia avvenute: è incredibile che Cristo sia risuscitato nella sua carne, è incredibile che il mondo abbia creduto ad una cosa tanto incredibile, è incredibile che pochi uomini, sconosciuti, inermi, senza cultura, abbiano potuto far credere con tanto successo al mondo, e in esso anche ai dotti, una cosa tanto incredibile!”.

Eppure il fatto della risurrezione continua ad interpellare gli uomini di ogni tempo tanto che, anche i cristiani più tiepidi e superficiali, non possono fare a meno di misurarsi con questo annuncio.

La Pasqua è il punto di appoggio di tutto il cristianesimo, è l’asse portante della fede cristiana. San Paolo afferma che se Cristo non fosse risorto la nostra fede sarebbe vana, vuota e inutile.

Ma cosa significa per noi oggi credere nella Pasqua? Cosa significa vivere la risurrezione?

Continua la lettura →



in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Con noi per sempre

Il tempo di Pasqua è il tempo dei Sacramenti. Prima di separarsi dai suoi discepoli Gesù ha voluto rispondere a questa domanda: «Come posso congedarmi da voi senza abbandonarvi mai? Gesù si congeda dai discepoli e li rassicura con la promessa di non abbandonarli mai, di essere sempre in mezzo a loro. Il modo di mantenere questa promessa è l’istituzione dei Sacramenti. Ci sono sette momenti esistenziali nella vita che accomunano tutti gli uomini e tutte le donne: La nascita, la  crescita, il nutrirsi, il peccato, l’ammalarsi, il servizio alla comunità e l’amore.

Ora Gesù collega per ogni evento della vita un segno sacramentale: il Battesimo alla nascita, la Cresima nella crescita, l’eucarestia per il nutrirsi, la Riconciliazione per il peccato, l’unzione nella malattia, l’Ordine per il servizio alla comunità e il Matrimonio per l’amore.

Continua la lettura →



in Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Pasqua: Alleluia

Dopo averlo taciuto per tutta la Quaresima, per il suo carattere festivo, la liturgia fa esplodere con forza il canto dell’Alleluia.

È una parola molto antica, di lingua ebraica e significa: lodiamo Dio. È una delle cinque parole ebraiche introdotte nella liturgia cristiana insieme a Amen, Osanna, Abbà e Maranathà.

Anticamente, nella liturgia, il canto dell’Alleluia era riservato alla sola celebrazione della Pasqua. Successivamente fu introdotto in tutte le messe domenicali e feriali e si canta prima della proclamazione del vangelo.

Continua la lettura →



in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni

Le parole della Quaresima: Passione

Ci siamo: entriamo nei giorni santi della settimana più importante per la vita dei cristiani. È la settimana della Passione di Gesù.

La parola passione deriva dal latino e significa patire. Indica innanzitutto la sofferenza fisica e in particolare la sofferenza del martirio. La Passione di Gesù, scritta con la lettera maiuscola, è il racconto della crocifissione di Gesù e di tutte le sofferenze che l’hanno preceduta.

La passione indica anche la sofferenza spirituale, il dolore morale. Indica l’afflizione causata da una pena. Nel linguaggio popolare la passione è un sentimento forte di attaccamento, di amore, di donazione: ho una gran passione nel cuore, sei l’unica passione della mia vita…

Così ognuno ha le sue passioni, cioè i suoi sentimenti, i suoi amori.

Se è vero che non si può vivere senza passione è altrettanto vero che spesso ci ritroviamo ad avere passioni che non riusciamo a controllare e da cui si diventa dipendenti.

Il contrario della passione è la freddezza, distacco, indifferenza, l’insensibilità.

Gesù vive la passione non solo nel momento culminante della sua vicenda terrena, come leggiamo con devota attenzione in questi giorni, ma ogni sua parola e ogni suo gesto sono rivelatori della febbre d’amore che lo anima.

Continua la lettura →



in I tempi forti dell'anno liturgico, Storie di fede e Riflessioni