Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

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Convivenza ado 4-5 Novembre 2019 Cittadini del Mondo

Per me la convivenza è una delle tappe più belle e fondamentali del percorso adolescenti. Questa parola è ricca di significati perché convivenza vuol dire stare insieme, divertirsi , legare sempre di più con gli amici, condividere idee e pensieri ma altrettanto comporta fatica e sacrifici. Esempio banale : alzarsi alle sei di mattina è abbastanza pesante considerato che la sera si va a letto tardi ma ogni tanto è bello cogliere il lato positivo delle cose ovvero quello di essere in compagnia dei propri amici. Al termine di questa esperienza posso però dire che vivere una settimana con queste piccole difficoltà ne è valsa davvero la pena

Durante la prima serata abbiamo affrontato il tema degli adulti. Attraverso delle immagini, proposte dai nostri educatori, abbiamo provato a condividere ciò che pensiamo, la vita che fanno e perché hanno scelto di condurla in quel modo. Confrontandoci, molti di noi pensano che essere grande porti infelicità: lo stress del lavoro, la vita frenetica e le continue difficoltà da affrontare.  Nella seconda parte dell’attività, sempre attraverso delle fotografie, abbiamo provato ad immedesimarci nel ruolo dell’adulto e a raccontare come ci vedremo noi da grandi.  Saremo felici e realizzati della nostra vita? Stiamo facendo qualcosa per costruire il nostro futuro?

Dell’intervento sul monastero ho ascoltato poco, ricordo solo che i monasteri sono tipo conventi, ma nati prima. La cosa che però mi ha colpito è che solo 8 persone riescono a tenere in piedi più che  perfettamente un posto così mastodontico e che ormai ha 600 anni, ed io, che giudicavo, in maniera scorretta, la gente che vive per la fede ed in funzione di essa, mi sono dovuto ricredere.

Lunedì sera abbiamo avuto la fortuna di ospitare Lara, una giovane dell’oratorio che ci ha parlato delle sue esperienze estive  con libera, un’associazione che lotta contro la mafia. Libera organizza Campi estivi di lavoro e formazione nei luoghi dove la mafia é ancora forte sul territorio e Ha inoltre come progetto sociale il riutilizzo dei beni confiscati.

Mi ha colpito il fatto che Irene , una giovane dell’oratorio, abbia voluto fare una esperienza di volontariato da sola, senza conoscere nessuno, ovvero andare con la Caritas a Napoli e a Scampia. Mi colpisce il fatto di lanciarsi in nuove proposte e ripeto da sola senza conoscere nessuno, visto che noi facciamo tutto solo se c’è un amico. Un’altra cosa mi colpisce è il fatto che le persone di Napoli, senza conoscerla, l’hanno accolta. Che bello essere accolti anche senza conoscersi. In molti casi ciò manca nel luogo dove vivo.

Cos’è la mensa dei poveri? Molto più di un semplice servizio. È un incontro, la scoperta di una nuova realtà, realizzato tramite sguardi, magari un saluto o un ringraziamento. Ma non sguardi qualunque…. Sguardi di chi ha vissuto guerra, terrore, ingiustizie e continua a vivere in condizioni disastrose, ma non si da per vinto. Uno sguardo che parla direttamente al cuore, e lo commuove.

Diego Mosca un uomo che nel suo piccolo fa tanto. Originario di Bergamo e un ragazzo comune in età adolescenziale poi al raggiungimento dei suoi 20 anni decide di avvicinarsi al volontariato; aiutando uomini senza tetto, donne della strada e un orfanotrofio all’estero. Trovata la ragazza che ama decide di sposarsi e cercare casa. Trova un locale a Berbenno ex bene della mafia dove la regione vuole edificare uffici o associazioni sociali perciò Diego si ritrova a mani vuote. poco dopo è un’ amico a chiamarlo dicendogli che la regione vuole costruire lì la prima casa famiglia della Lombardia, dopo varie indecisioni e insicurezze, Diego accetta e nel settembre del 2009 nasce la prima casa famiglia della Lombardia che ospita ragazzi con un passato burrascoso

Io vi racconto la testimonianza di suor felicita. Per lei fede e religione sono due cose diverse: la fede è l’affetto che dai all’altra persona come dire ti voglio bene. La religione invece sono i gesti che fai come dare un abbraccio. Io vi lancio questa “provocazione”. Non prendete la fede come un obbligo ma come un momento di riflessione personale.

Le ore di gioco alla sera passate insieme sono state un momento prezioso di questa convivenza, tra le caccie al tesoro molto movimentate, domande un po’ scomode a cui rispondere e mimi strani, ci siamo divertiti. Una sera abbiamo anche visto un film che ci ha aiutato a riflettere sui temi che stiamo affrontando.

Giovedì sera insieme a don Roberto abbiamo ascoltato il percorso che ha portato i nostri educatori a diventare quello che sono ora, e ci siamo interrogati su quale potrebbe essere invece la strada che vogliamo prendere noi per diventare dei veri è proprio cittadini del mondo; infine don Roberto ci ha parlato della vocazione che è il dono con cui nasciamo e che ci rende unici.

La Fede è unicamente Amare, la sua straordinarietà deriva proprio del desiderio profondo di donare, poiché in quel donare siamo noi i primi a ricevere. L’Amore è l’antagonista per eccellenza dell’egoismo.

Essere cittadini del mondo per esserlo non basta parlare, lamentarsi dei problemi che ci circondano, bisogna prendere coraggio e partecipare attivamente per cambiare. A parlare sono bravi tutti ma quando bisogna passare  ai fatti la situazione cambia



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