Parrocchia e Oratorio San Giuseppe, Dalmine (BG)

il sito web della comunità parrocchiale San Giuseppe di Dalmine

L’alfabeto della Parrocchia: T come TRADIZIONE

La Parrocchia ha il compito di custodire il tesoro del Vangelo e nutrire la fede dei credenti. Per tradizione si intende la trasmissione nel tempo, da una generazione all’altra, della memoria del Signore. Il concetto di tradizione è fondamentale per quanto riguarda l’interpretazione della Sacra Scrittura e l’insegnamento della dottrina della Chiesa.

Il Concilio di Trento definisce la tradizione come “il complesso delle verità rivelate, appartenenti alla fede e alla morale”.

L’origine della tradizione cristiana si colloca nel mandato che Gesù ha affidato agli apostoli di predicare il Vangelo a tutti i popoli fino alla fine del mondo.

Il tema della tradizione è ampiamente dibattuto nel Concilio Vaticano II che mette in rilievo come la tradizione “progredisce con l’assistenza dello Spirito Santo nella continua tensione di tutta la Chiesa verso la pienezza della verità divina”.

Riassumendo il pensiero del catechismo cattolico possiamo dire che la trasmissione della fede avviene in tre momenti: la ricezione, il possesso e la comunicazione. La ricezione: ci poniamo fedelmente  in ascolto del passato per non perdere il patrimonio del Vangelo. Il possesso: riconosciamo che il Vangelo ci appartiene come luce che ci guida e lasciamo che fermenti la nostra vita. La comunicazione: attraverso linguaggi sempre da rinnovare cerchiamo di annunciare e di testimoniare la verità del Vangelo nel mondo attuale. La missione affidata alla parrocchia può essere ultimamente ricercata proprio in questi tre momenti. Siamo cioè chiamati a custodire la memoria del Vangelo in un tempo che invece vorrebbe dimenticare duemila anni di storia cristiana, duemila anni di bellezza, di storia, di arte, di letteratura, di solidità di pensieri e di sentimenti. E siamo soprattutto chiamati ad inventare nuovi linguaggi per trasmettere l’insegnamento del cristianesimo. Per usare un immagine potremmo dire  che occorre fare una pubblicità nuova al prodotto che è sempre lo stesso.

Oggi compaiono, nel panorama ecclesiale, alcune forme di tradizionalismo che vorrebbero riproporre modelli di vita cristiana del passato senza compiere lo sforzo di un profondo rinnovamento. D’altra parte ci sono anche tentativi maldestri di proporre forme nuove di presunta vita cristiana che però non affondano le radici nel patrimonio di ciò che il passato ci ha tramandato.

Entrambi sono esiti dannosi che non considerano che la tradizione non consiste nell’adorare le ceneri, ma nel mantenere viva la fiamma, che non è stata accesa da noi, ma ci è stata consegnata. Accesa.

Don Roberto

 



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